Restituire la vista ai ciechi tramite energia solare
Per molti pazienti che soffrono di cecità quasi totale, la mancanza di prospettive si aggiunge alla malattia, in quanto non esistono soluzioni mediche adatte a restituire loro una vista, ed una vita, quasi normale.
Una soluzione potrebbe però venire dalla California, e più precisamente dalla Stanford University, ove si sta studiando una protesi oculare dalle dimensioni ridottissime (3 millimetri di larghezza ed appena 0.03 millimetri di spessore), che trasmette le immagini raccolte verso una videocamera esterna.
La videocamera a sua volta invia le immagini ad un computer tascabile, sul quale è installato un software di gestione delle immagini, le quali vengono finalmente trasmesse verso un display LCD posizionato su degli speciali occhiali.
Il trasferimento dei dati verso il sensore, e l’alimentazione dello stesso, avviene tramite la stessa luce captata dagli occhi; infatti, il chip progettato a Stanford è letteralmente ricoperto di microscopici pannelli solari, che provvedono a fornire l’energia necessaria una volta effettuato l’impianto nella parte posteriore della retina. Per ogni pixel, il sensore è dotato di tre piccolissimi pannelli fotovoltaici.
In pratica, questa protesi oculare è effettivamente alimentata ad energia solare. Allo stato attuale, poiché si tratta di un progetto ancora nelle sue fasi iniziali, questo sistema, pur con tutte le sue caratteristiche ipertecnologiche, riesce a fornire una vista di circa 1/10, un livello al quale il paziente viene ancora tecnicamente definito cieco.
Una volta proseguito lo sviluppo di questo sistema, i ricercatori prevedono di raggiungere almeno un livello di 2/10, sufficiente per svolgere funzioni essenziali, quali riconoscere i volti, e migliorare sensibilmente la qualità della vita per i pazienti affetti da cecità quasi completa.









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