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Cimici spia: chi deve averne paura?

marzo 8, 2011 In rilievo Nessun Commento
0803 Cimice

Nelle ultime settimane, il costante martellamento televisivo da parte delle reti di proprietà del Presidente del Consiglio cerca di far subdolamente passare il messaggio secondo il quale siamo tutti intercettati, ed un misterioso Grande Fratello non fa altro che ascoltare le nostre conversazioni alla ricerca dei nostri più inconfessabili segreti.

Ovviamente la verità sulle intercettazioni è ben lontana dalla propaganda berlusconiana. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali non sono un mezzo per tenere al sicuro il comune cittadino: chi non compie alcun atto illecito, infatti, sa di non aver nulla da temere a prescindere.
Al contrario, l’utilizzo delle cimici spia è sicuramente il mezzo più efficiente per la lotta al crimine organizzato, in quanto permette di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo e, soprattutto, con il minimo rischio.

Infatti, provate a pensare per un attimo a quanto diventerebbe rischiosa la vita di un investigatore o di un poliziotto se, per le sue indagini, non potesse avvalersi delle microspie. Per tentare di ascoltare frammenti delle conversazioni di un sospetto criminale, o per seguirne gli spostamenti, dovrebbe pedinare il sospetto. Questo vorrebbe dire rischiare di metterlo in guardia e vanificare l’operazione di sorveglianza, o peggio ancora di mettere in pericolo la propria incolumità.

Impiegare uno o più poliziotti invece di una microspia vuol dire distrarre risorse umane dal compito di analizzare le eventuali intercettazioni, e soprattutto, di farlo ad un costo infinitamente superiore. Aggiungiamo poi che una microspia ambientale nascosta ad esempio all’interno di una macchina è in grado di raccogliere informazioni ed intercettare conversazioni che nessun agente sarebbe mai in grado di ascoltare; oltretutto, usando una microspia ad attivazione automatica o un cellulare spia, che si attivano soltanto in presenza di suoni o al momento dell’accensione dell’auto, si evitano inutili appostamenti di ore ed ore per cogliere soltanto frammenti di conversazioni.

Lo strumento investigativo delle microspie o dei microfoni nascosti ha permesso di risolvere centinaia di casi, dalle frodi agli omicidi, spesso permettendo di trovare collegamenti tra atti criminosi altrimenti impensabili.

Limitarne l’uso con la scusa della difesa della privacy del comune cittadino, non serve certo a difendere il cittadino stesso, se esso ha la coscienza pulita.
Al contrario, i benefici sarebbero tutti di chi potrebbe liberamente continuare a commettere danni illeciti a danno della collettività; inoltre, vietare la pubblicazione delle intercettazioni terrebbe il pubblico all’oscuro di tutto.

Insomma, come molte leggi studiate dall’attuale Governo, non sembra proprio una legge fatta nell’interesse dei cittadini.

Microspie digitali, per intercettazioni chiarissime e criptate

febbraio 21, 2011 Sorveglianza Nessun Commento
2102 Micro

L’era descritta nei film di spionaggio degli anni ‘60 e ‘70 è trascorsa ormai da tempo immemore, e se da un lato ci fa piacere vedere vecchie scene in cui un agente segreto si apposta in uno scantinato buio armato di cuffia ed apparecchio radio per ascoltare la sua vittima tramite microspie, dall’altro lato sappiamo benissimo che, al giorno d’oggi, tali soluzioni sarebbero decisamente obsolete.

Infatti, le moderne operazioni di sorveglianza non richiedono appostamenti continui ed ore passate a cercare di interpretare conversazioni sottovoce coperte da rumori di fondo, ma grazie alle moderne microspie digitali, chi ascolta tali conversazioni è ora in grado di ottenere il massimo dall’operazione di ascolto nascosto.

Infatti, oltre a funzionare con tecnologia digitale che garantisce una assoluta purezza dei suoni captati, e ad essere dotate di filtri antirumore che permettono, ad esempio, di ascoltare nitidamente le voci umane anche in un ambiente rumoroso, escludendo tutti gli altri suoni e rumori, i modelli più avanzati di queste moderne attrezzature di ascolto segreto sono dotati di codifica digitale ad inversione di spettro, che permette di trasmettere i risultati delle proprie intercettazioni ambientali, senza timore che essi possano essere a loro volta intercettati.

Il segnale captato viene infatti “spezzettato” in una serie di pacchetti di dati, che vengono trasmessi ad alta velocità sotto forma di impulsi. Tali impulsi vengono quindi captati dal ricevitore appostato a distanza di sicurezza, il quale provvede a ricomporre il segnale, e rendere le conversazioni comprensibili per l’ascoltatore. Un eventuale apparecchio di intercettazione non sarebbe pertanto in grado di ricomporre i pacchetti ed ascoltare il contenuto delle conversazioni.

Endoacustica distribuisce tutte le ultime novità nel campo della sorveglianza audio a distanza, e saremo lieti di assistervi per trovare il modello di microspia digitale dalle caratteristiche più adatte alle vostre esigenze.

Per scegliere le vostre microspie digitali

Come costruire una microspia

ottobre 23, 2010 Tecnologia Nessun Commento

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Per chi vuole cimentarsi nella sorveglianza audio e, pur non avendo le necessarie risorse per acquistare un set completo di microspie e microfoni nascosti per ascolto segreto, è fornito di una buona dose di pazienza oltre ad una certa conoscenza di base dell’elettronica, al giorno d’oggi su Internet è ormai facile trovare le istruzioni per costruire delle apparecchiature che possono svolgere lo stesso lavoro.

Ad esempio, su uno dei tanti siti specializzati, è possibile reperire le istruzioni dettagliate per fabbricare una microspia artigianale, con materiali semplicissimi che si possono facilmente ottenere riciclando una vecchia radio.

Ovviamente il risultato che si otterrà non potrà certo essere utilizzato da un professionista della sorveglianza per prestazioni ad altissimo livello, ma potrà essere più che sufficiente, ad esempio, per poter ascoltare i vostri vicini o i vostri figli mentre giocano nella loro stanza.

Il risultato delle intercettazioni può essere facilmente captato con una normale radio FM, per cui magari, se avete intenzione di giocare uno scherzo ai vostri vicini di casa, fate attenzione che non abbiano la radio accesa, altrimenti potrebbero ascoltarsi in diretta!

Le istruzioni dettagliate per costruire questo, che come ripetiamo deve essere considerato niente più che un semplice giocattolo, sono piuttosto semplici per chi ha delle nozioni di base di elettronica, e nel giro di poche ore di lavoro, anche voi potrete costruire la vostra prima microspia per giocare agli agenti segreti!

Ovviamente però, se si ha intenzione di usare un sistema di monitoraggio audio, composto non solo da microspie ambientali e telefoniche, ma anche da trasmettitori radio adatti ad un utilizzo professionale, ad esempio per risolvere un caso di infedeltà coniugale, occorre rivolgersi ad esperti del settore, che possano consigliarvi per il meglio, in base alle vostre esigenze nel campo della sorveglianza e, perché no, anche al vostro budget.

Le microspie sono in salvo, per ora

agosto 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi abbia seguito la vita politica in Italia ultimamente avrà notato come dalle cronache sia pressoché sparito il dibattito sul disegno di legge meglio noto come “legge bavaglio” che metteva un freno alle intercettazioni telefoniche, sollevando però allo stesso tempo seri dubbi sulla sua legittimità e sul vero motivo per cui tale legge avrebbe dovuto essere approvata.

Le difficoltà interne al centrodestra, e la scissione di un partito apparentemente monolitico ed incentrato sulla figura di Berlusconi come capo assoluto, hanno fatto passare in secondo piano la discussione di questa legge. A dire la verità, il disegno di legge sulle intercettazioni è stato una delle cause scatenanti di questa crisi, portando alla scissione tra i fedelissimi del Capo assoluto, e coloro che, nella coalizione di centrodestra, sono attenti alle esigenze di legalità ed onestà non solo del loro elettorato, ma anche di chi vota in altre direzioni.

Gli esponenti dell’ala scissionista avevano infatti già sollevato svariate eccezioni e proposto emendamenti sulla legge bavaglio, tanto da stravolgerne il senso iniziale, portandolo in una direzione che evidentemente, non faceva gli interessi del Presidente del Consiglio e di altri che ne avrebbero beneficiato.

Pertanto, a causa di questa spaccatura, il governo Berlusconi si trova ora a dover trattare non più (o non solo) per far passare il disegno di legge che regola l’uso delle microspie ambientali e telefoniche, ma anche per raggiungere una maggioranza stabile per continuare a governare.

Dal canto nostro, continueremo a dichiarare, per quanto possa contare, il nostro no ad una legge che non cura realmente le esigenze di privacy dei comuni onesti cittadini (che comunque non hanno nulla da temere proprio in quanto onesti), ma svolge gli interessi di chi non vuole che i propri sporchi affari vengano alla luce.

Microspie ambientali, non è detta l’ultima parola

luglio 5, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Microspia

Coloro che seguono le vicende politiche italiane saranno certamente a conoscenza della profonda spaccatura che il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche ha causato non soltanto tra maggioranza ed opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo italiana.

Non soltanto l’opposizione di centrosinistra, ma anche una larga parte della maggioranza di centrodestra, è contraria ad alcune parti del disegno di legge berlusconiano, che mira a mettere il bavaglio alla stampa in merito alle indagini, e che finisce di fatto per rendere molto più difficile la vita per le forze dell’ordine impegnate in indagini ed investigazioni per le quali vengano utilizzate delle microspie ambientali o telefoniche.

Il fatto che nelle pieghe del disegno di legge si nascondessero delle limitazioni che avrebbero ridotto assai la possibilità di piazzare microspie per intercettare conversazioni, rendendone possibile l’utilizzo soltanto in presenza di gravi indizi di reato, e che le eventuali intercettazioni avrebbero dovuto essere utilizzate soltanto per perseguire il reato in questione, e non eventuali altri crimini di cui si potesse venire a conoscenza durante il periodo di ascolto clandestino, ha fatto storcere il naso a molti.

Ora l’aria che tira è quella di una resa dei conti all’interno del centrodestra, tra un’ala fedele a Berlusconi in tutto e per tutto, e coloro che, attenti al bisogno di legalità e sicurezza espresso dal loro elettorato (ma anche dagli elettori di sinistra) si troverebbero poi in seria difficoltà a dover spiegare agli elettori stessi il motivo per cui una legge del genere, che non combatte il crimine ma finisce per favorirlo, dovesse essere approvata anche con i loro voti.

Noi operatori del settore restiamo in attesa, nella speranza che gli interessi di pochi non prevalgano sulla sicurezza di tutti gli altri.

Intercettazioni in aumento negli USA. E in Italia?

giugno 10, 2010 Tecnologia 1 Commento

Eavesdrop

Negli Stati Uniti, l’opinione pubblica è estremamente sensibile quando si tratta di reati finanziari, specialmente nel settore dell’alta finanza che muove cifre enormi di denaro, spesso composte dai risparmi di una vita di persone normali, e che per colpa di operazioni spregiudicate dei cosiddetti “maghi” potrebbero veder svanire tali risparmi in un attimo.

Per combattere tali reati, uno dei metodi sicuramente più efficaci è quello di ricorrere allo strumento delle intercettazioni telefoniche, che possono rivelarsi utilissime per la lotta all’evasione fiscale o alle truffe e non soltanto.

Infatti, se grazie all’utilizzo di microspie ambientali e telefoniche, la giustizia americana è riuscita a scoprire frodi del calibro di quella perpetrata dallo spregiudicato finanziere Bernie Madoff, che ha trafugato qualcosa come 15 miliardi di dollari, il ricorso alle intercettazioni, sia per le telefonate che per le conversazioni ambientali che si svolgano all’interno di una stanza o di una sala riunioni, può aiutare anche nella lotta al terrorismo, spesso legato a doppio filo agli ambienti dell’alta finanza.

Nel territorio degli USA, nel corso dell’anno 2009, le intercettazioni ambientali e telefoniche sono cresciute del 26% rispetto all’anno precedente. Evidentemente, la giustizia americana confida nei propri tecnici specializzati in questo aspetto della lotta al crimine, negli analisti che devono lavorare sulle tracce audio raccolte, e negli investigatori che devono inserire il tutto in un contesto utile a sventare il crimine e sgominare cellule terroristiche o bande di truffatori a qualsiasi livello.

Escludendo le indagini per crimini legati al terrorismo e alla sicurezza nazionale, i cui dati non sono resi pubblici, nello scorso anno per oltre 280mila persone, negli USA, è stata autorizzata l’installazione di microspie e microfoni nascosti.

In Italia, invece, nascondendosi dietro il pretesto che “la gente ha paura che le proprie conversazioni private siano ascoltate”, o che “i processi avvengono sui media prima che nelle aule di tribunale” si sta facendo di tutto per promulgare una legge che, limitando il ricorso allo strumento dell’intercettazione telefonica ed ambientale, e riducendone i limiti temporali, renderebbe di fatto la vita molto più facile per criminali, truffatori, pedofili o mafiosi, legando le mani agli investigatori, o quantomeno, complicandone assai il lavoro.

Secondo questo disegno di legge, le intercettazioni telefoniche saranno possibili solo per reati punibili con oltre 5 anni di carcere, e per una durata massima di 75 giorni, prorogabili di 3 giorni alla volta con provvedimento del Giudice. Per i reati di mafia, soltanto 40 giorni più 20 di proroga. Quelle ambientali, invece, potranno essere compiute tramite microspie che potranno essere usate soltanto per 3 giorni (più altri tre di proroga).

Inoltre, non sarà possibile pubblicare il testo delle intercettazioni sui giornali, pena il carcere per i giornalisti o multe salatissime per gli editori.

Tutto questo va nella direzione esattamente opposta alla tendenza mondiale (evidenziata dalle statistiche americane di cui sopra) che è quella di avvalersi del tanto temuto onnipotente ed onnipresente “Grande Fratello” che ascolta ogni nostro respiro, ma di usarne le potenzialità, grazie agli strumenti tecnologici, per la difesa del bene comune e per la prevenzione di reati non solo finanziari, ma anche legati al terrorismo, al traffico di droga e alla criminalità organizzata.

Tempo fa, con una mossa senza precedenti, anche dal governo USA sono arrivate velate critiche a questa legge. La speranza, non soltanto degli operatori del settore della sorveglianza o delle forze di polizia, ma anche degli onesti cittadini che pagano le tasse, è che il Governo italiano faccia un passo indietro.

Nel 21esimo secolo, le microspie sono senza fili

marzo 18, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Lives

Da bravo appassionato di cinema, il vostro blogger qualche giorno fa stava guardando Le Vite Degli Altri, un film tedesco che racconta la storia di un agente della Stasi nella Repubblica Democratica Tedesca degli anni 80.
Arrivato alla scena in cui il protagonista del film scopre che la sua casa era infestata da microspie, e che era stato segretamente ascoltato per anni, non ho potuto fare a meno di sorridere.

In questa scena, il personaggio scopre le centinaia di metri di cavi che erano stati piazzati all’interno dei muri della sua casa, e che collegavano una serie di trasmettitori audio nascosti, i quali consentivano l’ascolto segreto ad un operatore nascosto in una stanza nel palazzo di fronte.

Sorridevo in maniera quasi nostalgica, pensando ai risultati che la Stasi è stata in grado di ottenere con I mezzi quasi primitivi a sua disposizione, specialmente se confrontiamo quelle cimici con le moderne microspie ambientali.

Prima di tutto, i trasmettitori nascosti di tipo moderno non hanno bisogno di cavi per funzionare e per trasmettere, poiché possono essere alimentati a batteria, o ricevere energia direttamente dai cavi della linea telefonica. In questo modo, la durata dell’operazione di sorveglianza può essere pressoché illimitata.

Ma la caratteristica più importante è la possibilità di trasmettere le informazioni raccolte non via radio a pochi metri di distanza, ma ovunque, anche dall’altra parte del mondo, grazie ad una semplice telefonata. Infatti, una microspia GSM può alloggiare una scheda SIM proprio come quella dei nostri cellulari, ed usarla per effettuare una chiamata in segreto, verso un numero preimpostato.

Chi riceve la chiamata deve soltanto alzare il ricevitore, ovunque si trovi e qualsiasi cosa stia facendo, per ascoltare comodamente, senza lunghi e noiosi appostamenti passati ad aspettare un suono od una voce.

Mica male come miglioramento, eh?

Difesa anti intercettazioni, una esigenza dei nostri tempi

dicembre 3, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Secrets

Sui giornali italiani di questa mattina, è stato dato ampio risalto alla notizia che Carlo De Benedetti, editore della testata La Repubblica, da tempo schierata su posizioni diametralmente opposte rispetto a quelle del presidente del Consiglio Berlusconi, ha scoperto che nella sua auto erano state installate delle microspie nascoste, col chiaro scopo di intercettarne le conversazioni durante i suoi spostamenti.

Questo dimostra che il confronto politico in Italia ormai si fa sempre più sporco, e soprattutto serve da monito a chi voglia mantenere private le proprie conversazioni. Al giorno d’oggi, infatti, la privacy e’ diventata un valore da difendere a qualsiasi costo, specialmente per i potenti o per chi, come De Benedetti, si trova su posizioni opposte rispetto all’attuale potere.

Pertanto, per mantenere la propria privacy sia nel proprio ufficio che durante i propri spostamenti, è sicuramente utile che, tra le precauzioni da prendere, ci sia anche un adeguato sistema di rilevazione microspie, che compie un’accurata bonifica ambientale, semplicemente inviando onde radio nell’ambiente da controllare.

Grazie a tali sistemi di rilevazione, è possibile scoprire microspie nascoste che operino su una vasta gamma di frequenze radio (ad esempio tra 1 MHz e 6 GHz), sia nascoste in una autovettura che in un ufficio, o addirittura affogate nel cemento di un muro.

Inoltre, esistono rilevatori capaci di scoprire la presenza di una microspia GSM che trasmette sulla rete telefonica invece che via radio.

Sicuramente, vista la sua posizione e la sua recente visibilità, De Benedetti sarà dotato di sistemi del genere, ed è forse grazie ad essi che ha scoperto questo tentativo di intercettazione nei suoi confronti, probabilmente ordito da nemici politici. Ma anche chi tra noi deve difendere i propri interessi personali ed economici da pericolose intrusioni esterne, può sicuramente trovare utile munirsi di un adeguato sistema di bonifica ambientale, per dormire sonni tranquilli!

Microspie GSM

novembre 30, 2009 Tecnologia Nessun Commento

Triband

Le apparecchiature di ascolto a distanza hanno raggiunto un livello di miniaturizzazione, versatilità e di affidabilità tali da consentire a chi le utilizza di trovare il modello adatto alle proprie esigenze, siano forze dell’ordine alla ricerca di pericolosi criminali, mariti preoccupati della fedeltà delle proprie mogli o dirigenti d’azienda che intendano vigilare sui propri dipendenti.

Per essere sempre in grado di tenere sotto controllo il soggetto da sorvegliare, qualsiasi sia la distanza tra lui e il suo controllore, il mezzo migliore è sicuramente una microspia GSM, ossia un microfono nascosto, alimentato a batteria o a corrente elettrica (sia continua che alternata), collegato ad una scheda SIM come quella del nostro comune telefono cellulare.

Grazie a questo ingegnoso sistema, è possibile seguire il proprio soggetto ovunque egli vada, senza rischiare di compromettere l’operazione di sorveglianza dando troppo nell’occhio, in quanto sarà possibile restare in contatto attraverso una semplice telefonata verso il numero collegato alla microspia stessa.

Inoltre, per essere sicuri dell’efficienza dell’operazione, la maggior parte delle microspie GSM sono dotate di un sensore automatico di attivazione, che consente di rilevare un movimento, una voce o, se installate all’interno di un’autoveicolo, l’accensione dell’auto. Una volta rilevato un evento, sarà la microspia stessa a chiamare automaticamente verso un numero predefinito per avvertirvi che la persona controllata si sta muovendo o altro.

Le microspie GSM sono controllabili e configurabili a distanza; infatti, tramite l’invio di un semplice SMS, potrete impostare il numero che controlla la microspia, nonché i parametri di sensibilità del sensore di attivazione vocale, o anche resettare l’apparecchiatura, allo scopo di ottimizzare al massimo la vostra operazione di sorveglianza e dormire sonni tranquilli!

Per maggiori informazioni su microspie ambientali e GSM, e per una serie di apparecchiature per la sorveglianza e per la vostra sicurezza, potete visitare il sito di Endoacustica.

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