Un sensore per prevenire traumi alla testa

Quando si riceve un colpo alla testa, spesso non ci si rende conto della gravità dei suoi effetti prima che possa essere troppo tardi e non ci sia, purtroppo, più nulla da fare. Per rilevare la pericolosità di eventuali urti sottovalutati, specialmente alla testa dei soldati impegnati in battaglia, la BAE Systems ha sviluppato la seconda generazione di un sistema che permette di valutarne l’effetto.

Tale sistema, chiamato HEADS, acronimo di Headborne Energy Analysis and Diagnostic System, è costituito da una serie di sensori montati all’interno del casco protettivo indossato dai soldati, ed è stato adottato dai Marines americani già da un paio d’anni.

Nella nuova versione del sistema HEADS, che è stata presentata al Farnborough Air Show e sarà disponibile a partire dal prossimo mese di aprile, sulla parte frontale del casco è stato montato un piccolo schermo LED, che in caso di impatto si illumina, in colori diversi a seconda della forza dell’impatto stesso, segnalando pertanto in maniera immediatamente riconoscibile l’esistenza del rischio di un trauma cranico non rilevato, che può essere causato ad esempio dal contraccolpo ricevuto in seguito ad un’esplosione nelle vicinanze.

Inoltre, i sensori di HEADS sono dotati di un trasmettitore radio, in grado di inviare un segnale immediato al proprio centro di controllo. Grazie a questa dotazione tecnologica, il personale medico presente può intervenire immediatamente se necessario.

Per ulteriore protezione, i sensori non registrano solamente l’avvenuta esplosione o trauma, ma sono in grado di misurare la direzione dell’impatto, la sua potenza e durata, nonché la pressione a cui la testa è stata sottoposta, ed il numero di impatti rilevanti ricevuti. I dati relativi possono essere scaricati tramite cavo USB o inviati tramite un collegamento wireless, per essere analizzati dal personale medico.

Anche l’iPad arriva al fronte

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Il nuovo prodotto della Apple, come succede sempre quando si tratta della casa di Steve Jobs, ha creato notevole interesse in tutto il mondo, specialmente per quanto riguarda le applicazioni che vi si possono installare per espanderne le funzionalità.
Come abbiamo visto recentemente, l’iPhone può essere usato per abbattere missili o guidare elicotteri in miniatura, ed è pertanto naturale che anche il settore militare mostrasse interesse anche nell’iPad.

Questo è successo in Gran Bretagna, dove i soldati della Royal School of Artillery del Wiltshire, oltre ai normali corsi di addestramento che li preparano per le loro missioni in Afghanistan, ne stanno seguendo uno che si svolge proprio sull’ultimo arrivato della multinazionale di Cupertino.

Grazie ad un’applicazione sviluppata appositamente, possono studiare lo svolgimento di una missione che comporta il lancio di artiglieria pesante verso nemici che stazionano a varie distanze. Utilizzando tale applicazione iPad, possono imparare molto più velocemente di quanto non farebbero con un “normale” istruttore.

In pratica, si tratta di un sistema che aiuta a scegliere la giusta tipologia di fuoco da utilizzare, sulla base di alcune informazioni essenziali quali la posizione e la quantità delle truppe nemiche, la conformazione geologica del territorio ed altro ancora.
Soprattutto però, aiuta i soldati a familiarizzare più rapidamente con l’aspetto tecnico del loro lavoro, e li rende più rapidi nel passare all’azione una volta dispiegati in un teatro di guerra, il tutto in maniera semplice e divertente, quasi come un normalissimo videogioco, e soprattutto in totale sicurezza.

Per ora, si tratta ovviamente di un esperimento, ma che potrebbe certamente rendere più rapido l’addestramento dei soldati, consentendo loro di essere pronti per il fronte in un tempo più breve rispetto a quanto avviene attualmente, risparmiando sull’addestramento e sui costi di stampa di complicati manuali, in quanto l’iPad può essere passato al prossimo utente una volta completato il corso.

Un nuovo esplosivo per l’esercito Americano

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’esercito americano ha appena dato la sua approvazione per l’adozione di un nuovo esplosivo, che andrà a sostituire il TNT usato dall’artiglieria. Il nome di questo nuovo esplosivo è IMX-101, ed è stato sviluppato dalla BAE Systems, allo scopo di creare delle munizioni che non corrano il rischio di detonare accidentalmente o al di fuori dell’uso per il quale sono state studiate.

Infatti, il nuovo IMX-101 è decisamente più stabile di quanto non lo sia il TNT, il quale generalmente può reagire a stimoli accidentali, per esempio in presenza di fuoco o in caso di esplosioni nelle vicinanze. Al contrario, IMX-101 è in grado di mantenere la propria condizione di stabilità, non reagendo in presenza di violente vibrazioni, fuoco o anche in caso di esplosione di una bomba nel luogo dove esso è conservato, esplodendo soltanto quando dovuto.

In breve, si tratta di una innovazione che può potenzialmente rivoluzionare la maniera in cui vengono trattate le munizioni al giorno d’oggi, contribuendo ad innalzare significativamente il livello di sicurezza delle truppe durante la fase logistica di spostamento e trasporto delle munizioni stesse. Soprattutto, l’adozione di esplosivi di questo genere è in grado di salvare vite, annullando il rischio di esplosioni accidentali in depositi di munizioni o su convogli destinati al trasporto delle stesse.

In una prima fase IMX-101, sviluppato dalla BAE Systems, in collaborazione con l’esercito, nel proprio stabilimento in Tennessee, sostituirà il TNT soltanto nelle munizioni da artiglieria da 155 millimetri di tipo IM M795. Gradualmente poi, il nuovo esplosivo sostituirà il vecchio su tutti gli altri calibri, mandando il TNT in pensione nel giro di qualche anno.

Protezione intelligente dai rumori per le vostre orecchie

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’utilizzo di tappi per le orecchie per coloro che si trovano in ambienti rumorosi (ad esempio chi lavora su una piattaforma petrolifera, o soldati in prima linea che potrebbero subire danni all’udito in seguito alle esplosioni), se da un lato protegge l’orecchio da possibili danni, dall’altro non permette a chi li indossa di udire ciò che invece vorrebbero ascoltare, ad esempio le voci dei propri colleghi o commilitoni.

Per filtrare i rumori dannosi e riuscire invece a captare voci umane ed altri suoni necessari, la soluzione viene dalla Norvegia, dove la Nacre ha studiato QuietPro+, un auricolare protettivo in grado di adempiere a questo compito. Gli auricolari sono collegati ad una piccola unità di controllo, che non appena rileva un suono potenzialmente dannoso, emette delle onde sonore.

Tali onde sonore vengono inviate tramite gli auricolari direttamente nell’orecchio, e sono in grado di cancellare il rumore emesso dalle esplosioni. Allo stesso modo, il processore digitale contenuto nell’unità può aumentare il volume di suoni quali le voci umane, rendendole chiare e comprensibili.

Inizialmente QuietPro+ è stato studiato per le forze armate statunitensi, mentre attualmente Nacre, in collaborazione con la compagnia petrolifera norvegese Statoil ne sta studiando una versione adatta a chi lavora su una piattaforma petrolifera, dove la tipologia di rumore emesso dagli strumenti di perforazione è differente da quella di bombe o proiettili, e dove il rischio di perdita dell’udito è costante a causa del rumore continuo, che rende difficile anche una normale conversazione tra colleghi, il che a sua volta può aumentare il rischio di incidenti.

Migliorando le possibilità di comunicazione, si potrebbero prevenire anche incidenti quali quello avvenuto sulla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.

Un microelicottero comandato via iPhone

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Su queste pagine, qualche mese fa avevamo annunciato l’entrata in produzione di AR Drone, un microelicottero che può essere controllato a distanza in maniera wireless tramite il proprio iPhone. Durante un periodo iniziale, AR Drone era disponibile soltanto in Gran Bretagna.

Ora la Parrot, casa produttrice di questo gioiellino, ne ha annunciato la messa in vendita, a partire dall’inizio del mese di settembre, anche sul mercato internazionale., ad un costo che si aggira sui 300 dollari.

Si tratta di un quadrielicottero, ossia di un piccolo elicottero in miniatura con 4 rotori, che possono essere sia aperti che protetti. Grazie alla protezione sui rotori, AR Drone può pertanto essere utilizzato anche in ambienti chiusi senza timore di danneggiare gli oggetti circostanti. Inoltre, la sua scocca in fibra di carbonio lo rende leggero ma solido.

Inizialmente nasce come un accessorio per lo svago, ad esempio per essere utilizzato per esibizioni acrobatiche, gare amatoriali, battaglie virtuali contro altri droni o come accessorio per videogiochi tramite un’applicazione iPhone; tuttavia, grazie alla possibilità di controllarlo via cellulare, si aprono di certo altri scenari, soprattutto viste le sue caratteristiche di estrema maneggevolezza.

Ad esempio AR Drone potrebbe diventare un utile strumento per operazioni di sorveglianza o per situazioni di guerriglia urbana, grazie alle telecamere incorporate, che gli consentono di riprendere immagini che vengono inviate poi direttamente sul telefono cellulare di chi lo controlla, fornendo un vantaggio tattico nei confronti dei propri nemici.

Guidare un AR Drone è semplicissimo: una volta decollato, basta tenere le proprie dita sullo schermo dell’iPhone per muoverlo verso l’alto o verso il basso, a destra o a sinistra. Se si tolgono le dita dallo schermo, si stabilizzerà automaticamente a circa mezzo metro d’altezza, per atterrare automaticamente dopo un certo periodo di inattività.

Sicurezza biometrica, oggi anche portatile

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Proprio ieri si parlava di quanto importante sia proteggere i propri dati sensibili, e le informazioni riservate che usiamo nel nostro lavoro, sia in formato elettronico sui computers, che in formato cartaceo, come ad esempio documenti, offerte, listini prezzi e così via.
Per evitare che occhi indiscreti possano sbirciare dove non dovrebbero, ci sono vari sistemi di protezione.

Una novità in tal senso viene dall’Italia, e si chiama Ekey. A prima vista somiglia ad un normalissimo portachiavi, magari uno di quelli con drive USB incorporato. In realtà, si tratta di un piccolo scanner biometrico, che può essere usato per accedere a tutti quegli ambienti, siano essi a casa o in ufficio, per i quali l’accesso è limitato soltanto alle persone autorizzate.

Sul corpo di Ekey è infatti presente un piccolo scanner per impronte digitali, e la presa USB viene usata per collegarlo ad esempio ad un computer che regola gli accessi. Basta inserire la presa USB nel computer, passare il proprio dito indice sul piccolo scanner, e se verrete riconosciuti dal sistema, il LED sul corpo di Ekey si illuminerà di una luce verde e potrete tranquillamente accedere all’ambiente protetto, o ai dati contenuti sul computer stesso.

Tale sistema potrebbe essere utile ad esempio per proteggere computers condivisi ed evitare che i dati in essi contenuti possano uscire dalla cerchia delle persone autorizzate, o anche per risparmiare tempo e spazio, usando un solo piccolo scanner biometrico per salvare i dati d’accesso (ovvero le proprie impronte digitali) a vari ambienti o computers, senza dover portare con sé una serie di piccole apparecchiature elettroniche che potrebbero perdersi e finire in mani sbagliate, con le conseguenze facilmente immaginabili.

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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