Microspie GSM

novembre 30, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Triband

Le apparecchiature di ascolto a distanza hanno raggiunto un livello di miniaturizzazione, versatilità e di affidabilità tali da consentire a chi le utilizza di trovare il modello adatto alle proprie esigenze, siano forze dell’ordine alla ricerca di pericolosi criminali, mariti preoccupati della fedeltà delle proprie mogli o dirigenti d’azienda che intendano vigilare sui propri dipendenti.

Per essere sempre in grado di tenere sotto controllo il soggetto da sorvegliare, qualsiasi sia la distanza tra lui e il suo controllore, il mezzo migliore è sicuramente una microspia GSM, ossia un microfono nascosto, alimentato a batteria o a corrente elettrica (sia continua che alternata), collegato ad una scheda SIM come quella del nostro comune telefono cellulare.

Grazie a questo ingegnoso sistema, è possibile seguire il proprio soggetto ovunque egli vada, senza rischiare di compromettere l’operazione di sorveglianza dando troppo nell’occhio, in quanto sarà possibile restare in contatto attraverso una semplice telefonata verso il numero collegato alla microspia stessa.

Inoltre, per essere sicuri dell’efficienza dell’operazione, la maggior parte delle microspie GSM sono dotate di un sensore automatico di attivazione, che consente di rilevare un movimento, una voce o, se installate all’interno di un’autoveicolo, l’accensione dell’auto. Una volta rilevato un evento, sarà la microspia stessa a chiamare automaticamente verso un numero predefinito per avvertirvi che la persona controllata si sta muovendo o altro.

Le microspie GSM sono controllabili e configurabili a distanza; infatti, tramite l’invio di un semplice SMS, potrete impostare il numero che controlla la microspia, nonché i parametri di sensibilità del sensore di attivazione vocale, o anche resettare l’apparecchiatura, allo scopo di ottimizzare al massimo la vostra operazione di sorveglianza e dormire sonni tranquilli!

Per maggiori informazioni su microspie ambientali e GSM, e per una serie di apparecchiature per la sorveglianza e per la vostra sicurezza, potete visitare il sito di Endoacustica.

Una semplice cura può fermare la sclerosi multipla

novembre 27, 2009 Biotecnologia 1 Commento

Sclerosis

Un chirurgo dell’Università di Ferrara, il Dottor Paolo Zamboni, potrebbe aver trovato una cura sorprendentemente semplice per la sclerosi multipla, grazie ad una semplice operazione che sblocca il flusso sanguigno in uscita dal cervello.

Grazie a questa operazione, il 73% dei 65 pazienti operati dal Dr. Zamboni non presenta più sintomi di sclerosi multipla a due anni dall’operazione. Questi risultati poterbbero cambiare radicalmente le attuali conoscenze della sclerosi multipla, una malattia che affligge circa due milioni e mezzo di persone nel mondo, prevalentemente donne, e che fino ad ora si riteneva non avesse una cura ma soltanto dei trattamenti che potessero in qualche modo limitare la sofferenza dei pazienti.

L’idea del Dr. Zamboni è che molti tipi di sclerosi fossero causati da un blocco nel percorso di uscita del ferro in eccesso dal cervello. Ripulendo due vene principali in uscita dal cervello stesso, è stato possibile riaprire tale flusso sanguigno, ed eliminare la causa principale della malattia.

La ricerca del Dr. Zamboni è iniziata per un motivo personale: la scoperta che sua moglie era affetta dalla malattia. Nella sua frenetica ricerca di documentazione, ha trovato alcune vecchie fonti che ritenevano che l’eccesso di ferro nel cervello fosse una possibile causa di sclerosi.

Recuperando alcune sue ricerche in cui dimostrava come l’eccesso di ferro potesse danneggiare i circuiti venosi nelle gambe, ha pensato di applicare questo stesso principio al cervello, scoprendo che il 90% delle persone affette da sclerosi multipla ha una piccola malformazione nelle vene che scaricano il sangue dal cervello, da lui ribattezzata Insufficienza Cronica Venosa Cerebro-Spinale.

In breve, sbloccando le vene, i sintomi sono lentamente regrediti fino a sparire del tutto in molti casi. Ovviamente il tutto necessita di ulteriori verifiche e ricerche, ma chissà, potremmo avere finalmente trovato una cura per una malattia finora ritenuta letale?

Fallisce il volo intercontinentale dell’uomo jet

novembre 27, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Jetman

Un paio di giorni fa, l’avventuriero svizzero Yves Rossy ha tentato la prima traversata intercontinentale a bordo di un Jetpack, altrimenti detto zaino jet, ossia un sistema di propulsione a getto che permette il volo umano.

Il tentativo consisteva nel saltare da un aereo in volo sopra Tangeri, in Marocco, e puntare verso nord verso la località di Tarifa sulle coste spagnole, dove Rossy prevedeva di arrivare dopo 23 chilometri di traversata, un viaggio apparentemente breve, ma che ne avrebbe fatto il primo uomo a compiere una traversata intercontinentale tramite un mezzo di trasporto di questo genere.

Nello specifico, il mezzo usato da Rossy, ed ideato da lui stesso, si chiama Wingpack, e consiste di un’ala rigida in fibra di carbonio, dall’apertura alare di circa 2.40 metri, collegata ad uno zaino. Il pilota-passeggero indossa una tuta simile a quella dei pompieri per proteggersi dal calore dello scarico.

Sfortunatamente però, il tentativo non è andato a buon fine a causa della intensa nuvolosità presente nella zona al momento del volo. Rossy ha incontrato una forte turbolenza, e poiché per rimanere leggero volava senza strumentazione, ha tentato di salire oltre le nuvole, senza successo a causa della velocità troppo bassa (circa 300 chilometri orari ad un’altitudine di soli 850 metri).
A questo punto ha dovuto abbandonare il tentativo (ed anche il suo mezzo di trasporto) paracadutandosi in mare dove è stato prontamente recuperato senza danni.

Nonostante il fallimento di questo tentativo, Rossy ha immediatamente dichiarato che ci riproverà ad inizio anno, non prima di avere collaudato un sistema con un’ala più grande, con il quale volerà sopra il Grand Canyon. Un uomo sicuramente ostinato e determinato, non per niente il suo soprannome è Jetman…

Un Jammer GPS, per essere liberi dal satellite!

novembre 25, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Jammer

Le automobili di ultima generazione sono ormai quasi tutte munite di sistema di navigazione satellitare GPS, al punto che spesso e volentieri gli automobilisti, una volta scesi dall’auto, non sanno neppure più il nome della strada (se non addirittura della città!) dove si trovano.

Questo vuol dire che non siamo soltanto noi a sapere in ogni momento dove ci troviamo e in quale direzione dobbiamo muoverci per raggiungere la nostra destinazione, ma anche che il sistema satellitare, in ogni momento, conosce la nostra posizione, e la stessa può essere resa nota ad osservatori indiscreti, che potrebbero usare tale informazione contro di noi.

Pertanto, può essere utile rendersi irreperibili, ad esempio per chi vuole sbrigare degli affari privati (ah, l’infedeltà coniugale…), o per chi lavora come rappresentante di commercio per più aziende e non vuole far sapere ad una delle due l’indirizzo dei clienti dell’altra, oppure più semplicemente per camionisti che vogliono schiacciare un pisolino fuori orario dopo lunghe ore di guida.

Per tutti questi motivi, può essere utile dotarsi di un jammer GPS, ossia di un piccolo dispositivo che, semplicemente collegandolo all’accendino della vostra automobile, emette dei segnali codificati che interferiscono con il sistema di ricezione GPS, rendendolo temporaneamente non in grado di comunicare la sua posizione al satelite.

Tali onde di interferenza, oltre naturalmente a non essere dannose per la salute umana, non danneggiano il sistema di navigazione in alcun modo, ma semplicemente ne bloccano il dialogo col satellite.

Grazie a questo sistema, sarà possibile fare in modo di non essere reperibili in ogni momento, e si potrà gustare un po’ di pace, lontani dalla moderna esigenza di dover essere sempre collegati, sempre visibili e mai veramente liberi!

Il cordone ombelicale, una banca di cellule staminali

novembre 25, 2009 Biotecnologia 2 Commenti

Baby

La ricerca scientifica ha svariati sistemi per trarre vantaggio dalle conoscenze, sempre più profonde, in materia di cellule staminali. Tra le più recenti scoperte c’è quella della possibilità di conservare il sangue raccolto dal cordone ombelicale del neonato.

Tale sangue è quello che alimenta il bambino nel periodo prenatale, e pertanto, oltre ad essere quello più compatibile, è anche quello con caratteristiche più adatte a curare eventuali malattie che il bambino può contrarre durante la sua crescita.
Infatti è ricchissimo di cellule staminali, ossia cellule umane allo stato primitivo, che in seguito possono trasformarsi in specifici tessuti o aiutare la ricostruzione di organi, e pertanto possono essere usate per curare una serie di malattie in età più adulta.

Nel caso specifico, le cellule staminali ombelicali possono curare alcune forme di leucemia, o malattie rare quali la porfiria di Gunther o il nanismo di Hurler. Attualmente, in Italia non è possibile prelevare tali cellule, e chi vuole prevenire malattie di questo genere deve recarsi fino a Cipro, ove esiste una banca del sangue ombelicale. Grazie ad essa, i genitori che hanno una storia familiare con malattie ereditarie che possano essere curate con cellule staminali, possono conservare il sangue dei loro neonati ed usarlo in seguito come una riserva di cellule che possono aiutare la cura.

Il sangue viene prelevato dal cordone ombelicale, dopo la nascita, in maniera assolutamente sicura (il prelievo può essere effettuato da qualsiasi ginecologo), e viene poi inviato alla banca che provvede ad effettuare i necessari controlli sul sangue, ed in seguito a estrarre le cellule staminali e a conservarle per un periodo di 20 anni.

Tale conservazione ha un costo totale di 1600 euro, un costo che anche in tempi di crisi ci sentiamo di definire contenuto, specialmente se si tratta di difendere la salute dei nostri figli. Purtroppo, nonostante tale procedura sia perfettamente legale in molti paesi dell’Unione Europea, in Italia i dettami della Chiesa all’attuale governo non consentono l’utilizzo di cellule staminali, a tutto vantaggio della ricerca scientifica di altri paesi.

Come alimentare il vostro cellulare con il movimento della vostra auto

novembre 23, 2009 Tecnologia Nessun Commento

A380

Tempo fa abbiamo visto, su questo blog, come sia possibile, piazzando dei particolari pannelli in corrispondenza delle uscite autostradali, raccogliere ed immagazzinare l’energia cinetica delle auto.
Il prossimo passo sarà quello di raccogliere l’energia cinetica direttamente dagli stessi veicoli in movimento, ed usare l’energia immagazzinata per alimentare dei piccoli apparecchi elettronici all’interno dei veicoli stessi.

Tale operazione di raccolta energia cinetica sarà possibile tramite l’applicazione di cristalli piezoelettrici, studiati dal City College di New York. I cristalli, delle dimensioni di circa 1.2×2.5 cm, possono essere montati sul tetto di un veicolo in movimento, da un’automobile fino ad un aereo, e le loro vibrazioni generano un flusso d’aria che verrebbe raccolto in maniera da produrre un voltaggio.

Al momento, i ricercatori stanno lavorando sull’ottimizzazione di questo sistema a seconda del veicolo su cui esso viene montato: come si può immaginare, le turbolenze e vibrazioni a cui sono esposti sono enormemente diverse a seconda che tale sistema sia montato su un’automobile, su un camion o su un aereo.

Ovviamente l’energia generata non è certo sufficiente a fornire la spinta necessaria per far correre un’automobile o far volare un aereo, ma potrebbe essere utilizzata per far funzionare dei piccoli apparecchi elettronici all’interno del veicolo stesso. Ad esempio, se montata su un aeromobile, potrebbe essere utilizzata per fornire elettricità a computer portatili, telefoni cellulari o lettori MP3 dei passeggeri.

All’interno di un’automobile in movimento, invece, l’utilizzo di un tale sistema potrebbe fornire energia per alimentare il vostro cellulare; nel campo della sorveglianza, invece, si potrebbe fornire energia ad apparecchiature di ascolto nascosto quali ad esempio microspie GSM. In quel caso, resta da vedere come sarà possibile installare tali sensori… chi vivrà vedrà!

Cellulari invisibili

novembre 22, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Stealth Phone

Come abbiamo visto in svariati articoli precedenti su questo blog, le nostre conversazioni sul telefono cellulare sono tutt’altro che sicure, tutt’altro che private, tutt’altro che a prova di intercettazione. Al contrario, il cellulare è il mezzo di comunicazione che più ci espone al rischio che le nostre conversazioni vengano ascoltate da orecchie indiscrete, che potrebbero essere interessate a carpire informazioni da usare contro di noi, sia nel campo degli affetti che in quello lavorativo, specialmente se ci sono in ballo interessi a molte cifre.

L’errore che si compie più di frequente è quello di pensare che, ai fini di una eventuale intercettazione telefonica, sia soltanto il numero di telefono ad essere messo sotto controllo. Così facendo, si pensa di essere al sicuro semplicemente cambiando la scheda SIM del nostro cellulare, specialmente se andiamo all’estero.

Una volta cambiata la scheda, nell’errata convinzione di essere al sicuro da orecchie indiscrete, cominciamo a parlare liberamente dei nostri affari più riservati. Questo è un gravissimo errore, perché la maggior parte delle intercettazioni di cellulari avviene non soltanto sulla base del numero telefonico, ma anche rispetto al numero IMEI (international mobile Equipment Identity), ossia il numero che identifica ogni telefono cellulare presente sul mercato.

Ogni telefono ha il suo numero IMEI che lo identifica in maniera unica, e le moderne apparecchiature di ascolto nascosto sono in grado di intercettare le conversazioni di un cellulare a partire da questo numero. Se si riesce ad intercettare l’apparecchio, cambiare scheda non serve a nulla.

La soluzione teorica sarebbe quella di usare un diverso telefono ogni volta che si cambia scheda SIM, ma oltre ad essere poco pratico, questo sistema non ci difende dalle intercettazioni in maniera tanto sicura quanto può fare un cellulare invisibile, altrimenti detto Stealth Phone, che invece di cambiare scheda, cambia il suo numero IMEI a piacimento, quante volte vogliamo e senza cambiare apparecchio.

I cellulari invisibili sono dei normali telefoni modello Siemens S65, su cui è stato installato un particolare software che, su richiesta o in maniera automatica, può interagire con il firmware dell’apparecchio, cambiando il numero IMEI in maniera dinamica. In questo modo, è come se si usasse un apparecchio diverso ogni volta, senza cambiare telefono.

Inoltre, il telefono non intercettabile Stealth è dotato di una sorta di firewall incorporato, che avvisa immediatamente il suo utilizzatore nell’improbabile eventualità di un tentativo di intercettazione. Una volta ricevuto questo tipo di notifica, basta interrompere la chiamata, modificare il numero IMEI, e potremo riprendere la conversazione dal punto in cui l’avevamo lasciata.

Lo Stealth Phone, pertanto, è un metodo di sicura efficienza per proteggere la privacy delle nostre conversazioni telefoniche. Utilizzando un cellulare sicuro Stealth, saremo protetti da ascolti indiscreti, e potremo tranquillamente continuare a condurre i nostri affari, e a parlare con i nostri cari, senza timore che le nostre conversazioni possano essere ascoltate ed usate contro di noi. Inoltre, per essere sicuri che anche il nostro interlocutore sia protetto, e che le nostre conversazioni siano assolutamente impossibili da intercettare, è consigliabile che entrambe le parti di una conversazione utilizzino lo Stealth.

Per maggiori informazioni sul funzionamento dello Stealth Phone, nonché per visionare una vasta gamma di apparecchiature per la difesa da intercettazioni, potete visitare il sito di Endoacustica.

Nuove telecamere per sorveglianza con visione notturna da JVC

novembre 20, 2009 Tecnologia Nessun Commento

LoLux

La JVC ha appena annunciato la messa in commercio di quattro diversi modelli di telecamere analogiche per sistemi di sorveglianza a circuito chiuso, che possono funzionare anche in condizioni di illuminazione estremamente bassa (0.05 lux per immagini a colori, 0.006 per riprese in bianco e nero), e con un consumo di elettricità del 40% in meno.

Nonostante l’industria della sicurezza si muova a grandi passi verso l’utilizzo di sistemi digitali, allo stato attuale i sistemi CCTV di tipo analogico coprono ancora circa il 90% delle installazioni di questo tipo.
Le telecamere per sorveglianza Super LoLux prodotte da JVC, oltre all’alta sensibilità, forniscono anche un’alta risoluzione (580 linee) e sono dotate di un processore di segnale di tipo digitale. Inoltre, sono dotate di un otturatore automatico elettronico, di controlli automatici del guadagno e di uno zoom digitale fino a 2.0x.

Il tipo a cupola è dotato di protezione contro atti di vandalismo e tentativi di rimozione, quindi adatto per l’uso in esterni, o all’interno di centri commerciali o banche; la sua scocca in alluminio montata con viti speciali consente una protezione totale contro i tentativi di asportazione, mentre la cupola in policarbonato trasparente resiste agli impatti più violenti. Il modello a scatola è dotato di un sistema chiamato ExDR Plus, che migliora la resa in condizioni di alta luminosità, consentendo una migliore visualizzazione degli oggetti o delle persone più vicine anche se lo sfondo è molto illuminato.

Insomma, nonostante lo sviluppo tecnologico vada rapidamente verso l’adozione di sistemi digitali con trasmissione IP, i cari vecchi sistemi analogici sono ancora in grado di fare la loro parte in maniera affidabile, anche di notte!

Spoof card, occhio ai furti d’identità telefonica

novembre 20, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Spoof

L’ultimo pericolo per la difesa contro i furti d’identità nasce in maniera piuttosto innocente, per fare scherzi telefonici agli amici, ma rischia di poter creare ben altro tipo di problemi a chi ne è vittima, nonché a chi lo usa.

Stiamo parlando della Spoof Card, un servizio per cellulari che consente di effettuare chiamate dal proprio cellulare, ma visualizzando un altro numero. Non soltanto, utilizzando il servizio SpoofCard, è anche possibile modificare la propria voce, trasformandola da maschile a femminile, da bambino ad anziano e così via.

Inizialmente veniva usata essenzialmente per fare innocenti scherzi agli amici, quali chiamare sul cellulare di un amico in vacanza visualizzando il suo numero di casa, facendogli così credere di avere ladri in casa e facendogli prendere un bello spavento.

Sfortunatamente però, come gli ideatori avrebbero dovuto prevedere, l’utilizzo di un sistema del genere rischia di sconfinare nello stalking, con ex fastidiosi che possono intrufolarsi nella vita privata delle loro ex fidanzate, o persone che chiamano chi non vuole rispondere, visualizzando il numero del coniuge o del capoufficio per costringerle a rispondere.
Inoltre, il basso costo del servizio (circa 10 dollari) non serve certo a scoraggiare tali usi illeciti.

Insomma, nonostante il sistema sia definito perfettamente legale dai suoi ideatori, l’utilizzo che se ne fa rischia di non esserlo. Per essere sicuri al 100% che la propria identità telefonica sia protetta, è quindi utile dotarsi di strumenti di protezione, quali ad esempio un telefono invisibile, che ci protegge da tentativi di intercettazione e di ascolto indesiderati.

Per maggiori informazioni sulla difesa della privacy, su come proteggersi dai furti d’identità e da intrusioni nella vostra vita privata, potete visitare il sito di Endoacustica.

Endoacustica Europe blog

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iphone localizzatore

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0104 Google

Mentre su giornali, forum e blog si fa un gran parlare della legge sulle intercettazioni che il governo sta tentando di far passare accanto ad altre leggi chiaramente ad personam per difendere gli interessi del premier, nella Rete c’è chi questa legge già la applica, in maniera silenziosa e strisciante, senza però vietare le intercettazioni ambientali o telefoniche in maniera esplicita. Parliamo di Google, che negli ultimi giorni ha aggiornato …

Cimici spia: chi deve averne paura?

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Controllo minori, l’occhio tecnologico del genitore moderno

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Siamo tutti intercettabili? Non con un telefono Stealth

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160111 Stealth

Durante l’ultimo anno, uno dei temi caldi della politica italiana è stato quello delle intercettazioni e della loro regolamentazione per uso investigativo. Se da un lato si può certamente discutere se ci sia un effettivo bisogno di tale regolamentazione o se non sia una ennesima legge a favore del capo del Governo, dall’altro lato è innegabile che, almeno potenzialmente, tutte le nostre conversazioni sul telefono cellulare sono quanto meno rintracciabili, …

Spiare un PC a distanza

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060111 Keyboard

Come dice il detto, “quando il gatto non c’è, i topi ballano”, e questo è particolarmente vero in ufficio, quando durante l’assenza di dirigenti e proprietari, insomma del “capo”, i dipendenti spesso si dedicano a tutt’altro tipo di azioni, che poco hanno a che fare con l’attività lavorativa o che addirittura possono configurarsi come conflitto d’interessi. Se la semplice navigazione su Internet, ad esempio su Facebook per tenersi in contatto …

Un microregistratore da 600 ore in soli 4 millimetri

29 ott 2010

281010 B7

Le occasioni in cui si può presentare la necessità di dover registrare conversazioni, suoni o anche musica, in maniera discreta e dando il meno possibile nell’occhio, sono svariate: ad un concerto, durante una lezione a scuola o in università, durante una riunione in ufficio o, per forze dell’ordine ed investigatori privati, durante una difficile indagine contro criminali o per un caso di infedeltà coniugale. In casi del genere, è importante …

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Utilissimo rilevatore di segnale RF per la localizzazione di microspie e trasmettitori audio-video occultati in ambienti o automobili. Adatto per un utilizzo sia privato che professionale.
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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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