In aumento i sistemi di sicurezza alla guida

Abbiamo parlato diverse volte di quanto sia importante la sicurezza alla guida. I dispositivi anti sonno proposti da Endoacustica Europe propongono la più valida soluzione sul mercato al pericolo dato dall’eccessiva stanchezza e ora arriva dagli Stati Uniti, il sistema di sicurezza MyKey, ovvero una chiave di sicurezza che limita …

Australia: il faccia a faccia con uno squalo gigante ripreso da una videocamera waterproof

E’ estate, tempo di avventure fuori porta. Il desiderio più grande di chi si appresta a grandi imprese sportive o alla scoperta di nuovi posti è sicuramente immortalare quei momenti in modo da poterli rivivere e perché no, mostrarli ad amici e parenti. E’ sicuramente questo il caso di un …

Come spiare un cellulare a distanza: funzionalità e ambiti di utilizzo dei cellulari spia

Prima di illustrarvi in dettaglio come lavora un software spia, ovvero come spiare un cellulare a distanza, forse sarebbe opportuno spendere qualche parola sui diversi ambiti di applicazione nonché sui benefici derivanti dal suo utilizzo. Non tutti sanno, infatti, che un cellulare spia o spyphone può adattarsi anche a scopi diversi dal …

Boom di software per proteggere i propri familiari

Nei prossimi anni assisteremo sia in Europa che negli Stati Uniti ad un boom di family locator devices. Si tratta di strumenti che consentono ad un genitore ad esempio di monitorare e localizzare figli e familiari visualizzando su una qualsiasi mappa online, posizione geografica e spostamenti. Per tenerli d’occhio basterà …

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Pagare il bus con il cellulare? A Londra si può

dicembre 27, 2012 Tecnologia Nessun Commento

Londra continua a fare passi da gigante nel campo della tecnologia. Al centro degli investimenti inglesi questa volta ci sono i caratteristici autobus a due piani rigorosamente rossi.

Si tratta del progetto di pagamento contactless che permetterà il pagamento degli autobus attraverso carte di credito e smartphone. Questo comporterà l’installazione di lettori Nfc (Near field communication, la tecnologia alla base del sistema) sui mezzi di trasporto.

La nuova tecnica prende avvio da una comunissima carta di credito, debito o acquisto abilitata ad eseguire transazioni in prossimità dei lettori. Oltre a questa il pagamento potrà essere effettuato proprio attraverso gli smartphone dotati di chip Nfr. Con questi sistemi sarà possibile pagare le corse degli autobus e molto presto anche della metropolitana e di altri mezzi pubblici. Il chip potrà essere impiantato inoltre nelle Oyster card, le carte abitualmente utilizzate dai londinesi per usufruire dei mezzi pubblici, e permetterà lo sviluppo di servizi e applicazioni senza obblighi di licenza.

Nella fase di start up sarà possibile pagare la singola tratta ad un prezzo agevolato per incentivare l’adozione della nuova tecnologia. Ovviamente questa avverrà in tempi non brevissimi, dato che le carte in circolazione in Inghilterra sono oltre 30mila, senza contare gli smartphone.

Alcune difficoltà sono state riscontrate proprio nell’armonizzazione dei servizi di pagamento delle banche che sostengono il progetto.
In ogni caso la città britannica è la prima ad adottare questo servizio ci si auspica che presto seguano la stessa strada le altre città Europee.
Ormai con il cellulare si può fare davvero tutto: controllare la propria posizione e quella di un altra persona, ascoltare chiamate e leggere sms di un altro apparecchio, ascoltare addirittura ciò che avviene attorno; tutto ciò con l’installazione di software all’avanguardia Endoacustica. Se un giorno il metodo di pagamento attraverso il cellulare dovesse estendersi a qualsiasi forma commerciale, potremo proprio dire che senza di lui non si può stare!

Manichini spia per incastrare i ladri

dicembre 19, 2012 Sorveglianza Nessun Commento

I commercianti lo amano già. Il manichino dalle forme perfette che occupa tutte le vetrine del mondo potrebbe divenire molto presto il miglior amico del negoziante in quanto potrebbe segnalargli in tempo reale non solo l’eventuale presenza ladri e malintenzionati, ma anche età, sesso e gusti dei clienti. Si tratta di manichini spia della linea Eye See, pupazzi dalle sembianze umane dotati di microcamere al posto degli occhi. Queste registrano grazie ad un software di riconoscimento facciale, le caratteristiche dei passanti e inviano i dati ad un software simile a quelli usati dalla polizia per identificare i criminali. La tecnologia che rende il manichino bionico è stata lanciata nel 2010 dall’azienda di manichini italiana Almax Spa insieme a Kee Square, spinoff del Politecnico di Milano.

Dunque dietro la silhouette di polistirene potrebbe nascondersi un vero e proprio agente della sicurezza. A differenza delle tradizionali telecamere di sorveglianza che riprendono da un’angolazione ben definita, il manichino, osservando il cliente, riesce a carpire altre informazioni e va a creare un database di profili garantendo però l’anonimato. L’afflusso dei clienti, la base alla fascia oraria preferita, quali oggetti li attraggono maggiormente, il tempo di stazionamento davanti alla vetrina ed altri fattori, permettono di personalizzare il servizio. L’ amministratore delegato della casa produttrice, sostiene che non ci sono pericoli per la privacy dato che le immagini vengono solo analizzate e non immagazzinate. La legislazione europea e americana permettono l’uso di telecamere a scopi di sicurezza, allorquando i clienti siano a conoscenza dell’esistenza questi sistemi.
Intanto gli ingegneri italiani, padri di questa invenzione, stanno cercando di dare anche orecchie ai manichini in modo da registrare, tramite dei microregistratori, commenti e critiche.

Attualmente ogni manichino costa circa 4 mila euro. Alcuni esemplari sono già stati venduti in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti. In realtà la spesa eccessiva per l’implementazione di tale tecnologia potrebbe essere facilmente dribblata con l’acquisto separato di microspie audio e video professionali che permettono di ottenere risultati garantiti.

Il casco per guardare a 360° come le mosche

dicembre 13, 2012 Tecnologia Nessun Commento

Si chiama Flyviz ed è stato ideato da un equipe di scienziati francesi delle INRIA (Istituto nazionale per la ricerca nell’informatica e nell’automazione). Il casco per vedere la realtà a 360°offre una panoramica istantanea sui lati del corpo e sulla parte posteriore. Questo prototipo, presentato prima a Parigi, poi alla conferenza “Virtual Reality Software and Technology 12” di Toronto, potrebbe avere grandi applicazioni nel campo della sorveglianza e della sicurezza dato che permette in tempo reale di rilevare pericoli intorno a sé.

Il sistema brevettato si basa su elementi ad oggi disponibili in commercio:una microcamera digitale, un computer portatile, un casco ed un display. Dunque, il casco funziona grazie ad una microcamera digitale collegata alla parte superiore che, puntata verso uno specchio emisferico, consente di acquisire le immagini a 360 gradi. Le immagini risulterebbero distorte, come se osservassimo il mondo dal riflesso in una sfera. A questo punto è il computer ad esso collegato che corregge la visuale, rendendola perfettamente aderente alla realtà tramite la tecnica della proiezione sferica. Una volta completato il perfezionamento, le immagini sono trasmesse, con un ritardo di trasmissione di soli 83 millisecondi, su un piccolo schermo posto all’interno del casco, davanti agli occhi dell’osservatore e gradualmente verso destra e verso sinistra.

A parte le applicazioni che lo strumento potrebbe avere nell’ambito militare, il casco è stato ideato principalmente per studiare la percezione umana. Infatti non si tratta di una “realtà virtuale”, ma di un aumentano il campo visivo naturale dell’essere umano.Chiaramente per imparare ad usarlo ci vorrà un addestramento iniziale. Se l’apparecchio dovesse entrare nell’uso comune ne godranno anche gli sportivi più appassionati che vogliono dar risalto alle loro imprese con delle riprese con telecamere di alto livello.

Internet delle cose stravolgerà il nostro quotidiano

dicembre 10, 2012 In rilievo Nessun Commento

Il Web 3.0 non è ancora molto lontano. Tutti i grandi laboratori stanno lavorando duramente per mettere a punto nuove applicazioni che riguardano l’Internet delle Cose. Con questo neologismo è stata battezzata l’ultima frontiera della tecnologia online. Il punto di forza risiede nella possibilità attribuita agli oggetti di interagire tra di loro acquisendo e scambiandosi informazioni. La sveglia ad esempio potrebbe suonare in anticipo una volta constatato, tramite internet, condizioni di traffico intenso. E così i frigoriferi potrebbero comprare online il cibo ideale per la nostra dieta, le piante potrebbero avvisare l’innaffiatoio che hanno bisogno di acqua, i contenitori di medicinali comunicare di aver dimenticato di prendere una pillola. Insomma tutti gli oggetti di uso comune potrebbero avere accesso alla rete cambiando in maniera radicale il nostro quotidiano. Quasi tutte le cose possederanno un proprio indirizzo Ip essendo così connesse e tracciabili. Si presume che entro il 2015, 15 miliardi di dispositivi saranno online.

Bob Kahn, l’uomo che insieme a Vinton Cerf, inventò negli anni Settanta il protocollo di trasmissione dati su cui si basa il Web, sta lavorando negli Stati Uniti allo sviluppo del progetto.
L’obiettivo dell’internet delle cose è far sì che il mondo elettronico tracci una mappa di quello reale, dando un’identità elettronica alle cose e ai luoghi dell’ambiente fisico. In breve: gli oggetti reali raccolgono dati sull’ambiente circostante, li elaborano e dialogano virtualmente tra loro grazie a microantenne 3G, al wi-fi e a sistemi Gps. Le apparecchiature continueranno anche a miniaturizzarsi raggiungendo le dimensioni delle più avanzate microspie per aprirsi a sempre più numerosi campi di applicazione.
Tutto sarà smart, dalla casa alla città. Un esempio sarà il sistema di trasporto urbano di Londra: i sensori dei treni della metropolitana segnaleranno ai passeggeri in quale carrozza ci sono posti vuoti; i parcheggi saranno in rete, così da avere la certezza di trovare un posto prima di mettersi in macchina; i semafori si coordineranno in maniera da smaltire il traffico efficacemente.
I campi di applicabilità saranno molteplici: dalle applicazioni industriali, alla logistica e all’infomobilità, fino all’efficienza energetica, all’assistenza remota e alla tutela ambientale.
Lo scoglio da superare è rappresentato dalla salvaguarda della privacy. Se tutti i nostri oggetti saranno in rete, tracciare i nostri spostamenti sarà molto semplice, come già avviene oggi d’altronde con i più moderni sistemi di localizzazione GPS. Sarà come indossare 24h su 24h una telecamera di sorveglianza. La soluzione potrebbe essere ravvisabile nell’installazione di interruttori che, qualora richiesto, disattivino il tracciamento. Ma queste sono ancora ipotesi, bisognerà attendere quantomeno il 2015 per cominciare a tastare con mano i pro e i contro di questa nuova tecnologia.

Gli occhiali del futuro

dicembre 4, 2012 Tecnologia Nessun Commento

Potrebbero rappresentare l’oggetto cult della tecnologia del nuovo anno. Gli occhiali smart. Sono stati lanciati all’inizio del 2012 da Google come “occhiali con realtà aumentata” in grado di tenere gli utenti costantemente connessi ad internet senza stare a smanettare con i vari device.

Ovviamente questa nuova trovata è stata rapidamente imitata ed integrata. Ultimi concorrenti in ordine temporale sono i cugini della Microsoft. Questo brevetto, presentato da Redmond, punterebbe a fornire informazioni in tempo reale sull’ambiente circostante. Dati su tutto ciò che l’utilizzatore vede, dagli oggetti alle grandi manifestazioni. Le lenti, captando la direzione dello sguardo, regoleranno la visualizzazione e l’ottica nel migliore dei modi.

Mentre i Google Glasses hanno caratteristiche molto simili a quelle di uno smartphone, Microsoft propone un progetto “wearable computing”, un computer da indossare che lavora in tempo reale e con nuove funzionalità.
Non è ancora noto quale sistema operativo sarà utilizzato, ma ovviamente saranno dotati dei più classici e ormai irrinunciabili strumenti: fotocamera, sistemi di localizzazione, microfoni, Wifi e Bluetooth.

Questi occhiali potrebbero rappresentare l’evoluzione dei sistemi di sorveglianza da tempo sul mercato. Si tratta di occhiali con videocamera e registratore incorporato che permettono per svago o per motivi professionali di registrare ciò che avviene intorno senza essere visti. Infatti la montatura nasconde i micro sistemi audio e video. Gli occhiali Endoacustica posseggono una scheda di memoria incorporata della capacità di 4 Gb, all’interno della quale vengono salvati i file. Questi dispositivi sono usualmente utilizzati dalle forze dell’ordine o da agenti segreti, ma sempre più spesso sono acquistati da chi ha voglia di riprendere a mani libere, da chi pratica sport o ancora da chi ha bisogno di raccogliere prove di nascosto. Questo tipo di sistemi e molti altri sono acquistabili dal sito www.endoacustica.com.

Negli USA nasce la Cyber City

novembre 29, 2012 Sorveglianza Nessun Commento

15mila utenti addestrati per combattere virtualmente al fine di difendere le reti da cui dipendono le istituzioni americane che sarebbero entrate nel mirino di attacchi hacker provenienti in primis da Cina ed Iran. Poche settimane fa si parlò di un attacco alla Casa Bianca che fu rapidamente arginato dai tecnici informatici americani. Questo ed altri episodi hanno portato gli addetti alla Difesa e alla Sicurezza a prendere seri provvedimenti nel campo della sicurezza virtuale. Il segretario alla Difesa, Leon Panetta, ha addirittura paragonato un’eventuale infiltrazione su larga scala ad una distruzione simile a quella avvenuta l’11 settembre 2011. Cybercity è stata la risposta a questi allarmismi pressoché giustificati all’alba del 2013.

La città virtuale ha, come ogni altro agglomerato cittadino, una banca, un bar, un ospedale e tutti i servizi necessari. I “cittadini” sarebbero gli esperti di informatica a servizio del Pentagono in corso di addestramento per combattere eventuali battaglie cibernetiche e sconfiggere chi proverà ad entrare nei siti sorvegliati. La città è gestita da una società di sicurezza informatica, composta da hacker molto eperti, che ha base nel New Jersey. Per sviluppare le capacità degli utenti vengono continuamente simulati attacchi di ogni genere: dalla mancanza di rete che controlla la metropolitana all’assenza di luce dei semafori dopo un attacco hacker.

Cyber City non è l’unico progetto in fase di sviluppo nell’ambito di una possibile cyber guerra ma, come è facile comprendere, anche gli “avversari” si stanno attrezzando a dovere e in tempi molto rapidi. In America starebbero lavorando anche al “Plan X”, una mappa completa dei miliardi di computer sparsi in tutto il mondo e collegati alla rete. Molto probabilmente anche altri governi stanno sviluppando risorse analoghe a quelle della Difesa statunitense; infatti l’importanza che i computer e internet hanno raggiunto è ormai notevole ed evidente e chi trascurerà questo aspetto potrebbe divenire facile preda di una guerra molto più reale di quanto ad oggi si può intendere.

Ma la cyber guerra non è da pensare solamente ai livelli di Wall Street o del Pentagono, ma è una pratica diffusa tra le aziende di tutto il mondo. Lo spionaggio industriale avviene ormai sempre più spesso in rete. Con dei semplici strumenti come una chiavetta usb è possibile assorbire tutti i file e i documenti insiti in un pc e allo stesso modo è possibile registrare i caratteri digitati sulla tastiera, siano essi parole o password. Non resta che ridisegnare, come gli americani, i propri sistemi di sicurezza, magari incrementando l’uso di microcamere che possono garantire un controllo completo delle postazioni di lavoro e conseguentemente del modo in cui gli strumenti vengono utilizzati.

La tecnologia a servizio della sorveglianza

Mini dirigibili wireless, missili ultraveloci che attraversano il pianeta in pochi minuti, piccoli elicotteri di video sorveglianza aerea, sistemi audio-video supersofisticati. Sono queste le più moderne tecnologie a servizio dei servizi segreti. Per spiare si usano particolari telefoni cellulari, computer sorvegliati a distanza e oggetti di uso quotidiano sapientemente modificati.

Fonte senza limiti per i servizi segreti è senza dubbio internet ed in particolare i social network. Una sorta di auto sorveglianza attraverso i post che assieme agli indirizzi IP permettono di localizzare esattamente una persona. D’altronde oggi non è solo il pc l’oggetto domestico che può collegarsi ad internet, a lui si aggiunge una vasta gamma di dispositivi dal televisiore al navigatore GPS dell’auto.

Secondo Oleg Glazunov, esperto dell’Associazione dei politologi militari, l’oggetto più consono per tenere sotto controllo una persona è il telefono cellulare. Infatti l’apparecchio può essere facilmente modificato e permettere così non solo di ascoltare le conversazioni in entrata ed in uscita, ma anche di leggere gli sms. Attraverso un valido sistema GPS è facile conoscere in qualsiasi momento dove si trova il cellulare e di conseguenza il suo proprietario. Inoltre, anche se non si è in possesso di un cellulare, ma vicino c’e’ un telefono apparentemente inutilizzato, è possibile essere comunque ascoltati.

Tutti questi evoluti strumenti stanno mettendo a dura prova anche il lavoro delle spie stesse. Infatti, spesso gli strumenti non hanno bisogno dell’uso da parte di esperti, ma lavorano in maniera molto semplice e sono quindi fruibili da chiunque.
Ad esempio qualche anno fa in televisione abbiamo osservato l’utilizzo di droni durante le operazioni militari in Medio Oriente. Si tratta di “robot”, arruolati ormai stabilmente dalle forze armate di molti Paesi. Questi sono in grado addirittura di volare e svolgere missioni di sorveglianza nelle no-fly-zone per intercettare velivoli non autorizzati, sul mare per cercare i passeggeri di una barca in difficoltà o tra le montagne più inaccessibili alla ricerca di dispersi. Alcuni sono telecomandati a km di distanza, altri possono essere programmati e quindi lavorare in completa autonomia per ore ed ore. Ovviamente gli stessi possono fungere anche da bombardieri o kamikaze.
L’esercito americano ha recentemente confermato di aver utilizzato in Afghanistan un particolare drone volante che, equipaggiato con un carico di esplosivo, può essere programmato per lanciarsi contro un obiettivo ed esplodere.

Leggere nella mente? Si può!

novembre 21, 2012 Biotecnologia Nessun Commento

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che la nostra riservatezza potrebbe essere messa a rischio dallo sviluppo di dispositivi per la lettura del pensiero.“On the Feasibility of Side-Channel Attacks with Brain-Computer Interfaces” è il titolo della ricerca condotta da un gruppo di ricercatori delle università di Ginevra, Berkeley e Oxford che ha come scopo l’impiego di un nuovo tipo di interfaccia basata sul principio dell’elettroencefalografia (EEG).

In realtà alcuni controller sono già presenti sul mercato a prezzi contenuti (dai 200 ai 300 dollari) e permettono d’interagire con i programmi del pc, videogame e altri dispositivi usando solamente la mente. Esempi possono essere il P300 Emotiv di Epoc, il MindWave di Neurosky o il nuovissimo Muse. Queste tecnologie utilizzano gli elettrodi per leggere l’insorgenza delle onde P300, cioè onde ERP (potenziale evento-correlato), che il nostro cervello emette dinanzi a particolari stimoli. Questi dispositivi sono arricchiti da programmi scaricabili e, come avviene per le normali app, gli sviluppatori, in cambio del loro servizio, aprono una finestra sulle attività degli utenti, in questo caso direttamente sul cervello di chi impiega questi dispositivi.

Dunque questi apparecchi possono essere usati per un vero e proprio hacking del cervello di chi le impiega. Per assurdo potrebbe divenire relativamente facile “leggere la mente” degli utenti attraverso questo sistema che misura le reazioni dei soggetti agli stimoli prodotti dallo stesso programma.

Dagli studi effettuati su Epoc emergono dati inquietanti; già ora che la tecnologia è in fase sperimentale, gli scienziati sono riusciti a captare indicazioni utili a ricostruire dettagli come il mese di nascita, la zona d’abitazione, la conoscenza di altre persone, password e nome delle banche di riferimento. Tutte informazioni che potrebbero incrementare anche la sfera dell’illecito senza che la vittima possa accorgersene.
Di certo ne potranno trarre vantaggio i giudici e forze dell’ordine che oltre ai potenti strumenti di investigazione, come microspie e localizzatori gps, potranno usare questa specie di “macchina della verità”, magari negli interrogatori.

In un prossimo futuro quando i dispositivi ed i programmi diventeranno molto più accurati, potrebbe essere possibile la lettura a distanza di parecchi dati contenuti nella mente degli utenti. Già un passo avanti è stato compiuto con “Muse” che ha ridotto l’ingombro del casco di Epoc a quello di una fascia che avvolge solo metà del cranio. Muse non è ancora un prodotto maturo, ma i suoi creatori ne hanno comunque mostrato potenzialità interessanti. Il dispositivo è in grado di interagire con iPhone, iPad, applicazioni Android e computer con sistema operativo Linux, il tutto ovviamente lasciando che la macchina legga l’attività elettrica del cervello attraverso un’elettroencefalografia (EEG) e ne traduca i segnali in comandi ai dispositivi elettronici attraverso segnali wireless.


In teoria queste scoperte potrebbero rappresentare valide soluzioni anche se non sono da sottovalutare i rischi per la salute: si tratta sempre di mantenere per ore un apparato ricetrasmittente a pochi millimetri dal cervello.

Il telefono ideale per le spie? Il Blackberry

novembre 16, 2012 Sorveglianza Nessun Commento

La Federal Information Processing Standard ha dichiarato che «Il sistema della società canadese è il più sicuro e il più adatto ad essere usato per lo scambio e la condivisione di materiale riservato tra agenti americani». Non c’è storia, almeno in questo campo, per il prodotto di Cupertino.

Grande successo dunque per Rim (Research In Motion), la società di telecomunicazioni canadese che ha da poco sviluppato la piattaforma BlackBerry 10. Con questo valido sistema, ad esempio, all’interno della memory card sopra i dati cancellati ne vengono scritti dei nuovi in modo da eliminarli del tutto.

La nuova piattaforma di Rim arriverà nei primi mesi del 2013. Android, IOS e Windows Phone non sono risultate all’altezza di ricevere l’ok per il protocollo FIPS 140-2, che garantisce che i dati memorizzati sui dispositivi siano adeguatamente protetti e criptati. Cioè ciò che garantiscono i dispositivi criptati veri e propri. Il protocollo, conferito dal National Institute of Standards and Technology, è obbligatorio per i dispositivi mobili utilizzati per veicolare informazioni riservate e sensibili. Secondo il sistema in vigore nel Regno Unito e negli Stati Uniti, BlackBerry 10 può essere utilizzato per inviare e ricevere i documenti classificati come livello “limitato” e successivi. Non è idoneo per le informazioni catalogate con canoni di segretezza, di nessun livello. Il governo britannico deve ancora ratificare a BlackBerry 10 la certificazione di sicurezza, ma il precedente sistema operativo Blackberry 7 ha già ricevuto l’approvazione.

D’altronde trasformare il Blackberry in una vera e propria spia non è difficile. Basterebbe installare un software fornito da aziende leader nel settore dello spionaggio e della sorveglianza come Endoacustica Europe. Installando questo programma, lo smartphone sarebbe in grado di ascoltare telefonare e leggere i messaggi in entrata e in uscita dal cellulare che si vuole porre sotto controllo. E c’è di più. Con il software spia Endoacustica è possibile anche ascoltare ciò che avviene attorno al telefono “controllato”. Un vero e proprio sistema di sorveglianza per professionisti e appassionati.

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La risposta alle intercettazioni: lo Stealth Phone

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Sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali si leggono notizie di intercettazioni telefoniche di conversazioni riguardanti politici, grandi imprenditori, funzionari pubblici e persone “importanti” in generale. In realtà oggi chiunque conosca anche solo di sfuggita una persona che occupa posizioni di rilievo o che abbia avuto dei guai con la legge rischia che le sue conversazioni vengano intercettate. L’unica soluzione è l’utilizzo di un cellulare criptato. Attraverso i diversi …

Grande tecnologia in piccole dimensioni

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Un piccolo cubo di 5cm per lato potrà presto rubare la scena ai tablet e agli occhiali smart. CuBox Pro, il nome del cubetto sfornato qualche settimana fa dalla Solid Run in versione aggiornata rispetto al primo modello del 2011. Al suo interno tutte le caratteristiche di un pc di ben altre dimensioni: un chip Arm dual core da 800 Mhz, due giga di Ram e memoria espandibile fino a …

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pistola vortex

Prendendo spunto dalle pistole giocattolo per bambini in grado di lanciare anelli di fumo, Battelle, azienda statunitense di Columbus, Ohio, per realizzare una vera e propria arma in grado di lanciare anelli di diverse sostanze gassose o di cariche elettriche. Secondo i ricercatori, questa pistola sarebbe in grado di lanciare questi anelli ad una distanza di quasi 46 metri e ad una velocità di circa 145 chilometri orari. Gli anelli …

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 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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 LOCALIZZATORI GPS
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Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.