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Attenzione! La mosca che ti ronza intorno potrebbe spiarti!

insetto robot per sorveglianza

Scarafaggi, api, moschoni, falene… quanti di voi odiano questi minuscoli e fastidiosi esseri? Entomofobici di tutto il mondo restate calmi! Da oggi gli insetti si fanno anche cyborg, permettendo di poter arrivare in luoghi dove le tradizionali telecamere non possono, per scopi di videosorveglianza e salvataggio.

I membri del DARPA (Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa) stanno, infatti, investendo molto tempo e denaro nella ricerca e sviluppo di insetti robot, capaci di portare sul proprio corpo localizzatori satellitari e microtelecamere.

Pensate a quanto sarebbero utili nella ricerca di dispersi in catastrofi naturali, come i terremoti. Potrebbero intrufolarsi facilmente tra le macerie cercando di rilevare segni di vita. E pensate a quanto sarebbero utili anche in campo militare per sorvegliare il nemico. Egli mai penserebbe che in realtà quella mosca che ronza nella sua stanza è in realtà una microspia!

L’unico problema che finora si è posto è quello dell’alimentazione: tali insetti, infatti, difficilmente riuscirebbero ad alzarsi in volo se appesantiti dalle batterie. L’autonomia, inoltre, sarebbe alquanto breve. Per questo si è pensato che, invece di creare nuovi esseri totalmente robotizzati, sarebbe più opportuno “montare” le micro apparecchiature per la sorveglianza su insetti veri, magari di una certa “stazza”, come scarafaggi e calabroni, sfruttando l’energia generata dal battito delle ali.

Paradossalmente, sembra che sia più facile pilotare un calabrone in carne ed antenne che un suo equivalente robotico. Benché un robot si possa programmare a piacimento, gli insetti non hanno i problemi di alimentazione riscontrati nello sviluppo delle loro controparti meccaniche, e sono facilmente controllabili tramite piccoli elettrodi inseriti nel loro sistema nervoso.

I generatori di energia verrebbero installati in corrispondenza delle ali e sarebbero in grado di produrre un totale di 45 µW per ogni insetto. Secondo i ricercatori, l’output energetico sarà sicuramente elevato di circa 10 volte collegando i generatori direttamente ai muscoli del volo degli insetti.

Un ottimo strumento, quindi, per penetrare e sorvegliare a lungo anche i luoghi più remoti, dove esseri umani e usuali attrezzature non possono arrivare o, quantomeno, non riescono ad arrivare da sole.

Un nuovo sistema di sorveglianza per le merci pone interrogativi sulla privacy.

nuovo sistema di sorveglianza

È un po’ come avere installato sui beni che si cedono in affitto una sorta di localizzatore GPS.

In realtà questa nuova tecnologia si chiama RFID, che sta per Radio Frequency Identification, ossia identificazione tramite frequenza radio. In sostanza stiamo parlando di microchips lavabili che si possono inserire in capi d’abbigliamento ed oggetti di ogni genere, per monitorarne i ritorni, nel caso in cui questi vengano dati in affitto.

Sono già utilizzati in alcuni hotel di Honolulu, Miami and Manhattan per prevenire il furto di asciugamani, di lenzuola o di altri oggetti dell’albergo e si stanno dimostrando davvero utili per lo scopo: i furti sono stati ridotti da 4000 a 750 dollari al mese, solo in una piscina di Honolulu.

Sono inoltre utilizzati anche per monitorare lo stato delle uniformi utilizzate in certe aziende. Il tag ID di abbigliamento è combinato con un numero ID personale per mostrare in tempo reale quale uniforme viene indossato da chi. Questo aiuta a ridurre il rischio di perdita e il furto delle divise in quanto il sistema RFID permette di determinare in maniera accurata chi è stato l’ultimo ad indossare quella particolare divisa.

Il sistema, inoltre, prevede l’installazione di appositi scanner in punti strategici, per determinare le entrate e le uscite. Il capo o oggetto che ha incorporato in sé il microchip può essere letto da oltre quattro metri di distanza e questo permette anche di leggere contemporaneamente più oggetti, senza effettuare il conteggio manuale.

Il chip non è altro che un’etichetta inferiore a 2,5 pollici di lunghezza e completamente flessibile, pesa solo 2 grammi (meno di 0,1 once). È resistente alle alte temperature di stiratura e può essere lavato più di 100 volte, senza effetti negativi per la sua capacità di scansione.

Questo sistema risulta, quindi, davvero utile per tutte quelle grandi società che danno a noleggio i propri beni, come gli alberghi o anche i negozi che fittano abiti da cerimonia o per occasioni particolari. Dall’altra faccia della medaglia, però, ci sono tutti coloro che mettono in dubbio un utilizzo allargato di questa tecnologia perché invaderebbe la privacy degli individui. Ciò che maggiormente inquieta è la paura di poter essere costantemente monitorati attraverso gli oggetti o i capi di abbigliamento che si indossano, anche una volta usciti dal negozio, un po’ come se si portasse con sé una microspia gsm con localizzatore gps. E, per quanto i produttori affermino che per ora il problema non esiste, in quanto le etichette sono utilizzate solo all’interno delle attività commerciali, sarebbe bene pensare anche agli sviluppi futuri. In fondo nessuno vorrebbe essere spiato e riconosciuto tramite il maglione appena acquistato!

Lo SpyNet Laser Trip protegge i vostri gioielli. Ma, forse, solo se sono dei falsi!

giugno 13, 2012 Sorveglianza Nessun Commento
sistema di sorveglianza

È stato lanciato sul mercato un nuovo prodotto dai prezzi davvero contenuti che, se lo compraste, susciterebbe l’invidia di qualsiasi vostro amico appassionato di film di spionaggio, o di MacGyver. Si chiama SpyNet Laser Trip e quello che fa è creare una rete laser, proprio come quella che si vede in Tv o al cinema quando si devono proteggere beni di un certo valore, come opere d’arte poste al centro di una stanza iper decorata, come se si fosse in un museo.

Il sistema è costituito da un emettitore laser di classe 1, due specchi e un ricevitore. I quattro pezzi possono essere disposti in praticamente qualsiasi configurazione, purché il fascio laser si possa riflettere senza ostacoli da punto a punto, fino a raggiungere il ricevitore. Al dispositivo si possono aggiungere, inoltre, altri specchi, secondo le proprie esigenze. Nel caso in cui un ostacolo si sovrapponesse tra un punto e l’altro, suonerebbe un allarme.

Vi sembra di essere in un film di spionaggio? Vi sentite ora così scaltri da poter arrestare anche il più furbo Lupin? Non entusiasmatevi troppo! Il sistema non comprende le porte d’acciaio che presumibilmente poi si chiudono a scrigno per bloccare il ladro. Questo dispositivo è, in realtà, un giocattolo, anche se potrebbe facilmente ingannare i meno addentrati nella materia “sorveglianza”. Magari può essere usato come deterrente, ma non è un vero sistema di sorveglianza per i vostri oggetti preziosi, che fareste meglio a tenere in una cassaforte.

Se davvero avete bisogno di un dispositivo in grado di individuare eventuali intrusi nella vostra abitazione, dovreste fare affidamento su strumenti professionali adatti allo scopo, come una microspia video a distanza di trasmissione illimitata che, con una semplice chiamata (per la funzione solo audio) o video chiamata (per la funzione video), vi permette di vedere, ed ascoltare, in tempo reale, tutto ciò che sta succedendo nell’ambiente in cui è installata.

Lo strumento ideale, insomma, per sorvegliare la vostra casa ed i vostri averi, in quanto semplice da usare, molto più del sistema laser giocattolo, facilmente occultabile e dai costi relativamente contenuti.

Un nuovo robot per la sorveglianza in movimento.

giugno 6, 2012 In rilievo, Sorveglianza Commenti disabilitati su Un nuovo robot per la sorveglianza in movimento.
robot per sorveglianza video

I veicoli a controllo remoto e senza pilota umano (UGV- Unmanned Ground Vehicles) si sono dimostrati davvero utili per usi militari ma diversi studi di settore dimostrano come essi possano essere applicati anche alla sicurezza civile.

Un valido esempio di questi strumenti è il GroundBot, prodotto da un’azienda svedese. Capace di rotolare nel fango, nella sabbia, nella neve e persino di galleggiare sull’acqua, questo particolare robot ha una forma sferica ed è dotato di un paio di videocamere che permettono all’operatore remoto di vedere in tempo reale tutto ciò che sta accadendo intorno in 3D.

Controllato da remoto o attraverso un sistema programmato autonomo basato sulla tecnologia GPS, GroundBot può essere equipaggiato con telecamere che permettono una visione a 360 gradi, visione notturna (IR), microfoni e altoparlanti, così come sensori per la radioattività, gas, umidità, fuoco, calore, fumo, materiali biologici, esplosivi o sostanze stupefacenti.

GroundBot ha tutti i suoi sensori e telecamere ben protetti all’interno della sfera a tenuta ermetica che impedisce a sabbia, fango, gas e acqua di entrare. Questo lo rende particolarmente adatto per rilevare eventuali fughe di gas. Resiste inoltre al capovolgimento, alle cadute e agli urti. È capace di muoversi e ruotare in più direzioni con accelerazione e decelerazione. GroundBot è azionato da un sistema brevettato con meccanismo a pendolo. Per iniziare a rotazione, il motore incorporato solleva il pendolo situato all’interno della sfera, cambiando così il centro di gravità. Ciò porta il robot sferico a rotolare nella direzione desiderata.

Con una velocità massima di 10 km / h (6 mph), GroundBot può essere utilizzato su qualsiasi tipo di terreno o superficie, anche su quelle lisce e pavimentate. Può funzionare fino da 8-16 ore, mentre ci vogliono 3-4 ore per ricaricare la batteria. Dotato di un alloggiamento in policarbonato con un rivestimento ad alto attrito, la dimensione di questo strumento è paragonabile a un pneumatico, che misura 60 cm (23,6 pollici) di diametro, mentre il peso di 25 kg (55 lbs).

Uno strumento, quindi, che si va ad affiancare ad altri sistemi di sorveglianza di questa natura, come il robot con webcam wireless, o di altra natura, come le microspie video (in particolare la microspia video 3G ), più discrete e con usi leggermente diversi. Il robot è maggiormente adatto per la sicurezza in luoghi come aeroporti, stazioni ferroviarie, centrali elettriche e magazzini, e per applicazioni quali la protezione perimetrale e la sorveglianza di eventi allo stadio, ossia per tutti quegli eventi o luoghi che necessitano una sorveglianza in movimento.

Microspia video 3G, un grande passo in avanti nella videosorveglianza.

sorvegliare a distanza

Fino a qualche anno fa pensare ad una microspia che fornisse accesso immediato ad un luogo dall’altra parte del globo, permettendo di vedere e ascoltare ciò che stesse succedendo, era pura fantascienza. La tecnologia, però, ha raggiunto ormai livelli prima impensabili, permettendo di controllare a distanza ed in tempo reale qualsiasi luogo, che sia esso interno o esterno.

La microspia video 3G è un piccolo gioiello tecnologico che permette il controllo audio e video direttamente dal proprio cellulare UMTS ed è installabile sia all’interno di ambienti che su mezzi mobili.

Funziona in modalità video solo quando c’è copertura di rete UMTS, in caso contrario si comporta come una normale microspia audio. In caso di necessità, permette anche di registrare i file su memoria Micro SD fino a 32 Gb oppure di inviarli ad una casella di posta elettronica.

La microspia video 3G è lo strumento ideale per chi ha la necessità di sorvegliare a distanza la propria abitazione o luogo di lavoro, specialmente con l’aumento dei furti che si registra in questi tempi di crisi economica.

Le sue dimensioni e peso davvero ridotti (solo 43x40x8 mm per 10 grammi) permettono di poterla occultare ovunque, da elettrodomestici a suppellettili varie agli interni di un’automobile, senza che nessuno se ne accorga.

Con una risoluzione video 320×240, la microspia video 3G permette non solo di registrare video in formato Mp4, ma anche di scattare foto ad una risoluzione 640×480.

Facile da usare e configurabile tramite SMS, con una semplice video chiamata al numero della stessa microspia, da qualsiasi cellulare UMTS, permette di controllare a grande distanza ed in tempo reale ciò che sta succedendo nell’ambiente posto sotto controllo. Per la modalità audio, invece, in caso di mancanza di copertura UMTS, basta una semplice chiamata vocale da qualsiasi cellulare.

È dotata di un sensore ad attivazione vocale (VAS), che mette in funzione l’apparecchio non appena rileva un rumore che supera una certa soglia, e di un microfono ultrasensibile che, nonostante le sue ridottissime dimensioni (solo 5.6×4.0x2.3 mm) offre un’eccellente qualità del suono.

La microspia video 3G è, inoltre, alimentata da batteria agli ioni di litio da 3.7V, ricaricabile tramite cavetto USB o carica batterie, il tutto fornito nel kit.

Ideale per chi ha bisogno di controllare a distanza luoghi o persone, questo dispositivo rappresenta un grande passo in avanti nella tecnologia, oltre che un valido aiuto nella prevenzione di furti di vario genere, grazie alla sua potenza e alla sua facilità di utilizzo, che non richiede di essere grandi esperti di queste tecnologie per poterlo utilizzare.

Furti in azienda e necessità di maggiori controlli.

scena di un furto

Furti, taccheggio e altri crimini contro la proprietà sono in continuo aumento. Questo è quanto si può facilmente apprendere da giornali, TV e Internet.

La maggior parte dei ladri sono dilettanti ma, in questi tempi di crisi economica, il furto sta quasi diventando un lavoro, un modo per tirare avanti.

In diversi Paesi sono state istituite delle linee telefoniche di aiuto per questi tipi di crimini, per superare le loro conseguenze.

Maeve Ryan, coordinatrice della National Crime Victims Helpline irlandese, ha affermato che “il numero di persone che ha chiesto aiuto nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto da 783 a 838 e la maggior parte delle chiamate erano per furti”.

“Questo è un crimine che può avere seri effetti sulle persone coinvolte”, ha affermato. Non solo effetti materiali, per la perdita degli oggetti di cui si è stati derubati, ma anche conseguenze psicologiche, dovute alla paura che le persone avvertono dopo l’irruzione nella propria casa, perché “la paura è quella che possa accadere di nuovo”.

E ci sono anche altre questioni, come riparare le porte e le finestre scassinate, le difficoltà con le compagnie assicurative, il bisogno di aggiornare i sistemi di sorveglianza e la preoccupazione, da parte dei genitori, per l’impatto dell’accaduto sui bambini.

Oltre ai furti nelle abitazioni e nei negozi, stanno aumentando anche furti e frodi nelle aziende. Oggetti di valore, cibo, soldi e dispositivi tecnologici sono le cose maggiormente rubate, ma anche macchine e mezzi di trasporto aziendali.

Per questo motivo i proprietari d’azienda chiedono maggiorni pattugliamenti da parte della polizia, sebbene, probabilmente, il miglior modo per sorvegliare i loro beni sarebbe l’installazione di sistemi di sorveglianza all’avanguardia, fuori ma anche dentro i capannoni e gli uffici, perché non bisogna dimenticare che in molti casi il ladro è proprio tra i dipendenti.

C’è un sempre maggiore bisogno di collaborazione tra i lavoratori, nonostante i tagli al personale, dovuti alla crisi economica, e nonostante i continui rancori degli stessi verso l’azienda.

Infatti, come si può notare da una ricerca condotta dagli studiosi americani della Marquet International ltd., il 2010 è stato l’anno delle frodi interne alle aziende. Secondo questo studio, infatti, nel 2010 le frodi sarebbero aumentate del 17% rispetto al 2009. La cattiva condotta degli impiegati, inoltre, continuerà a crescere in relazione ai tassi di disoccupazione, che ora ammonta al 10%.

Il rischio è maggiore per le piccole e medie imprese, che hanno meno risorse in termini di personale e che non sono capaci di implementare micure di controllo e prevenzione adeguate.

Per cogliere i ladri in fragrante, però, potrebbero trovare davvero utili sistemi di video sorveglianza dai costi contenuti, come la nuova microspia video 3G, che può essere facilmente occultata in qualunque posto e che è difficilmente rilevabile.

Mentre potrebbero essere utilizzati localizzatori satellitari per monitorare, tracciando i loro percorsi, i mezzi di trasporto aziendali. In poche parole, soluzioni relativamente economiche per un problema che si paga a caro prezzo.

Un antiterrorismo non violento e sensibile alle differenze di genere.

antiterrorismo

Il contro terrorismo deve allontanarsi dagli approcci militaristici e basarsi su soluzioni incentrate sulle persone, ossia su interventi sostenibili e sensibili alle differenze di genere.

Questo è quanto è stato affermato dalla studiosa pachistana Maleeha Aslam, durante la presentazione, ad Islamabad, organizzata dall’Istituto di Politiche di Sviluppo Sostenibile, del suo ultimo libro “Gender Based Explosions: The Nexus between Muslim Masculinities, Jihadist Islamism and Terrorism”, nel quale la dottoressa cerca di individuare il nesso tra l’esaltazione della mascolinità musulmana, l’islamismo jihadista ed il terrorismo.

Membro del Wolfson College, Cambridge and Fellow Cambridge Commonwealth Society, la dottoressa Aslam vuole sottolineare come la dimensione di genere sia stata sottovalutata nelle ricerche per una soluzione al terrorismo.

“Nelle società musulmane, l’oppressione socio-economica e politica insieme con i costrutti di genere culturalmente idealizzati, hanno condotto gli uomini verso l’islamismo militante e il terrorismo”. Ha sottolineato come le politiche antiterrorismo che coinvolgono la sorveglianza e la schedatura razziale provochi gli uomini musulmani, perché sono un attacco al loro onore e al loro modo di agire nella società. Nel suo studio afferma, inoltre, che l’affiliazione religiosa non ha niente a che vedere con l’offrire sé stessi alla Jihad. In realtà, la maggior parte dei musulmani praticanti è contro gli attacchi kamikaze.

La dottoressa ha continuato poi il suo discorso affermando che l’islamismo jihadista continuerà a crescere enormemente se non si cambierà punto di vista nell’affrontare la questione, se non si capirà che il terrorismo si può combattere solo con strumenti pacifici, sensibili alle differenze di genere.

“È il desiderio dell’uomo di mettere alla prova sé stesso che lo porta alla violenza”, non è quindi, l’affiliazione ad una particolare religione, ma il comportamento egocentrico maschile.

Pertanto, a nulla servirebbero per combattere il terrorismo, secondo il punto di vista della dottoressa Aslam, programmi militari, o soluzioni che comunque fanno uso della violenza. A nulla servirebbero, allora, anche strumenti per la sorveglianza, come le microspie o i localizzatori satellitari, per il monitoraggio dei sospettati, in quanto sono strumenti che non farebbero altro che urtare l’ego dell’uomo musulmano, portandolo ad abbracciare idee estremiste che, magari, diversamente, non avrebbe condiviso.

Il militarismo, quindi, è qualcosa di trasversale, che non riguarda la religione ma l’individuo in sé. Per questo è importante spostare il focus di attenzione dalle ideologie religiose ai comportamenti basati sul genere, che sarebbero gli stessi in diverse parti del mondo e non solo nelle aree musulmane. Infatti la stessa ricercatrice fa notare come nonostante la società americana sia sensibile alle questioni di genere, abbiamo assistito ad un comportamento crudele dei soldati americani verso i prigionieri iracheni.

Tra spionaggio e violazione della privacy. L’America in un enorme “Grande Fratello”?

terrorismo e sorveglianza

Nel tardo Diciottesimo secolo il filosofo inglese Jeremy Bentham progettò il Panopticon, un edificio istituzionale dalla forma circolare con una “inspection house” al centro, una sorta di torre dalla quale i capi dell’istituzione sarebbero stati capaci di sorvegliare tutti gli internati senza che questi riuscissero a capire se fossero o meno controllati portandoli, nel dubbio, ad agire secondo le regole ferree dell’istituzione stessa. Bentham descrisse il Panopticon come “un nuovo modo di ottenere il potere della mente sulle menti”.

Fantasia o realtà, secondo la American Civil Liberties Union, questo è più o meno ciò che sta succedendo negli Stati Uniti, a causa di una sempre più intrusiva sorveglianza dei cittadini da parte del Governo, attraverso un sistema che coinvolge i cittadini stessi e aziende private nel raccogliere dati e informazioni sulla popolazione.

Agendo presumibilmente per combattere il terrorismo, l’Intelligence americana sta cercando di estendere la sua capacità di sorveglianza costringendo il settore privato a monitorare e fornire un resoconto sulle attività degli americani.

Questo è quanto è scritto nella relazione dell’ACLU, secondo la quale “le informazioni possedute da terze parti sono considerate innocue e protette da codici professionali sulla riservatezza”. In questo modo il Governo non teme ripercussioni politiche o legali.

Nella relazione, l’ACLU scrive che il Governo ha creato diversi programmi per controllare le vite degli americani, presumibilmente per difendere il Paese dal terrorismo dopo l’Undici Settembre.

In gennaio 2002, per esempio, il Dipartimento di Giustizia creò un programma chiamato “Terrorism Information and Prevention System” o TIPS. Considerato come “un sistema nazionale per i lavoratori interessati a fornire dati su attività sospette”, il programma ha reclutato milioni di lavoratori del settore pubblico, postini e tecnici delle comunicazioni, per fornire al Governo dettagli su ciò che loro consideravano come attività sospetta o insolita.

Bush, inoltre, raddoppiò il numero dei programmi chiamati “Neighborhood Watch” e estese i loro ruoli al di là del semplice controllo del vicinato contro i furti, per coinvolgerli nella lotta al terrorismo.

Questi sono solo alcuni dei programmi dello Stato elencati nella relazione “Surveillance Industrial Complex” dell’ACLU, in cui gli autori sottolineano come, al di là di questi programmi di controllo organizzati, ci siano diverse “campagne di coscienza del cittadino”, che inculcano negli individui il sospetto e la voglia di denunciare le autorità chiunque abbia una serie di “caratteristiche sospette”.

Dal settembre 2001 fino ad oggi, ci sono circa 6000 organizzazioni, di cui 2000 sono istituzioni private, che non solo collaborano col Governo nel mantenere l’ordine pubblico, ma che raccolgono un’enorme quantità di dati su individui, sorvegliandoli, magari, con l’uso di strumenti high-tech, come microspie, microregistratori e telecamere spia.

Presumibilmente per scovare potenziali terroristi, questo enorme “Grande Fratello” non solo sta distruggendo il diritto spesso rivendicato dagli americani di “essere lasciati soli”, ma sta anche creando un immenso business che non conosce crisi, nonostante i tempi che corrono.

In rete una guida al terrorismo per gli occidentali convertiti alla Jihad.

terrorismo e jihad

“I musulmani seguono una religione di pace, misericordia e perdono e la maggior parte non ha nulla a che vedere con i violenti eventi che sono associati all’Islam. Se un musulmano commette un atto di terrorismo, questa persona viola le leggi dell’Islam”.

È questo quanto si legge su un sito web che si pone come guida alla religione islamica. Idee sicuramente veritiere e condivisibili da qualsiasi essere umano.

Tuttavia, è apparsa su Internet la guida in inglese su come diventare un perfetto terrorista e su come esportare il credo di Al Qaeda in Occidente. Un vademecum per gli occidentali convertiti alla jihad, insomma, scritto da Samir Khan, un americano che ha lavorato per il braccio yemenita di Al Qaida e che è stato ucciso da un drone (aeromobile a pilotaggio remoto) insieme l’imam radicale Anwar al Awlaki.

Diversi sono i capitoli della guida e tutti trattano aspetti diversi della vita di un terrorista. Si parla per esempio di igiene della persona in situazioni precarie: “una doccia giornaliera è ideale ma in molti casi non è possibile”. Si invita a tenere in ordine gli ambienti in cui si vive, e ci si nasconde, spesso condivisi con altri “fratelli”.

Si discute persino della possibilità, per un terrorista, di poter portare con sé anche la propria famiglia. Tuttavia, si viene scoraggiati per evitare di vedere i propri cari violentati e torturati, nel caso in cui si venisse scoperti.

Nella sezione dal titolo “Bombardamenti aerei”, Khan descrive il suono dei droni, “come il ronzìo di un’ape” e consiglia ai suoi potenziali discepoli di pensare, in caso di paura, alle vergini del paradiso e ai profeti che si andranno ad incontrare una volta morti.

Sicuramente i capitoli più importanti e interessanti sono quelli in cui dà dei consigli pratici sui bersagli da prendere di mira e sulle linee guida da rispettare per non essere scoperti.

Parla di “attaccare l’America nel suo cortile di casa” perché in questo modo la risonanza, e quindi l’effetto e la considerazione che si ottiene, è molto più grande, soprattutto se l’attentato è messo in atto da un singolo individuo, difficilmente controllabile.

Dunque, con la diffusione del Web, è stato più facile per i terroristi in generale divulgare le proprie idee ed ottenere proseliti anche in e contro paesi occidentali. Si è passati, infatti, dall’iniziale indottrinamento faccia a faccia ad opuscoli e libri, fino ad arrivare alla Rete, a Youtube, per esempio, e alla diffusione di guide online.

Per fortuna, comunque, la tecnologia non si mostra sempre a favore del terrore. A tal proposito, infatti, Khan sottolinea l’importanza di non usare telefoni cellulari per le comunicazioni, per evitare di essere in qualche modo intercettati. Chissà, però se avrà considerato il fatto che magari i servizi segreti possano controllare potenziali terroristi con microspie di ultima generazione, come la microspia video 3G che, grazie alla tecnologia UMTS, permette di spiare, con una semplice video chiamata, tutto ciò che sta succedendo nel luogo in cui è installata o, nel caso in cui non ci sia copertura di rete UMTS, permette quantomeno l’ascolto a distanza illimitata e con una qualità audio elevata, senza che nessuno se ne accorga, in quanto difficile da rilevare.

Nuovo sistema di sorveglianza identifica i volti scansionando 36 milioni di immagini al secondo.

videosorveglianza

Sostenitori della privacy, tenetevi forte! In Giappone è stato messo a punto un nuovo strumento di videosorveglianza che identifica i volti scansionando milioni di immagini al secondo.

La Hitachi Kokusai Electric ha dimostrato come questo nuovo sistema può comparare un’immagine catturata con un telefono cellulare, dalle telecamere di sorveglianza o da altri sistemi di registrazione, come la microspia video 3G, con 36 milioni di immagini al secondo, fino a trovare una perfetta corrispondenza dei volti.

Mentre la risoluzione minima richiesta per l’identificazione è di almeno 40×40 pixel, il software del sistema permette il riconoscimento facciale anche nel caso in cui i volti siano inclinati orizzontalmente o verticalmente fino a 30 gradi.

Il software, inoltre permette di identificare i volti in video di sorveglianza in cui sono registrati, il che significa che gli utenti che ricorreranno a questa apparecchiatura potranno vedere cosa quella persona stava facendo prima e dopo il fermo immagine.

Cosa significa tutto ciò? Che la più grande barriera della videosorveglianza è stata superata. Non ci sarà più bisogno di osservare estenuanti ore di video registrati dalle telecamere nascoste per trovare ciò che si vuole.

La potenza di questo sistema sta nella capacità del suo algoritmo nel raggruppare volti simili tra loro, restituendo i risultati come miniature disposte a griglia, dalle quali si possono così agevolmente rimuovere risultati ritenuti sbagliati o non perfettamente corrispondenti.

È facile intuire come gli scenari che si aprono per il suo utilizzo sono infiniti. La polizia, per esempio, potrebbe riuscire ad incastrare criminali da vecchi video o scovarli in mezzo a grandi folle. O, ancora, sarà possibile cogliere in flagrante un ladro che ha commesso diversi furti nella stessa attività commerciale, riuscendo a scoprire in maniera molto veloce quante volte quella persona è stata in quel negozio.

La società produttrice ha fatto sapere che il prodotto sarà disponibile dal prossimo anno fiscale e sarà sua cura verificare i clienti affinché ne facciano un uso appropriato. Saranno disponibili anche personalizzazioni, in base alle esigenze, del prodotto, che viene riservato soprattutto a forze dell’ordine, grandi centri commerciali o aziende.

Farà, quindi, discutere per la questioni della privacy, ma i legislatori non tarderanno a emanare una normativa appropriata, visto che anche le altre aziende attiva nell’ambito della videosorveglianza stanno seguendo la stessa direzione di sviluppo.

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23 Lug 2012

pistola vortex

Prendendo spunto dalle pistole giocattolo per bambini in grado di lanciare anelli di fumo, Battelle, azienda statunitense di Columbus, Ohio, per realizzare una vera e propria arma in grado di lanciare anelli di diverse sostanze gassose o di cariche elettriche. Secondo i ricercatori, questa pistola sarebbe in grado di lanciare questi anelli ad una distanza di quasi 46 metri e ad una velocità di circa 145 chilometri orari. Gli anelli …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.