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Nuovo sistema di sorveglianza identifica i volti scansionando 36 milioni di immagini al secondo.

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Sostenitori della privacy, tenetevi forte! In Giappone è stato messo a punto un nuovo strumento di videosorveglianza che identifica i volti scansionando milioni di immagini al secondo.

La Hitachi Kokusai Electric ha dimostrato come questo nuovo sistema può comparare un’immagine catturata con un telefono cellulare, dalle telecamere di sorveglianza o da altri sistemi di registrazione, come la microspia video 3G, con 36 milioni di immagini al secondo, fino a trovare una perfetta corrispondenza dei volti.

Mentre la risoluzione minima richiesta per l’identificazione è di almeno 40×40 pixel, il software del sistema permette il riconoscimento facciale anche nel caso in cui i volti siano inclinati orizzontalmente o verticalmente fino a 30 gradi.

Il software, inoltre permette di identificare i volti in video di sorveglianza in cui sono registrati, il che significa che gli utenti che ricorreranno a questa apparecchiatura potranno vedere cosa quella persona stava facendo prima e dopo il fermo immagine.

Cosa significa tutto ciò? Che la più grande barriera della videosorveglianza è stata superata. Non ci sarà più bisogno di osservare estenuanti ore di video registrati dalle telecamere nascoste per trovare ciò che si vuole.

La potenza di questo sistema sta nella capacità del suo algoritmo nel raggruppare volti simili tra loro, restituendo i risultati come miniature disposte a griglia, dalle quali si possono così agevolmente rimuovere risultati ritenuti sbagliati o non perfettamente corrispondenti.

È facile intuire come gli scenari che si aprono per il suo utilizzo sono infiniti. La polizia, per esempio, potrebbe riuscire ad incastrare criminali da vecchi video o scovarli in mezzo a grandi folle. O, ancora, sarà possibile cogliere in flagrante un ladro che ha commesso diversi furti nella stessa attività commerciale, riuscendo a scoprire in maniera molto veloce quante volte quella persona è stata in quel negozio.

La società produttrice ha fatto sapere che il prodotto sarà disponibile dal prossimo anno fiscale e sarà sua cura verificare i clienti affinché ne facciano un uso appropriato. Saranno disponibili anche personalizzazioni, in base alle esigenze, del prodotto, che viene riservato soprattutto a forze dell’ordine, grandi centri commerciali o aziende.

Farà, quindi, discutere per la questioni della privacy, ma i legislatori non tarderanno a emanare una normativa appropriata, visto che anche le altre aziende attiva nell’ambito della videosorveglianza stanno seguendo la stessa direzione di sviluppo.

Scommesse sicure grazie ai microauricolari

luglio 4, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

A molti di noi è capitato, nella maggior parte dei casi per puro diletto, di scommettere online. Tra coloro che hanno provato a scommettere (spesso con ben poco successo) alzi la mano chi non ha mai provato a puntare su un gol o su un rigore pochi istanti dopo che lo stesso si fosse verificato.
Ecco, chi ci ha provato sa benissimo che è impossibile, e si sarà chiesto come faranno i gestori di quel particolare sito di scommesse a tenere sotto controllo tutte le partite.

La risposta è semplicissima: non sono i gestori del sito a controllare l’andamento delle partite, e non lo fanno certo via TV. Al contrario, le scommesse vengono bloccate, in caso di eventi importanti quali un gol od un rigore, da una vastissima rete di osservatori che si trovano direttamente sui campi di gioco di tutto il mondo.

Questi osservatori sono collegati ad una sorta di “centrale operativa”, tramite dei cellulari sicuri che trasmettono in maniera criptata dei dati che vengono poi analizzati da un computer centrale, il quale a seconda dell’andamento del gioco alzerà o abbasserà le quote per la vittoria dell’una o dell’altra squadra.

Un altro modo discreto ed efficace di restare in contatto e di fornire informazioni sull’andamento degli incontri è quello di usare degli auricolari in miniatura, talmente piccoli da poter essere inseriti all’interno dell’orecchio senza essere visti, ma abbastanza potenti da poter trasmettere, grazie al collegamento Bluetooth con un telefono cellulare, informazioni ed istruzioni in diretta senza che le persone intorno si rendano conto di quello che sta accadendo.

Utilizzando un cellulare criptato o un microauricolare, chi gestisce le scommesse è in grado di restare in contatto in maniera discreta e sicura con qualsiasi evento sportivo negli angoli più remoti del mondo, assicurandosi che le puntate pervengano in maniera regolare.

Ovviamente, questo tipo di applicazioni è soltanto una delle molteplici possibilità di utilizzo di apparecchiature quali cellulari codificati e microauricolari. Per scoprire molti altri modi in cui questi apparecchi possono esservi utili, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, azienda leader nel campo della sicurezza e protezione in maniera discreta.

Firebird, un aereo o un drone? Tutti e due!

maggio 10, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

La Northrop Grumman, gigante dell’industria aerospaziale americana, ha presentato il suo nuovo velivolo spia, denominato Firebird.
In grado di volare a circa 10mila metri di altezza, può raccogliere filmati dall’alto, effettuare scansioni radar ad ampio raggio e può anche essere usato come sistema volante per le intercettazioni telefoniche.

La sua particolarità risiede nel fatto che queste operazioni possono essere compiute sia guidato da un pilota in carne ed ossa, che operando in maniera automatica come un qualsiasi altro drone o UAV (Unmanned Aerial Vehicle). Per passare da una modalità all’altra, bastano delle lievi modifiche che possono essere apportate nel giro di pochi minuti.

Il Firebird nasce essenzialmente come aereo spia per ricognizioni dall’alto, ma secondo fonti della Northrop, sarà possibile anche trasformarlo in un vero e proprio aereo da combattimento. I test, effettuati nel deserto del Mojave, sono durati oltre un anno, durante il quale ne sono state perfezionate le caratteristiche di flessibilità che gli permettono di funzionare sia con un pilota che in maniera completamente autonoma, sia per la raccolta di immagini e informazioni che per missioni di attacco.

Nelle prossime settimane il Firebird verrà presentato ai vertici dell’esercito USA in occasione dell’Empire Challenge, un’esposizione in cui le aziende specializzate mettono in mostra le loro nuove tecnologie militari.

In grado di volare fino a 40 ore consecutive ad una velocità di punta di circa 230 chilometri orari, il Firebird è stato studiato per realizzare una serie di missioni di ricognizione e sorveglianza di carattere militare, ed infatti, il cliente ideale di questo tipo di velivolo è certamente l’esercito, specialmente quello USA che fa larghissimo uso degli aerei spia automatizzati.

Il costo del Firebird non è stato reso pubblico, anche alla luce dei problemi incontrati dal produttore con il Pentagono a seguito di una imprevista impennata dei costi del Global Hawk, altro drone della famiglia Northrop.

Rilevatore di radiazioni, la cura per la sindrome giapponese

aprile 25, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

In un mondo dominato da Internet, dove le notizie di eventi, soprattutto quelli catastrofici, che avvengono dall’altra parte del globo, ci raggiungono nell’arco di poche ore e possiamo seguirne gli sviluppi in tempo reale nonostante la distanza.
Questo è accaduto, ad esempio, nel caso del disastroso terremoto seguito da uno tsunami in Giappone, e ben presto, ad una preoccupazione tutto sommato innocua per le povere vittime del sisma, si è sostituita la paura del nemico nucleare, innescata dalle notizie che arrivavano dalla centrale di Fukushima.

Come nel caso dell’incidente di Chernobyl nel 1986, i governi dei Paesi coinvolti hanno inizialmente tentato di minimizzare la portata dei possibili danni alle persone, ma la diffusione della nube radioattiva ha ben presto consigliato misure di prevenzione ben più restrittive.
Se nel caso dell’incidente avvenuto in Unione Sovietica, la nube radioattiva raggiunse, sia pure in forma limitata, il nostro Paese, con lievi effetti sulle nostre abitudini alimentari (divieto del consumo di ortaggi freschi e latte, ad esempio), la nube sollevatasi da Fukushima non ha praticamente possibilità di creare alcun danno in Italia.

Eppure, forse nel ricordo della psicosi di Chernobyl, negli ultimi tempi si sta assistendo al curioso fenomeno dell’aumento delle vendite di articoli come i rilevatori di radiazioni, da usare per rilevare un molto eventuale aumento dell’attività radioattiva nelle nostre strade e città.

Un rilevatore di radiazioni misura il livello delle radiazioni alfa, beta, gamma e dei raggi X, ed emette un avviso sonoro se tali radiazioni superano il livello di guardia.
Va però detto che tali dati possono essere interpretati correttamente soltanto da un tecnico qualificato, e che la presenza di radiazioni in quantità lievemente superiore alla soglia di tolleranza non vuol certo dire che la vostra casa sia contaminata. Infatti il suolo terrestre emette delle radiazioni naturali, e ad esempio, la quantità di radiazioni che, provenendo da Fukushima, ha raggiunto il territorio italiano, è di livello gran lunga inferiore a tale radiazione naturale.

Quindi se da un lato può essere utile dotarsi di un rilevatore di radiazioni nella remota eventualità che la nube radioattiva raggiunga il nostro paese in maniera più pesante, dall’altro è meglio evitare di giungere a conclusioni affrettate quando se ne usa uno.

Spiare? Facile, anche con un pacchetto di sigarette!

marzo 23, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

Se pensate che i gadget spia siano roba per film di spionaggio, e che microspie nascoste all’interno di una penna, in una cravatta o altro ancora si possano vedere soltanto sul grande schermo, evidentemente non sapete che la tecnologia di spionaggio ha fatto passi da gigante, e che le moderne microspie ambientali hanno un costo assai limitato e possono nascondersi pressoché ovunque.

Grazie alla combinazione di questi due fattori chiave, dimensioni ridotte e costo contenuto, uniti ad una semplicità d’uso che rende le microspie del 21esimo secolo utilizzabili da chiunque, spiare è diventata un’attività alla portata non soltanto di investigatori o agenti segreti, ma anche dell’uomo comune che tema, ad esempio, che la propria moglie lo tradisca, o che i propri figli possano frequentare cattive compagnie.

Un esempio di come sia possibile spiare a distanza è dato da quello che all’apparenza sembra essere un comunissimo pacchetto di sigarette, ma cne all’interno del pacchetto stesso contiene una potente microspia radio UHF, in grado di rilevare suoni e voci intorno a sé e di trasmetterli via radio, con una durata massima di 18 ore consecutive di trasmissione.

L’uso è semplicissimo, poiché la microspia pacchetto di sigarette è alimentata a batteria. Pertanto basta collocare il piccolo trasmettitore sul fondo del pacchetto stesso, e la microspia nascosta inizierà immediatamente a trasmettere. Una volta sintonizzata la sua frequenza con quella dell’apposito ricevitore, potrete ascoltare a distanza senza timore di essere scoperti.

Quindi, se volete raccogliere informazioni a distanza in maniera discreta, ad esempio per scoprire se qualcuno nel vostro ufficio passa informazioni ad un’azienda concorrente, avete soltanto bisogno di nascondere una microspia di questo genere nal taschino della vostra giacca o di quella di un collaboratore o persona fidata, e mettervi tranquillamente all’ascolto.

Per scoprire moltissimi altri modi in cui potete spiare di nascosto, per avere maggiori dettagli sul funzionamento del trasmettitore pacchetto di sigarette e molto altro ancora, potete visitare il nostro sito.

Occhi aperti della NATO sulla Libia, dal cielo

marzo 10, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

La NATO, pur senza intervenire ancora direttamente a livello militare o con aiuti ai ribelli tramite l’Arabia Saudita, tiene sotto controllo la situazione in Libia da una posizione di tutto vantaggio e sicurezza, grazie agli instancabili occhi dei suoi aerei spia che sorvolano il paese 24 ore al giorno.

Si tratta di una mossa temporanea, in attesa di decidere se creare o meno una no-fly zone sulla parte orientale della Libia, azione che richiederebbe ben altro livello di sorveglianza, non soltanto da parte degli AWACS ma anche e soprattutto con il dispiegamento di portaerei di fronte alla zona da proteggere. Gli Stati Uniti, supportati da Francia e Gran Bretagna, sono a favore della no fly zone, mentre la Russia è pronta ad usare il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU per contrastarne la creazione.

Comunque, in mancanza di una risoluzione ONU, i voli degli AWACS sul Mar Mediterraneo sono stati intensificati in modo da garantire una sorveglianza aerea continua, giorno e notte. La NATO ha a propria disposizione abbastanza aerei di questo tipo nel Mediterraneo per poter garantire questa copertura senza bisogno di ulteriori invii di aerei spia dagli USA, per monitorare la posizione degli aerei ed i movimenti delle truppe di terra e degli armamenti delle forze fedeli a Gheddafi.

L’uso degli aerei spia e dei droni per la sorveglianza aerea avrebbe effetti militari di portata molto limitata, ma la loro presenza nei cieli libici fungerebbe da monito per il regime di Gheddafi, ricordandogli che la comunità internazionale ne tiene d’occhio le mosse ed è pronta ad intervenire. Da un ounto di vista strettamente di carattere militare, poi, l’uso di tale tecnologia è assolutamente a rischio zero per le truppe, non ponendo alcun pilota in situazioni a rischio. Ovviamente la no-fly zone dovrebbe poi essere pattugliata con aerei guidati da piloti in carne ed ossa, ma si vedrà più avanti…

Microfoni spia, e anche una cravatta può servire per spiare

marzo 10, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

Quando si ha bisogno di raccogliere informazioni senza che le persone intorno a noi se ne accorgano, per usarle in seguito, bisogna farlo nella maniera più discreta possibile, in modo da evitare di destare il sia pur minimo sospetto.
Questo è particolarmente vero non soltanto per agenti delle forze dell’ordine impiegati nella lotta al crimine, ma anche per investigatori privati alle prese con complicati casi di spionaggio industriale o con sospetti di infedeltà coniugale da fugare o confermare.

La maniera migliore di raccogliere tali informazioni è sicuramente quella di usare dei microfoni spia, delle microspie o delle telecamere nascoste, in modo da trasmettere o registrare le conversazioni di persone ignare. Per ottenere il massimo risultato, i microfoni spia devono essere collocati in maniera assolutamente invisibile.

Grazie alla crescente miniaturizzazione della tecnologia applicata allo spionaggio, questo non è un problema, perché un microfono può essere talmente piccolo da poter essere occultato tranquillamente anche all’interno di una cravatta. Tale tipo di trasmettitore è composto da tre diverse componenti (microfono, alimentatore ed unità di trasmissione) collegate tra loro tramite un cavo flessibile che può essere comodamente assicurato al retro della cravatta, in una posizione ottimale per ascoltare e trasmettere le parole delle persone di fronte a noi.

Esistono anche altri tipi di microfoni spia, talmente sottili da poter essere nascosti ad esempio all’interno di quella che ad una prima occhiata potrebbe apparire una semplice ed innocua lastra di cartone, ma che potrebbe rivelarsi il vostro migliore alleato per la sorveglianza o per la raccolta di informazioni; oppure, un microfono stetoscopio, applicato all’esterno di una finestra, in grado di interpretare i suoni all’interno analizzando le microscopiche vibrazioni del vetro.

Insomma, per risolvere casi complicati, la tecnologia ci fornisce un aiuto tanto invisibile quanto prezioso. Per scoprire come, potete visitare il sito di Endoacustica.

Microspie digitali, per intercettazioni chiarissime e criptate

febbraio 21, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

L’era descritta nei film di spionaggio degli anni ‘60 e ‘70 è trascorsa ormai da tempo immemore, e se da un lato ci fa piacere vedere vecchie scene in cui un agente segreto si apposta in uno scantinato buio armato di cuffia ed apparecchio radio per ascoltare la sua vittima tramite microspie, dall’altro lato sappiamo benissimo che, al giorno d’oggi, tali soluzioni sarebbero decisamente obsolete.

Infatti, le moderne operazioni di sorveglianza non richiedono appostamenti continui ed ore passate a cercare di interpretare conversazioni sottovoce coperte da rumori di fondo, ma grazie alle moderne microspie digitali, chi ascolta tali conversazioni è ora in grado di ottenere il massimo dall’operazione di ascolto nascosto.

Infatti, oltre a funzionare con tecnologia digitale che garantisce una assoluta purezza dei suoni captati, e ad essere dotate di filtri antirumore che permettono, ad esempio, di ascoltare nitidamente le voci umane anche in un ambiente rumoroso, escludendo tutti gli altri suoni e rumori, i modelli più avanzati di queste moderne attrezzature di ascolto segreto sono dotati di codifica digitale ad inversione di spettro, che permette di trasmettere i risultati delle proprie intercettazioni ambientali, senza timore che essi possano essere a loro volta intercettati.

Il segnale captato viene infatti “spezzettato” in una serie di pacchetti di dati, che vengono trasmessi ad alta velocità sotto forma di impulsi. Tali impulsi vengono quindi captati dal ricevitore appostato a distanza di sicurezza, il quale provvede a ricomporre il segnale, e rendere le conversazioni comprensibili per l’ascoltatore. Un eventuale apparecchio di intercettazione non sarebbe pertanto in grado di ricomporre i pacchetti ed ascoltare il contenuto delle conversazioni.

Endoacustica distribuisce tutte le ultime novità nel campo della sorveglianza audio a distanza, e saremo lieti di assistervi per trovare il modello di microspia digitale dalle caratteristiche più adatte alle vostre esigenze.

Per scegliere le vostre microspie digitali

Elicotteri come insetti e pesci spia nel museo della CIA

febbraio 11, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

Recentemente, la Central Intelligence Agency ha reso pubbliche alcune soluzioni tecnologiche usate in passato per compiere il proprio lavoro, che è quello di spiare avversari politici e potenze straniere.

Per farlo, si è avvalsa da sempre di soluzioni tecnologiche all’ultimo grido, ed alcune che, ai loro tempi, erano all’avanguardia, oggi potrebbero far sorridere.
Una delle loro creazioni, ad esempio, è il cosiddetto Insectothopter, le cui fotografie sono appena state pubblicate sulla pagina Flickr della CIA, insieme a quelle di pesci robot, monete o scatole da cipria che nascondono microspie, e tutta una serie di gadget tecnologici dei tempi della Guerra Fredda.

L’Insectothopter, come il nome suggerisce, è un microelicottero, delle dimensioni e delle fattezze di un insetto, in grado di volare normalmente e e di intercettare le conversazioni nel suo raggio d’azione, grazie ad una microspia montata sul suo “corpo”. Tutto questo, almeno, in linea teorica, in quanto il progetto non divenne mai effettivamente operativo, in quanto il mircoelicottero era troppo piccolo e leggero per essere anche stabile, ed il minimo alito di vento finiva per mandarlo fuori rotta, rendendone impossibile il controllo a distanza.

Pertanto, l’insetto spia è stato trasferito nel museo della CIA, e le sue foto sono finite online, insieme a quelle di altri gadgets come ad esempio Charlie, un pesce telecomandato usato come pioniere della tegnologia robotizzata subacquea, e che ai suoi tempi avrà sicuramente fatto il suo onesto lavoro per spiare sottomarini nemici.

Insomma, anche la CIA, una delle organizzazioni governative più segrete, ha scoperto il mondo dei social networks, includendo sul proprio sito non soltanto le foto dei suoi vecchi gadget, ma anche un canale YouTube dove è possibile vederli in azione, almeno sotto forma di dimostrazione.

L’era della guerra aerea senza pilota è già arrivata

febbraio 9, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

L’idea di un aereo da combattimento senza pilota in grado di volare, prendere decisioni operative, riconoscere e neutralizzare le minacce, decollare ed atterrare su una portaerei, il tutto in maniera autonoma, sembra fantascienza. Eppure, pochi giorni fa, si è svolto il primo storico volo dimostrativo dell’X47-B, un aereo da caccia senza pilota (UCAS, Unmanned Combat Air System) che ci avvicina all’era del combattimento aereo senza equipaggio.

Costruito dalla Northrop Grumman, il modello X47-B ha volato per mezz’ora, a completamento di una serie di test di affidabilità del software e di preparazione al volo, verso il raggiungimento dell’obiettivo finale di un aeromobile senza pilota in grado di operare in tutta sicurezza e senza bisogno di intervento umano.

La progettazione di aerei da combattimento di questo tipo, dal particolare disegno senza coda, a partire da zero e senza alcun riferimento preesistente, è una sfida che la Northrop Grumman ha raccolto e superato grazie alla collaborazione della Marina Militare americana, per giungere infine alla prima pietra miliare del progetto, il volo di prova.

Tale volo è stato utile per fornire i dati necessari alla verifica del funzionamento del software di sistema per la guida e navigazione, e per verificare la risposta dal punto di vista aerodinamico del particolare disegno senza coda. Tra i test svolti, oltre a quelli di carico e alle verifiche del sistema di propulsione, sono stati particolarmente importanti quelli che servono a verificare che il software di gestione abbia il giusto funzionamento per garantire la giusta autonomia decisionale all’X47-B. Molti di questi test erano già stati compiuti con successo prima che l’aeromobile si staccasse da terra.

Il programma di test e di continui miglioramenti ed affinamenti prevede che l’X47-B possa essere operativo con due esemplari entro il 2013, al termine di un percorso di 6 anni dall’assegnazione dell’appalto.

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