Droni per la videosorveglianza: a che punto siamo?

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Come proteggere il proprio cellulare con un software anti intercettazione

Difendersi da hacker e ladri di dati su smartphone e dispositivi mobili non è facile, ma nemmeno impossibile se si hanno a disposizione gli strumenti giusti. Parliamo in questo caso di specifici programmi di sicurezza e dispositivi hardware di protezione che lavorano efficacemente per assicurare all’utente la tutela completa delle …

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Come proteggere la vostra carta di credito contactless (e non solo) dal furto wireless dei dati

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Come recuperare SMS cancellati dal vostro cellulare

maggio 10, 2011 Tecnologia 12 Commenti

A tutti quanti è capitato almeno una volta di cancellare inavvertitamente un messaggio dal proprio telefono cellulare, che magari conteneva informazioni importanti, un indirizzo da tenere a mente o il numero di una persona da contattare per lavoro o altro.
Se avete cancellato per errore un messaggio importante o una nota dal vostro cellulare, o se temete che vostra moglie o vostro marito vi tradiscano ma notate che sono molto sospettosi nell’uso del proprio telefonino, ora avete una soluzione a disposizione.

Infatti, quello che molti di noi non sanno è che i messaggi cancellati non spariscono definitivamente dal telefono cellulare, ma vengono immagazzinati in una sezione della memoria della vostra scheda SIM; in condizioni normali, tale sezione è invisibile ed inaccessibile, a meno che non si abbiano gli strumenti adatti.

Lo strumento che vi permette di recuperare SMS cancellati, per trovare un indirizzo che pensavate di avere perduto o per inchiodare il vostro coniuge alle proprie responsabilità, esiste, e si presenta sotto forma di una sorta di penna USB.

Questo apparecchio contiene uno slot in cui posizionare la scheda SIM. Basta inserire la scheda SIM del vostro cellulare nell’apposito slot, e collegare il tutto al vostro PC. Grazie al suo software da installare sul computer, a questo punto potrete estrarre i dati che pensavate di avere perduto.

Recuperare SMS cancellati diventa quindi un’operazione piuttosto semplice e con ottime percentuali di successo. Tuttavia, bisogna ricordare che esiste una piccola percentuale di informazioni che non è possibile estrarre con questa procedura standard.

Per recuperare tutti, ma proprio tutti, i dati che si pensava di avere cancellato, Endoacustica mette a vostra disposizione il proprio servizio personalizzato di estrazione dati, che vi garantisce di estrarre tutte le informazioni di cui avete bisogno.

Firebird, un aereo o un drone? Tutti e due!

maggio 10, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

La Northrop Grumman, gigante dell’industria aerospaziale americana, ha presentato il suo nuovo velivolo spia, denominato Firebird.
In grado di volare a circa 10mila metri di altezza, può raccogliere filmati dall’alto, effettuare scansioni radar ad ampio raggio e può anche essere usato come sistema volante per le intercettazioni telefoniche.

La sua particolarità risiede nel fatto che queste operazioni possono essere compiute sia guidato da un pilota in carne ed ossa, che operando in maniera automatica come un qualsiasi altro drone o UAV (Unmanned Aerial Vehicle). Per passare da una modalità all’altra, bastano delle lievi modifiche che possono essere apportate nel giro di pochi minuti.

Il Firebird nasce essenzialmente come aereo spia per ricognizioni dall’alto, ma secondo fonti della Northrop, sarà possibile anche trasformarlo in un vero e proprio aereo da combattimento. I test, effettuati nel deserto del Mojave, sono durati oltre un anno, durante il quale ne sono state perfezionate le caratteristiche di flessibilità che gli permettono di funzionare sia con un pilota che in maniera completamente autonoma, sia per la raccolta di immagini e informazioni che per missioni di attacco.

Nelle prossime settimane il Firebird verrà presentato ai vertici dell’esercito USA in occasione dell’Empire Challenge, un’esposizione in cui le aziende specializzate mettono in mostra le loro nuove tecnologie militari.

In grado di volare fino a 40 ore consecutive ad una velocità di punta di circa 230 chilometri orari, il Firebird è stato studiato per realizzare una serie di missioni di ricognizione e sorveglianza di carattere militare, ed infatti, il cliente ideale di questo tipo di velivolo è certamente l’esercito, specialmente quello USA che fa larghissimo uso degli aerei spia automatizzati.

Il costo del Firebird non è stato reso pubblico, anche alla luce dei problemi incontrati dal produttore con il Pentagono a seguito di una imprevista impennata dei costi del Global Hawk, altro drone della famiglia Northrop.

Rilevatore di radiazioni, la cura per la sindrome giapponese

aprile 25, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

In un mondo dominato da Internet, dove le notizie di eventi, soprattutto quelli catastrofici, che avvengono dall’altra parte del globo, ci raggiungono nell’arco di poche ore e possiamo seguirne gli sviluppi in tempo reale nonostante la distanza.
Questo è accaduto, ad esempio, nel caso del disastroso terremoto seguito da uno tsunami in Giappone, e ben presto, ad una preoccupazione tutto sommato innocua per le povere vittime del sisma, si è sostituita la paura del nemico nucleare, innescata dalle notizie che arrivavano dalla centrale di Fukushima.

Come nel caso dell’incidente di Chernobyl nel 1986, i governi dei Paesi coinvolti hanno inizialmente tentato di minimizzare la portata dei possibili danni alle persone, ma la diffusione della nube radioattiva ha ben presto consigliato misure di prevenzione ben più restrittive.
Se nel caso dell’incidente avvenuto in Unione Sovietica, la nube radioattiva raggiunse, sia pure in forma limitata, il nostro Paese, con lievi effetti sulle nostre abitudini alimentari (divieto del consumo di ortaggi freschi e latte, ad esempio), la nube sollevatasi da Fukushima non ha praticamente possibilità di creare alcun danno in Italia.

Eppure, forse nel ricordo della psicosi di Chernobyl, negli ultimi tempi si sta assistendo al curioso fenomeno dell’aumento delle vendite di articoli come i rilevatori di radiazioni, da usare per rilevare un molto eventuale aumento dell’attività radioattiva nelle nostre strade e città.

Un rilevatore di radiazioni misura il livello delle radiazioni alfa, beta, gamma e dei raggi X, ed emette un avviso sonoro se tali radiazioni superano il livello di guardia.
Va però detto che tali dati possono essere interpretati correttamente soltanto da un tecnico qualificato, e che la presenza di radiazioni in quantità lievemente superiore alla soglia di tolleranza non vuol certo dire che la vostra casa sia contaminata. Infatti il suolo terrestre emette delle radiazioni naturali, e ad esempio, la quantità di radiazioni che, provenendo da Fukushima, ha raggiunto il territorio italiano, è di livello gran lunga inferiore a tale radiazione naturale.

Quindi se da un lato può essere utile dotarsi di un rilevatore di radiazioni nella remota eventualità che la nube radioattiva raggiunga il nostro paese in maniera più pesante, dall’altro è meglio evitare di giungere a conclusioni affrettate quando se ne usa uno.

Le intercettazioni sono già vietate, su Google

aprile 1, 2011 In rilievo Nessun Commento

Mentre su giornali, forum e blog si fa un gran parlare della legge sulle intercettazioni che il governo sta tentando di far passare accanto ad altre leggi chiaramente ad personam per difendere gli interessi del premier, nella Rete c’è chi questa legge già la applica, in maniera silenziosa e strisciante, senza però vietare le intercettazioni ambientali o telefoniche in maniera esplicita.

Parliamo di Google, che negli ultimi giorni ha aggiornato la lista delle categorie di articoli che non si possono pubblicizzare tramite il proprio servizio di pubblicità AdWords oltre ai consueti divieti di promuovere materiale pornografico, di incitamento all’odio razziale o alla violenza, o comunque illegale.

Negli ultimi giorni, la sezione italiana del gigante di Mountain View ha inviato un messaggio ad alcuni tra i propri inserzionisti, più precisamente a quelli che producono o vendono microspie, microregistratori, microfoni nascosti, telecamere in miniatura e tutte le attrezzature utilizzate dalle forze dell’ordine o dalle agenzie investigative per le loro indagini contro il crimine, le frodi, lo spionaggio industriale o per i casi di infedeltà coniugale.

Google informa i propri inserzionisti di avere modificato le proprie norme pubblicitarie, non accettando più annunci che promuovano articoli per lo spionaggio o disposizioni per le intercettazioni telefoniche.
Abbiamo già visto come, nel caso della Cina, i programmatori di Big G abbiano fatto buon viso a cattivo gioco lasciando in piedi i filtri imposti dal governo di Pechino, barattando la libertà di accesso alla libera informazione degli internauti cinesi con la propria libertà di accesso al più grande mercato del mondo.

In questo caso, non abbiamo riscontri univoci in tal senso, ma poiché come diceva il Divo Giulio, in Italia “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, non sarebbe inverosimile che la “longa manus” del governo italiano avesse raggiunto Google e quella che è la principale fonte di reddito del motore di ricerca.

Se consideriamo che l’azienda televisiva del Presidente del Consiglio ha fatto causa a YouTube (di proprietà, per l’appunto, di Google) richiedendo i danni per la diffusione di filmati provenienti dalle reti Mediaset, potrebbe non essere fantascienza l’idea di uno “scambio” tra tale causa e il blocco della pubblicità, una misura piccola ed invisibile ma che contribuisce a rendere più difficile la vita non soltanto per chi usa le intercettazioni telefoniche per combattere il crimine, ma anche per chi lavora onestamente in questo campo, producendo le microspie che vengono usate per intercettare.

Insomma, se il Parlamento non approva la legge, c’è sempre un modo per aggirare i fastidiosi lacci e lacciuoli della legalità e ottenere il risultato che tale legge si prefissa: bloccare le intercettazioni.

Spiare? Facile, anche con un pacchetto di sigarette!

marzo 23, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

Se pensate che i gadget spia siano roba per film di spionaggio, e che microspie nascoste all’interno di una penna, in una cravatta o altro ancora si possano vedere soltanto sul grande schermo, evidentemente non sapete che la tecnologia di spionaggio ha fatto passi da gigante, e che le moderne microspie ambientali hanno un costo assai limitato e possono nascondersi pressoché ovunque.

Grazie alla combinazione di questi due fattori chiave, dimensioni ridotte e costo contenuto, uniti ad una semplicità d’uso che rende le microspie del 21esimo secolo utilizzabili da chiunque, spiare è diventata un’attività alla portata non soltanto di investigatori o agenti segreti, ma anche dell’uomo comune che tema, ad esempio, che la propria moglie lo tradisca, o che i propri figli possano frequentare cattive compagnie.

Un esempio di come sia possibile spiare a distanza è dato da quello che all’apparenza sembra essere un comunissimo pacchetto di sigarette, ma cne all’interno del pacchetto stesso contiene una potente microspia radio UHF, in grado di rilevare suoni e voci intorno a sé e di trasmetterli via radio, con una durata massima di 18 ore consecutive di trasmissione.

L’uso è semplicissimo, poiché la microspia pacchetto di sigarette è alimentata a batteria. Pertanto basta collocare il piccolo trasmettitore sul fondo del pacchetto stesso, e la microspia nascosta inizierà immediatamente a trasmettere. Una volta sintonizzata la sua frequenza con quella dell’apposito ricevitore, potrete ascoltare a distanza senza timore di essere scoperti.

Quindi, se volete raccogliere informazioni a distanza in maniera discreta, ad esempio per scoprire se qualcuno nel vostro ufficio passa informazioni ad un’azienda concorrente, avete soltanto bisogno di nascondere una microspia di questo genere nal taschino della vostra giacca o di quella di un collaboratore o persona fidata, e mettervi tranquillamente all’ascolto.

Per scoprire moltissimi altri modi in cui potete spiare di nascosto, per avere maggiori dettagli sul funzionamento del trasmettitore pacchetto di sigarette e molto altro ancora, potete visitare il nostro sito.

Occhi aperti della NATO sulla Libia, dal cielo

marzo 10, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

La NATO, pur senza intervenire ancora direttamente a livello militare o con aiuti ai ribelli tramite l’Arabia Saudita, tiene sotto controllo la situazione in Libia da una posizione di tutto vantaggio e sicurezza, grazie agli instancabili occhi dei suoi aerei spia che sorvolano il paese 24 ore al giorno.

Si tratta di una mossa temporanea, in attesa di decidere se creare o meno una no-fly zone sulla parte orientale della Libia, azione che richiederebbe ben altro livello di sorveglianza, non soltanto da parte degli AWACS ma anche e soprattutto con il dispiegamento di portaerei di fronte alla zona da proteggere. Gli Stati Uniti, supportati da Francia e Gran Bretagna, sono a favore della no fly zone, mentre la Russia è pronta ad usare il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU per contrastarne la creazione.

Comunque, in mancanza di una risoluzione ONU, i voli degli AWACS sul Mar Mediterraneo sono stati intensificati in modo da garantire una sorveglianza aerea continua, giorno e notte. La NATO ha a propria disposizione abbastanza aerei di questo tipo nel Mediterraneo per poter garantire questa copertura senza bisogno di ulteriori invii di aerei spia dagli USA, per monitorare la posizione degli aerei ed i movimenti delle truppe di terra e degli armamenti delle forze fedeli a Gheddafi.

L’uso degli aerei spia e dei droni per la sorveglianza aerea avrebbe effetti militari di portata molto limitata, ma la loro presenza nei cieli libici fungerebbe da monito per il regime di Gheddafi, ricordandogli che la comunità internazionale ne tiene d’occhio le mosse ed è pronta ad intervenire. Da un ounto di vista strettamente di carattere militare, poi, l’uso di tale tecnologia è assolutamente a rischio zero per le truppe, non ponendo alcun pilota in situazioni a rischio. Ovviamente la no-fly zone dovrebbe poi essere pattugliata con aerei guidati da piloti in carne ed ossa, ma si vedrà più avanti…

Microfoni spia, e anche una cravatta può servire per spiare

marzo 10, 2011 Sorveglianza Nessun Commento

Quando si ha bisogno di raccogliere informazioni senza che le persone intorno a noi se ne accorgano, per usarle in seguito, bisogna farlo nella maniera più discreta possibile, in modo da evitare di destare il sia pur minimo sospetto.
Questo è particolarmente vero non soltanto per agenti delle forze dell’ordine impiegati nella lotta al crimine, ma anche per investigatori privati alle prese con complicati casi di spionaggio industriale o con sospetti di infedeltà coniugale da fugare o confermare.

La maniera migliore di raccogliere tali informazioni è sicuramente quella di usare dei microfoni spia, delle microspie o delle telecamere nascoste, in modo da trasmettere o registrare le conversazioni di persone ignare. Per ottenere il massimo risultato, i microfoni spia devono essere collocati in maniera assolutamente invisibile.

Grazie alla crescente miniaturizzazione della tecnologia applicata allo spionaggio, questo non è un problema, perché un microfono può essere talmente piccolo da poter essere occultato tranquillamente anche all’interno di una cravatta. Tale tipo di trasmettitore è composto da tre diverse componenti (microfono, alimentatore ed unità di trasmissione) collegate tra loro tramite un cavo flessibile che può essere comodamente assicurato al retro della cravatta, in una posizione ottimale per ascoltare e trasmettere le parole delle persone di fronte a noi.

Esistono anche altri tipi di microfoni spia, talmente sottili da poter essere nascosti ad esempio all’interno di quella che ad una prima occhiata potrebbe apparire una semplice ed innocua lastra di cartone, ma che potrebbe rivelarsi il vostro migliore alleato per la sorveglianza o per la raccolta di informazioni; oppure, un microfono stetoscopio, applicato all’esterno di una finestra, in grado di interpretare i suoni all’interno analizzando le microscopiche vibrazioni del vetro.

Insomma, per risolvere casi complicati, la tecnologia ci fornisce un aiuto tanto invisibile quanto prezioso. Per scoprire come, potete visitare il sito di Endoacustica.

Email anonimi, un software aiuta a individuarne l’autore

Ci possono essere molti motivi innocui per inviare email anonime, quali confessare un amore nascosto, ricercare consigli anonimi, o semplicemente giocare uno scherzo a un amico, ma ci sono anche un sacco di ragioni nocive (minacce, invio di pornografia infantile o virus, solo per fare alcuni esempi). Mentre la polizia è spesso in grado di utilizzare l’indirizzo IP per individuare da dove proviene un messaggio e-mail, potrebbe essere più difficile individuare esattamente chi lo ha inviato. Un team di ricercatori sostiene di aver sviluppato una tecnica efficace per determinare la paternità di messaggi anonimi, fornendo una prova utilizzabile in tribunale.

Nel tentativo di combattere l’aumento dei crimini informatici perpetrati via email, un team della Concordia University in Canada è al lavoro sullo sviluppo di un nuovo metodo di attribuzione della paternità di un testo, basato su tecniche utilizzate nel riconoscimento vocale e sul data mining, che prevede l’estrazione di informazioni utili da un grande volume di dati. L’approccio si basa sulla individuazione di caratteristiche frequenti che si ripetono nei messaggi inviati da un sospettato.

La tecnica individua tali caratteristiche o gruppi di parole, e se le rintraccia anche in email scritti da altri, questi messaggi vengono filtrati, mantenendo soltanto quelli che sembrano appartenere soltanto ad un autore, e che vengono chiamati “impronte di scrittura“, una sorta di equivalente di un’impronta digitale.
Infatti, i messaggi anonimi possono contenere errori di battitura o grammaticali, o essere scritti interamente ad esempio in lettere minuscole, tutte caratteristiche che possono rappresentare una “impronta” e aiutano a determinare il genere, la nazionalità ed il grado di educazione dell’autore.

Tale tecnica è stata testata su circa 200000 e-mail inviati da 158 dipendenti della Enron Corporation. Utilizzando un campione di 100 e-mail scritte da 10 soggetti (10 per uno) sono stati in grado di identificare la paternità con una precisione tra l’80% ed il 90%.

Difendere il proprio PC da accessi indesiderati

Cimici spia: chi deve averne paura?

marzo 8, 2011 In rilievo Nessun Commento

Nelle ultime settimane, il costante martellamento televisivo da parte delle reti di proprietà del Presidente del Consiglio cerca di far subdolamente passare il messaggio secondo il quale siamo tutti intercettati, ed un misterioso Grande Fratello non fa altro che ascoltare le nostre conversazioni alla ricerca dei nostri più inconfessabili segreti.

Ovviamente la verità sulle intercettazioni è ben lontana dalla propaganda berlusconiana. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali non sono un mezzo per tenere al sicuro il comune cittadino: chi non compie alcun atto illecito, infatti, sa di non aver nulla da temere a prescindere.
Al contrario, l’utilizzo delle cimici spia è sicuramente il mezzo più efficiente per la lotta al crimine organizzato, in quanto permette di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo e, soprattutto, con il minimo rischio.

Infatti, provate a pensare per un attimo a quanto diventerebbe rischiosa la vita di un investigatore o di un poliziotto se, per le sue indagini, non potesse avvalersi delle microspie. Per tentare di ascoltare frammenti delle conversazioni di un sospetto criminale, o per seguirne gli spostamenti, dovrebbe pedinare il sospetto. Questo vorrebbe dire rischiare di metterlo in guardia e vanificare l’operazione di sorveglianza, o peggio ancora di mettere in pericolo la propria incolumità.

Impiegare uno o più poliziotti invece di una microspia vuol dire distrarre risorse umane dal compito di analizzare le eventuali intercettazioni, e soprattutto, di farlo ad un costo infinitamente superiore. Aggiungiamo poi che una microspia ambientale nascosta ad esempio all’interno di una macchina è in grado di raccogliere informazioni ed intercettare conversazioni che nessun agente sarebbe mai in grado di ascoltare; oltretutto, usando una microspia ad attivazione automatica o un cellulare spia, che si attivano soltanto in presenza di suoni o al momento dell’accensione dell’auto, si evitano inutili appostamenti di ore ed ore per cogliere soltanto frammenti di conversazioni.

Lo strumento investigativo delle microspie o dei microfoni nascosti ha permesso di risolvere centinaia di casi, dalle frodi agli omicidi, spesso permettendo di trovare collegamenti tra atti criminosi altrimenti impensabili.

Limitarne l’uso con la scusa della difesa della privacy del comune cittadino, non serve certo a difendere il cittadino stesso, se esso ha la coscienza pulita.
Al contrario, i benefici sarebbero tutti di chi potrebbe liberamente continuare a commettere danni illeciti a danno della collettività; inoltre, vietare la pubblicazione delle intercettazioni terrebbe il pubblico all’oscuro di tutto.

Insomma, come molte leggi studiate dall’attuale Governo, non sembra proprio una legge fatta nell’interesse dei cittadini.

Una fotocamera per vedere all’interno di oggetti solidi

marzo 7, 2011 Tecnologia Nessun Commento

Un team di ricerca della Missouri University of Science and Technology è riuscito a creare un sistema portatile di scansione capace di guardare all’interno di oggetti o strutture solide rivelandone i segreti nascosti. Utilizzando una tecnologia simile a quella utilizzata dagli scanner negli aeroporti, la fotocamera è in grado di rilevare, raccogliere, elaborare e visualizzare in tempo reale un segnale ad onde millimetriche, e di visualilzzarne il risultato sullo schermo di un computer portatile.

L’uso dei segnali ad onde millimetriche è sperimentato da qualche tempo per ottenere sistemi portatili di gestione immagini ad alta definizione. Questo sistema è in grado di sbirciare all’interno di oggetti e strutture in tempo reale e con vari punti focali.

Il sistema è composto da un trasmettitore di raggi, una serie di 576 slot di risonanza ed un ricevitore. Quando un oggetto è posto al centro, il ricevitore rileva il campo magnetico che “rimbalza” su questi slot, ne legge la grandezza e la ne invia i relativi dati ad un software appositamente sviluppato su un computer portatile, per l’elaborazione e la visualizzazione a velocità fino a 30 fotogrammi al secondo.

Il sistema può anche essere messo a fuoco lungo il piano orizzontale, ed esaminare vari punti all’interno di un oggetto o di una struttura, e visualizzare le relative informazioni su display del notebook. Un dispositivo di scorrimento sullo schermo viene utilizzato per spostare il punto di vista avanti e indietro.

In un futuro non troppo lontano, tale tecnologia, per ora in fase sperimentale, può essere usata, ad esempio, per controlli di qualità, ad esempio per ricercare eventuali difetti di fabbricazione nei pannelli isolanti termici usati per ricoprire i veicoli spaziali, o per esaminare la struttura in cemento armato dei piloni di un ponte.
Insomma, le applicazioni di tale tecnologia potrebbero salvare molte vite umane, e restiamo in attesa di vederla all’opera.

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keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.