Un pesce robot che fa amicizia con i suoi simili
I pesci robotizzati possono essere usati per una vastissima serie di applicazioni, che vanno dalla raccolta di immagini subacquee per uso scientifico, al monitoraggio delle condizioni dell’acqua per combattere l’inquinamento, o addirittura alla sorveglianza subacquea.
Quello che però non riesce loro è di fare in modo che gli altri pesci li riconoscano come uno di loro. Il movimento spesso non naturale, così come le dimensioni o i colori, possono spaventare gli altri pesci ed indurli ad evitare il loro cugino elettronico.
Questo sembra far parte del passato, grazie ad un progetto di ricerca messo a punto dagli scienziati della University of Leeds. I ricercatori britannici hanno creato un pesce robot, dall’aspetto simile a quello dei comuni pesci detti spinarelli.
Tale robot, chiamato Robofish, è dotato di un supporto collegato al corpo tramite un piccolo tubo rigido trasparente, con un magnete nella parte inferiore. Posizionando un altro magnete sulla parte esterna del vetro e muovendolo, il supporto a cui è collegato il pesce si muoverà, e con esso il nostro amico Robofish, che sembrerà nuotare liberamente nel suo acquario.
Una volta immerso in una vasca con dei pesci veri, è stato programmato per muoversi lungo un percorso predeterminato, a velocità leggermente superiore a quella normale per pesci di quella specie. I pesci vivi hanno iniziato immediatamente a seguirlo, prima uno alla volta e poi in gruppo, in quanto la velocità è per i pesci un segnale di forza e coscienza nei propri mezzi, che li spinge a vedere nel loro simile robotizzato un leader, soprattutto se sono stati immessi da poco in un nuovo ambiente. Infatti, una volta ambientati in una nuova vasca, tendono a seguirlo molto meno.
L’esperimento potrebbe portare a sviluppi non soltanto nel monitoraggio della salute delle acque, ma anche per studiare le rotte migratorie dei pesci e l’effetto dell’intervento umano su tali rotte.
















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