Come registrare conversazioni di nascosto in ufficio, o dove vuoi tu, in tutta sicurezza

Microregistratore vocale a forma di carta di credito REC-CARD. Un campione di discrezione e di efficacia sul campo! Noi lo sappiamo bene: sul mercato esitono diversi micro registratori professionali validi, e soprattutto, “invisibili”. Eppure ogni qualvolta ci troviamo al cospetto di questo sottilissimo micro registratore digitale a forma di carta …

Attenzione ai nuovi gadget dei ladri

Potrebbe trattarsi dell’ultima trovata di ingegnosi ladri che non esitano a ricorrere alla tecnologia per mettere a segno colpi ai danni delle ignare vittime. La cronaca degli ultimi mesi riporta diversi casi in cui qualcuno lamenta di essere stato derubato, in casa o in azienda, dopo aver accettato da sconosciuti …

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Boom di software per proteggere i propri familiari

Nei prossimi anni assisteremo sia in Europa che negli Stati Uniti ad un boom di family locator devices. Si tratta di strumenti che consentono ad un genitore ad esempio di monitorare e localizzare figli e familiari visualizzando su una qualsiasi mappa online, posizione geografica e spostamenti. Per tenerli d’occhio basterà …

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Intercettare telefonate con 1500 dollari

agosto 2, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Per riuscire ad intercettare le telefonate dei cellulari nella propria zona, sia in chiaro che codificate, bastano soltanto 1500 dollari.
Questo almeno, stando alla dimostrazione effettuata da un hacker durante la conferenza annuale del settore, chiamata DefCon 2010, che si è svolta recentemente a Las Vegas.

Coloro che prestano un occhio alla privacy saranno certamente preoccupati, ma per completezza di informazione, bisogna aggiungere che oltre al costo dell’equipaggiamento, bisogna anche essere dotati di una certa conoscenza tecnica per far funzionare il tutto. In breve, il materiale usato da questo intraprendente hacker consiste in un computer portatile e due antenne radio, collegati tra loro.

Agganciandosi alla rete cellulare, grazie a questo sistema è possibile fare in modo che la “torretta” che trasmette il segnale GSM identifichi l’apparecchiatura come se fosse un normale telefonino. Per dimostrarne le funzionalità, il nostro amico hacker ha attivato il sistema nella sala, invitando alcuni dei presenti ad effettuare una chiamata.

Con grande sorpresa, le chiamate nella zona potevano essere facilmente ascoltate da tutti i presenti tramite il computer. Questo perché il sistema GSM presenta un difetto di programmazione, che fa in modo che il segnale dei cellulari presenti in una determinata zona di copertura venga automaticamente inviato al ripetitore con il segnale migliore, ossia il più forte, senza curarsi della provenienza del segnale stesso.

Grazie a questo difetto,basta che il sistema di intercettazione abbia un segnale più forte di quello delle altre antenne presenti in zona, per riuscire a catturare tutte le chiamate (soltanto in uscita) effettuate nel suo raggio d’azione. Se un telefono riceve una chiamata entrante durante il periodo in cui è intercettato, l’operatore di rete troverebbe il telefono spento, ed invierebbe la telefonata alla segreteria telefonica.

Il sistema costruito dal ricercatore Chris Paget fa anche in modo che il gestore di rete disabiliti automaticamente la codifica delle chiamate, proprio come fanno le apparecchiature di intercettazione cellulari in dotazione alle forze dell’ordine. Grazie a ciò, le chiamate intercettate possono essere tranquillamente ascoltate in chiaro da chiunque sia dotato di questo economico apparecchio.

Il sistema creato da Paget intercetta soltanto le chiamate GSM di tipo 2G, un segnale utilizzato da operatori quali T-Mobile ed AT&T, i quali usano una tecnologia non di ultima generazione, e soprattutto non a prova di intercettazione, come la 3G.

Ovviamente questa è una soluzione sperimentale, che non ha alcuna velleità commerciale, anche perché l’intercettazione telefonica dovrebbe essere sempre riservata alle forze dell’ordine. Infatti, esistono in commercio apparecchiature ben più potenti di intercettazione telefonica, il cui utilizzo, per ovvi motivi, è riservato solamente alle forze investigative di polizia.

Videocamera GPS per le vostre vacanze all’aperto

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Le grandi case produttrici di apparecchiature video stanno gettandosi a capofitto nel settore delle cosiddette Action Cam, ossia di quelle videocamere adatte ad essere utilizzate durante attività all’esterno, che possono variare da una semplice gita in campagna in bicicletta, fino agli sport più estremi.

Nel primo caso basta montare la propria videocamera sul manubrio della bicicletta per avere dei video dal punto di vista di chi pedala, mentre per gli sport estremi, chi guarda il video potrà immedesimarsi in chi lo ha girato anche durante un lancio con il paracadute o un salto di bungee jumping.

L’ultima arrivata in questo settore è la ATC 9K della Oregon Scientific, una Action Cam che, oltre all’ormai classico design “rinforzato” che identifica visivamente questo genere di apparecchiature, presenta svariate caratteristiche adatte a questo tipo di utilizzo.

Ad esempio, come la maggior parte delle videocamere di questo tipo, è dotata di sensore GPS che le permette di aggiungere ai vostri video anche le coordinate geografiche, in modo da poter puntare esattamente, su Google Maps o Google Earth, la posizione precisa delle vostre attività in esterni, nonché l’esatto itinerario seguito per chi avesse voglia di emulare le vostre gesta.

I video vengono naturalmente girati in alta definizione (anche questo uno standard del settore) ad una risoluzione di 1080 pixel, ed è possibile usare la ATC 9K anche in acqua, fino ad una profondità massima di circa 20 metri. Le immagini girate vengono visualizzate in tempo reale su un display LCD dotato di puntatore laser, e per rivederle sul proprio computer basta collegare la videocamera con un cavo USB e scaricare il tutto.

Il tutto ad un prezzo, acquistandola direttamente sul sito del produttore, di circa 300 Euro.

Un sensore per prevenire traumi alla testa

Quando si riceve un colpo alla testa, spesso non ci si rende conto della gravità dei suoi effetti prima che possa essere troppo tardi e non ci sia, purtroppo, più nulla da fare. Per rilevare la pericolosità di eventuali urti sottovalutati, specialmente alla testa dei soldati impegnati in battaglia, la BAE Systems ha sviluppato la seconda generazione di un sistema che permette di valutarne l’effetto.

Tale sistema, chiamato HEADS, acronimo di Headborne Energy Analysis and Diagnostic System, è costituito da una serie di sensori montati all’interno del casco protettivo indossato dai soldati, ed è stato adottato dai Marines americani già da un paio d’anni.

Nella nuova versione del sistema HEADS, che è stata presentata al Farnborough Air Show e sarà disponibile a partire dal prossimo mese di aprile, sulla parte frontale del casco è stato montato un piccolo schermo LED, che in caso di impatto si illumina, in colori diversi a seconda della forza dell’impatto stesso, segnalando pertanto in maniera immediatamente riconoscibile l’esistenza del rischio di un trauma cranico non rilevato, che può essere causato ad esempio dal contraccolpo ricevuto in seguito ad un’esplosione nelle vicinanze.

Inoltre, i sensori di HEADS sono dotati di un trasmettitore radio, in grado di inviare un segnale immediato al proprio centro di controllo. Grazie a questa dotazione tecnologica, il personale medico presente può intervenire immediatamente se necessario.

Per ulteriore protezione, i sensori non registrano solamente l’avvenuta esplosione o trauma, ma sono in grado di misurare la direzione dell’impatto, la sua potenza e durata, nonché la pressione a cui la testa è stata sottoposta, ed il numero di impatti rilevanti ricevuti. I dati relativi possono essere scaricati tramite cavo USB o inviati tramite un collegamento wireless, per essere analizzati dal personale medico.

Anche l’iPad arriva al fronte

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Il nuovo prodotto della Apple, come succede sempre quando si tratta della casa di Steve Jobs, ha creato notevole interesse in tutto il mondo, specialmente per quanto riguarda le applicazioni che vi si possono installare per espanderne le funzionalità.
Come abbiamo visto recentemente, l’iPhone può essere usato per abbattere missili o guidare elicotteri in miniatura, ed è pertanto naturale che anche il settore militare mostrasse interesse anche nell’iPad.

Questo è successo in Gran Bretagna, dove i soldati della Royal School of Artillery del Wiltshire, oltre ai normali corsi di addestramento che li preparano per le loro missioni in Afghanistan, ne stanno seguendo uno che si svolge proprio sull’ultimo arrivato della multinazionale di Cupertino.

Grazie ad un’applicazione sviluppata appositamente, possono studiare lo svolgimento di una missione che comporta il lancio di artiglieria pesante verso nemici che stazionano a varie distanze. Utilizzando tale applicazione iPad, possono imparare molto più velocemente di quanto non farebbero con un “normale” istruttore.

In pratica, si tratta di un sistema che aiuta a scegliere la giusta tipologia di fuoco da utilizzare, sulla base di alcune informazioni essenziali quali la posizione e la quantità delle truppe nemiche, la conformazione geologica del territorio ed altro ancora.
Soprattutto però, aiuta i soldati a familiarizzare più rapidamente con l’aspetto tecnico del loro lavoro, e li rende più rapidi nel passare all’azione una volta dispiegati in un teatro di guerra, il tutto in maniera semplice e divertente, quasi come un normalissimo videogioco, e soprattutto in totale sicurezza.

Per ora, si tratta ovviamente di un esperimento, ma che potrebbe certamente rendere più rapido l’addestramento dei soldati, consentendo loro di essere pronti per il fronte in un tempo più breve rispetto a quanto avviene attualmente, risparmiando sull’addestramento e sui costi di stampa di complicati manuali, in quanto l’iPad può essere passato al prossimo utente una volta completato il corso.

Un nuovo esplosivo per l’esercito Americano

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’esercito americano ha appena dato la sua approvazione per l’adozione di un nuovo esplosivo, che andrà a sostituire il TNT usato dall’artiglieria. Il nome di questo nuovo esplosivo è IMX-101, ed è stato sviluppato dalla BAE Systems, allo scopo di creare delle munizioni che non corrano il rischio di detonare accidentalmente o al di fuori dell’uso per il quale sono state studiate.

Infatti, il nuovo IMX-101 è decisamente più stabile di quanto non lo sia il TNT, il quale generalmente può reagire a stimoli accidentali, per esempio in presenza di fuoco o in caso di esplosioni nelle vicinanze. Al contrario, IMX-101 è in grado di mantenere la propria condizione di stabilità, non reagendo in presenza di violente vibrazioni, fuoco o anche in caso di esplosione di una bomba nel luogo dove esso è conservato, esplodendo soltanto quando dovuto.

In breve, si tratta di una innovazione che può potenzialmente rivoluzionare la maniera in cui vengono trattate le munizioni al giorno d’oggi, contribuendo ad innalzare significativamente il livello di sicurezza delle truppe durante la fase logistica di spostamento e trasporto delle munizioni stesse. Soprattutto, l’adozione di esplosivi di questo genere è in grado di salvare vite, annullando il rischio di esplosioni accidentali in depositi di munizioni o su convogli destinati al trasporto delle stesse.

In una prima fase IMX-101, sviluppato dalla BAE Systems, in collaborazione con l’esercito, nel proprio stabilimento in Tennessee, sostituirà il TNT soltanto nelle munizioni da artiglieria da 155 millimetri di tipo IM M795. Gradualmente poi, il nuovo esplosivo sostituirà il vecchio su tutti gli altri calibri, mandando il TNT in pensione nel giro di qualche anno.

Protezione intelligente dai rumori per le vostre orecchie

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’utilizzo di tappi per le orecchie per coloro che si trovano in ambienti rumorosi (ad esempio chi lavora su una piattaforma petrolifera, o soldati in prima linea che potrebbero subire danni all’udito in seguito alle esplosioni), se da un lato protegge l’orecchio da possibili danni, dall’altro non permette a chi li indossa di udire ciò che invece vorrebbero ascoltare, ad esempio le voci dei propri colleghi o commilitoni.

Per filtrare i rumori dannosi e riuscire invece a captare voci umane ed altri suoni necessari, la soluzione viene dalla Norvegia, dove la Nacre ha studiato QuietPro+, un auricolare protettivo in grado di adempiere a questo compito. Gli auricolari sono collegati ad una piccola unità di controllo, che non appena rileva un suono potenzialmente dannoso, emette delle onde sonore.

Tali onde sonore vengono inviate tramite gli auricolari direttamente nell’orecchio, e sono in grado di cancellare il rumore emesso dalle esplosioni. Allo stesso modo, il processore digitale contenuto nell’unità può aumentare il volume di suoni quali le voci umane, rendendole chiare e comprensibili.

Inizialmente QuietPro+ è stato studiato per le forze armate statunitensi, mentre attualmente Nacre, in collaborazione con la compagnia petrolifera norvegese Statoil ne sta studiando una versione adatta a chi lavora su una piattaforma petrolifera, dove la tipologia di rumore emesso dagli strumenti di perforazione è differente da quella di bombe o proiettili, e dove il rischio di perdita dell’udito è costante a causa del rumore continuo, che rende difficile anche una normale conversazione tra colleghi, il che a sua volta può aumentare il rischio di incidenti.

Migliorando le possibilità di comunicazione, si potrebbero prevenire anche incidenti quali quello avvenuto sulla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.

Un microelicottero comandato via iPhone

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Su queste pagine, qualche mese fa avevamo annunciato l’entrata in produzione di AR Drone, un microelicottero che può essere controllato a distanza in maniera wireless tramite il proprio iPhone. Durante un periodo iniziale, AR Drone era disponibile soltanto in Gran Bretagna.

Ora la Parrot, casa produttrice di questo gioiellino, ne ha annunciato la messa in vendita, a partire dall’inizio del mese di settembre, anche sul mercato internazionale., ad un costo che si aggira sui 300 dollari.

Si tratta di un quadrielicottero, ossia di un piccolo elicottero in miniatura con 4 rotori, che possono essere sia aperti che protetti. Grazie alla protezione sui rotori, AR Drone può pertanto essere utilizzato anche in ambienti chiusi senza timore di danneggiare gli oggetti circostanti. Inoltre, la sua scocca in fibra di carbonio lo rende leggero ma solido.

Inizialmente nasce come un accessorio per lo svago, ad esempio per essere utilizzato per esibizioni acrobatiche, gare amatoriali, battaglie virtuali contro altri droni o come accessorio per videogiochi tramite un’applicazione iPhone; tuttavia, grazie alla possibilità di controllarlo via cellulare, si aprono di certo altri scenari, soprattutto viste le sue caratteristiche di estrema maneggevolezza.

Ad esempio AR Drone potrebbe diventare un utile strumento per operazioni di sorveglianza o per situazioni di guerriglia urbana, grazie alle telecamere incorporate, che gli consentono di riprendere immagini che vengono inviate poi direttamente sul telefono cellulare di chi lo controlla, fornendo un vantaggio tattico nei confronti dei propri nemici.

Guidare un AR Drone è semplicissimo: una volta decollato, basta tenere le proprie dita sullo schermo dell’iPhone per muoverlo verso l’alto o verso il basso, a destra o a sinistra. Se si tolgono le dita dallo schermo, si stabilizzerà automaticamente a circa mezzo metro d’altezza, per atterrare automaticamente dopo un certo periodo di inattività.

Sicurezza biometrica, oggi anche portatile

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Proprio ieri si parlava di quanto importante sia proteggere i propri dati sensibili, e le informazioni riservate che usiamo nel nostro lavoro, sia in formato elettronico sui computers, che in formato cartaceo, come ad esempio documenti, offerte, listini prezzi e così via.
Per evitare che occhi indiscreti possano sbirciare dove non dovrebbero, ci sono vari sistemi di protezione.

Una novità in tal senso viene dall’Italia, e si chiama Ekey. A prima vista somiglia ad un normalissimo portachiavi, magari uno di quelli con drive USB incorporato. In realtà, si tratta di un piccolo scanner biometrico, che può essere usato per accedere a tutti quegli ambienti, siano essi a casa o in ufficio, per i quali l’accesso è limitato soltanto alle persone autorizzate.

Sul corpo di Ekey è infatti presente un piccolo scanner per impronte digitali, e la presa USB viene usata per collegarlo ad esempio ad un computer che regola gli accessi. Basta inserire la presa USB nel computer, passare il proprio dito indice sul piccolo scanner, e se verrete riconosciuti dal sistema, il LED sul corpo di Ekey si illuminerà di una luce verde e potrete tranquillamente accedere all’ambiente protetto, o ai dati contenuti sul computer stesso.

Tale sistema potrebbe essere utile ad esempio per proteggere computers condivisi ed evitare che i dati in essi contenuti possano uscire dalla cerchia delle persone autorizzate, o anche per risparmiare tempo e spazio, usando un solo piccolo scanner biometrico per salvare i dati d’accesso (ovvero le proprie impronte digitali) a vari ambienti o computers, senza dover portare con sé una serie di piccole apparecchiature elettroniche che potrebbero perdersi e finire in mani sbagliate, con le conseguenze facilmente immaginabili.

Una soluzione per malati: usare gli occhi per comunicare

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Per coloro che, in seguito ad un incidente o a una malattia degenerativa, hanno perso l’uso della parola o hanno serie difficoltà anche a livello motorio, tra i vari problemi che si incontrano per svolgere anche le più semplici attività quotidiane, uno dei più complicati è spesso quello che riguarda le comunicazioni.

Non essere in grado di muoversi è già abbastanza doloroso di per sé, ma non riuscire a comunicare le proprie sensazioni o i propri bisogni al prossimo deve essere un ulteriore colpo, sopratutto a livello emotivo.

Per assistere i malati in questo compito, solo apparentemente semplice ma difficilissimo per chi non è in grado di muoversi, è stato appena presentato un sistema che può risolvere il problema usando il movimento degli occhi per comunicare tramite il linguaggio Morse.

i-Mos, questo il nome, è in pratica una sorta di paio di occhiali, dotato di un sensore che riconosce il movimento degli occhi. Muovendoli verso destra o verso sinistra, si può “scrivere” in linguaggio Morse, poiché il sensore interpreta come punto o linea il movimento nell’una o nell’altra direzione.

Inoltre, sugli occhiali è montato un display sul quale sono visualizzate le lettere “scritte”, e grazie alla funzione di completamento automatico delle parole, l’interlocutore può, già dalla seconda o terza lettera, suggerire la parola, risparmiando tempo e fatica a chi usa i-Mos.

Tra i possibili destinatari di tale prodotto, che attualmente è soltanto un concetto, ma che speriamo di poter vedere presto in produzione, ci sono ad esempio i malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), o di altre sindromi degenerative che colpiscono i movimenti e la capacità di comunicare; grazie ad i-Mos, almeno dal punto di vista emotivo, la loro vita potrebbe diventare migliore.

Panasonic si lancia nel mercato delle telecamere in miniatura

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Con ritardo forse colpevole, finalmente anche la Panasonic ha deciso di giocare le proprie carte sul mercato dei mini camcorder, ossia delle videocamere digitali in miniatura, un mercato dominato da apparecchiature dalle dimensioni ridottissime, dal prezzo accessibile e da una qualità mediamente alta (ovviamente variabile a seconda del prezzo, e viceversa).

Per fare ciò, ha appena lanciato su tale mercato la propria mini videocamera, chiamata HM-TA1, dal prezzo piuttosto attraente di soli 170 dollari circa.

Nonostante il basso prezzo, si tratta di una delle più piccole videocamere tascabili in circolazione, dal design di tipo candybar ormai divenuto lo standard per questo tipo di apparecchi,disponibile in vari colori e con caratteristiche tecniche abbastanza buone, quali un sensore a 3 megapixel, che pur avendo una risoluzione inferiore a molti prodotti concorrenti, guadagna in qualità grazie alla retroilluminazione che permette un ottimo funzionamento in condizioni di scarsa luminosità.

La presenza di molti pulsanti, in una categoria di prodotti in cui si tende al minimalismo più spinto, ne rende l’utilizzo forse non semplicissimo, ma sicuramente uno dei punti forti è dato dalla possibilità di usare la videocamera HM-TA1 come webcam, anche utilizzandone il microfono incorporato, semplicemente collegandola al vostro computer tramite cavo USB.

In questo modo sarà possibile usarla non soltanto per effettuare videoregistrazioni di buona qualità, ma anche per avere una maggiore flessibilità nelle proprie chiamate video, ad esempio con Skype. Infatti, se le normali webcam sono abbastanza limitate nei movimenti (quando non sono integrate nello schermo del proprio laptop), grazie a questo modello sarà più facile muoversi durante le proprie sessioni di videochat.

Il tutto ad un costo limitato, con un peso di soli 100 grammi e dimensioni assai contenute.

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10 Lug 2017

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Microfoni, microspie e microregistratori low cost

28 Gen 2014

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Sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali si leggono notizie di intercettazioni telefoniche di conversazioni riguardanti politici, grandi imprenditori, funzionari pubblici e persone “importanti” in generale. In realtà oggi chiunque conosca anche solo di sfuggita una persona che occupa posizioni di rilievo o che abbia avuto dei guai con la legge rischia che le sue conversazioni vengano intercettate. L’unica soluzione è l’utilizzo di un cellulare criptato. Attraverso i diversi …

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Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
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Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
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jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
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localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
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Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.