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La polizia implementa le telecamere sulla divisa: così registrerà gli scontri

luglio 3, 2014 Sorveglianza Nessun Commento

Telecamere piccole come un bottone incastonate sulla divisa dei poliziotti che svolgono servizio di ordine pubblico. Dispositivi appuntati sul petto per filmare quanto accade durante le manifestazioni, ma anche fuori e dentro gli stadi. Dopo le polemiche per gli scontri e le violenze sempre più di frequenti nel corso dei cortei e soprattutto in occasione di partite di calcio, il Viminale ha deciso di accelerare la procedura che consente l’utilizzo dei dispositivi per la registrazione in grado di immortalare colpevoli e responsabilità.

La scelta prevede l’uso di 150 apparecchiature ad alta definizione. Saranno i capisquadra dei reparti mobili ad indossare la telecamera a bottone. Ognuno di loro sorveglierà su un gruppo di dieci agenti e questo vuol dire che le riprese riguarderanno almeno 1.500 uomini. Naturalmente il raggio d’azione sarà molto più ampio e in caso di situazioni critiche è previsto che il funzionario più vicino si posizioni in modo da documentare quanto sta accadendo con l’obbligo di riprendere che cosa fanno tutte le parti coinvolte e quindi anche con la possibilità che siano più telecamere a filmare la scena.

L’idea è quella di partire con l’attività di ordine pubblico, per poi coinvolgere altri reparti, come ad esempio quello delle volanti in modo che gli agenti coinvolti possano filmare gli interventi effettuati. Gli apparecchi hanno una tecnologia digitale e inviano il materiale in un server protetto che dovrà essere messo a disposizione della magistratura in caso di incidenti o per l’accertamento di altri possibili reati sia da parte dei manifestanti sia dei poliziotti.

E’ stato uno dei maggiori sindacati di polizia, il primo a chiedere l’utilizzo delle telecamere. E per rafforzare la propria campagna ha distribuito ai poliziotti iscritti in Emilia Romagna circa ottocento spy pen, dispositivi che consentono di avere immagini e voci di quanto succede durante il servizio. Un’iniziativa inizialmente guardata con diffidenza dai vertici del Dipartimento e adesso fatta propria con strumentazioni più sofisticate e con una pianificazione mirata.

«Sbaglia chi pensa che la telecamera sia utilizzata soltanto a garanzia dei poliziotti. Poter documentare ciò che succede in strada è una forma di trasparenza soprattutto per i cittadini».  Ha sentenziato il segretario sindacale. «Noi siamo convinti che le telecamere saranno un deterrente forte per ogni forma di violenza, siamo certi che questa iniziativa consentirà a tutti di tornare a vedere le partite e partecipare alle manifestazioni nella massima tranquillità».

La parrucca con fotocamera e sensore GPS

dicembre 20, 2013 Tecnologia Nessun Commento

Un’idea nel campo della tecnologia indossabile nata da due inventori giapponesi,  Hiroaki Tobita e Takuya Kuzi, dei Sony Computer Science Laboratories. Si tratta di una parrucca intelligente, SmartWig. I due ingegneri hanno sviluppato un particolare copricapo con una duplice funzionalità. Se da una parte è in grado di nascondere eventuali calvizie, è anche, e soprattutto, dotato di fotocamera, di un sistema di navigazione e di sensori in grado di monitorare i valori fisiologici.

La parrucca riesce a comunicare in modalità wireless con un dispositivo mobile ed è dotata di fotocamera, puntatore laser e un sensore Gps, un vero e proprio sistema di sorveglianza da mettere in testa.  Già da molto tempo i big della tecnologia sono alla ricerca di dispositivi quanto più indossabili; basti pensare agli occhiali spia, a collane e orologi dotati di microcamera e ai bracciali con sensori GPS.

Il primo modello di SmartWig funge da sistema di navigazione grazie a un sensore Gps. Il gadget indica il percorso attraverso delle micro-vibrazioni nella parte del cranio interessata: una piccola scossa sul lato destro indica la direzione a destra, per intenderci. In questo senso lo strumento potrebbe essere utile anche ai non vedenti che riceverebbero così le indicazioni mentre camminano. Il secondo modello, invece, è dotato di un puntatore laser e può far scorrere ad esempio le slide di PowerPoint semplicemente orientando la testa da un punto all’altro del riquadro. Infine, il terzo prototipo della smart-parrucca: sostituisce i termometri e i misuratori di pressione e, con un semplice clic, monitora le onde cerebrali, archivia suoni e immagini che, all’occorrenza, l’indossatore può recuperare. Grande applicazione potrebbe avere nel campo della sorveglianza e della sicurezza. Nessuno si accorgerebbe di un sistema nascosto sotto i capelli.

Non si sa se la parrucca verrà mai lanciata sul mercato. La SmartWig potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per il settore della tecnologia indossabile.

Una microcamera al posto dell’occhio

settembre 30, 2013 Sorveglianza Nessun Commento

Rob Spence, 36 anni, canadese, regista di professione. All’età di 9 anni un incidente con il fucile del nonno lo ha privato di un occhio. Tanti interventi non andati a buon fine. Guardando telefilm americani, qualche anno fa gli è balzata in mente l’idea di un occhio bionico. Così ha contattato un’azienda californiana specializzata in telecamere miniaturizzate per dispositivi portatili che gli ha fornito una minicamera soli 3,2 millimetri quadrati con una risoluzione di 328 per 250 pixel, adattata al suo occhio.

Oggi ha una telecamera impiantata nel bulbo oculare. La microcamera non ha in realtà sostituito l’occhio naturale in quanto non collegata al cervello, ma per il suo lavoro di documentarista è di grande aiuto dato che trasmette in modalità wireless a qualsiasi dispositivo portatile tutto ciò che il suo “occhio” inquadra.

In realtà poi Rob di occhi ne ha ben più di uno. Uno bianco che funge da protesi che porta sotto la benda, due con dentro una videocamera, uno iper-realistico. La decisione di Spencer, definito anche “uomo eyeborg” ha suscitato diverse reazioni. Chi dice che è solo una trovata pubblicitaria, chi lo accusa di violazione della privacy.

Di certo l’utilizzo di una microcamera in qualsiasi contesto può portare grandi benefici in termini di sicurezza e sorveglianza e, a fini documentaristici, non conosce paragoni. Sempre di dimensioni più ridotte, le migliori aziende sono in grado di occultarle veramente ovunque: cravatte, penne, occhiali, portachiavi e oggetti di ogni tipo. In molti casi rappresentano l’unica soluzione a situazioni altrimenti non verificabili e offrono risoluzioni degne dell’industria cinematografica.

Messaggiare camminando, alto il rischio di incidenti

Su YouTube impazzano i video che ritraggono episodi in cui le persone, concentrate sullo schermo del proprio smartphone, incorrono in incidenti, talvolta solamente ridicoli, altre volte con conseguenze ben più gravi. Sarà che hanno appena ricevuto un sms, che stanno controllando il proprio partner o che vogliono sapere dove si trova il proprio figlio, a tutti è capitato di essere distratti dal cellulare mentre si è per strada. Pochi si fermano per maneggiare l’apparecchio, i più proseguono distrattamente il proprio cammino per fretta o per semplice abitudine.

Sembra una questione banale, ma se l’azione distratta viene effettuata in una strada affollata o ad intenso traffico veicolare, camminare senza attenzione può risultare davvero pericoloso. Stessa cosa vale se si presta attenzione al telefono mentre si è alla guida.

Crash Alert è l’applicazione per pedoni che ha lo scopo di ridurre la pericolosità di quella che potrebbe soltanto sembrare un’innocente abitudine. L’app si basa su una tecnologia abbastanza semplice. Si tratta di una microcamera, dotata di sensori di distanza, che in pratica sostituisce gli occhi di chi è distratto dal cellulare, scannerizzando il cammino, e gli eventuali ostacoli. Qualora ne rilevi uno, sulla parte superiore del display dello smartphone comparirà una barra con un quadrato rosso. La posizione del quadrato indica la direzione nella quale si rischia la collisione.

Secondo i primi test con questa app si evitano il 60 per cento di ostacoli, senza, la percentuale scende al 20 per cento. Chiaramente il programmino riduce la pericolosità, ma non la elimina del tutto. Nel 2008, uno studio americano ha rilevato che i casi di incidenti legati al texting sulla strada erano raddoppiati rispetto all’anno precedente. Alcune delle persone coinvolte se la sono cavata magari con un naso o un zigomo rotto contro un lampione o un muro, ad altri è andata ben peggio, visto che i dati relativi all’investimento di pedoni da parte di automobilisti, nel 59 per cento dei casi chiamano in causa la distrazione da messaggio di una delle persone coinvolte.

Ma non è soltanto la direzione dello sguardo incollato al display a generare problemi per chi messaggia camminando, alla base c’è il limite naturale della capacità di attenzione degli esseri umani. Per quanto risulti sorprendente, possiamo concentrare la nostra attenzione soltanto su tre oggetti diversi. Questa è la ragione che porta a sbattere una persona contro un muro, mentre la sua attenzione viene assorbita da ciò che sta facendo con il proprio smartphone o qualsiasi altro tipo di strumento. In pratica, mentre stiamo scrivendo un sms, il nostro cervello è temporaneamente incapace di dedicarsi in modo consapevole a qualsiasi altro aspetto della nostra realtà. Dunque non c’è app che potrà modificare la natura dell’uomo.

Le nuove penne hi-tech registrano e correggono errori grammaticali

febbraio 7, 2013 Tecnologia Nessun Commento

Le penne sono dall’antichità, oggetti di uso quotidiano. Ce ne sono di tutti i tipi: classiche, tecnologiche, fashion, in materiali preziosi. Hanno spopolato sul mercato ormai da qualche anno le DVR Pen Endoacustica, penne che oltre a consentire la normale scrittura, sono in grado di registrare file audio e video di buona qualità consentendo così di immagazzinare lezioni scolastiche, interviste oppure di monitorare situazioni particolari in maniera discreta. Una volta creati i file possono essere esportati in comodità sul pc attraverso un cavo usb in dotazione.

Nonostante la diffusione a tappeto degli elaboratori elettronici in numerose occasioni è necessario ancora l’utilizzo della penna e, abituati come siamo, ai correttori automatici si rischia di fare una pessima figura in quanto a conoscenze grammaticali. Sostituire “per” con “x” o eliminare qualche vocale sarà pressoché scontato. C’è chi ha pensato a questo tipo di problemi di scrittura dando vita a Lernstift, una penna che vibra ogni qual volta rileva che si sta scrivendo qualcosa di sbagliato, sia una singola lettera o una parola intera.

La penna è stata creata da una coppia austriaca dopo aver constatato gli sforzi del figlio per imparare a scrivere. Lo strumento si presenta come una normale biro di colore verde e bianco, ma al suo interno sono impiantati dei sensori in grado di rilevare una serie di variazioni nel modo in cui si formano le parole. Gli errori possono essere segnalati secondo due modalità: «calligrafia» o «ortografia» e nel momento in cui vengono riscontrati, il dispositivo emetterà un ronzio.

A proposito c’è chi parla di “strumento educativo unico ed efficace” e chi invece crede che questo tipo di aggeggi rischiano di “azzerare la nostra perizia grammaticale” . Al momento Lernstift è ancora in fase di sviluppo, ma pare che nelle prossime settimane verrà lanciato un progetto di crowdfunding con lo scopo di raccogliere fondi per commercializzarla su larga scala. Un progetto sicuramente da migliorare che lascia ancora perplessi i linguisti.

Il casco per guardare a 360° come le mosche

dicembre 13, 2012 Tecnologia Nessun Commento

Si chiama Flyviz ed è stato ideato da un equipe di scienziati francesi delle INRIA (Istituto nazionale per la ricerca nell’informatica e nell’automazione). Il casco per vedere la realtà a 360°offre una panoramica istantanea sui lati del corpo e sulla parte posteriore. Questo prototipo, presentato prima a Parigi, poi alla conferenza “Virtual Reality Software and Technology 12” di Toronto, potrebbe avere grandi applicazioni nel campo della sorveglianza e della sicurezza dato che permette in tempo reale di rilevare pericoli intorno a sé.

Il sistema brevettato si basa su elementi ad oggi disponibili in commercio:una microcamera digitale, un computer portatile, un casco ed un display. Dunque, il casco funziona grazie ad una microcamera digitale collegata alla parte superiore che, puntata verso uno specchio emisferico, consente di acquisire le immagini a 360 gradi. Le immagini risulterebbero distorte, come se osservassimo il mondo dal riflesso in una sfera. A questo punto è il computer ad esso collegato che corregge la visuale, rendendola perfettamente aderente alla realtà tramite la tecnica della proiezione sferica. Una volta completato il perfezionamento, le immagini sono trasmesse, con un ritardo di trasmissione di soli 83 millisecondi, su un piccolo schermo posto all’interno del casco, davanti agli occhi dell’osservatore e gradualmente verso destra e verso sinistra.

A parte le applicazioni che lo strumento potrebbe avere nell’ambito militare, il casco è stato ideato principalmente per studiare la percezione umana. Infatti non si tratta di una “realtà virtuale”, ma di un aumentano il campo visivo naturale dell’essere umano.Chiaramente per imparare ad usarlo ci vorrà un addestramento iniziale. Se l’apparecchio dovesse entrare nell’uso comune ne godranno anche gli sportivi più appassionati che vogliono dar risalto alle loro imprese con delle riprese con telecamere di alto livello.

Sembra un auricolare, ma in realtà è una microcamera

maggio 29, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Ear Cam

Quando state facendo jogging, con il vostro fedele lettore MP3 che vi spara musica a tutto volume nelle orecchie aiutandovi a mantenere il ritmo, nessuno potrebbe sospettare che in realtà, il lettore non sta riproducendo musica, ma sta registrando dei filmati, e che tali filmati vengono ripresi proprio attraverso quelle che, in apparenza, sono delle normalissime cuffie per ascoltare musica.

In realtà si tratta di una telecamera auricolare, ossia di una piccolissima telecamera con un altrettanto piccolo sensore con tecnologia CCIQ, che permette di effettuare registrazioni video con una risoluzione di 400 linee TV, in maniera del tutto invisibile per coloro che avete intorno. Uno dei due auricolari contiene una microcamera, mentre nell’altro è alloggiato un altrettanto piccolo e sensibile microfono, che vi permette di affiancare una traccia audio alle vostre immagini.

Grazie a questa telecamera in miniatura, alimentata direttamente dal video registratore tascabile a cui viene collegata, potrete pertanto registrare filmati senza destare alcun sospetto, salvandoli direttamente sul videoregistratore, con una durata che dipenderà ovviamente dalla capacità di memoria del registratore stesso.

Grazie a queste caratteristiche di discrezione ed invisibilità, la Ear Cam è adatta per operazioni sotto copertura compiute dalle forze dell’ordine, ad esempio per raccogliere prove da usare nella ricerca di pericolosi criminali, prove che potranno poi essere usate in tribunale per inchiodarli alle loro responsabilità.
Infatti, quando non si sospetta minimamente di essere ripresi o registrati, spesso ci si lascia andare a confidenze che possono rivelarsi compromettenti, e grazie alla vostra microcamera auricolare, potrete raccoglierle.

Per maggiori informazioni sul funzionamento di Ear Cam, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, ed eventualmente di contattare i nostri esperti, che potranno fornirvi una consulenza personalizzata basata sulle vostre esigenze nel campo della sorveglianza.

Videoregistratori digitali per rivelare casi di corruzione

marzo 6, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Take the Money and Run

E’ proprio vero, quando si tratta di usare la propria posizione di potere in politica, a qualsiasi livello, per trarre vantaggi personali, tutto il mondo è paese, non importa quali siano le proprie idee. Così a qualsiasi latitudine e qualsiasi livello, si può assistere a casi di accordi sottobanco tra maggioranza ed opposizione, che invece di arrecare vantaggi alla comunità o alla popolazione, finiscono per dare beneficio essenzialmente alle tasche dei parlamentari di entrambi gli schieramenti.

Generalmente questi accordi vengono fatti passare sotto silenzio, per evitare pubblicità e spiacevoli conseguenze a livello politico. A volte però, può capitare che tra gli stessi componenti di un’aula di parlamento, o di consiglio regionale e locale, ci sia qualcuno che si ribella a questo stato di cose e decide di rendere pubblico l’inciucio.

Un caso del genere è accaduto in una piccola città russa, sperduta nel bel mezzo della tundra siberiana, il cui nome non riveleremo. A quelle latitudini, la corruzione è all’ordine del giorno, ed opporsi a questo stato di cose significa spesso correre dei pericoli per la propria incolumità. Tutto questo non è bastato a far desistere il consigliere comunale Sergei (nome di fantasia) dal suo proposito di rendere pubblico un caso di corruzione.

Si trattava di approvare l’apertura di una discarica nel territorio del suo comune. Il fatto non costituirebbe di per sé un grosso problema, se non fosse che, senza renderlo pubblico, questa discarica sarebbe stata utilizzata non solo per rifiuti comuni ma anche e soprattutto come deposito di scorie nucleari, il tutto senza che la popolazione delle zone circostanti lo sapesse.

Per garantire che la costruzione fosse approvata, ad entrambi gli schieramenti dell’amministrazione comunale erano stati promessi finanziamenti, vantaggi personali, in alcuni casi perfino delle automobili di lusso. Il tutto veniva discusso apertamente in Consiglio comunale, senza alcun tipo di vergogna o di rispetto per la cittadinanza.

Per far sì che lo scandalo venisse reso pubblico, il buon Sergei si munì di un videoregistratore in miniatura, leggermente più piccolo di un pacchetto di sigarette, nascosto nel taschino della sua giacca.

Un microregistratore video digitale, nonostante le sue dimensioni assai ridotte, è in grado di registrare immagini e suoni di alta qualità, senza dare assolutamente nell’occhio, salvando il risultato delle proprie registrazioni all’interno di una scheda di memoria dalla capacità fino a 32 Gb o più.

La registrazione può essere avviata tramite la semplice pressione di un pulsante, in maniera casuale e senza destare attenzione non richiesta. Una volta completata l’operazione, basta collegare il videoregistratore digitale ad un computer tramite l’apposito cavo USB, ed il gioco è fatto.

Il nostro Sergei fece esattamente così, e una volta scaricati i propri filmati, li mise su YouTube e rese pubblico il link tra i suoi concittadini. Nonostante in Russia la popolazione sia molto lassista nei confronti della propria classe politica, e la corruzione sia vista quasi come un male necessario, sapere che scorie nucleari sarebbero state scaricate in paese causò un’ondata di sdegno, e dopo proteste di vario genere, il progetto fu rispedito al mittente e bocciato. Il tutto, grazie ad un consigliere comunale incorruttibile, e alla sua passione per la tecnologia.

Se anche voi volete effettuare delle registrazioni video senza essere visti, non soltanto per smascherare casi del genere, ma più semplicemente per uso lavorativo, per documentare una riunione, o per lo svago (una gita con amici, un concerto etc), e per aveere maggiori informazioni sul funzionamento dei videoregistratori micro, potete visitare il sito di Endoacustica.

Una microcamera in un bottone

gennaio 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Thanko

Una delle ultime novità nel settore delle telecamere in miniatura viene, neanche a dirlo, dal Giappone, dove la casa produttrice di gadget miniaturizzati, ha appena presentato una versione migliorata della sua microcamera nascosta all’interno di un bottone, che permette di registrare anche suoni oltre alle immagini.

Infatti, se la versione precedente del Camera Button permetteva la registrazione di filmati in alta definizione e lo scatto di immagini, la seconda versione è stata migliorata con l’aggiunta di un microfono che permette di aggiungere suoni ai propri filmati, così da poterla usare per registrare filmati nascosti da poter poi utilizzare come prova in sede legale.

Il microregistratore ha una lunghezza di circa 7 cm, ed una lente che somiglia ad un normale bottone della vostra giacca, e pertanto può essere occultato facilmente all’interno dei vestiti senza dare nell’occhio. I filmati raccolti vengono salvati su una scheda di tipo Micro SD, con una capacità fino a 16 Gb. L’alimentazione avviene tramite una batteria al litio, che permette di registrare fino a 70 minuti di filmati senza interruzione.

L’avvio della registrazione avviene tramite la semplice pressione di un pulsante, mentre la versione precedente era dotata di un telecomando che rendeva le operazioni lievemente più semplici. In ogni caso, per un prezzo che si aggira sui 55 dollari, si tratta di un prodotto che fornisce delle buone prestazioni.

Ovviamente però, se abbiamo bisogno di microcamere di tipo professionale, o di veri e propri microregistratori digitali per l’utilizzo nel campo della sorveglianza, è consigliabile orientarsi verso una spesa maggiore, per ottenere un prodotto che fornisca prestazioni perfette; a tale scopo, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica.

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Utilissimo rilevatore di segnale RF per la localizzazione di microspie e trasmettitori audio-video occultati in ambienti o automobili. Adatto per un utilizzo sia privato che professionale.
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microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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