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Come gli USA controllano i cittadini

E’ di pochi giorni fa la notizia dei serrati controlli attuati dalla National Security Agency con il tacito consenso della Casa Bianca e del Dipartimento di Giustizia, insomma per conto del governo USA.

Abbiamo voluto scoprire meglio come questi dati vengono captati e trasferiti. Massimiliano Sala, uno dei massimi esperti europei, direttore del laboratorio di crittografia dell’università di Trento e collaboratore delle principali banche italiane per i sistemi anti-frode ha rilasciato un’intervista a “la Repubblica” in cui spiega come funziona la grande macchina delle intercettazioni made in Usa.

Secondo la sua esperienza “Il governo americano, tramite la National security agency, per prima cosa acquisisce quello che in gergo si chiamano “metadati”, tabulati con dati sommari sulle comunicazioni: chi ha chiamato chi, a quale ora, quali siti sono stati visitati”. Come se avessero installato una cimice telefonica per ogni abitante e key logger per i pc.

L’intercettazione vera e propria probabilmente è effettuata “con la collaborazione dell’operatore telefonico o internet, che quindi fornisce i tabulati al governo. Sarebbe possibile ottenerli alle spalle degli operatori, tramite sonde inserite su tutti i nodi di comunicazione”, ma considerando il grandissimo numero di cittadini USA sarebbe troppo dispendioso.

Dal metadato, cercano poi di capire quali conversazioni e connessioni vanno approfondite nei contenuti. “Probabilmente utilizzano un algoritmo che fa scattare un allarme quando rileva certi comportamenti anomali. Insomma, se dal metadato risulta una corrispondenza con uno schema di comportamento di solito associato a individui pericolosi, scatta un allarme e il governo deve acquisire i contenuti delle mail e delle telefonate. Allora deve andare da Google e farsi fornire i testi delle mail del sospetto. Deve chiedere all’operatore di collaborare per intercettare le telefonate d’ora in avanti, tramite apparati speciali connessi ai sistemi e alle linee telefoniche”.

Il controllo avviene “utilizzano una sofisticata intelligenza artificiale, che simula quella umana. I terroristi e i mafiosi certo non scrivono né dicono al telefono parole sospette, ma usano perifrasi. L’algoritmo quindi non cerca parole precise, ma elabora la frase per capire”. In seguito, l’algoritmo fa scattare l’allarme e passa la palla all’agente in carne e ossa.

In casi più mirati si opera praticamente alla stessa maniera con strumenti estremamente professionali come microspie telefoniche o microfoni parabolici, entrambi in grado di ascoltare conversazioni a distanza sia essa virtuale o fisica. In questo modo, essendo il controllo mirato, non si lede la privacy di onesti cittadini che il più delle volte vengono intercettati senza che ci sia un reale motivo.

Messaggiare camminando, alto il rischio di incidenti

Su YouTube impazzano i video che ritraggono episodi in cui le persone, concentrate sullo schermo del proprio smartphone, incorrono in incidenti, talvolta solamente ridicoli, altre volte con conseguenze ben più gravi. Sarà che hanno appena ricevuto un sms, che stanno controllando il proprio partner o che vogliono sapere dove si trova il proprio figlio, a tutti è capitato di essere distratti dal cellulare mentre si è per strada. Pochi si fermano per maneggiare l’apparecchio, i più proseguono distrattamente il proprio cammino per fretta o per semplice abitudine.

Sembra una questione banale, ma se l’azione distratta viene effettuata in una strada affollata o ad intenso traffico veicolare, camminare senza attenzione può risultare davvero pericoloso. Stessa cosa vale se si presta attenzione al telefono mentre si è alla guida.

Crash Alert è l’applicazione per pedoni che ha lo scopo di ridurre la pericolosità di quella che potrebbe soltanto sembrare un’innocente abitudine. L’app si basa su una tecnologia abbastanza semplice. Si tratta di una microcamera, dotata di sensori di distanza, che in pratica sostituisce gli occhi di chi è distratto dal cellulare, scannerizzando il cammino, e gli eventuali ostacoli. Qualora ne rilevi uno, sulla parte superiore del display dello smartphone comparirà una barra con un quadrato rosso. La posizione del quadrato indica la direzione nella quale si rischia la collisione.

Secondo i primi test con questa app si evitano il 60 per cento di ostacoli, senza, la percentuale scende al 20 per cento. Chiaramente il programmino riduce la pericolosità, ma non la elimina del tutto. Nel 2008, uno studio americano ha rilevato che i casi di incidenti legati al texting sulla strada erano raddoppiati rispetto all’anno precedente. Alcune delle persone coinvolte se la sono cavata magari con un naso o un zigomo rotto contro un lampione o un muro, ad altri è andata ben peggio, visto che i dati relativi all’investimento di pedoni da parte di automobilisti, nel 59 per cento dei casi chiamano in causa la distrazione da messaggio di una delle persone coinvolte.

Ma non è soltanto la direzione dello sguardo incollato al display a generare problemi per chi messaggia camminando, alla base c’è il limite naturale della capacità di attenzione degli esseri umani. Per quanto risulti sorprendente, possiamo concentrare la nostra attenzione soltanto su tre oggetti diversi. Questa è la ragione che porta a sbattere una persona contro un muro, mentre la sua attenzione viene assorbita da ciò che sta facendo con il proprio smartphone o qualsiasi altro tipo di strumento. In pratica, mentre stiamo scrivendo un sms, il nostro cervello è temporaneamente incapace di dedicarsi in modo consapevole a qualsiasi altro aspetto della nostra realtà. Dunque non c’è app che potrà modificare la natura dell’uomo.

In arrivo l’auto che si guida da sola

Il sogno di molti guidatori potrebbe diventare realtà. Percorrere chilometri e chilometri senza preoccupazioni e in sicurezza potrebbe divenire possibile con l’auto che si guida da sola, o per meglio dire, l’auto senza guidatore.

A condurre il progetto è una squadra di ricercatori dell’università di Oxford che ha messo a punto un modello che, utilizzando videocamere e laser, è in grado di destreggiarsi autonomamente nel traffico, senza bisogno che la persona al volante faccia nulla e senza neppure il bisogno che qualcuno sia seduto al posto del guidatore.

Questo tipo di auto è ideale per chi ripete lo stesso percorso tutti i giorni, per esempio per recarsi al lavoro o per accompagnare a scuola i figli. In ogni caso, il pilota umano può riprendere la guida della vettura in qualsiasi momento, semplicemente toccando il pedale del freno con il piede e quindi disattivando il pilota automatico.

Al momento ci sono ancora alcuni limiti: il prototipo “non conosce la strada” cioè è necessario prima che un umano insegni il percorso in modo che le telecamere installate sulla vettura lo filmano e lo registrano su un apposito computer o su un iPad. Una volta che il percorso è stato archiviato dall’auto, basta inserirlo di nuovo, come si farebbe con un navigatore satellitare, e il “pilota automatico” lo ripete esattamente uguale. Un sistema di raggi laser, naturalmente, sonda la strada in cerca di ostacoli di ogni genere: altri veicoli, pedoni, sbarramenti, e pigia dolcemente il freno fino ad arrestarsi se ne incontra uno, ripartendo soltanto quando l’ostacolo non è più visibile sui suoi schermi. Inoltre ad oggi il costo della nuova tecnologia è abbastanza alto, circa 5 mila sterline (circa 6 mila euro), ma gli studiosi inglesi pensano che in breve tempo il prezzo possa scendere fino a 100 sterline (120 euro).

Insomma dobbiamo ancora attendere e nel frattempo far uso di validi accorgimenti a sostegno della nostra sicurezza sulla strada. Un esempio è sicuramente il dispositivo antisonno di Endoacustica Europe che riduce drasticamente il rischio di incidenti stradali causati da sonno e stanchezza. L’apparecchio si posiziona sopra all’orecchio e, nel caso in cui la testa si inclini per più di 30 gradi, esso inizia a produrre un forte suono che riporta il guidatore velocemente alla realtà. Il prodotto è già acquistabile online dal sito www.endoacustica.com, sezione “Difesa personale”.

L’abbigliamento funzionale tra difesa e aiuto

Sempre più spesso l’abbigliamento va ad assumere ruoli funzionali oltre che estetici. Basti pensare agli equipaggiamenti militari o agli articoli per sport estremi. Un capo che racchiude entrambi gli esempi precedenti può sicuramente essere la tuta Endoacustica con paracolpi in gomma (acquistabili anche separatamente). Il tessuto che contiene il sistema di paracolpi è in Lycra, mentre le aree imbottite, per la protezione delle parti rigide del corpo, e della struttura ossea, sono ricoperte di un tessuto resistente con finiture in Teflon. Questo tipo di imbottitura, in combinazione con un involucro duro e resistente, funziona molto meglio di qualsiasi altra protezione rigida attualmente disponibile sul mercato, che chiaramente va a penalizzare la flessibilità e la facilità di movimento.

Nonostante siano molto resistenti, le tute sono molto sottili (spessore massimo di 9 millimetri) e quindi possono essere indossate come una seconda pelle al di sotto dei vestiti. Per assurdo, più forte è il colpo che ricevono, migliore sarà il funzionamento. Il materiale che compone l’imbottitura è flessibile, traspirante, riutilizzabile e lavabile ed è composto da “molecole intelligenti” che si seguono i movimenti dell’utilizzatore, ma che si raggruppano tra loro in caso di urto o impatto, nell’arco di una frazione di secondo. Un capo rivoluzionario insomma sempre più usato da atleti di sport estremi, stuntman, attori, esperti di arti marziali, gruppi d’attacco e molti altri appassionati o professionisti.

L’abbigliamento tenta anche di facilitare chi ha problemi fisici, come la tuta realizzata dall’Università dell’Illinois, che potrebbe aiutare i non vedenti. Il vestito esercita una pressione sul corpo che avverte quando nelle vicinanze si aggira una persona o quando si è vicini ad oggetti e ostacoli. L’abito, formato da braccia robotiche e sensori che inviano un segnale a ultrasuoni, è chiamato SpiderSense, perché ricorda le capacità dei ragni.

La tuta è organizzata in moduli, e se ne possono utilizzare a piacimento. Ogni modulo è una piccola scatola di 6x4x3 cm che contiene sia il sensore per gli ultrasuoni sia il braccio, lungo 6 cm, in grado di ruotare e di fornire la pressione necessaria per allertare l’utente. SpiderSense può anche essere utilizzata dai ciclisti fornire loro un’idea del traffico, mettendo alcuni sensori sulla schiena e sulle braccia (come specchietti retrovisori).

Le canzoni che ascoltiamo alla guida potrebbero essere pericolose

febbraio 12, 2013 Difesa personale Nessun Commento

Abbiamo parlato in precedenza della pericolosità dei cellulari alla guida e di quanto incida in questi casi la stanchezza e il poco riposo. A questo si può porre rimedio con efficaci dispositivi anti sonno come quello Endoacustica che si posiziona comodamente sopra all’orecchio e, nel caso in cui la testa si inclini per più di 30 gradi, esso inizia a produrre un forte suono che riporta il guidatore velocemente alla realtà.

A queste cause più lampanti, si è aggiunta una classifica delle “dangerous songs”, le canzoni ritenute pericolose alla guida, stilata da Confused.com. In linea generale, secondo la ricerca, le donne che ascoltano hip-hop tendono a guidare in modo più aggressivo, stessa cosa vale per gli uomini con la musica tendente al rock.

Al primo posto si è classificata “Hey Mama” dei The Black Eyed Peas, seguita da “Dead on Arrival” ( Fall Out Boy) e “Paper Planes” (M.I.A).

Al contrario sono state classificate le canzoni che aiuterebbero a migliorare la concentrazione alla guida. In pole position “Come Away With Me” di Norah Jones, “Billionaire Feat. Bruno Mars” (Travie McCoy) e “I’m Yours” (Jason Mraz).

Ecco le classifiche:

“Dangerous songs”

1. Hey Mama – The Black Eyed Peas
2. Dead on Arrival – Fall Out Boy
3. Paper Planes – M.I.A
4. Walkie Talkie Man – Steriogram
5. Paradise City – Guns N’ Roses
6. How You Remind Me – Nickelback
7. Hit the Road, Jack – Ray Charles
8. Get Rhythm – Johnny Cash
9. Heartless – Kanye West
10. Young, Wild and Free – Snoop Dogg & Wiz Khalifa (feat. Bruno Mars)

“Relaxing” songs:

1. Come Away With Me – Norah Jones
2. Billionaire Feat. Bruno Mars – Travie McCoy
3. I’m Yours – Jason Mraz
4. The Scientist – Coldplay
5. Tiny Dancer – Elton John
6. Cry Me a River – Justin Timberlake
7. I Don’t Want to Miss a Thing – Aerosmith
8. Karma Police – Radiohead
9. Never Had a Dream Come True – S Club
10. Skinny Love – Bon Iver

L’auto legge il giornale al guidatore

L’hi-tech presentato al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas ha riguardato anche la sicurezza alla guida. Ancora una volta si è rivelata molto attenta all’argomento la casa automobilistica Ford che ha presentato numerose novità riguardanti la connettività auto-infrastrutture che interagiscono in particolare con gli smartphone.

Ha destato particolare curiosità Kaliki, l’applicazione che consente di ascoltare mentre si guida l’auto, la lettura dei giornali preferiti. L’app, utilizzabile con la rete Ford Sync AppLink, sarà sicuramente gradita ai 140 milioni di americani che trascorrono circa 50 minuti al giorno in auto. Kaliki potrà informare l’autista sulle ultime notizie in base agli argomenti preferiti o leggere anche periodici. Al momento l’applicazione è disponibile solo per gli smartphone con sistema operativo Android, a breve potrà essere utilizzata anche su iPhone.
Alla base dell’innovazione c’è la connessione Bluethooth del sistema Ford Sync, con l’opportunità di sfogliare il menù attraverso comandi vocali. Pronunciando il nome del quotidiano o del periodico che vuole “ascoltare’’, il guidatore potrà scegliere tra i titoli e le rubriche che gli verranno elencati, quella preferita.

Pochi mesi fa era stata la stessa Focus ad offrire ulteriori soluzioni nell’ambito del confort e della sicurezza come il riconoscimento dei segnali stradali: una microcamera digitale impiantata nell’auto legge i segnali ed invia le informazioni ad un software che interpreta i cartelli e avvisa il guidatore con icone ed allarmi circa divieti e limiti di velocità. Stessa cosa può avvenire per il controllo della segnaletica orizzontale, per il mantenimento della corsia e per il monitoraggio dell’attenzione del guidatore. Alcune vetture realizzate dall’azienda possono anche essere equipaggiate con un sistema che arresta l’auto in caso di collisione certa con pedoni o ostacoli. A questi fanno da contorno i più comuni dispositivi semiautomatici per il parcheggio.

Ottime soluzioni per migliorare il tempo trascorso in auto ed implementare le nostre attività in sicurezza. I dati che parlano di incidenti stradali sono drastici e attribuiscono un’alta percentuale di responsabilità al sonno e alla stanchezza. Aldilà dell’innovazione, non è da lasciare a casa insomma un valido apparecchio antisonno se si è in regime di eccessivo affaticamento o se si devono affrontare viaggi particolarmente lunghi.

USA: gli sms alla guida causa della morte di 11 giovani al giorno

I dati raccolti dal National Safety Council, denunciano la morte di 11 adolescenti americani al giorno a causa dell’invio alla guida di sms. L’uso sconsiderato del telefonino sarebbe la distrazione che causerebbe il 25% di incidenti all’anno in America. Situazione davvero allarmante se si considera anche che in numerosi stati americani guidare mentre si parla o si smanetta al telefono è perfettamente legale. Ovviamente il problema non riguarda solamente i giovani, ma anche persone adulte che nel corso di diversi sondaggi hanno ammesso di usare abitualmente il cellulare mentre si è alla guida.

Le compagnie telefoniche statunitensi hanno cercato di porre rimedio a questa tendenza con diverse campagne di sensibilizzazione che hanno visto tra i protagonisti anche il tanto amato dai teenager, Justin Bieber.
In realtà esistono già delle app che permettono di inviare sms con il comando vocale, ma pare che queste abbiamo portato pochissimi risultati in termini di sicurezza. Strano che nell’immensità di app che viene sfornata ogni giorno sia ancora disponibile una soluzione efficace per l’utilizzo del cellulare in maniera sicura.
Per ora ci si affida al parental-control, cioè è affidato ai genitori il controllo del telefonino mentre il figlio guida. Impiantando un software spia all’interno del cellulare del ragazzo,ad esempio, è possibile controllare cosa fa con il telefono in tempo reale e quindi sapere quando e come sta usando l’apparecchio. Inoltre lo stesso strumento permette di ascoltare cosa avviene attorno al ragazzo e quindi è facile capire se la persona si trova in auto o meno.

Un’altra ricerca condotta dall’Automobile Club d’Italia ha stimato che tra il 15 ed il 40% degli incidenti più gravi sia imputabile al sonno o alla stanchezza, il più delle volte associato a concause come alcol, medicinali, pasto abbondante. Basta un attimo. Gli occhi si chiudono, la testa piomba sul manubrio mentre le mani che lo afferranno sono sempre più molli. Il “colpo di sonno” è responsabile dunque di circa un incidente su venti. La stanchezza è uno dei fattori più rilevanti per quanto riguarda la sicurezza, infatti non si dovrebbe guidare per più di due ore consecutive e bisognerebbe far seguire ogni periodo di guida da almeno 10 minuti di pausa e di riposo. Dormire poco porta a guidare in maniera più nervosa e veloce. E quindi la velocità potrebbe essere un’altra conseguenza della cattiva abitudine.
Un caffè, la radio accesa, una persona accanto o una breve sosta spesso non bastano. Endoacustica ha testato un dispositivo antisonno, che si posiziona comodamente sopra all’orecchio e, nel caso in cui la testa si inclini per più di 30 gradi, esso inizia a produrre un forte suono che riporta il guidatore velocemente alla realtà.
Il prodotto è acquistabile online dal sito www.endoacustica.com, sezione “Difesa personale”.

Place Raider, virus-spia a portata di smartphone

Sembrerebbe una applicazione creata da ladri esperti, invece è stata studiata all’Università dell’Indiana e sviluppata presso il Naval Surface Warfare Center a scopi scientifici. Si tratta di un virus, PlaceRaider, che, nascondendosi in applicazioni simili a Instagram e Hipstamatic, è in grado di entrare negli smartphone, scattare foto e creare modelli in 3D degli ambienti in cui i malcapitati vivono o frequentano, con una precisione che consente di osservare nel dettaglio fino agli oggetti. Inoltre, PlaceRaider riuscirebbe anche ad ascoltare in diretta ciò che avviene intorno trasformando il cellulare in un vero e proprio spyphone. Dunque un occhio indiscreto potrebbe insinuarsi nelle nostre case.

Alla base del progetto ci sono le tecnologie che permettono di far ruotare le immagini visualizzate sui display degli smartphone. Alcune opzioni aggiuntive consentirebbero agli hacker di scattare e ricevere fotografie solo quando si è interessati, capire se lo smartphone è sottosopra o nella tasca del proprietario, silenziare automaticamente i suoni dello scatto e coprire le immagini di anteprima delle foto appena scattate.
Una volta raccolti i dati e le immagini, l’hacker potrà creare un modello 3D degli ambienti in cui si è mosso il possessore del cellulare, osservare con calma gli oggetti e ricavarne informazioni preziose. Per il momento possiamo stare sicuri: la tecnologia è custodita in laboratorio, ma ben presto gli hacker impegnati in operazioni di spionaggio industriale o di sicurezza nazionale o comuni ladri d’appartamento, potrebbero venirne in possesso e dunque sarà necessario adottare delle contromisure.
Per quanto riguarda l’ambiente domestico, sono già stati collaudati sistemi di bonifica ambientale che permettono di scovare microcamere, microspie e trasmettitori. Intanto non c’è pericolo per gli smartphone dotati di sistemi iOS e Windows Phone in quanto per il momento il virus funziona solo su Android.

Una pistola che lancia anelli di fumo per allontanare gli aggressori… e non solo!

pistola vortex

Prendendo spunto dalle pistole giocattolo per bambini in grado di lanciare anelli di fumo, Battelle, azienda statunitense di Columbus, Ohio, per realizzare una vera e propria arma in grado di lanciare anelli di diverse sostanze gassose o di cariche elettriche.

Secondo i ricercatori, questa pistola sarebbe in grado di lanciare questi anelli ad una distanza di quasi 46 metri e ad una velocità di circa 145 chilometri orari. Gli anelli gassosi, lanciati con una sorta di raffica di vento, potrebbero essere utilizzati in diverse occasioni: si è pensato per esempio, ad un’operazione di soccorso da parte dei vigili del fuoco. In certe occasioni, per poter salvare vite umane, sarebbe utile creare nella stanza un corridoio libero dal fumo. Questa pistola sarebbe in grado di fare proprio questo: gli anelli di carica elettrica emessi possono spostare il fumo in basso, creando un varco per i soccorritori.

Pensate all’uso che potrebbe farne la polizia in luoghi molto affollati, durante grandi eventi che richiedono molti uomini per la sorveglianza e per la difesa. Oltre ai soliti spray antiaggressione, si potrebbe utilizzare quest’arma, caricata magari con gas lacrimogeni o sostanze urticanti, per annebbiare la vista degli aggressori e poterli acciuffare senza problemi.

Un altro uso di questa pistola potrebbe essere quello di impiegarla per spargere pesticidi o insetticidi nei casi in cui sarebbe bene mantenere una certa distanza, come, per esempio, nel caso in cui si dovesse voler liberare un luogo dalle api.

Questo dispositivo che, è bene ricordarlo, è una vera e propria arma, porta inevitabilmente a chiedersi se per possederla ed usarla a scopi di difesa personale sarà necessario possedere particolari permessi. L’arma, infatti, può essere tanto innocua quanto pericolosa, a seconda del tipo di anelli lanciati e, soprattutto, delle persone che la utilizzano. Intanto gli studiosi stanno per ottenere la registrazione del loro brevetto. Si attendono ulteriori sviluppi.

Endoacustica Europe

Dagli USA, la scarpa anti-scippo.

scarpe antiscippo

Gli scippi sono in aumento. Girare di sera per strade buie per raggiungere i propri amici, rientrare a casa attraversando strade desolate. Nelle grandi città non è sempre “una passeggiata”. Anzi, quella che potrebbe sembrare la normalità, ci espone a grossi rischi, come quello di essere aggrediti e derubati.

A tal proposito una fashion designer americana, ha inventato un particolare tipo di calzature da donna, le scarpe anti-scippo. Come si può notare dalla foto, la parte inferiore della scarpa farebbe da vera e propria cassaforte per denaro e oggetti di valore. Le scarpe, che sono disponibili anche con lucchetto, secondo la casa produttrice a breve andranno a sostituire le tanto amate borsette.

Niente di così ingegnoso  e nemmeno tanto nuovo. Il popolo della rete si sta già scatenando in commenti su questo prodotto che, a suo avviso, non sarà altro che un oggetto da fashion victim, privo di utilità. C’è chi si preoccupa per la scarsa capienza della zeppa (pensate a quanti oggetti le donne portano con sé quando escono) e chi per la fragilità della scarpa stessa.

C’è chi poi fa considerazioni più serie riguardo all’utilizzo della particolare calzatura per la prevenzione di aggrasioni e per scopi di difesa personale: come può, un oggetto del genere, far sentire al sicuro in caso di scippo? Una volta che i ladri hanno scoperto che sul mercato esiste questo genere di cose, non saranno portati a buttare a terra la vittima e a rubarle anche le scarpe? Le stesse considerazioni valgono anche per le cassaforti nascoste nelle prese. Una volta scoperta la loro esistenza, hanno ancora ragione di esistere? C’è, infine, chi sottolinea come questo oggetto non rappresenti, in realtà, nessuna novità: basti pensare ai nostri nonni che, per spostarsi portando con sé denaro, erano soliti nascondere i soldi nei calzini o in altri capi intimi.

Tutto questo vi fa sorridere? Pensate di essere in un luogo desolato e buio da percorrere a piedi. Sentite che qualcuno vi sta seguendo. Non saranno certo le vostre scarpe a difendervi dall’aggressore. Magari potreste lanciargliele contro, ma dovreste avere un’ottima mira. Non sarebbe meglio dotarsi di uno strumento più efficace come uno spray antiaggressione? Alle donne l’ardua sentenza…

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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.