Microfoni nascosti per ascolto discreto

novembre 10, 2010 Tecnologia Nessun Commento

La sorveglianza audio ha fatto passi da gigante, grazie all’introduzione, ad esempio, delle microspie GSM, in grado di trasmettere il risultato delle proprie intercettazioni a distanza pressoché illimitata grazie alla scheda SIM incorporata che consente, con una semplice telefonata, di ascoltare in diretta le conversazioni che si svolgono in un luogo anche dall’altra parte del mondo.

Tuttavia, il cuore di un operazione di ascolto nascosto è costituito dai microfoni in miniatura, che almeno nell’aspetto esteriore non sono poi cambiati molto rispetto a quelli che vedevamo nei vecchi film di spionaggio ambientati nei paesi oltre la Cortina di Ferro.

Ovviamente, con il progresso tecnologico, le caratteristiche dei moderni microfoni da sorveglianza sono drasticamente cambiate in meglio: ora infatti abbiamo microfoni sempre più piccoli ma sempre più potenti, in grado di catturare suoni a distanza anche di qualche decina di metri, con filtri antirumore che permettono di tagliare fuori i rumori di fondo, in modo da poter ascoltare con estrema chiarezza soltanto quello che realmente ci interessa di un’operazione di sorveglianza: la voce umana.

Ne esistono di svariati tipi, dalle dimensioni ridottissime paragonabili a quelle di un mozzicone di sigaretta, in grado di funzionare nelle più diverse condizioni ambientali, e di trasmettere le proprie intercettazioni via radio su una ampia gamma di frequenze, tra i 20 ed i 16000 Hz.
Ogni operazione di polizia o di investigazione privata, di pedinamento o di raccolta prove, che necessita dell’uso di microfoni in miniatura, ha caratteristiche diverse e richiede uno specifico tipo di apparecchiatura e di microfono.

Per guidarvi nella scelta dei microfoni nascosti adatti alle vostre esigenze, è importante rivolgersi ad un esperto del settore; pertanto, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, dove troverete risposte a tutte le vostre domande in questo particolare campo.

Una telecamera volante per creare le vostre mappe personali

novembre 10, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Una novità per la sorveglianza aerea di zone limitate, per il controllo del traffico e per una miriade di altre applicazioni, arriva dalla Svizzera, dove SenseFly ha lanciato la propria Swinglet CAM, un piccolo drone in grado di decollare autonomamente, per seguire un piano di volo predeterminato tramite un sistema di posizionamento GPS, e tornare a terra sempre in maniera automatica.

Swinglet Cam, che ovviamente può funzionare anche in maniera radiocomandata da terra, durante il suo volo può scattare immagini ad alta definizione e riprendere filmati video, che possono essere usati per una vasta gamma di applicazioni; ad esempio, grazie a questa telecamera volante è possibile monitorare il traffico stradale, tenere sotto controllo i movimenti di animali al pascolo, o anche creare una mappa fotografica della zona circostante.

Ovviamente poi, questa telecamera volante può rivelarsi utilissima per operazioni di sorveglianza aerea, ideale per monitorare i movimenti all’interno di un’area relativamente circoscritta. Il suo raggio d’azione in modalità preprogrammata è di circa 20 chilometri, con un’autonomia di volo di circa 30 minuti ed una velocità di punta di circa 50 chilometri orari.

Il suo percorso di volo può essere programmato inserendo fino a 20 coordinate GPS. Finché lo Swinglet si trova ad una distanza inferiore a circa 2 chilometri dal telecomando, sarà possibile cambiare tali coordinate in qualsiasi momento.
La dotazione di bordo dello Swinglet comprende una fotocamera integrata da 12 megapixel, ed un modem radio per la trasmissione, oltre ovviamente alla batteria con relativo caricatore. Installando un apposito software sul proprio computer si potrà comandare il drone da terra, anche se ne esiste una versione dotata di stazione di terra e relativo telecomando.

Il prezzo non è stato reso pubblico (probabilmente perché non deve essere esattamente a buon mercato), ma chi fosse interessato può contattare direttamente la SenseFly.

La microspia si nasconde nel mouse

novembre 9, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Quando si deve nascondere qualcosa, spesso ci si arrovella per trovare un luogo dove occultarla senza che nessuno possa scoprirla. A volte, però, si tende a dimenticare che spesso il modo migliore di nascondere una cosa è di metterla bene in vista, proprio lì sotto il naso di chi la cerca.

Nel campo della sorveglianza questo è particolarmente vero, e sono moltissime le microspie ambientali nascoste in oggetti di uso comune, dove nessuno mai penserebbe di cercare una minaccia. Ad esempio, grazie alla crescente miniaturizzazione della tecnologia di sorveglianza, un microfono nascosto può essere contenuto all’interno di una penna, di una calcolatrice da tavolo, o anche all’interno della fibbia di una cintura.

Ne esiste anche un particolare modello nascosto all’interno di un mouse per computer. A prima vista sembra un normalissimo mouse, perfettamente funzionante, ma il segreto è al suo interno, dove oltre ad un sensibilissimo microfono, che permette di intercettare conversazioni all’interno di una stanza o di un ufficio, si nasconde una scheda SIM, proprio come quella del vostro comune cellulare, grazie alla quale il risultato di tali intercettazioni può essere inviato tranquillamente a distanza, ad un ascoltatore che può trovarsi letteralmente ovunque.

Grazie al suo sensore di attivazione vocale, non appena viene rilevato un suono, la microspia si attiva automaticamente e inizia a trasmettere verso un numero di telefono predefinito. Inoltre, da questo numero sarà possibile impostare a distanza i parametri di funzionamento della microspia GSM, semplicemente inviando un SMS, che verrà interpretato come un’istruzione operativa.
L’attivazione automatica avviene anche non appena il mouse si muove, segnalando in questo modo, ad esempio, che la persona sotto sorveglianza è appena entrata in ufficio.

Se volete maggiori informazioni sul funzionamento del mouse microspia, vi consigliamo di visitare direttamente il sito Endoacustica e contattare i nostri esperti per una consulenza personalizzata in tema di sorveglianza a distanza.

Segnale wireless perfetto anche in situazioni estreme

novembre 9, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi si è trovato in zone lontane dal più vicino segnale di civiltà, come ad esempio in mezzo alle montagne o su un’isola sperduta nell’oceano, sa benissimo che anche cercare di captare il segnale del telefono cellulare può rappresentare un grosso problema. Figurarsi poi se si tratta di agganciarsi ad una rete wireless… nemmeno a provarci!

Per risolvere questo problema, e garantire la copertura del segnale wireless anche nei più remoti angoli del nostro pianeta, la Fujitsu ha presentato il suo progetto GaN-HEMT, un nuovo amplificatore di potenza che ha fatto registrare un livello di uscita record per le telecomunicazioni senza fili.

Grazie a questo amplificatore wireless sarà possibile ampliare la potenza di un sistema di comunicazioni senza fili fino a sei volte l’attuale livello, riuscendo a coprire con il segnale wireless zone che attualmente restano tagliate fuori dalla rete perché è impossibile farvi arrivare i cavi in fibra ottica.

Il sistema GaN HEMT (Gallium Nitride High Electron Mobility Transistor) è in grado di fornire una velocità di trasmissione di circa 10 Gbps, una prestazione allo stesso livello delle migliori reti in cavi di fibra ottica.

Finora, nelle prove in laboratorio, la Fujitsu è riuscita a sviluppare una potenza di circa 350 milliwatt usando amplificatori di questo tipo, operanti sulle bande C e Ku, che al contrario della banda a onde millimetriche W, non subiscono significative riduzioni di potenza causate dagli agenti atmosferici, ad esempio durante una tempesta tropicale che potrebbe ridurre notevolmente l’intensità del segnale in un’isola remota.

Nei prossimi mesi, i tecnici della Fujitsu lavoreranno per ampliare ulteriormente la potenza del segnale e la sua stabilità, usando tale tecnologia per creare delle linee portanti ad alta velocità per un accesso wireless senza limiti.

Una microspia che si avvia da sola

novembre 8, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi si occupa di sorveglianza, ad esempio forze dell’ordine ed investigatori privati, sa benissimo che durante un’operazione di intercettazione ambientale, la durata dei cosiddetti “tempi morti” supera di gran lunga quella della registrazione di conversazioni effettivamente utili alle indagini.

Ad esempio, posizionando una microspia in un ufficio, può capitare che la persona intercettata non rivolga la parola a nessuno per lunghe ore, e che le intercettazioni ambientali consistano semplicemente di rumori di fondo, quali ad esempio il ticchettio su una tastiera.

Questo genere di suoni rendono lunga e tediosa l’operazione di ascolto delle informazioni raccolte, e soprattutto, se la microspia è alimentata a batteria, la stessa potrebbe consumarsi rapidamente senza portare a risultati effettivi. Pertanto, occorre fare in modo di ottimizzare tale operazione di sorveglianza, utilizzando uno strumento quale una microspia ad attivazione vocale.

Questo genere di microspia, grazie al suo sensore di attivazione, è in grado di entrare in azione soltanto quando il sensore stesso rileva un rumore superiore ad una certa soglia, evitando pertanto di registrare e trasmettere soltanto rumori di fondo.
Si tratta di una microspia GSM, dotata di una scheda SIM proprio come quella di un comune cellulare, che viene usata per trasmettere le proprie intercettazioni verso un numero telefonico predefinito, a qualsiasi distanza, anche dall’altra parte del mondo!

La programmazione delle caratteristiche (sensibilità, avviso di rilevamento rumori ed altro) può essere comodamente fatta via SMS, agendo pertanto in tutta sicurezza. Inoltre, collegando la microspia GSM alla linea telefonica fissa, sarà possibile ascoltare tranquillamente tutte le telefonate in entrata ed in uscita, sempre con avvio automatico non appena la cornetta viene sganciata.

Per maggiori informazioni e dettagli sul funzionamento della microspia GSM, vi consigliamo di visitare il sito Endoacustica e contattare i nostri esperti.

Finlandia, un autovelox tridimensionale vi fa la multa in pochi secondi

novembre 8, 2010 Tecnologia Nessun Commento

I paesi scandinavi sono spesso presi come parametro di riferimento per la correttezza ed onestà dei loro cittadini, anche e soprattutto quando si mettono al volante, un’occasione nella quale danno spesso prova del loro rispetto per gli altri guidatori e per i limiti di velocità.

Ovviamente però, non tutti li rispettano, questi limiti. Proprio per tale motivo, in Finlandia, paese da sempre all’avanguardia nella tecnologia (pensate ai cellulari Nokia, per esempio), la Polizia stradale si è appena dotata di telecamere stradali assolutamente all’avanguardia, in grado non solo di rilevare eventuali infrazioni al limite di velocità, ma anche di controllare la posizione assicurativa e persino fiscale del guidatore!

Questo futuristico Autovelox è infatti dotato di telecamere che, oltre a misurare la velocità, possono anche leggere il numero di targa. Collegandosi via satellite al database della polizia, il sistema controlla che l’assicurazione dell’automobile associata a tale numero risulti regolarmente pagata, e anche se l’intestatario dell’autoveicolo abbia delle multe o tasse non pagate.

Inoltre, i sensori delle telecamere tridimensionali montate su questo avanzatissimo sistema, chiamato ASSET (Advanced Safety and Driver Support for Essential Road Transport) e finanziato con circa 8 milioni di euro dall’Unione Europea, sono in grado di fotografare l’interno dell’abitacolo, per verificare che il guidatore indossi la prevista cintura di sicurezza. Grazie ai suoi sensori, poi, rileva anche infrazioni di altro tipo, quali ad esempio il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, spesso causa di incidenti mortali.

Le autorità finlandesi sperano che tali attrezzature aumentino ulteriormente la sicurezza sulle strade, riducendo il numero di incidenti dovuti alla velocità o a comportamenti rischiosi, in un Paese comunqueai primi posti della classifica mondiale della sicurezza stradale. Ma si sa, la prudenza non è mai troppa, neanche in Finlandia.

La microspia si nasconde nella presa elettrica

novembre 4, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Quando si pensa di essere al sicuro, in un ambiente protetto, ci si lascia andare tranquillamente, e nella convinzione che nessuno ci possa ascoltare si fanno confidenze che, se ascoltate da terze persone, potrebbero risultare altamente compromettenti per chi ha qualcosa da nascondere.

Chi teme che le sue parole possano essere intercettate, per motivi personali o lavorativi, controlla accuratamente che nel suo ambiente di lavoro o nella propria casa non siano nascoste apparecchiature che possano consentire l’ascolto segreto da parte di malintenzionati o, se si tratta di persone che svolgono attività poco chiare, da parte delle forze dell’ordine.

A volte però, perlustrare dappertutto può non essere sufficiente a scovare microspie o cimici, se esse sono nascoste talmente bene da non generare alcun tipo di sospetto, ad esempio occultandole all’interno di oggetti di uso comune, dove la persona spiata non penserebbe mai di andarle a cercare.

Una calcolatrice da tavolo può nascondere un microfono segreto, una penna può contenere una telecamera, all’interno di un mouse per computer può celarsi una cimice e così via, fino a nascondere una microspia GSM all’interno di una presa elettrica multipla, di quelle che vengono familiarmente chiamate “ciabatte”. Nascondendo una microspia collegata ad una scheda SIM, all’interno di una presa elettrica, si ottengono due vantaggi.

Innanzitutto si ha la possibilità di ascoltare quello che avviene nella stanza sotto controllo da qualsiasi distanza, perché l’invio delle informazioni intercettate avviene tramite una telefonata, proprio come se la vostra microspia fosse un normale telefono cellulare, che vi chiama verso un numero precedentemente memorizzato non appena il suo sensore di attivazione automatica rileva dei suoni.

Il secondo vantaggio consiste nella durata pressoché illimitata dell’operazione di intercettazione, poiché la microspia viene alimentata direttamente tramite la stessa presa elettrica in cui è occultata.

Insomma, un pacchetto di sorveglianza completo, continuo e pressoché impossibile da individuare! Per maggiori informazioni sulla microspia GSM, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica.

Metaflex, il mantello dell’invisibilità esiste

novembre 4, 2010 Tecnologia 1 Commento

Fin dalla notte dei tempi, il capo d’abbigliamento più desiderato da uomini e donne è sempre stato un capo che… non esiste: il mantello dell’invisibilità.
Metafora di desideri irrealizzabili, tale impossibile mantello era prerogativa di personaggi delle favole, e finiva spesso per arrecare più danni che benefici a chi lo usasse.

Ora, secondo una ricerca compiuta in Scozia da scienziati della University of St. Andrews, tale sogno potrebbe trasformarsi finalmente in realtà. Infatti, il team di ricercatori sta sviluppando un nuovo metamateriale (ossia un materiale artificiale dotato di proprietà non disponibili in natura), in grado di “piegare” le onde elettromagnetiche.

Tale materiale, chiamato Metaflex è dotato di un “indice di rifrazione negativo”, che permette di piegare non solo le onde elettromagnetiche ma anche i raggi di luce, in una maniera particolare che, almeno a livello teorico, può permettere di rendere invisibile un oggetto che ne venga rivestito.

Le proprietà di questo tipo di materiale potrebbero essere utilizzate per rendere navi o sottomarini invisibili ai sonar, ma riuscire a renderlo utilizzabile con la luce visibile e con le sue onde di lunghezza minore, e su oggetti flessibili quali appunto un capo di vestiario, rappresenta una sfida assai difficile.

Il Metaflex affronta questa sfida usando dei meta-atomi che vengono raggruppati insieme. In precedenza, i meta-atomi, che come il nome suggerisce sono la base che forma i meta materiali, venivano usati su superfici rigide e piatte, quali ad esempio il rivestimento esterno di un sottomarino. Manipolandone la struttura, sarà possibile, secondo i ricercatori, creare un metamateriale flessibile, con il quale manipolare il comportamento della luce visibile, creando non soltanto il mitico mantello dell’invisibilità, ma anche delle super-lenti da usare per protesi oculari, sicuramente meno affascinanti ma più utili per persone affette da disturbi della vista.

Infedeltà coniugali, la Rete è la nuova frontiera

novembre 3, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Secondo una statistica, in Italia i casi di infedeltà coniugale sono in continuo aumento. Infatti, secondo l’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, almeno il 55% dei mariti ed il 45% delle mogli hanno tradito il proprio coniuge almeno una volta.

Un contributo a tale aumento è indubbiamente dato dalla capillare presenza dei social network, che permettono di entrare molto più facilmente in contatto con persone del sesso opposto, creando i presupposti per una scappatella extraconiugale.
Grazie a Facebook, poi, il marito o la moglie insoddisfatta possono mettersi in contatto con una vecchia fiamma dei tempi della scuola, magari finendo per incontrarsi, per un caffè o forse per ben altro.

Le possibilità offerte dal mezzo elettronico permettono anche ai più timidi di superare insicurezze dovute ad un aspetto fisico non sempre perfetto, lasciando da parte le proprie paure e timidezze ed esprimendo liberamente la propria personalità nascosta o repressa. Da qui ad un incontro galante clandestino, il passo è spesso breve, ed in men che non si dica ci troviamo di fronte ad un ennesimo caso di infedeltà coniugale.

Esistono anche siti specializzati per la ricerca di partners per una scappatella (no, l’indirizzo non ve lo diamo…), un perfetto esempio di “adulterio tecnologicamente assistito” dove ognuno può trovare un partner occasionale compatibilmente con i propri gusti ed esigenze di privacy. Tale sito conta già oltre 90000 iscritti, la maggior parte dei quali sono ovviamente uomini, soprattutto oltre la quarantina.

Da un lato però, se la tecnologia è un ottimo alleato per chi è in cerca di avventure, dall’altro lato può trasformarsi anche nel peggior nemico: infatti, molti casi di adulterio vengono scoperti da mogli o mariti che, insospettiti da atteggiamenti furtivi del coniuge, vadano a spiare il cellulare alla ricerca di tracce compromettenti quali ad esempio un messaggio o una telefonata.

Una buona metà dei tradimenti, infatti, viene scoperta curiosando sul telefono, mentre la restante metà si divide più o meno equamente tra avventure scoperte grazie ad un investigatore privato, oppure sbirciando nella posta elettronica o infine affidandosi ad un telefono spia, che permette di ascoltare le telefonate di chi lo usa, in diretta ed in maniera invisibile, e di leggerne tutti i messaggi, senza che l’utente se ne renda conto.

Insomma, se da un lato la tecnologia offre opportunità impensate per i coniugi infedeli, dall’altro, anche il marito o la moglie tradita può prendersi una bella rivincita…

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
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jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
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valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
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Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.