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luglio 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’ultima novità nel settore dei cosiddetti MAV (Micro Aerial Vehicles, ossia veicoli aerei in miniatura) viene questa volta dalla vecchia Europa, e più precisamente dalla Svizzera, dove uno studente della Ecole Polytechnique Federale di Losanna è al lavoro per sviluppare uno sciame di microtrasmettitori volanti in grado di volare in direzione di un punto di interesse, quale ad esempio la scena di un crimine o il luogo di un disastro naturale, e di posizionarsi su alberi o muri, in una posizione dalla quale possono facilmente riprendere immagini e trasmettere dati.

Tale risultato viene ottenuto grazie a dei piccoli pungiglioni, montati nella parte frontale del robot volante. Tali pungiglioni fanno parte di un piccolo modulo del peso di circa 4 grammi, che può essere applicato su pressoché qualsiasi veicolo di questo genere attualmente sul mercato.

Una volta che il microelicottero (o simili) raggiunge il suo obiettivo, queste estremità appuntite si conficcano sulla superficie, mantenendolo in posizione e consentendogli di iniziare il suo lavoro di ripresa o trasmissione.

Nella fase sperimentale, questo modulo viene usato su dei piccoli alianti, ma in futuro si prevede di utilizzarlo anche su robot alimentati a batteria. I pungiglioni possono facilmente penetrare all’interno di una superficie in legno, ma grazie alla loro resistenza sono adatti anche a pareti in cemento, il che li rende utili ad esempio per l’osservazione e la raccolta di dati ad esempio durante incendi in città, in aree non raggiungibili dai vigili del fuoco.

Una volta portata a termine la propria missione, un piccolo motore controllato a distanza permette ai pungiglioni di rientrare, ed al MAV di tornare alla base, pronto per essere riutilizzato per una nuova missione di ricognizione o raccolta informazioni e dati.

Libertà d’espressione a rischio, per maggiore sicurezza

giugno 29, 2010 Tecnologia Nessun Commento

BigBrother

Così come sta avvenendo (o almeno si tenta di farlo avvenire) in Italia con il governo Berlusconi che sta cercando di far approvare una legge che limiti la libertà d’espressione, imbavagliando di fatto anche i blog, ultima frontiera del pensiero indipendente, anche negli Stati Uniti sembra che si voglia mettere la mordacchia anche alla Rete.

In Italia, un emendamento a quella che è stata soprannominata “legge bavaglio” impone ai bloggers l’obbligo di rettifica entro 48 ore da una eventuale richiesta, pena una multa di 12500 euro, ponendo il blogger di fronte a una scelta: se ad esempio volesse partire per il weekend o per una vacanza, dovrebbe essere sempre pronto a collegarsi… oppure in alternativa (ed è questo che spera chi ha studiato la legge) evitare di pubblicarle del tutto, le notizie scomode, ed andarsene in vacanza anche per un mese intero, portando con sé anche la libertà d’espressione.

Negli USA invece, il Senato ha in discussione un progetto di legge chiamato “Protecting Cyberspace as a National Asset Act”, che consentirebbe al Presidente degli Stati Uniti di controllare la Rete, assegnandogli il potere di ordinare, in caso di ipotetiche minacce alla sicurezza nazionale provenienti dal mezzo elettronico, di rispettare non meglio specificate “misure di emergenza” che potrebbero spingersi fino all’oscuramento di siti o motori di ricerca. Provate ad immaginare per un attimo che Obama (o un suo successore) potrebbe chiudere, tanto per fare un esempio, Facebook o Twitter se tramite le loro pagine dovessero essere veicolati messaggi di minaccia alla sicurezza nazionale.

In base a questa legge, verrebbe creato il cosiddetto Office of Cyberspace Policy,che in collaborazione con un centro per la sicurezza di Internet (anch’esso appositamente creato) deve identificare eventuali infrastrutture che, in caso di collasso, potrebbero generare eventi di natura disastrosa; inoltre, tali uffici metterebbero a punto le misure di emergenza a protezione di tali infrastrutture virtuali, misure che verrebbero attuate su ordine del Presidente. L’unico limite al potere di questo ufficio sarebbe quello di dover notificare il Congresso prima di attuare tali misure preventive, rinnovabili con decreto presidenziale.

Il disegno di legge è stato presentato dal senatore democratico del Connecticut Joe Lieberman, che già un paio di anni fa aveva provato ad inserire nel Terrorism Prevention Act la possibilità per il Governo di poter controllare le infrastrutture di Internet, ed in ultima analisi il potere di chiudere, su ordine del Presidente, eventuali siti la cui esistenza stessa possa essere definita (dal Governo stesso, ovviamente) pericolosa per la sicurezza degli USA.

Tali misure potrebbero potenzialmente dare ad un uomo solo il controllo assoluto della Rete, o almeno, un potere discrezionale che gli permetterebbe di controllarne una gran parte della libertà di espressione e di incanalarla entro determinati canoni a lui graditi. Ovviamente la fattibilità tecnica di questa idea è tutta da verificare (il popolo della rete ha sempre una risorsa in più dei propri controllori), tuttavia quello che preoccupa è che non soltanto la privacy su Internet ma anche la libertà di espressione sulla Rete stessa debbano essere oggetto di legislazione, e che l’orientamento dei governi, liberali soltanto a parole, stia lentamente ma inesorabilmente scivolando verso una deriva autoritaria allo scopo di controllare il libero pensiero e l’espressione dello stesso come fossero il più pericoloso dei nemici.

Il primo aereo supersonico a decollo verticale

giugno 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

F35

Per la prima volta nella storia dell’aviazione militare, un aereo in grado di compiere decollo ed atterraggio verticale, e dotato anche di sistemi di tipo Stealth per sfuggire all’occhio dei radar nemici, è riuscito ad abbattere il muro del suono.

Tale obiettivo è stato raggiunto da un caccia della serie F-35, esattamente un F-35B, che nei mesi scorsi ha completato il suo primo test di decollo ed atterraggio verticale e che la scorsa settimana ha raggiunto la velocità di 1.07 Mach, primo passo verso un obiettivo finale di Mach 1.6.

Il programma Joint Strike Fighter che comprende lo sviluppo di questo tipo di caccia, aveva già raggiunto il poco invidiabile record di programma di armamenti più costoso nella storia degli Stati Uniti, ma ora grazie a questi risultati sta finalmente dimostrando la propria validità.

Il programma parte dall’idea di costruire aerei da caccia con caratteristiche diverse, che però si basano sull’utilizzo di parti comuni per una percentuale di oltre il 70%, il che permette una più semplice manutenzione, nonché un alto livello di flessibilità ed intercambiabilità dei vari sistemi a bordo dello stesso aeromobile, con l’obiettivo finale di sostituire gli aerei attualmente in servizio ed usare un unico standard.

Il caccia F-35 (sia a decollo verticale che convenzionale), per esempio, dovrebbe sostituire gli F-16 e A-10 in uso presso le forze aeree della maggior parte dei paesi NATO, ed essere munito di due motori intercambiabili fabbricati da Pratt & Whitney e da Rolls Royce.

Il tutto, solo nel 2009, è costato la modica cifra di oltre 650 miliardi di dollari, ovvero più del 43% dell’intero budget del Ministero della Difesa USA per lo stesso anno.

Neanche i muri fermano la telecamera radar

giugno 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

RadarCam

In Giappone, il laboratorio di ricerca del canale televisivo pubblico NHK sta sviluppando un nuovo tipo di telecamera cosiddetta “ad onde millimetriche” che funziona in maniera simile ai radar, e permette di visualizzare immagini di oggetti o persone grazie all’uso di onde radio invece che di luce, anche se le persone o gli oggetti in questione sono nascoste alla vista da una cortina di fumo, da un banco di nebbia o anche da una parete di legno.

Questo è reso possibile tramite l’emissione, da parte della telecamera stessa, di onde radio su una frequenza di 60 GHz che, una volta che rilevano un oggetto o una persona, gli rimbalzano addosso, venendo poi captate da un ricevitore. Tale ricevitore misura il tempo impiegato dall’onda per viaggiare fino all’oggetto captato e tornare indietro, riuscendo pertanto a produrre un’immagine sulla base di questi tempi di risposta.

Le immagini prodotte tramite l’utilizzo di questa telecamera radar, al momento, sono di qualità molto bassa, ma consentono di individuare, se non altro, la presenza ed il movimento di una persona al di là dell’ostacolo che ne blocca la vista diretta.

A causa della bassa risoluzione delle immagini ottenute (ma comunque si sta lavorando per migliorarla), non sarebbe pertanto possibile utilizzare questa tecnologia per vere e proprie riprese televisive, ma una tecnologia di questo genere troverebbe ampia applicazione non soltanto nel campo della video sorveglianza, ad esempio per rilevare la presenza di persone in un ambiente sotto controllo.

In alternativa, potrebbe rivelarsi un accessorio salvavita se impiegato dai vigili del fuoco nelle operazioni di soccorso a seguito di un incendio, permettendo di individuare la presenza di persone in movimento al di là di una densa coltre di fumo, e dando modo al personale di intervenire e di salvare una vita in pericolo.

Una Action Cam in alta definizione per le vostre avventure

giugno 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

HD170

Per effettuare riprese di sport estremi o di lanci con il paracadute, o di semplici gite in bicicletta con i vostri amici, per montarle sul casco mentre andate in moto o per metterle nello zaino durante un picnic, le cosiddette Action Cam stanno prendendo sempre più piede.
Grazie al loro aspetto robusto e alla semplicità d’uso, possono essere usate non solo in situazioni come quelle appena descritte ma anche come “normali” videocamere.

L’ultima arrivata in questo particolare settore viene dalla Drift Innovation, e si chiama HD170. La particolarità di questa action cam risiede nel fatto che è la prima nel suo genere ad essere dotata di un display LCD per visualizzare le immagini che si stanno riprendendo ed ottimizzare perciò la qualità delle proprie riprese; inoltre è dotata anche di un piccolo telecomando ad infrarossi.

Grazie al display potrete, ad esempio montarla sul manubrio della vostra bicicletta e vedere esattamente in qualsiasi momento le immagini riprese, mentre potrete agire sui comandi di avvio ed interruzione della registrazione grazie al telecomando, magari applicato su una delle manopole.

Inoltre, in modalità fotografica la telecamera HD170 è in grado di scattare immagini in sequenza ad intervalli predefiniti, ad esempio ogni pochi secondi; per ridurre il livello di rumore è anche munita di un microfono esterno, che potrete montare all’interno del vostro casco o nell’abitacolo dell’auto, in modo da non effettuare riprese che come unico accompagnamento sonoro abbiano il rumore del vento.

Ovviamente, il tutto in alta definizione, con una risoluzione di 1720×1080 ed un obiettivo in grado di coprire 170 gradi di campo visivo., e ad un prezzo di circa 330 dollari.

Intercettazioni in aumento negli USA. E in Italia?

giugno 10, 2010 Tecnologia 1 Commento

Eavesdrop

Negli Stati Uniti, l’opinione pubblica è estremamente sensibile quando si tratta di reati finanziari, specialmente nel settore dell’alta finanza che muove cifre enormi di denaro, spesso composte dai risparmi di una vita di persone normali, e che per colpa di operazioni spregiudicate dei cosiddetti “maghi” potrebbero veder svanire tali risparmi in un attimo.

Per combattere tali reati, uno dei metodi sicuramente più efficaci è quello di ricorrere allo strumento delle intercettazioni telefoniche, che possono rivelarsi utilissime per la lotta all’evasione fiscale o alle truffe e non soltanto.

Infatti, se grazie all’utilizzo di microspie ambientali e telefoniche, la giustizia americana è riuscita a scoprire frodi del calibro di quella perpetrata dallo spregiudicato finanziere Bernie Madoff, che ha trafugato qualcosa come 15 miliardi di dollari, il ricorso alle intercettazioni, sia per le telefonate che per le conversazioni ambientali che si svolgano all’interno di una stanza o di una sala riunioni, può aiutare anche nella lotta al terrorismo, spesso legato a doppio filo agli ambienti dell’alta finanza.

Nel territorio degli USA, nel corso dell’anno 2009, le intercettazioni ambientali e telefoniche sono cresciute del 26% rispetto all’anno precedente. Evidentemente, la giustizia americana confida nei propri tecnici specializzati in questo aspetto della lotta al crimine, negli analisti che devono lavorare sulle tracce audio raccolte, e negli investigatori che devono inserire il tutto in un contesto utile a sventare il crimine e sgominare cellule terroristiche o bande di truffatori a qualsiasi livello.

Escludendo le indagini per crimini legati al terrorismo e alla sicurezza nazionale, i cui dati non sono resi pubblici, nello scorso anno per oltre 280mila persone, negli USA, è stata autorizzata l’installazione di microspie e microfoni nascosti.

In Italia, invece, nascondendosi dietro il pretesto che “la gente ha paura che le proprie conversazioni private siano ascoltate”, o che “i processi avvengono sui media prima che nelle aule di tribunale” si sta facendo di tutto per promulgare una legge che, limitando il ricorso allo strumento dell’intercettazione telefonica ed ambientale, e riducendone i limiti temporali, renderebbe di fatto la vita molto più facile per criminali, truffatori, pedofili o mafiosi, legando le mani agli investigatori, o quantomeno, complicandone assai il lavoro.

Secondo questo disegno di legge, le intercettazioni telefoniche saranno possibili solo per reati punibili con oltre 5 anni di carcere, e per una durata massima di 75 giorni, prorogabili di 3 giorni alla volta con provvedimento del Giudice. Per i reati di mafia, soltanto 40 giorni più 20 di proroga. Quelle ambientali, invece, potranno essere compiute tramite microspie che potranno essere usate soltanto per 3 giorni (più altri tre di proroga).

Inoltre, non sarà possibile pubblicare il testo delle intercettazioni sui giornali, pena il carcere per i giornalisti o multe salatissime per gli editori.

Tutto questo va nella direzione esattamente opposta alla tendenza mondiale (evidenziata dalle statistiche americane di cui sopra) che è quella di avvalersi del tanto temuto onnipotente ed onnipresente “Grande Fratello” che ascolta ogni nostro respiro, ma di usarne le potenzialità, grazie agli strumenti tecnologici, per la difesa del bene comune e per la prevenzione di reati non solo finanziari, ma anche legati al terrorismo, al traffico di droga e alla criminalità organizzata.

Tempo fa, con una mossa senza precedenti, anche dal governo USA sono arrivate velate critiche a questa legge. La speranza, non soltanto degli operatori del settore della sorveglianza o delle forze di polizia, ma anche degli onesti cittadini che pagano le tasse, è che il Governo italiano faccia un passo indietro.

Come non perdere dettagli dai filmati CCTV

giugno 9, 2010 Tecnologia Nessun Commento

CCTV

Quando si usa un sistema televisivo a circuito chiuso, in caso di eventi particolari bisogna spesso osservare attentamente ore ed ore di filmati apparentemente uguali a se stessi, per trovare quei pochi secondi in cui accade qualcosa di rilevante e cercare di ottenere indizi o informazioni da quelle scarse, e spesso sfocate, immagini, con il rischio di perdere dettagli importanti a causa di un comprensibile calo di concentrazione.

Allo scopo di evitare di perdere dettagli che possano rivelarsi importanti ai fini di una indagine, la Hebrew University di Gerusalemme ha sviluppato un programma di analisi per filmati di videosorveglianza.

Tale programma analizza rapidamente i filmati ripresi da una telecamera di sorveglianza, ad esempio in una notte nella quale si è verificato qualcosa di rilevante, condensando il tutto in pochi minuti nei quali vengono contenuti soltanto eventi rilevanti; tutto questo grazie ad un algoritmo capace di distinguere tra immagini fisse ed immagini che contengono delle parti in movimento.

In pratica, il programma non fa altro che eliminare tutte quelle ore in cui non succede assolutamente nulla all’interno del campo visivo della telecamera, salvando soltanto i momenti in cui le telecamere rilevano un movimento. In questo modo, chi analizza il filmato può, nel momento in cui dovesse trovare qualcosa di importante, ritornare al filmato originario e visualizzarlo normalmente per collocarlo in un determinato contesto.

Questo genere di programma potrebbe trovare applicazione per la sorveglianza di luoghi dove non è previsto esserci alcun movimento durante la notte, quali ad esempio le sale di un museo, mentre potrebbe rivelarsi di scarsa utilità per la sorveglianza, ad esempio, di aree all’interno delle quali si muovono dei camion, come un’azienda di trasporti che lavora di notte.

Sorveglianza a 360 gradi per una copertura visiva totale

giugno 9, 2010 Tecnologia Nessun Commento

isis

Le telecamere da sorveglianza, ormai visibili praticamente ad ogni angolo di strada, usano degli obiettivi ad “occhio di pesce” per coprire un angolo più ampio possibile. Fatalmente però, le lenti fish-eye finiscono per distorcere l’immagine, specialmente verso l’esterno, offrendo una panoramica ampia ma sfocata o non proporzionata.

Per ovviare a questo problema, il Dipartimento di Sicurezza Interna (DHS) degli USA sta sviluppando un sistema di sorveglianza video che fornisce immagini di grande chiarezza ad altissima risoluzione, senza perdita di dettagli.

Tale risultato viene ottenuto mediante l’uso di una serie di telecamere, montate su una sorta di cupola, che riprendono lo stesso ambiente da diverse angolazioni, fornendo una immagine a 360 gradi. I filmati registrati dagli occhi delle varie telecamere vengono poi “cuciti” insieme da un software che gestisce la sovrapposizione dei vari punti di vista, eliminando i doppioni per creare una unica immagine a 360 gradi.

Inoltre, ogni singola telecamera è in grado di effettuare uno zoom per meglio evidenziare una determinata zona, senza perdere il contatto visivo con il resto dell’ambiente sotto osservazione, ed il tutto mantenendo la chiarezza di dettaglio garantita da una risoluzione di circa 100 megapixel.

Inoltre, è possibile definire una “zona di esclusione”, quale ad esempio la cassaforte di una banca: non appena un intruso entra in quella zona, l’allarme scatta immediatamente.
Il cuore del sistema è un software in grado di cucire insieme le immagini, un po’ come si può fare per le fotografie, con la differenza che qui si tratta di immagini in movimento e il lavoro di sovrapposizione avviene in tempo reale, nell’istante in cui tale immagine viene ripresa, in modo da garantire una copertura completa di tutta l’area ed una capacità di osservazione di qualsiasi situazione si possa verificare.

Avete una flotta di automezzi? Controllateli via GPS

giugno 8, 2010 Tecnologia Nessun Commento

GPS Loc

Per le aziende che dispongono di una flotta di automezzi aziendali, siano esse automobili affidate ad agenti, rappresentanti e dirigenti, o camion destinati al trasporto merce, è importante tenerne sotto controllo gli spostamenti, non solo per accertarsi che il veicolo sia usato secondo le direttive aziendali e non per uso personale, ma anche per intervenire in caso di eventuali incidenti o inconvenienti, sempre in agguato quando si viaggia molto per lavoro.

Per assicurarsi, ad esempio, che gli agenti non eccedano nell’uso personale delle vetture aziendali, o che peggio ancora non svolgano affari per conto loro o con dei concorrenti, è pertanto utile dotarsi di un localizzatore GPS che, montato all’interno dell’autovettura in maniera invisibile grazie alle sue ridotte dimensioni, vi permetta di ricevere in ogni momento la sua posizione, così da potersi assicurare che tutto sia a posto.

Essendo dotato di una scheda SIM proprio come quella del vostro normale telefono cellulare, vi basterà inviare un messaggio SMS per ottenere in qualsiasi momento i dati relativi alla posizione dell’auto o del camion, anche per più autoveicoli alla volta (fino ad un massimo di 40).

Il sistema GPS, inoltre, è collegato ad un software di gestione, installato sul computer centrale che controlla le varie auto. Grazie a questo software, è possibile ricostruire i movimenti dell’auto durante la giornata, e visualizzarli graficamente in animazione, salvando il tutto su un file storico che può essere consultato in seguito.

Per maggiori informazioni sul sistema di localizzazione GPS e su una serie di altri articoli per il monitoraggio, la sorveglianza e la protezione della propria sicurezza, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, dove potrete anche contattare i nostri esperti online per una consulenza specifica.

Un navigatore GPS per i non vedenti

giugno 8, 2010 Tecnologia Nessun Commento

NAVI

Coloro che hanno perduto, o non hanno mai avuto, l’uso della vista, sono costretti ad affidarsi ad aiuti esterni, come ad esempio un cane guida o un assistente, non appena devono uscire di casa. Per rendere loro la vita più facile, almeno durante gli spostamenti sulla strada, è stato progettato Na:Vi, il primo navigatore GPS per ciechi.

Questo sistema di guida GPS li aiuta a non perdere l’orientamento in qualsiasi situazione, senza ricorrere all’aiuto di un cane per ciechi, di altre persone e anche senza bisogno di usare il bastone bianco che identifica i non vedenti.
Na:Vi è stato sviluppato da un gruppo di designers austriaci, e si presenta sotto forma di un comodo ed elegante braccialetto, dalla linea moderna, che al suo interno è dotato di una serie di giroscopi e sensori laser, che favoriscono l’orientamento nello spazio immediatamente circostante segnalando eventuali ostacoli.

Inoltre, è dotato di sistema di navigazione GPS, con un’interfaccia utente tridimensionale. Grazie a tale interfaccia, sarà possibile “visualizzare” le indicazioni in linguaggio Braille, in modo che il suo utente possa facilmente trovare la strada di casa semplicemente usando le dita sul proprio braccialetto.

Questo sistema, pertanto, oltre a fornire un valido aiuto dal punto di vista pratico, rappresenta un passo avanti anche dal punto di vista dell’autosufficienza per le persone non vedenti, con innegabili benefici anche dal punto di vista del morale, alleviando, per quanto possibile, il senso di dipendenza dagli altri che si può sviluppare quando si soffre di patologie o malformazioni che rendono impossibile a chi ne soffre di vivere una vita completamente autonoma ed autosufficiente.

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Febbre da brevetti: ecco i più bizzarri

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Impazza la febbre da brevetti che vede protagoniste tutte le maggiori case produttrici di strumenti tecnologici esistenti al mondo. Queste idee sono custodite nella banca dati dell’Autorità americana “Uspto” e probabilmente un giorno troveranno reale applicazione.Vediamo alcuni tra i brevetti più bizzarri. Per evitare la tragica caduta al suolo dello smartphone, Amazon nel 2011 ha registrato un brevetto simpatico che vedrebbe l’apertura di alcuni airbag prima che il cellulare tocchi …

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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.