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Come costruire una microspia

ottobre 23, 2010 Tecnologia Nessun Commento

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Per chi vuole cimentarsi nella sorveglianza audio e, pur non avendo le necessarie risorse per acquistare un set completo di microspie e microfoni nascosti per ascolto segreto, è fornito di una buona dose di pazienza oltre ad una certa conoscenza di base dell’elettronica, al giorno d’oggi su Internet è ormai facile trovare le istruzioni per costruire delle apparecchiature che possono svolgere lo stesso lavoro.

Ad esempio, su uno dei tanti siti specializzati, è possibile reperire le istruzioni dettagliate per fabbricare una microspia artigianale, con materiali semplicissimi che si possono facilmente ottenere riciclando una vecchia radio.

Ovviamente il risultato che si otterrà non potrà certo essere utilizzato da un professionista della sorveglianza per prestazioni ad altissimo livello, ma potrà essere più che sufficiente, ad esempio, per poter ascoltare i vostri vicini o i vostri figli mentre giocano nella loro stanza.

Il risultato delle intercettazioni può essere facilmente captato con una normale radio FM, per cui magari, se avete intenzione di giocare uno scherzo ai vostri vicini di casa, fate attenzione che non abbiano la radio accesa, altrimenti potrebbero ascoltarsi in diretta!

Le istruzioni dettagliate per costruire questo, che come ripetiamo deve essere considerato niente più che un semplice giocattolo, sono piuttosto semplici per chi ha delle nozioni di base di elettronica, e nel giro di poche ore di lavoro, anche voi potrete costruire la vostra prima microspia per giocare agli agenti segreti!

Ovviamente però, se si ha intenzione di usare un sistema di monitoraggio audio, composto non solo da microspie ambientali e telefoniche, ma anche da trasmettitori radio adatti ad un utilizzo professionale, ad esempio per risolvere un caso di infedeltà coniugale, occorre rivolgersi ad esperti del settore, che possano consigliarvi per il meglio, in base alle vostre esigenze nel campo della sorveglianza e, perché no, anche al vostro budget.

Le microspie sono in salvo, per ora

agosto 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi abbia seguito la vita politica in Italia ultimamente avrà notato come dalle cronache sia pressoché sparito il dibattito sul disegno di legge meglio noto come “legge bavaglio” che metteva un freno alle intercettazioni telefoniche, sollevando però allo stesso tempo seri dubbi sulla sua legittimità e sul vero motivo per cui tale legge avrebbe dovuto essere approvata.

Le difficoltà interne al centrodestra, e la scissione di un partito apparentemente monolitico ed incentrato sulla figura di Berlusconi come capo assoluto, hanno fatto passare in secondo piano la discussione di questa legge. A dire la verità, il disegno di legge sulle intercettazioni è stato una delle cause scatenanti di questa crisi, portando alla scissione tra i fedelissimi del Capo assoluto, e coloro che, nella coalizione di centrodestra, sono attenti alle esigenze di legalità ed onestà non solo del loro elettorato, ma anche di chi vota in altre direzioni.

Gli esponenti dell’ala scissionista avevano infatti già sollevato svariate eccezioni e proposto emendamenti sulla legge bavaglio, tanto da stravolgerne il senso iniziale, portandolo in una direzione che evidentemente, non faceva gli interessi del Presidente del Consiglio e di altri che ne avrebbero beneficiato.

Pertanto, a causa di questa spaccatura, il governo Berlusconi si trova ora a dover trattare non più (o non solo) per far passare il disegno di legge che regola l’uso delle microspie ambientali e telefoniche, ma anche per raggiungere una maggioranza stabile per continuare a governare.

Dal canto nostro, continueremo a dichiarare, per quanto possa contare, il nostro no ad una legge che non cura realmente le esigenze di privacy dei comuni onesti cittadini (che comunque non hanno nulla da temere proprio in quanto onesti), ma svolge gli interessi di chi non vuole che i propri sporchi affari vengano alla luce.

Microspie ambientali, non è detta l’ultima parola

luglio 5, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Microspia

Coloro che seguono le vicende politiche italiane saranno certamente a conoscenza della profonda spaccatura che il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche ha causato non soltanto tra maggioranza ed opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo italiana.

Non soltanto l’opposizione di centrosinistra, ma anche una larga parte della maggioranza di centrodestra, è contraria ad alcune parti del disegno di legge berlusconiano, che mira a mettere il bavaglio alla stampa in merito alle indagini, e che finisce di fatto per rendere molto più difficile la vita per le forze dell’ordine impegnate in indagini ed investigazioni per le quali vengano utilizzate delle microspie ambientali o telefoniche.

Il fatto che nelle pieghe del disegno di legge si nascondessero delle limitazioni che avrebbero ridotto assai la possibilità di piazzare microspie per intercettare conversazioni, rendendone possibile l’utilizzo soltanto in presenza di gravi indizi di reato, e che le eventuali intercettazioni avrebbero dovuto essere utilizzate soltanto per perseguire il reato in questione, e non eventuali altri crimini di cui si potesse venire a conoscenza durante il periodo di ascolto clandestino, ha fatto storcere il naso a molti.

Ora l’aria che tira è quella di una resa dei conti all’interno del centrodestra, tra un’ala fedele a Berlusconi in tutto e per tutto, e coloro che, attenti al bisogno di legalità e sicurezza espresso dal loro elettorato (ma anche dagli elettori di sinistra) si troverebbero poi in seria difficoltà a dover spiegare agli elettori stessi il motivo per cui una legge del genere, che non combatte il crimine ma finisce per favorirlo, dovesse essere approvata anche con i loro voti.

Noi operatori del settore restiamo in attesa, nella speranza che gli interessi di pochi non prevalgano sulla sicurezza di tutti gli altri.

Intercettazioni in aumento negli USA. E in Italia?

giugno 10, 2010 Tecnologia 1 Commento

Eavesdrop

Negli Stati Uniti, l’opinione pubblica è estremamente sensibile quando si tratta di reati finanziari, specialmente nel settore dell’alta finanza che muove cifre enormi di denaro, spesso composte dai risparmi di una vita di persone normali, e che per colpa di operazioni spregiudicate dei cosiddetti “maghi” potrebbero veder svanire tali risparmi in un attimo.

Per combattere tali reati, uno dei metodi sicuramente più efficaci è quello di ricorrere allo strumento delle intercettazioni telefoniche, che possono rivelarsi utilissime per la lotta all’evasione fiscale o alle truffe e non soltanto.

Infatti, se grazie all’utilizzo di microspie ambientali e telefoniche, la giustizia americana è riuscita a scoprire frodi del calibro di quella perpetrata dallo spregiudicato finanziere Bernie Madoff, che ha trafugato qualcosa come 15 miliardi di dollari, il ricorso alle intercettazioni, sia per le telefonate che per le conversazioni ambientali che si svolgano all’interno di una stanza o di una sala riunioni, può aiutare anche nella lotta al terrorismo, spesso legato a doppio filo agli ambienti dell’alta finanza.

Nel territorio degli USA, nel corso dell’anno 2009, le intercettazioni ambientali e telefoniche sono cresciute del 26% rispetto all’anno precedente. Evidentemente, la giustizia americana confida nei propri tecnici specializzati in questo aspetto della lotta al crimine, negli analisti che devono lavorare sulle tracce audio raccolte, e negli investigatori che devono inserire il tutto in un contesto utile a sventare il crimine e sgominare cellule terroristiche o bande di truffatori a qualsiasi livello.

Escludendo le indagini per crimini legati al terrorismo e alla sicurezza nazionale, i cui dati non sono resi pubblici, nello scorso anno per oltre 280mila persone, negli USA, è stata autorizzata l’installazione di microspie e microfoni nascosti.

In Italia, invece, nascondendosi dietro il pretesto che “la gente ha paura che le proprie conversazioni private siano ascoltate”, o che “i processi avvengono sui media prima che nelle aule di tribunale” si sta facendo di tutto per promulgare una legge che, limitando il ricorso allo strumento dell’intercettazione telefonica ed ambientale, e riducendone i limiti temporali, renderebbe di fatto la vita molto più facile per criminali, truffatori, pedofili o mafiosi, legando le mani agli investigatori, o quantomeno, complicandone assai il lavoro.

Secondo questo disegno di legge, le intercettazioni telefoniche saranno possibili solo per reati punibili con oltre 5 anni di carcere, e per una durata massima di 75 giorni, prorogabili di 3 giorni alla volta con provvedimento del Giudice. Per i reati di mafia, soltanto 40 giorni più 20 di proroga. Quelle ambientali, invece, potranno essere compiute tramite microspie che potranno essere usate soltanto per 3 giorni (più altri tre di proroga).

Inoltre, non sarà possibile pubblicare il testo delle intercettazioni sui giornali, pena il carcere per i giornalisti o multe salatissime per gli editori.

Tutto questo va nella direzione esattamente opposta alla tendenza mondiale (evidenziata dalle statistiche americane di cui sopra) che è quella di avvalersi del tanto temuto onnipotente ed onnipresente “Grande Fratello” che ascolta ogni nostro respiro, ma di usarne le potenzialità, grazie agli strumenti tecnologici, per la difesa del bene comune e per la prevenzione di reati non solo finanziari, ma anche legati al terrorismo, al traffico di droga e alla criminalità organizzata.

Tempo fa, con una mossa senza precedenti, anche dal governo USA sono arrivate velate critiche a questa legge. La speranza, non soltanto degli operatori del settore della sorveglianza o delle forze di polizia, ma anche degli onesti cittadini che pagano le tasse, è che il Governo italiano faccia un passo indietro.

Nel 21esimo secolo, le microspie sono senza fili

marzo 18, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Lives

Da bravo appassionato di cinema, il vostro blogger qualche giorno fa stava guardando Le Vite Degli Altri, un film tedesco che racconta la storia di un agente della Stasi nella Repubblica Democratica Tedesca degli anni 80.
Arrivato alla scena in cui il protagonista del film scopre che la sua casa era infestata da microspie, e che era stato segretamente ascoltato per anni, non ho potuto fare a meno di sorridere.

In questa scena, il personaggio scopre le centinaia di metri di cavi che erano stati piazzati all’interno dei muri della sua casa, e che collegavano una serie di trasmettitori audio nascosti, i quali consentivano l’ascolto segreto ad un operatore nascosto in una stanza nel palazzo di fronte.

Sorridevo in maniera quasi nostalgica, pensando ai risultati che la Stasi è stata in grado di ottenere con I mezzi quasi primitivi a sua disposizione, specialmente se confrontiamo quelle cimici con le moderne microspie ambientali.

Prima di tutto, i trasmettitori nascosti di tipo moderno non hanno bisogno di cavi per funzionare e per trasmettere, poiché possono essere alimentati a batteria, o ricevere energia direttamente dai cavi della linea telefonica. In questo modo, la durata dell’operazione di sorveglianza può essere pressoché illimitata.

Ma la caratteristica più importante è la possibilità di trasmettere le informazioni raccolte non via radio a pochi metri di distanza, ma ovunque, anche dall’altra parte del mondo, grazie ad una semplice telefonata. Infatti, una microspia GSM può alloggiare una scheda SIM proprio come quella dei nostri cellulari, ed usarla per effettuare una chiamata in segreto, verso un numero preimpostato.

Chi riceve la chiamata deve soltanto alzare il ricevitore, ovunque si trovi e qualsiasi cosa stia facendo, per ascoltare comodamente, senza lunghi e noiosi appostamenti passati ad aspettare un suono od una voce.

Mica male come miglioramento, eh?

Microspie GSM

novembre 30, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Triband

Le apparecchiature di ascolto a distanza hanno raggiunto un livello di miniaturizzazione, versatilità e di affidabilità tali da consentire a chi le utilizza di trovare il modello adatto alle proprie esigenze, siano forze dell’ordine alla ricerca di pericolosi criminali, mariti preoccupati della fedeltà delle proprie mogli o dirigenti d’azienda che intendano vigilare sui propri dipendenti.

Per essere sempre in grado di tenere sotto controllo il soggetto da sorvegliare, qualsiasi sia la distanza tra lui e il suo controllore, il mezzo migliore è sicuramente una microspia GSM, ossia un microfono nascosto, alimentato a batteria o a corrente elettrica (sia continua che alternata), collegato ad una scheda SIM come quella del nostro comune telefono cellulare.

Grazie a questo ingegnoso sistema, è possibile seguire il proprio soggetto ovunque egli vada, senza rischiare di compromettere l’operazione di sorveglianza dando troppo nell’occhio, in quanto sarà possibile restare in contatto attraverso una semplice telefonata verso il numero collegato alla microspia stessa.

Inoltre, per essere sicuri dell’efficienza dell’operazione, la maggior parte delle microspie GSM sono dotate di un sensore automatico di attivazione, che consente di rilevare un movimento, una voce o, se installate all’interno di un’autoveicolo, l’accensione dell’auto. Una volta rilevato un evento, sarà la microspia stessa a chiamare automaticamente verso un numero predefinito per avvertirvi che la persona controllata si sta muovendo o altro.

Le microspie GSM sono controllabili e configurabili a distanza; infatti, tramite l’invio di un semplice SMS, potrete impostare il numero che controlla la microspia, nonché i parametri di sensibilità del sensore di attivazione vocale, o anche resettare l’apparecchiatura, allo scopo di ottimizzare al massimo la vostra operazione di sorveglianza e dormire sonni tranquilli!

Per maggiori informazioni su microspie ambientali e GSM, e per una serie di apparecchiature per la sorveglianza e per la vostra sicurezza, potete visitare il sito di Endoacustica.

Come alimentare il vostro cellulare con il movimento della vostra auto

novembre 23, 2009 Tecnologia Nessun Commento

A380

Tempo fa abbiamo visto, su questo blog, come sia possibile, piazzando dei particolari pannelli in corrispondenza delle uscite autostradali, raccogliere ed immagazzinare l’energia cinetica delle auto.
Il prossimo passo sarà quello di raccogliere l’energia cinetica direttamente dagli stessi veicoli in movimento, ed usare l’energia immagazzinata per alimentare dei piccoli apparecchi elettronici all’interno dei veicoli stessi.

Tale operazione di raccolta energia cinetica sarà possibile tramite l’applicazione di cristalli piezoelettrici, studiati dal City College di New York. I cristalli, delle dimensioni di circa 1.2×2.5 cm, possono essere montati sul tetto di un veicolo in movimento, da un’automobile fino ad un aereo, e le loro vibrazioni generano un flusso d’aria che verrebbe raccolto in maniera da produrre un voltaggio.

Al momento, i ricercatori stanno lavorando sull’ottimizzazione di questo sistema a seconda del veicolo su cui esso viene montato: come si può immaginare, le turbolenze e vibrazioni a cui sono esposti sono enormemente diverse a seconda che tale sistema sia montato su un’automobile, su un camion o su un aereo.

Ovviamente l’energia generata non è certo sufficiente a fornire la spinta necessaria per far correre un’automobile o far volare un aereo, ma potrebbe essere utilizzata per far funzionare dei piccoli apparecchi elettronici all’interno del veicolo stesso. Ad esempio, se montata su un aeromobile, potrebbe essere utilizzata per fornire elettricità a computer portatili, telefoni cellulari o lettori MP3 dei passeggeri.

All’interno di un’automobile in movimento, invece, l’utilizzo di un tale sistema potrebbe fornire energia per alimentare il vostro cellulare; nel campo della sorveglianza, invece, si potrebbe fornire energia ad apparecchiature di ascolto nascosto quali ad esempio microspie GSM. In quel caso, resta da vedere come sarà possibile installare tali sensori… chi vivrà vedrà!

10 centimetri, 16 grammi ed un velocissimo robot di cartone a 6 gambe

ottobre 17, 2009 Tecnologia Nessun Commento

DASH

Nonostante le sue dimensioni ridotte (circa 10 centimetri di lunghezza), questo piccolo robot è in grado di fornire prestazioni quasi da fantascienza, come ad esempio correre a un metro e mezzo al secondo (vale a dire circa 15 volte la lunghezza del proprio corpo!).

Inoltre, poiché l’involucro che lo racchiude è composto interamente di cartone laminato, al cui interno è contenuto un sottile strato di materiale polimerico, il suo peso non supera i 16 grammi. Grazie alla sua estrema leggerezza, il DASH (Dynamic Autonomous Sprawled Hexapod) è in grado di resistere ad una caduta dall’altezza di un palazzo di 8 piani.

La preparazione e stampa del cartone, ed il processo di montaggio, possono avvenire in un tempo inferiore ai 30 minuti. Il movimento avviene grazie a 6 gambe, che si muovono come farebbero quelle di un insetto o di uno scarafaggio per raggiungere velocità altissime in confronto alle proprie dimensioni.

Al momento attuale, il DASH, progettato dalla University of Berkeley si trova ancora nella fase sperimentale, e si sta studiando la possibilità di dotarlo di apparecchiature in miniatura quali ad esempio una microspia, una telecamera in miniatura, una serie di sensori ed anche un modulo dotato di una scheda SIM, per poterlo utilizzare, ad esempio, come ottimo alleato nelle operazioni di sorveglianza e raccolta di informazioni a distanza.

Tutto questo potrebbe essere alimentato tramite una piccolissima batteria nucleare, che ne consentirebbe l’utilizzo per operazioni di sorveglianza a lungo termine.

DASH Video

Sensori più piccoli di una moneta, per sicurezza a basso costo

ottobre 15, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Coins

Proteggere un palazzo o una proprietà con ringhiere, filo spinato e telecamere può essere assai caro, ma una recente invenzione della Tel Aviv University potrebbe rivoluzionare la sorveglianza perimetrale ed ambientale.
I sensori Smart Dew, più piccoli di una moneta, possono essere piazzati tutto intorno il perimetro da sorvegliare in maniera praticamente invisibile, ed ognuno di loro ha un raggio d’azione di circa 50 metri, che garantisce sicurezza totale.

Ognuno di questi sensori è munito di un trasmettitore radio in miniatura, ed è possibile collegarli tra loro all’interno di una rete wireless, tarandone la sensibilità in modo da poter riconoscere i diversi tipi di intrusioni (ad esempio una persona, un’automobile o un animale), nonché i cambiamenti di temperatura, le emissioni di ossido di carbonio, o variazioni nelle vibrazioni o nella luce.

Possono essere dotati di sensibilissimi microfoni in miniatura, in modo da poter captare il suono prodotto da un intruso, o di sensori magnetici che possono rilevare il metallo di un’automobile all’interno del loro raggio d’azione. Ognuno dei sensori comunica con una stazione radio base che raccoglie ed analizza i dati.

Grazie alle loro dimensioni ridotte che le rendono praticamente invisibili, e alla possibilità di usare centinaia di sensori per coprire la zona da monitorare, rilevarli tutti sarebbe impresa impossibile anche per la spia più esperta.

Inoltre, al costo di appena 25 centesimi per ogni sensore, nonché a causa del bassissimo costo operativo connesso con l’utilizzo del segnale radio a bassa frequenza, questo sistema è una ottima alternativa alle microspie tradizionali, adatto per essere utilizzato in grandi proprietà, aree aeroportuali o addirittura nelle aree di confine dove la sorveglianza continua sarebbe impraticabile.

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jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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