Telefono IP criptato, e le vostre chiamate di lavoro sono sicure

Come sappiamo benissimo, la protezione delle telefonate effettuate tramite cellulare è una priorità per chi voglia mantenere un certo livello di riservatezza negli affari personali e di lavoro. Questo non vuol dire però che il rischio di intercettazioni telefoniche sia minore quando si usa il telefono fisso, tutt’altro. Per proteggere …

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Usura: come scovarla con l’utilizzo delle microspie.

Aprendo i giornali in questi ultimi mesi la prima cosa che salta all’occhio sono le notizie relative alla crisi economica e ai devastanti effetti che sta avendo nella società, di cui ne sta sgretolando pian piano il tessuto, spingendo chi si trova in difficoltà a compiere gesti estremi, dal delinquere …

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Super vista per i soldati americani

Presto, le capacità visive dei soldati americani potrebbero non essere più limitate al campo raggiunto dai loro occhi, ma grazie alla moderna tecnologia potrebbero essere in grado di distinguere oggetti ad un chilometro di distanza. Questo sarà reso possibile dal progetto SCENICC (Soldier Centric Imaging via Computational Cameras), ossia il …

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Un sasso spia a raggi X per sorvegliare i russi

Finalmente è stata riconosciuta dai britannici la proprietà di una pietra spia che nel 2006 fu utilizzata per raccogliere informazioni. Sembra una storia assurda ma il governo britannico non si è servito di microspie bensì di una pietra (finta) per nascondere un apparato elettronico al suo interno e riuscire a …

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Un robot sociale per anziani soli

luglio 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Kompott

Invecchiare non è sempre facile, specialmente per chi vive da solo e non è sempre in grado di mantenersi in contatto continuo con familiari o parenti che vivono lontano. Per ovviare alla distanza esistono i social networks, ma non è facile per una persona di una certa età riuscire ad usare il computer, spesso visto come una sorta di aggeggio infernale, ed usarlo per navigare, ad esempio, alla ricerca delle fotografie o dei video delle vacanze dei propri cari.

E’ proprio per riempire questo vuoto che degli studenti della Zurich University (ancora la Svizzera!) hanno creato Kompott, un prototipo di robot progettato per aiutare le persone che hanno scarsa dimestichezza con i mezzi tecnologici a fruire comunque di Facebook, Flickr e così via.
La testa di questo robot per anziani è un grande touch screen, che tramite delle icone facili da interpretare permette di scegliere tra contenuti quali messaggi email, video o immagini.

Come su un normale touchscreen, basta toccare lo schermo per avanzare o selezionare, e per aprire il video o le fotografie da visualizzare. Oltre a questo, Kompott aiuta anche coloro che hanno difficoltà a leggere il testo sullo schermo o ad usare una tastiera per rispondere.

Infatti, grazie ad un programma di sintetizzazione vocale, il testo di un messaggio email può venire letto ad alta voce, e per rispondere basterà dettare il messaggio, e Kompott lo trasformerà in testo prima di inviarlo via email senza bisogno di compiere procedure che per noi che usiamo un computer ogni giorno sono semplicissime, ma per un anziano possono essere incomprensibili.

Lo scopo di Kompott è quello di riuscire un giorno a fare in modo che anche un anziano possa mantenersi in contatto con il mondo, usando tecnologie che non sarebbe in grado di utilizzare normalmente, fornendo anche un importante sollievo contro la solitudine.

Immagini dallo spazio con fotocamere ad alta sensibilità

luglio 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Low Light

La NASA ha reso pubbliche una serie di spettacolari immagini scattate dallo spazio da astronauti a bordo della ISS (International Space Station). Si tratta di un archivio di circa 700 mila fotografie, tutte scattate tramite una serie di fotocamere digitali D3S fornite dalla Nikon, ed appositamente modificate per essere usate dallo spazio.

Tali fotocamere sono state modificate appositamente per ottenere una altissima sensibilità ed una risposta massima in condizioni di scarsa illuminazione, condizioni che diventano ancora più particolari nello spazio, dove si può passare dalla piena luce del sole all’oscurità più totale. Per operare in simili condizioni, la fotocamera ad alta sensibilità è in grado di funzionare in un campo di sensibilità compreso tra 100 e 102400 ISO.

Oltre a pubblicare queste meravigliose immagini provenienti dall’immenso archivio dell’Agenzia Spaziale, scattate sia con queste fotocamere modificate che con normali modelli che chiunque potrebbe acquistare in qualsiasi negozio di fotografia, la Nikon ha reso pubblica anche la lista delle apparecchiature da essa fornite alla NASA, ed attualmente in orbita sulla ISS.

La collaborazione tra Nikon e NASA prosegue con successo da quasi 40 anni, dalla prima fotocamera usata nel 1971 a bordo dell’Apollo 15 fino alle ultime dSLR ordinate nel 2008 e tuttora in uso nello spazio.
Grazie a questa collaborazione, gli studi effettuati nello spazio dalla NASA si avvalgono da tempo di immagini di altissima qualità, usate non soltanto nel campo scientifico, ma anche a bordo di satelliti spia puntati verso la Terra con intenzioni molto diverse da quelle del semplice studio, quali la sorveglianza dallo spazio ela ricognizione in zone di guerra.

Intercettazioni, silenzio stampa contro la legge bavaglio

luglio 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Strike

In quanto operatori del settore della sicurezza e sorveglianza, abbiamo espresso più volte la nostra posizione in merito alla legge che il governo Berlusconi sta tentando di far approvare, e che introdurrebbe severe limitazioni non soltanto alla possibilità stessa di utilizzare lo strumento delle intercettazioni telefoniche durante un’indagine di polizia, ma anche alla libertà di stampa, impedendo la pubblicazione di notizie di reato addirittura fino a che il processo non si sia concluso.

Quindi, non soltanto non sarebbe più possibile (o sarebbe molto più difficile e laborioso) incastrare criminali che usano il telefono per prendere accordi, scambiarsi informazioni e compiere una serie di atti utili ai loro interessi, ma i giornalisti che dovessero dare notizia di tali crimini sarebbero passibili di sanzioni economiche e addirittura rischierebbero il carcere.

Se questa legge fosse in vigore oggi, tanto per fare un esempio, i recenti scandali che hanno coinvolto politici di governo e della maggioranza sarebbero passati completamente sotto silenzio, e l’opinione pubblica non sarebbe stata in grado di giudicare obiettivamente i propri governanti, cosa già di per sé difficile, in un Paese dove l’informazione televisiva è travisata al punto che l’Italia (unico paese dell’Europa occidentale) è classificata come “Paese parzialmente libero” dal punto di vista della libertà di espressione.

Per protestare contro tutto questo, ieri 9 Luglio, in Italia si è tenuta una giornata di sciopero generale della carta stampata e dell’informazione online: la maggior parte dei giornali (anche alcuni dell’area di centrodestra) non è stata pubblicata, ed i maggiori siti di informazione (nonché quelli dei giornali stessi) non sono stati aggiornati per l’intera giornata.

In questo modo, la stampa italiana intende dare un esempio di come sarebbe l’informazione se questa legge liberticida dovesse effettivamente essere approvata: un’informazione totalmente imbavagliata, costretta a pubblicare notizie non rilevanti per riempire pagine di giornali che non avrebbero più alcuna funzione di informazione, ma sarebbero ridotti a mero intrattenimento, o adatti tuttalpiù ad una rapida lettura disattenta.

In presenza di una legge che limita la libertà di espressione, tale scelta può sembrare un controsenso, si potrebbe pensare che faccia esattamente il gioco di coloro che stanno tentando di imporre il bavaglio all’informazione; al contrario, il silenzio di oggi sulla carta stampata e sui siti di approfondimento ed informazione è uno spazio per pensare, un modo per rendersi conto che giornate come questa potrebbero verificarsi tutti i giorni, in un’Italia dove la legge dovesse decidere quali notizie pubblicare e quali far passare sotto silenzio.

L’aspetto che più deve far pensare è che, mentre da un lato si mostra una determinazione feroce per colpire i disperati che affrontano viaggi disumani per fuggire da fame e persecuzioni e venire a cercare fortuna nel nostro Paese, respingendoli via dalle nostre coste come se fossero infetti, dall’altro lato tale determinazione svanisce completamente, per fare spazio ad un accondiscendente silenzio e ad un volgere lo sguardo in altra direzione, quando si tratta di perseguire reati finanziari e di mafia che potrebbero essere facilmente contrastati ricorrendo alle microspie.

Se mentre negli USA l’aumento dell’utilizzo di cimici per intercettare telefonate e conversazioni ha portato risultati nel campo della lotta al cosiddetto “white collar crime”, ossia ai reati finanziari, in Italia si pensa a limitarne l’uso, è legittimo sospettare che ci siano altri interessi dietro. O no?

L’aereo solare che vola anche di notte

luglio 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Solar Impulse

Pensare ad un aereo alimentato ad energia solare ed in grado di volare anche di notte potrebbe sembrare una contraddizione, ma non se si è assistito al volo del Solar Impulse, un velivolo alimentato interamente ad energia solare.
Decollato di mattina presto dall’aerodromo di Payerne, in Svizzera (un paese ultimamente alla ribalta nel settore del volo, anche grazie alle imprese del Jetman Jean Yves Rossy), questo aereo ad energia solare è atterrato, sempre nel luogo da dove era partito, dopo ben 26 ore di volo ininterrotto.

Questo è stato possibile grazie all’accumulo di energia solare raccolta tramite le 11628 celle solari che ricoprono le ali del Solar Impulse. Decollando di mattina presto, il velivolo è in grado di raccogliere energia durante il giorno, ed usarla per caricare i circa 400 kg di batterie che alimentano i suoi 4 motori elettrici. Il suo peso piuttosto limitato (circa 1600 kg, all’incirca come una automobile di media cilindrata) richiede un consumo energetico minimo.

L’energia accumulata durante il volo duiurno si è rivelata sufficiente per alimentare il Solar Impulse anche durante le ore in cui l’unica luce è quella della luna; il successo di questo esperimento apre la strada all’obiettivo finale del progetto Solar Impulse, che è quello di volare intorno al mondo senza soste, appunto grazie alla sua alimentazione a pannelli solari, che permette di creare più energia di quanta non ne consumi.

Il progetto è iniziato già sette anni fa, e nelle intenzioni di André Borscherg, che svolge il doppio ruolo di progettista e di pilota dell’aereo solare, dovrebbe portare alla circumnavigazione del globo entro la fine dell’anno 2012.

Serratura biometrica, e il vostro ufficio è sicuro

luglio 7, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Fingerprint lock

Coloro che conservano dati sensibili o documenti altamente riservati nel proprio ufficio sanno bene che, nonostante una serie di precauzioni, durante la propria assenza tali informazioni sono a rischio, per eccessiva curiosità o per semplice incuria, di essere rese pubbliche.

Pertanto, occorre dotarsi di un sistema che garantisca accesso alla stanza, e di conseguenza anche ai documenti e alle informazioni in essa contenuti, soltanto a persone selezionate ed autorizzate. Per ottenere questo risultato, una normale serratura potebbe non essere sufficiente, perchè anche la chiave potrebbe essere smarrita o sottratta.

Quindi, meglio dotarsi di un sistema sicuro al 100%: una serratura biometrica ad impronta digitale. Una serratura del genere non ha chavi che possano andare perdute o venire rubate, perchè una chiave non serve. Basta scorrere il polpastrello del proprio dito indice e, se la vostra impronta digitale è stata registrata ed autorizzata in precedenza, potrete tranquillamente accedere alla stanza riservata.

Si possono memorizzare fino a 78 diverse impronte digitali; per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza a questo sistema di riconoscimento, è possibile impostare un codice PIN di apertura, da inserire una volta che la propria impronta digitale è stata riconosciuta.

La protezione mediante riconoscimento biometrico è comunemente usata per proteggere luoghi sensibili, ad esempio stanze riservate all’interno di installazioni militari o governative.Ora, un tale livello di sicurezza è accessibile a tutti, ad un costo contenuto, per proteggere il vostro ufficio, un luogo in cui forse non saranno contenuti segreti militari, ma nel quale sicuramente è importante che le informazioni riservate rimangano tali!

Per maggiori informazioni sulle serrature biometriche, vi consigliamo di consultare il sito di Endoacustica.

Telecamere ad infrarossi per guidare tranquilli di notte

luglio 7, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Infra

Alcuni modelli di automobili di lusso già montano delle telecamere che utilizzano la banda vicino ai raggi infrarossi (NIR) per vedere più chiaramente eventuali ostacoli o pericoli sulla strada. L’uso di tali radiazioni, però, richiede che l’automobile sia dotata di fari all’infrarosso. In alternativa, si possono usare delle telecamere che rilevano immagini termiche, le quali però hanno bisogno di un complicato e costoso sistema di raffreddamento che mantenga il sensore ad una temperatura costante di 193 gradi sottozero.

In Germania invece, i ricercatori dell’Istituto Fraunhofer hanno creato una telecamera ad infrarossi che risolve questo problema, grazie ad un particolare sensore che funziona anche a temperatura ambiente.

Il cuore di questo sistema, chiamato IRFPA (Infrared Focal Plane Array) è costituito da un cosiddetto microbolometro, un sensore che assorbe la luce infrarossa ad onda lunga (LWIR). Usando una serie di microbolometri abbinati ad un chip, i ricercatori sono stati in grado di creare una immagine bidimensionale.

Nel momento in cui uno dei sensori assorbe della luce, la sua temperatura aumenta, e tale variazione di temperatura viene registrata dal chip, che la converte in un segnale digitale, che viene poi inviato alla telecamera che provvede a trasformarlo nell’immagine finale proiettata all’interno dell’abitacolo ed usata per rilevare, ad esempio, un animale che si appresta ad attraversare la strada.

Grazie alla possibilità di eliminare costosi e complicati sistemi di raffreddamento, le telecamere LWIR potrebbero in futuro trovare applicazione anche in molti altri campi, ad esempio per normali telecamere o per le macchine fotografiche dei nostri comuni telefoni cellulari, che guadagnerebbero in sensibilità, ma anche in termini di durata della batteria in quanto non sarebbe più necessario usare energia per raffreddare il sensore.

Armatura fai da te, non solo per Carnevale

luglio 7, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Ironman

Guardando la foto, si potrebbe pensare che si tratta di uno spot del nuovo film di Iron Man, ma invece si tratta di una armatura vera, ispirata a quella usata dal protagonista del film stesso, costruita da Anthony Le, un fan sfegatato della serie omonima.

Il costruttore di questa armatura ha usato un materiale plastico ad alta resistenza chiamato uretano, fissandone tra loro i vari pannelli con oltre 1500 giunti. Per il casco, ha invece usato una particolare resina liquida.

Grazie ad un piccolo pulsante, è possibile aprire e chiudere la visiera del casco, proprio come nei film di fantascienza. Inoltre, il casco stesso si illumina grazie a delle batterie alloggiate all’interno dell’armatura stessa, che forniscono energia anche ad una serie di LED che arricchiscono l’effetto scenico.

Inoltre, usando lo stesso materiale plastico, all’armatura è stato aggiunto un cannone (ovviamente non funzionante!) montato sulle spalle, e dei mitragliatori, altrettanto finti, sulle braccia.

La costruzione ha richiesto all’incirca un mese di tempo, ad un costo di circa 4000 dollari. Ovviamente, trattandosi di un’armatura replica, costruita in materiale plastico, il buon Anthony la usa soltanto per divertimento, ad esempio durante conventions di appassionati del genere.

In futuro, chissà, se l’esercito americano dovesse mettere gli occhi sulla sua creazione, l’armatura di Anthony potrebbe diventare realtà, magari trasformandola grazie all’impiego di metalli ultraleggeri ed ultraresistenti; a quel punto, basterebbe aggiungere la classica dose di gadget elettronici, navigatori GPS, sistemi di puntamento, visori a raggi infrarossi e così via, per sfornare il soldato robot del futuro.

Chissà, forse è soltanto un’utopia, ma non è detto che un futuro del genere non sia poi troppo lontano… per ora, ci accontentiamo di un’armatura di plastica!

Un’automobile volante per sfuggire agli attentati

luglio 7, 2010 Tecnologia Nessun Commento

tyrannos

In zone di guerra quali Iraq o Afghanistan, una delle maggiori fonti di rischio per le truppe di terra è quello di cadere vittima di un agguato teso da guerriglieri appostati al lato della strada, o di una bomba piazzata in attesa del passaggio di qualche veicolo blindato.

Per risolvere questo problema, l’esercito americano si è rivolto alla Logi Aerospace, che ha progettato Tyrannos, una vera e propria automobile volante che può volare grazie ai suoi quattro rotori posizionati sul cofano, sul retro e alla fine di un paio di ali. Grazie a questo equipaggiamento, Tyrannos è in grado di alzarsi in decollo verticale, proprio come se fosse un piccolo elicottero… ma con 4 ruote!

Al momento Tyrannos è soltanto un progetto nella geniale mente di Larry Ortega, fondatore della Logi, tanto che non ne esiste neanche un prototipo. Nelle intenzioni dei suoi inventori, Tyrannos dovrebbe avere, ali escluse, le dimensioni di un normale fuoristrada, ed essere in grado di trasportare fino a 4 passeggeri ad un’altitudine massima di circa 2-300 metri, con una velocità massima di circa 150 miglia orarie, ed una versatilità d’uso sufficiente per evitare rapidamente eventuali situazioni rischiose.

Infatti, in caso di pericolo sulla strada (o di ingorghi nel traffico…), basta premere un pulsante e il veicolo si alza in decollo verticale. Per rendere la vita più semplice a chi la guida, l’automobile volante sarà dotata di un sistema di realtà virtuale, che proietta una sorta di “autostrada” all’interno del parabrezza. In questo modo, basterà seguire la strada virtuale per guidare il Tyrannos senza grossi problemi, senza bisogno di complicati programmi di addestramento e senza quasi rendersi conto che in realtà, la strada sotto di sé… non esiste!

Microspie ambientali, non è detta l’ultima parola

luglio 5, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Microspia

Coloro che seguono le vicende politiche italiane saranno certamente a conoscenza della profonda spaccatura che il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche ha causato non soltanto tra maggioranza ed opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo italiana.

Non soltanto l’opposizione di centrosinistra, ma anche una larga parte della maggioranza di centrodestra, è contraria ad alcune parti del disegno di legge berlusconiano, che mira a mettere il bavaglio alla stampa in merito alle indagini, e che finisce di fatto per rendere molto più difficile la vita per le forze dell’ordine impegnate in indagini ed investigazioni per le quali vengano utilizzate delle microspie ambientali o telefoniche.

Il fatto che nelle pieghe del disegno di legge si nascondessero delle limitazioni che avrebbero ridotto assai la possibilità di piazzare microspie per intercettare conversazioni, rendendone possibile l’utilizzo soltanto in presenza di gravi indizi di reato, e che le eventuali intercettazioni avrebbero dovuto essere utilizzate soltanto per perseguire il reato in questione, e non eventuali altri crimini di cui si potesse venire a conoscenza durante il periodo di ascolto clandestino, ha fatto storcere il naso a molti.

Ora l’aria che tira è quella di una resa dei conti all’interno del centrodestra, tra un’ala fedele a Berlusconi in tutto e per tutto, e coloro che, attenti al bisogno di legalità e sicurezza espresso dal loro elettorato (ma anche dagli elettori di sinistra) si troverebbero poi in seria difficoltà a dover spiegare agli elettori stessi il motivo per cui una legge del genere, che non combatte il crimine ma finisce per favorirlo, dovesse essere approvata anche con i loro voti.

Noi operatori del settore restiamo in attesa, nella speranza che gli interessi di pochi non prevalgano sulla sicurezza di tutti gli altri.

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Controllo minori, l’occhio tecnologico del genitore moderno

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Ai nostri giorni, i bambini sono soggetti ad una serie di stimoli esterni che possono rendere difficile il lavoro di un genitore quando si tratta di proteggerli da pericoli visibili ed invisibili. Ad esempio, quando arriva l’estate e si portano i propri figli in spiaggia, non sempre è possibile tenerli costantemente d’occhio. In situazioni del genere, la tecnologia ci viene in soccorso, con un sistema di sorveglianza bambini, che consiste …

Siamo tutti intercettabili? Non con un telefono Stealth

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Spiare un PC a distanza

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Come dice il detto, “quando il gatto non c’è, i topi ballano”, e questo è particolarmente vero in ufficio, quando durante l’assenza di dirigenti e proprietari, insomma del “capo”, i dipendenti spesso si dedicano a tutt’altro tipo di azioni, che poco hanno a che fare con l’attività lavorativa o che addirittura possono configurarsi come conflitto d’interessi. Se la semplice navigazione su Internet, ad esempio su Facebook per tenersi in contatto …

Un microregistratore da 600 ore in soli 4 millimetri

29 ott 2010

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Le occasioni in cui si può presentare la necessità di dover registrare conversazioni, suoni o anche musica, in maniera discreta e dando il meno possibile nell’occhio, sono svariate: ad un concerto, durante una lezione a scuola o in università, durante una riunione in ufficio o, per forze dell’ordine ed investigatori privati, durante una difficile indagine contro criminali o per un caso di infedeltà coniugale. In casi del genere, è importante …

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