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Niente cellulari fastidiosi, grazie ad un fazzolettino

novembre 20, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Per una volta, visto che è venerdì ed il weekend è in arrivo, vogliamo concederci una piccola digressione “leggera”, con un articolo che più che avere una vera e propria funzione di utilità, ne ha una, diciamo così, “diplomatica”.

Si tratta del Phone Kerchief, un fazzolettino da usare per rivestire il proprio telefono cellulare. Grazie al materiale particolare che lo compone, il fazzoletto è in grado di bloccare il segnale del telefono, impedendone pertanto il funzionamento, e consentendo a chi lo usa di dedicare tutta la propria attenzione al proprio interlocutore o a una riunione importante.

Come ulteriore segno di cortesia, il Phone Kerchief presenta anche un piccolo ricamo che recita “My phone is off for you“, grazie al quale chi lo indossa può comunicare alla persona di fronte a lui che la loro conversazione è più importante di eventuali telefonate in entrata.

Certo, la prima domanda che potrebbe venire in mente a ciascuno di noi è se magari, invece di spendere 60 dollari per un fazzoletto in materiale schermante, non fosse meglio risparmiarli e spegnere il cellulare con un semplice gesto, ma si sa, le vie del marketing sono infinite…

Se invece si ha bisogno di bloccare tutto il traffico cellulare all’interno di un ambiente, quale ad esempio una sala conferenze durante una riunione o un meeting riservato, a quel punto è sicuramente indicato avvalersi di mezzi tecnologici ben più all’avanguardia, anche se meno “diplomatici”, quali ad esempio un jammer, in grado di bloccare le telefonate sia in entrata che in uscita, in maniera ben più sicura ed efficace che non tramite l’uso di un semplice fazzoletto, impedendo anche che orecchie indiscrete possano ascoltare il contenuto delle vostre conversazioni.

Microfono laser per ascolto a distanza

novembre 18, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Come già abbiamo avuto modo di vedere in un recente articolo, gli agenti delle forze dell’ordine impegnati in attività investigative non sempre hanno la possibilità di avvicinarsi ai propri sospetti per raccogliere informazioni, installare microcamere o microspie per intercettarne le conversazioni e così via, per evitare di mettere a repentaglio la propria sicurezza o di far fallire l’operazione.

Per evitare di correre inutili rischi, ma essere comunque in grado di intercettare una conversazione che si svolga all’interno di una stanza chiusa, esistono delle valide alternative fornite dalla moderna tecnologia di sorveglianza, ad esempio i microfoni laser.

Un microfono laser, come il nome stesso suggerisce, utilizza un raggio laser invisibile, che viene puntato verso il vetro di una finestra, fino ad una distanza massima superiore ad un chilometro e mezzo. Tale raggio è in grado di “leggere” le vibrazioni del vetro stesso, vibrazioni causate da suoni e voci prodotti all’interno della stanza e dietro la finestra.

Il raggio laser, riflesso dal vetro, viene raccolto da un ricevitore posizionato alla giusta angolazione secondo l’angolo di riflessione. Tale ricevitore, unito ad un sistema di decodifica, è in grado di convertire gli impulsi del laser, modificati dalle vibrazioni del vetro, in suoni e voci, con estrema chiarezza di suono, in modo da poter ascoltare in assoluta tranquillità, e soprattutto in assoluta sicurezza, cosa avviene al di là di quel vetro.

L’uso di tale tecnologia da parte delle forze dell’ordine si è rivelato utilissimo in più di una indagine contro il crimine organizzato, riscontrando il favore degli operatori soprattutto perché ne rende molto più sicure le condizioni operative.
Per sapere di più sui microfoni laser, potete visitare il sito di Endoacustica e contattare i nostri esperti nel campo della sorveglianza audio e video.

Robot serpente, se lo uccidi si moltiplica

novembre 18, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Da bambini, in campagna, tutti abbiamo giocato con i lombrichi, divertendoci a vedere come tentare di ucciderli tagliandoli in due non avesse alcun successo, anzi finiva per creare due lombrichi separati. Apparentemente, i ricercatori militari israeliani sembrano essersi ispirati proprio ai lombrichi per creare il loro serpente robot.

Infatti, se si tenta di neutralizzarlo, sparandogli o lanciandogli una granata, ognuno dei segmenti che lo compone verrà reso indipendente e potrà continuare a muoversi e svolgere il suo lavoro, proprio come una sorta di lombrico ad alta tecnologia e resistenza.

Ognuno dei piccoli robot è dotato di un processore che funge da “cervello“, una serie di sensori, un motore e delle batterie per l’alimentazione. Finché i vari segmenti sono raggruppati insieme, il robot può essere usato ad esempio per arrampicarsi su alberi o muri, ispezionare tubature, tunnel sotterranei (come ad esempio quelli usati per far arrivare armamenti nella Striscia di Gaza), o comunque per compiere missioni in luoghi difficili da raggiungere con i tradizionali sistemi di sorveglianza video.

Ognuno dei moduli che lo compongono può essere configurato e programmato per compiere missioni diverse, ad esempio installare una microspia, raccogliere immagini o anche lasciare una bomba. Nel momento in cui il serpente dovesse esser attaccato, un’eventuale esplosione avrebbe come conseguenza il distacco di ognuno dei singoli moduli, che porterebbero a termine le missioni per cui sono stati individualmente programmati.

La versione standard del serpente robot pesa circa 6 chilogrammi, ma il peso e la lunghezza possono essere aumentati o diminuiti semplicemente aggiungendo o togliendo i segmenti, a seconda della missione che si vuole compiere.
Attualmente, è stato presentato alla Israeli Conference on Robotics, ma è ancora nella fase di test, e non appena sarà perfezionato, ne inizierà la produzione di massa per essere usato dalle Forze Armate israeliane.

Un orologio per spiare chi vi sta intorno

novembre 17, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Spesso il modo migliore per nascondere qualcosa è quello di tenerlo in evidenza, o se si tratta di un oggetto particolarmente piccolo, di nasconderlo in un luogo visibile, dove nessuno potrebbe mai pensare di cercarlo perché troppo ovvio.

Questo principio è molto spesso applicato quando parliamo di sorveglianza, con trasmettitori e microspie nascosti all’interno di oggetti di uso comune dove nessuno potrebbe pensare di andare a cercare un microfono nascosto.

Ad esempio, è questo il caso del GSM Watch, un orologio che, come dice il nome stesso, può funzionare anche come un telefono cellulare, grazie all’alloggiamento al suo interno che può contenere una normale scheda SIM. Il GSM Watch è collegato, mediante connessione Bluetooth, ad una serie di altre apparecchiature miniaturizzate, quali un microauricolare da collocare all’interno dell’orecchio ed una collana, che nel ciondolo contiene un piccolissimo microfono.

Questi tre articoli insieme formano un formidabile sistema di ascolto a distanza che permette a chi lo indossa di raccogliere, attraverso il microfono della collana, i suoni e le voci intorno a sé, e di trasmetterli a distanza, verso un numero telefonico preimpostato, grazie alla scheda SIM contenuta all’interno dell’orologio.

Chi si trova dall’altro lato del telefono può quindi ascoltare cosa succede, senza che nessuno se ne accorga, ed in maniera altrettanto discreta inviare istruzioni ed informazioni operative a chi indossa l’auricolare. Grazie a questo sistema completo, sarà possibile raccogliere informazioni in tempo reale, inviarle all’esterno dove verranno analizzate, e da dove potrà essere dettata la linea di condotta migliore da seguire ad esempio durante una trattativa commerciale riservata o un’operazione investigativa.

Per maggiori informazioni sulle possibile applicazioni del GSM Watch, potete visitare il sito di Endoacustica dove troverete una serie di articoli per la raccolta di informazioni in maniera discreta.

SMS di massa a tutti i cellulari nelle vicinanze, ora si può

novembre 17, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Potrebbe essere un primo passo verso una sorta di Grande Fratello pubblicitario, che segue i nostri cellulari ovunque per dirci che abbiamo proprio bisogno di comprare qualcosa che, casualmente, è in vendita a pochi metri da noi. Se usato nella maniera giusta, però, il sistema BMC (Broadcast Message Center) sviluppato da Alcatel-Lucent potrebbe al contrario rivelarsi molto utile, specie in situazioni di emergenza o di pericolo.

Il sistema BMC, infatti, è in grado di inviare messaggi di testo a tutti i telefoni cellulari presenti nel suo raggio d’azione, a prescindere dall’operatore telefonico.

Nelle intenzioni dell’azienda che lo ha creato, BMC dovrebbe essere usato come servizio di pubblica utilità, ad esempio da parte di un ente pubblico in caso di emergenze quali un terremoto, un’inondazione, una fuga di gas, l’arrivo di una perturbazione particolarmente violenta o altro ancora, in modo da permettere a chi si trova in una zona a rischio di mettersi in salvo o di prendere le adeguate contromisure per fronteggiare l’emergenza.

Inoltre, potrebbe essere usato per inviare messaggi a tutti gli automobilisti che su una strada in prossimità di un incidente, per evitare il formarsi di code, o per evacuare un aeroporto o un luogo pubblico in caso di allarme bomba. Insomma, le possibilità di uso sono sicuramente svariate, e la flessibilità di BMC, che permette di coprire un’area variabile da poche centinaia di metri quadrati fino ad un’intera città, gli permette di adattarsi sia ad un uso di pubblica utilità che per messaggi commerciali mirati.

Ovviamente, chi usa un cellulare spera di non ricevere mai un messaggio tramite BMC, sia esso un avviso di emergenza o una fastidiosa pubblicità!

Una microspia per ascoltare attraverso i vetri

novembre 17, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Quando si ha bisogno di ascoltare cosa accade all’interno di una stanza o un ambiente, ma non si ha la possibilità di accedere materialmente a tale ambiente per ascoltare direttamente con le proprie orecchie, bisogna escogitare un sistema alternativo.

Questo vale anche per le forze dell’ordine o per investigatori privati che, per raccogliere prove contro pericolosi criminali o per casi di spionaggio industriale, possono usare delle microspie ambientali o telefoniche. Purtroppo però, per ragioni di sicurezza non sempre è possibile piantare tali microspie all’interno del locale da sorvegliare.

La tecnologia di audio sorveglianza, comunque, ci fornisce gli strumenti adatti per essere comunque in grado di intercettare conversazioni anche in ambienti chiusi o non accessibili, ad esempio con una microspia stetoscopio.

Come dice il nome stesso, una cimice di questo genere agisce in maniera simile allo stetoscopio del nostro medico: applicandola ad esempio sul vetro di una finestra, il suo sensore sarà in grado di leggere i movimenti e le vibrazioni del vetro stesso, causate dai rumori e dalle voci provenienti dalla parte opposta del vetro, all’interno della stanza.

Tali vibrazioni vengono poi trasmesse via radio verso un ricevitore appostato a distanza di sicurezza. Il ricevitore, grazie ad un apparecchio di decodifica, trasforma gli impulsi ricevuti dalla microspia in suoni e voci, permettendo quindi di ascoltare tranquillamente cosa avviene all’interno, e di raccogliere informazioni importanti per le indagini, stando tranquillamente a distanza di sicurezza.

Sul mercato, esistono svariati altri tipi di microspie ambientali adatti a qualsiasi scopo ed applicazione nel campo della sorveglianza. Per scoprirli tutti, e per trovare quello con le caratteristiche più adatte per le vostre esigenze, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, azienda leader da anni in questo particolare settore.

Elettricità quasi ovunque, grazie ad un gancio

novembre 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

I cavi che trasportano elettricità arrivano quasi ovunque, per portare l’energia nelle nostre case e nei nostri uffici. Ma per chi è impegnato in zone di guerra, avere accesso alle linee elettriche può significare spesso la salvezza.

Ad esempio, i soldati americani impegnati in zone desertiche o montagnose, come in Iraq o Afghanistan, possono trovarsi ad affrontare seri problemi se la loro dotazione di strumenti elettronici (computers portatili, navigatori satellitari e sensori vari) dovesse ritrovarsi con le batterie scariche e senza la possibilità di agganciarsi ad una presa elettrica per ricaricarle.

Per fornire energia in situazioni del genere, un ingegnere di un laboratorio di ricerca della USAF a Dayton, Ohio ha creato RAPS (Remote Auxiliary Power System), un’apparecchiatura che consiste essenzialmente di un gancio, di una piccola lama e di un cavo.

Quando ci si trova in prossimità di un cavo che trasporta elettricità da un paese all’altro, o dalla linea elettrica ad una casa, chi usa il RAPS non dovrà fare altro che agganciarlo al cavo. La piccola lama in esso contenuta pratica una piccola incisione nella guaina che riveste il cavo, ed una superficie conduttiva nella parte interna del gancio entra in contatto con il cavo scoperto, raccogliendo elettricità.

L’energia viene dunque convogliata mediante un altro cavo protetto, direttamente verso un trasformatore che converte l’energia da alternata a continua, usandola per ricaricare le batterie di qualsiasi apparecchio venga ad esso collegato.

Il RAPS è stato testato anche per essere utilizzato con cattivo tempo, quando la pioggia bagna i cavi ed agganciarsi ad un cavo dell’alta tensione potrebbe non essere un esercizio altamente raccomandabile. Anche in occasioni del genere, i soldati potranno fornire energia ai loro strumenti, per restare in comunicazione con i commilitoni e per proteggersi dai pericoli della guerra.

Una cuffia Bluetooth o una microspia?

novembre 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Quando alcuni anni fa iniziarono a diffondersi le prime cuffie Bluetooth da usare per parlare attraverso il nostro telefono cellulare senza estrarlo dalla tasca, chi le usava veniva spesso guardato in maniera strana o con sospetto, perché sembrava che stesse parlando da solo.

Al giorno d’oggi, ormai, l’uso di tale accessorio per i nostri cellulari è talmente diffuso che una persona che sembra parlare da sola non rappresenta più una sorpresa, né l’auricolare desta alcun sospetto, anche quando viene indossato senza usarlo per parlare al telefono.

Sfruttando tale attitudine dell’uomo comune verso gli accessori dei nostri cellulari, l’industria della sorveglianza audio ha pensato bene di utilizzare l’auricolare Bluetooth come un ideale veicolo per la raccolta di informazioni riservate in maniera discreta.

Infatti, nessuno potrebbe sospettare che all’interno di quello che sembra un normalissimo auricolare si nasconda una microspia, che al suo interno contiene una piccolissima radio trasmittente. Grazie a queste caratteristiche, l’auricolare viene usato come una sorta di antenna radio, per captare le conversazioni intorno a sé e per trasmetterle ad un ascoltatore appostato a distanza di sicurezza.
Inoltre, la microspia Bluetooth intercetta eventuali trasmissioni che avvengano nello stesso modo, per cui se qualcuno usa lo stesso tipo di auricolare per parlare al telefono, potrete ascoltarne le conversazioni segretamente, e trasmetterle a distanza.
In questo modo, le informazioni discusse durante una importante riunione di lavoro possono essere inviate all’esterno, ed usando l’auricolare in maniera nascosta (ad esempio all’interno del taschino della vostra giacca, dove sembrerà spento, nessuno si renderà conto di essere intercettato.

Per maggiori informazioni sul funzionamento di cuffie Bluetooth ed altri apparecchi per la sorveglianza audio, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica per trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze in questo particolare campo.

Una memoria centomila volte più veloce di qualsiasi hard disk

novembre 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Se quando accendete il vostro computer, l’attesa vi sembra ogni giorno più lunga, pazientate ancora solo per 5 o 7 anni, e la vostra pazienza potrebbe essere premiata con dei computers che saranno pronti all’uso letteralmente in un attimo.

Infatti, alla IBM, in cooperazione con la Ecole Polytechnique Federale di Losanna in Svizzera, si sta lavorando per sviluppare la cosiddetta Racetrack Memory, un rivoluzionario sistema di immagazzinaggio dei dati che, oltre ad essere a prova di urto, sarà fino a 100000 volte più veloce degli attuali hard disk, e consumerà 300 volte meno energia.

Questo risultato è ottenuto grazie alle nanotecnologie. La Racetrack Memory immagazzina i dati in forma magnetica, in un modo simile a quello delle vecchie videocassette, ma invece che su un nastro magnetico in movimento, i dati vengono salvati su dei piccolissimi, ed immobili, nanocavi. Le informazioni vengono salvate su questi cavi utilizzando il movimento degli elettroni invece di una carica elettronica, e possono viaggiare a centinaia di metri al secondo.

Secondo la EPFL, in uno solo di questi nanocavi sarà possibile salvare l’intero contenuto di una videocassetta e leggerlo in meno di un secondo. Se pensate che su un singolo chip sarà possibile posizionare milioni o miliardi di sottilissimi cavi, avrete un’idea della quantità di dati di cui stiamo parlando, e della velocità di accesso a tali dati.

Grazie a questa tecnologia sarà possibile accendere (finalmente!) un computer all’istante, ed accedere ai dati in esso contenuti in maniera infinitamente più veloce rispetto agli attuali dischi rigidi. Inoltre, poiché al contrario degli hard disks convenzionali, la Racetrack Memory non ha parti in movimento, sarà possibile riscrivere tale memoria infinite volte, il tutto con un consumo energetico svariate centinaia di volte inferiore.

Ci sono ancora svariati ostacoli da superare prima della commercializzazione, ma siamo abituati ad aspettare l’accensione del nostro computer, cosa volete che siano pochi anni?

Infedeltà coniugale? La soluzione è in un telefono spia

novembre 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

A molti di noi, almeno una volta nella vita è capitato di avere dubbi sulla fedeltà del proprio partner, a seguito di comportamenti strani, assenze sospette, improvvisi ritardi ed altro ancora. Spesso e volentieri, fortunatamente, basta una discussione con il proprio marito o la propria moglie per fugare questi dubbi e realizzare che non c’e’ nulla di cui preoccuparsi.

Purtroppo però, questo non sempre è possibile, e in molti casi, per assicurarsi che la persona con cui si vive abbia o meno qualcosa da nascondere, bisogna usare altri metodi, meno diretti, più sottilmente invasivi ma sicuramente in grado di fornire risultati inequivocabili.

Ad esempio ci si può rivolgere ad un investigatore privato, ma questa opzione, oltre ad essere costosa, potrebbe non sempre portare risultati apprezzabili, specie se la persona sotto controllo si muove con cautela. Per ottenere risultati rapidi e inequivocabili e scoprire un tradimento, occorrerebbe essere sempre accanto al proprio coniuge, in maniera invisibile. Impossibile… o no?

Se si è muniti del giusto equipaggiamento tecnologico, seguire una persona ovunque ed in qualsiasi momento è semplice ed efficace. Ad esempio, usando un cellulare spia potrete monitorarne le telefonate, ascoltandole in diretta o registrandole, leggerne tutti i messaggi SMS sia in entrata sia in uscita, rilevarne in tempo reale le coordinate geografiche e anche ascoltare le conversazioni che si svolgono intorno al cellulare stesso, quando lo stesso non è impegnato in una telefonata o addirittura mentre e’ spento!

Tutto questo grazie ad un programma assolutamente invisibile che, una volta installato sul cellulare del fedifrago (o della fedifraga), vi consentirà di prenderne il controllo a distanza, senza che l’utente se ne possa rendere minimamente conto. Inoltre, potrete impostarne i parametri di funzionamento sempre a distanza, tramite un semplice SMS che verrà intercettato dal software spia ed interpretato come istruzione operativa, senza venire visualizzato sul display.

Per scoprire come fare tutto questo ed altro ancora con il vostro Spy Phone, potete visitare il sito di Endoacustica e consultare i nostri esperti.

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