Trasformare l’iPhone in un valido strumento di visione notturna.

maggio 31, 2012 Tecnologia Commenti disabilitati
iPhone night vision adapter

I patiti di tecnologia Apple sicuramente ne saranno già a conoscenza. Da oggi è possibile trasformare il vostro iPhone (i modelli 4 e 4S) in un dispositivo per la visione e registrazione notturna, permettendo di spiare gli altri anche al buio.

Una nuova applicazione? Certo che no! Non è così semplice e non è nemmeno alla portata di tutti, visto che i costi non sono proprio bassi. Per questo chi crede di munirsi di questo strumento solo perché lo considera “cool” (e lo è per davvero), farebbe meglio a tenere presente i costi alquanto proibitivi.

Stiamo parlando di un dispositivo, l’USNV Night Vision iPhone Adapter, un adattatore, insomma, una sorta di telescopio che si collega all’iPhone e si connette per farvi vedere con chiarezza tutto ciò che accade in un ambiente notturno privo di luci. Una volta installato il dispositivo esterno, l’iPhone vi offre, così, un display per la visione notturna e vi consente di registrare video e foto, zoomare e regolare le impostazioni ottiche, geo-taggare i filmati e, cosa molto interessante, inviare i file ad altri.

“Questo adattatore è davvero un punto di svolta. Integrandolo con il proprio iPhone, i professionisti del settore possono assumere il controllo della situazione durante condizioni di scarsa visibilità”, ha affermato Stewart Firman, il direttore di NightVisionExperts.com.

L’accessorio Night Vision iPhone Adapter, quindi, non è per tutti. L’utente medio, infatti, potrebbe trovarlo di scarso utilizzo e interesse. Molto più utile risulta, invece, per il primo soccorso ed altri professionisti che cercano un mezzo per l’invio di dati critici in modo rapido ed efficiente.

Altri potenziali utenti potrebbero essere gli sportivi, le emittenti televisive e gli addetti alla sorveglianza, i quali possono oggi fare affidamento anche su altri dispositivi che permettono una visione nitida persino nelle notti più buie.

Chi non avesse un iPhone, infatti, può sempre dotarsi di una telecamera termica, il cui costo, ormai, non rappresenta più un ostacolo per quanti avvertono la necessità di fare riprese notturne in maniera discreta e, soprattutto, precisa. Le telecamere termiche, infatti, oggi sono sempre più silenziose, non hanno spie luminose e funzionano davvero in ambienti estremi, con escursione termica molto elevata, consentendo di riprendere immagini anche molto distanti dall’operatore, grazie a zoom molto potenti con un’ottima risoluzione.

Social Shield, un nuovo strumento per controllare l’attività dei minori sul Web.

maggio 30, 2012 Tecnologia Commenti disabilitati
monitoraggio pc a distanza

Attualmente il limite d’età imposto da Facebook per potersi iscrivere è di 13 anni. Non c’è bisogno di dire, ovviamente, che sono in molti i ragazzini che aggirano questo ostacolo dichiarando un anno di nascita falso, spesso sfuggendo al controllo dei genitori che, non sempre esperti di nuove tecnologie, non riescono a poter controllare quello che i propri figli fanno e dicono attraverso il web. Complici anche i nuovi telefoni cellulari, di cui spesso le nuove generazioni sono sempre più spesso dotati, che permettono di collegarsi alla Rete ovunque, soprattutto lontano dagli occhi indiscreti dei genitori.

Spesso non basta chiedere loro l’amicizia sui Social Network in quanto sappiamo bene che cambiando le impostazioni della privacy si possono nascondere i contenuti “scottanti” agli occhi di alcuni gruppi di persone selezionate dall’utente.

Ma oggi ci sono nuovi strumenti che permettono di monitorare l’attività dei propri figli. È nato un nuovo sistema di monitoraggio delle attività sui Social Media. Si chiama SocialShield ed è adatto per i genitori che vogliono davvero controllare ogni minimo movimento dei propri figli su Facebook, Google+, Twitter e chi più ne ha, più ne metta.

Questo prodotto è in grado di monitorare le attività “social” dei tuoi bambini sia sul computer che sui dispositivi mobili, conservando tutte le informazioni in un archivio permanente. Lo strumento consente di esaminare sia le nuove amicizie di tuo figlio che quelle vecchie e permette di vedere, su un’unica piattaforma e senza perdere tempo ad analizzare i singoli contenuti, le attività discutibili che tuo figlio sta svolgendo inviando una notifica in tempo reale ogni qualvolta appaia sugli account sotto controllo qualcosa di non sicuro, come parolacce o immagini inappropriate.

Se, per esempio, tuo figlio o tua figlia riceve un messaggio con contenuti inappropriati, riceverai all’istante un avviso di allarme.

Il sistema Socialshield è basato sulla tecnologia “exception reporting”, che permette di visualizzare solo i contenuti a rischio, lasciando così ai propri ragazzi il margine di privacy ed indipendenza di cui hanno bisogno.

È ovvio che, comunque, questo strumento non basta a rassicurare i genitori sulle attività dei propri figli in rete. Per questo sarebbe l’ideale ricorrere anche a strumenti di monitoraggio PC a distanza o a keyhunter, che permettono di registrare tutti i caratteri digitati sulla tastiera del proprio bambino. Messaggi e-mail, conversazioni in chat, indirizzi web visitati, messaggi istantanei scambiati con i propri amichetti: nulla sfuggirà più al vostro controllo ed i vostri figli, non accorgendosene, continueranno a sentirsi “grandi” e indipendenti nella loro privacy.

Nuovo sistema di sorveglianza identifica i volti scansionando 36 milioni di immagini al secondo.

videosorveglianza

Sostenitori della privacy, tenetevi forte! In Giappone è stato messo a punto un nuovo strumento di videosorveglianza che identifica i volti scansionando milioni di immagini al secondo.

La Hitachi Kokusai Electric ha dimostrato come questo nuovo sistema può comparare un’immagine catturata con un telefono cellulare, dalle telecamere di sorveglianza o da altri sistemi di registrazione, come la microspia video 3G, con 36 milioni di immagini al secondo, fino a trovare una perfetta corrispondenza dei volti.

Mentre la risoluzione minima richiesta per l’identificazione è di almeno 40×40 pixel, il software del sistema permette il riconoscimento facciale anche nel caso in cui i volti siano inclinati orizzontalmente o verticalmente fino a 30 gradi.

Il software, inoltre permette di identificare i volti in video di sorveglianza in cui sono registrati, il che significa che gli utenti che ricorreranno a questa apparecchiatura potranno vedere cosa quella persona stava facendo prima e dopo il fermo immagine.

Cosa significa tutto ciò? Che la più grande barriera della videosorveglianza è stata superata. Non ci sarà più bisogno di osservare estenuanti ore di video registrati dalle telecamere nascoste per trovare ciò che si vuole.

La potenza di questo sistema sta nella capacità del suo algoritmo nel raggruppare volti simili tra loro, restituendo i risultati come miniature disposte a griglia, dalle quali si possono così agevolmente rimuovere risultati ritenuti sbagliati o non perfettamente corrispondenti.

È facile intuire come gli scenari che si aprono per il suo utilizzo sono infiniti. La polizia, per esempio, potrebbe riuscire ad incastrare criminali da vecchi video o scovarli in mezzo a grandi folle. O, ancora, sarà possibile cogliere in flagrante un ladro che ha commesso diversi furti nella stessa attività commerciale, riuscendo a scoprire in maniera molto veloce quante volte quella persona è stata in quel negozio.

La società produttrice ha fatto sapere che il prodotto sarà disponibile dal prossimo anno fiscale e sarà sua cura verificare i clienti affinché ne facciano un uso appropriato. Saranno disponibili anche personalizzazioni, in base alle esigenze, del prodotto, che viene riservato soprattutto a forze dell’ordine, grandi centri commerciali o aziende.

Farà, quindi, discutere per la questioni della privacy, ma i legislatori non tarderanno a emanare una normativa appropriata, visto che anche le altre aziende attiva nell’ambito della videosorveglianza stanno seguendo la stessa direzione di sviluppo.

Microspia video 3G, un grande passo in avanti nella videosorveglianza.

sorvegliare a distanza

Fino a qualche anno fa pensare ad una microspia che fornisse accesso immediato ad un luogo dall’altra parte del globo, permettendo di vedere e ascoltare ciò che stesse succedendo, era pura fantascienza. La tecnologia, però, ha raggiunto ormai livelli prima impensabili, permettendo di controllare a distanza ed in tempo reale qualsiasi luogo, che sia esso interno o esterno.

La microspia video 3G è un piccolo gioiello tecnologico che permette il controllo audio e video direttamente dal proprio cellulare UMTS ed è installabile sia all’interno di ambienti che su mezzi mobili.

Funziona in modalità video solo quando c’è copertura di rete UMTS, in caso contrario si comporta come una normale microspia audio. In caso di necessità, permette anche di registrare i file su memoria Micro SD fino a 32 Gb oppure di inviarli ad una casella di posta elettronica.

La microspia video 3G è lo strumento ideale per chi ha la necessità di sorvegliare a distanza la propria abitazione o luogo di lavoro, specialmente con l’aumento dei furti che si registra in questi tempi di crisi economica.

Le sue dimensioni e peso davvero ridotti (solo 43x40x8 mm per 10 grammi) permettono di poterla occultare ovunque, da elettrodomestici a suppellettili varie agli interni di un’automobile, senza che nessuno se ne accorga.

Con una risoluzione video 320×240, la microspia video 3G permette non solo di registrare video in formato Mp4, ma anche di scattare foto ad una risoluzione 640×480.

Facile da usare e configurabile tramite SMS, con una semplice video chiamata al numero della stessa microspia, da qualsiasi cellulare UMTS, permette di controllare a grande distanza ed in tempo reale ciò che sta succedendo nell’ambiente posto sotto controllo. Per la modalità audio, invece, in caso di mancanza di copertura UMTS, basta una semplice chiamata vocale da qualsiasi cellulare.

È dotata di un sensore ad attivazione vocale (VAS), che mette in funzione l’apparecchio non appena rileva un rumore che supera una certa soglia, e di un microfono ultrasensibile che, nonostante le sue ridottissime dimensioni (solo 5.6×4.0×2.3 mm) offre un’eccellente qualità del suono.

La microspia video 3G è, inoltre, alimentata da batteria agli ioni di litio da 3.7V, ricaricabile tramite cavetto USB o carica batterie, il tutto fornito nel kit.

Ideale per chi ha bisogno di controllare a distanza luoghi o persone, questo dispositivo rappresenta un grande passo in avanti nella tecnologia, oltre che un valido aiuto nella prevenzione di furti di vario genere, grazie alla sua potenza e alla sua facilità di utilizzo, che non richiede di essere grandi esperti di queste tecnologie per poterlo utilizzare.

Furti in azienda e necessità di maggiori controlli.

scena di un furto

Furti, taccheggio e altri crimini contro la proprietà sono in continuo aumento. Questo è quanto si può facilmente apprendere da giornali, TV e Internet.

La maggior parte dei ladri sono dilettanti ma, in questi tempi di crisi economica, il furto sta quasi diventando un lavoro, un modo per tirare avanti.

In diversi Paesi sono state istituite delle linee telefoniche di aiuto per questi tipi di crimini, per superare le loro conseguenze.

Maeve Ryan, coordinatrice della National Crime Victims Helpline irlandese, ha affermato che “il numero di persone che ha chiesto aiuto nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto da 783 a 838 e la maggior parte delle chiamate erano per furti”.

“Questo è un crimine che può avere seri effetti sulle persone coinvolte”, ha affermato. Non solo effetti materiali, per la perdita degli oggetti di cui si è stati derubati, ma anche conseguenze psicologiche, dovute alla paura che le persone avvertono dopo l’irruzione nella propria casa, perché “la paura è quella che possa accadere di nuovo”.

E ci sono anche altre questioni, come riparare le porte e le finestre scassinate, le difficoltà con le compagnie assicurative, il bisogno di aggiornare i sistemi di sorveglianza e la preoccupazione, da parte dei genitori, per l’impatto dell’accaduto sui bambini.

Oltre ai furti nelle abitazioni e nei negozi, stanno aumentando anche furti e frodi nelle aziende. Oggetti di valore, cibo, soldi e dispositivi tecnologici sono le cose maggiormente rubate, ma anche macchine e mezzi di trasporto aziendali.

Per questo motivo i proprietari d’azienda chiedono maggiorni pattugliamenti da parte della polizia, sebbene, probabilmente, il miglior modo per sorvegliare i loro beni sarebbe l’installazione di sistemi di sorveglianza all’avanguardia, fuori ma anche dentro i capannoni e gli uffici, perché non bisogna dimenticare che in molti casi il ladro è proprio tra i dipendenti.

C’è un sempre maggiore bisogno di collaborazione tra i lavoratori, nonostante i tagli al personale, dovuti alla crisi economica, e nonostante i continui rancori degli stessi verso l’azienda.

Infatti, come si può notare da una ricerca condotta dagli studiosi americani della Marquet International ltd., il 2010 è stato l’anno delle frodi interne alle aziende. Secondo questo studio, infatti, nel 2010 le frodi sarebbero aumentate del 17% rispetto al 2009. La cattiva condotta degli impiegati, inoltre, continuerà a crescere in relazione ai tassi di disoccupazione, che ora ammonta al 10%.

Il rischio è maggiore per le piccole e medie imprese, che hanno meno risorse in termini di personale e che non sono capaci di implementare micure di controllo e prevenzione adeguate.

Per cogliere i ladri in fragrante, però, potrebbero trovare davvero utili sistemi di video sorveglianza dai costi contenuti, come la nuova microspia video 3G, che può essere facilmente occultata in qualunque posto e che è difficilmente rilevabile.

Mentre potrebbero essere utilizzati localizzatori satellitari per monitorare, tracciando i loro percorsi, i mezzi di trasporto aziendali. In poche parole, soluzioni relativamente economiche per un problema che si paga a caro prezzo.

Un antiterrorismo non violento e sensibile alle differenze di genere.

antiterrorismo

Il contro terrorismo deve allontanarsi dagli approcci militaristici e basarsi su soluzioni incentrate sulle persone, ossia su interventi sostenibili e sensibili alle differenze di genere.

Questo è quanto è stato affermato dalla studiosa pachistana Maleeha Aslam, durante la presentazione, ad Islamabad, organizzata dall’Istituto di Politiche di Sviluppo Sostenibile, del suo ultimo libro “Gender Based Explosions: The Nexus between Muslim Masculinities, Jihadist Islamism and Terrorism”, nel quale la dottoressa cerca di individuare il nesso tra l’esaltazione della mascolinità musulmana, l’islamismo jihadista ed il terrorismo.

Membro del Wolfson College, Cambridge and Fellow Cambridge Commonwealth Society, la dottoressa Aslam vuole sottolineare come la dimensione di genere sia stata sottovalutata nelle ricerche per una soluzione al terrorismo.

“Nelle società musulmane, l’oppressione socio-economica e politica insieme con i costrutti di genere culturalmente idealizzati, hanno condotto gli uomini verso l’islamismo militante e il terrorismo”. Ha sottolineato come le politiche antiterrorismo che coinvolgono la sorveglianza e la schedatura razziale provochi gli uomini musulmani, perché sono un attacco al loro onore e al loro modo di agire nella società. Nel suo studio afferma, inoltre, che l’affiliazione religiosa non ha niente a che vedere con l’offrire sé stessi alla Jihad. In realtà, la maggior parte dei musulmani praticanti è contro gli attacchi kamikaze.

La dottoressa ha continuato poi il suo discorso affermando che l’islamismo jihadista continuerà a crescere enormemente se non si cambierà punto di vista nell’affrontare la questione, se non si capirà che il terrorismo si può combattere solo con strumenti pacifici, sensibili alle differenze di genere.

“È il desiderio dell’uomo di mettere alla prova sé stesso che lo porta alla violenza”, non è quindi, l’affiliazione ad una particolare religione, ma il comportamento egocentrico maschile.

Pertanto, a nulla servirebbero per combattere il terrorismo, secondo il punto di vista della dottoressa Aslam, programmi militari, o soluzioni che comunque fanno uso della violenza. A nulla servirebbero, allora, anche strumenti per la sorveglianza, come le microspie o i localizzatori satellitari, per il monitoraggio dei sospettati, in quanto sono strumenti che non farebbero altro che urtare l’ego dell’uomo musulmano, portandolo ad abbracciare idee estremiste che, magari, diversamente, non avrebbe condiviso.

Il militarismo, quindi, è qualcosa di trasversale, che non riguarda la religione ma l’individuo in sé. Per questo è importante spostare il focus di attenzione dalle ideologie religiose ai comportamenti basati sul genere, che sarebbero gli stessi in diverse parti del mondo e non solo nelle aree musulmane. Infatti la stessa ricercatrice fa notare come nonostante la società americana sia sensibile alle questioni di genere, abbiamo assistito ad un comportamento crudele dei soldati americani verso i prigionieri iracheni.

Twitter bloccato per diverse ore in Pakistan, un attentato alla libertà di espressione?

twitter oscurato

“Le reazioni sono state diverse. Alcuni hanno pensato che fosse oltraggioso fermare la voce dei giovani, mentre altri erano felici che il proprio figlio avrebbe finalmente passato del tempo con loro”. Questo è ciò che un giovane pachistano scrive sul suo blog in relazione all’oscuramento di Twitter del 20 maggio.

Presumibilmente per aver diffuso “materiale blasfemo” sul Profeta Maometto, due giorni fa il Pakistan ha brevemente bloccato il microblog, per poi ripristinarlo dopo poche ore.

Come è possibile apprendere da Indiatimes.com, è stato oscurato per diverse ore perché “si è rifiutato di rimuovere post considerati offensivi per l’Islam”, ha affermato uno degli ufficiali delle telecomunicazioni del Paese.

I tweet promuovevano un concorso su un altro Social Networ, Facebook, in cui erano state postate

immagini del Profeta Maometto, afferma Mohammad Yaseen, presidente dell’Authority Pachistana per le Telecomunicazioni. Molti musulmani considerano blasfeme tutte le raffigurazioni di Maometto, persino quelle a lui favorevoli.
“Sono stati coinvolti sia Twitter che Facebook. Abbiamo trattato con entrambi. Facebook si è mostrato subito d’accordo nel rimuovere il tutto e l’ha fatto, mentre da Twitter non abbiamo avuto riscontro”, afferma. Per questo motivo è stato bloccato.

Niente di nuovo comunque, visto che gli stessi due Social Media furono oscurati, insieme a Youtube, per due settimane a maggio 2010, a causa di un concorso, organizzato da un utente anonimo, che invitava le persone a realizzare vignette del Profeta per promuovere la libertà di espressione.

Non c’è bisogno di dire che la cosa davvero interessante in tutti questi casi è la capacità degli utenti di aggirare gli ostacoli della censura utilizzando diversi stratagemmi. Infatti, ancora prima che il servizio venisse riattivato, essi già erano corsi ai ripari utilizzando telefoni cellulari per postare i micromessaggi, browser più sicuri come Opera Mini e programmi proxy avanzati, come Vtunnel.

Oggi è sempre più facile mettere sotto controllo un singolo o diversi PC, grazie all’utilizzo di sistemi di monitoraggio computer a distanza e keyhunter, ma i fatti dimostrano come sia difficile il controllo quando si tratta di milioni di utenti sulla Rete.

Ed infatti, questo è esattamente ciò che Twitter ha cercato di sottolineare per difendersi. Il sito di microblog, che solo a febbraio ha raggiunto i 500 milioni di utenti, ha affermato, in risposta alle accuse che gli sono state rivolte, “Non siamo in grado di fermare ogni singolo individuo che compie gesti di questa natura sul sito”.

Un altro punto rilevante della questione, e per certi versi anche bizzarro, è che Yaseen ha affermato sabato pomeriggio che il Ministro dell’Informazione pachistano aveva ordinato alla Authority per le Telecomunicazioni di bloccare Twitter in quanto questo si era rifiutato di rimuovere i tweet blasfemi, ma non si sa ancora cosa abbia spinto lo stesso ministro a togliere il blocco sabato sera, nonostante il Social Medium non avesse ancora cancellato i contenuti offensivi.

Tra spionaggio e violazione della privacy. L’America in un enorme “Grande Fratello”?

terrorismo e sorveglianza

Nel tardo Diciottesimo secolo il filosofo inglese Jeremy Bentham progettò il Panopticon, un edificio istituzionale dalla forma circolare con una “inspection house” al centro, una sorta di torre dalla quale i capi dell’istituzione sarebbero stati capaci di sorvegliare tutti gli internati senza che questi riuscissero a capire se fossero o meno controllati portandoli, nel dubbio, ad agire secondo le regole ferree dell’istituzione stessa. Bentham descrisse il Panopticon come “un nuovo modo di ottenere il potere della mente sulle menti”.

Fantasia o realtà, secondo la American Civil Liberties Union, questo è più o meno ciò che sta succedendo negli Stati Uniti, a causa di una sempre più intrusiva sorveglianza dei cittadini da parte del Governo, attraverso un sistema che coinvolge i cittadini stessi e aziende private nel raccogliere dati e informazioni sulla popolazione.

Agendo presumibilmente per combattere il terrorismo, l’Intelligence americana sta cercando di estendere la sua capacità di sorveglianza costringendo il settore privato a monitorare e fornire un resoconto sulle attività degli americani.

Questo è quanto è scritto nella relazione dell’ACLU, secondo la quale “le informazioni possedute da terze parti sono considerate innocue e protette da codici professionali sulla riservatezza”. In questo modo il Governo non teme ripercussioni politiche o legali.

Nella relazione, l’ACLU scrive che il Governo ha creato diversi programmi per controllare le vite degli americani, presumibilmente per difendere il Paese dal terrorismo dopo l’Undici Settembre.

In gennaio 2002, per esempio, il Dipartimento di Giustizia creò un programma chiamato “Terrorism Information and Prevention System” o TIPS. Considerato come “un sistema nazionale per i lavoratori interessati a fornire dati su attività sospette”, il programma ha reclutato milioni di lavoratori del settore pubblico, postini e tecnici delle comunicazioni, per fornire al Governo dettagli su ciò che loro consideravano come attività sospetta o insolita.

Bush, inoltre, raddoppiò il numero dei programmi chiamati “Neighborhood Watch” e estese i loro ruoli al di là del semplice controllo del vicinato contro i furti, per coinvolgerli nella lotta al terrorismo.

Questi sono solo alcuni dei programmi dello Stato elencati nella relazione “Surveillance Industrial Complex” dell’ACLU, in cui gli autori sottolineano come, al di là di questi programmi di controllo organizzati, ci siano diverse “campagne di coscienza del cittadino”, che inculcano negli individui il sospetto e la voglia di denunciare le autorità chiunque abbia una serie di “caratteristiche sospette”.

Dal settembre 2001 fino ad oggi, ci sono circa 6000 organizzazioni, di cui 2000 sono istituzioni private, che non solo collaborano col Governo nel mantenere l’ordine pubblico, ma che raccolgono un’enorme quantità di dati su individui, sorvegliandoli, magari, con l’uso di strumenti high-tech, come microspie, microregistratori e telecamere spia.

Presumibilmente per scovare potenziali terroristi, questo enorme “Grande Fratello” non solo sta distruggendo il diritto spesso rivendicato dagli americani di “essere lasciati soli”, ma sta anche creando un immenso business che non conosce crisi, nonostante i tempi che corrono.

In rete una guida al terrorismo per gli occidentali convertiti alla Jihad.

terrorismo e jihad

“I musulmani seguono una religione di pace, misericordia e perdono e la maggior parte non ha nulla a che vedere con i violenti eventi che sono associati all’Islam. Se un musulmano commette un atto di terrorismo, questa persona viola le leggi dell’Islam”.

È questo quanto si legge su un sito web che si pone come guida alla religione islamica. Idee sicuramente veritiere e condivisibili da qualsiasi essere umano.

Tuttavia, è apparsa su Internet la guida in inglese su come diventare un perfetto terrorista e su come esportare il credo di Al Qaeda in Occidente. Un vademecum per gli occidentali convertiti alla jihad, insomma, scritto da Samir Khan, un americano che ha lavorato per il braccio yemenita di Al Qaida e che è stato ucciso da un drone (aeromobile a pilotaggio remoto) insieme l’imam radicale Anwar al Awlaki.

Diversi sono i capitoli della guida e tutti trattano aspetti diversi della vita di un terrorista. Si parla per esempio di igiene della persona in situazioni precarie: “una doccia giornaliera è ideale ma in molti casi non è possibile”. Si invita a tenere in ordine gli ambienti in cui si vive, e ci si nasconde, spesso condivisi con altri “fratelli”.

Si discute persino della possibilità, per un terrorista, di poter portare con sé anche la propria famiglia. Tuttavia, si viene scoraggiati per evitare di vedere i propri cari violentati e torturati, nel caso in cui si venisse scoperti.

Nella sezione dal titolo “Bombardamenti aerei”, Khan descrive il suono dei droni, “come il ronzìo di un’ape” e consiglia ai suoi potenziali discepoli di pensare, in caso di paura, alle vergini del paradiso e ai profeti che si andranno ad incontrare una volta morti.

Sicuramente i capitoli più importanti e interessanti sono quelli in cui dà dei consigli pratici sui bersagli da prendere di mira e sulle linee guida da rispettare per non essere scoperti.

Parla di “attaccare l’America nel suo cortile di casa” perché in questo modo la risonanza, e quindi l’effetto e la considerazione che si ottiene, è molto più grande, soprattutto se l’attentato è messo in atto da un singolo individuo, difficilmente controllabile.

Dunque, con la diffusione del Web, è stato più facile per i terroristi in generale divulgare le proprie idee ed ottenere proseliti anche in e contro paesi occidentali. Si è passati, infatti, dall’iniziale indottrinamento faccia a faccia ad opuscoli e libri, fino ad arrivare alla Rete, a Youtube, per esempio, e alla diffusione di guide online.

Per fortuna, comunque, la tecnologia non si mostra sempre a favore del terrore. A tal proposito, infatti, Khan sottolinea l’importanza di non usare telefoni cellulari per le comunicazioni, per evitare di essere in qualche modo intercettati. Chissà, però se avrà considerato il fatto che magari i servizi segreti possano controllare potenziali terroristi con microspie di ultima generazione, come la microspia video 3G che, grazie alla tecnologia UMTS, permette di spiare, con una semplice video chiamata, tutto ciò che sta succedendo nel luogo in cui è installata o, nel caso in cui non ci sia copertura di rete UMTS, permette quantomeno l’ascolto a distanza illimitata e con una qualità audio elevata, senza che nessuno se ne accorga, in quanto difficile da rilevare.

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
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jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.