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Microfono laser per ascolto a distanza

novembre 18, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Come già abbiamo avuto modo di vedere in un recente articolo, gli agenti delle forze dell’ordine impegnati in attività investigative non sempre hanno la possibilità di avvicinarsi ai propri sospetti per raccogliere informazioni, installare microcamere o microspie per intercettarne le conversazioni e così via, per evitare di mettere a repentaglio la propria sicurezza o di far fallire l’operazione.

Per evitare di correre inutili rischi, ma essere comunque in grado di intercettare una conversazione che si svolga all’interno di una stanza chiusa, esistono delle valide alternative fornite dalla moderna tecnologia di sorveglianza, ad esempio i microfoni laser.

Un microfono laser, come il nome stesso suggerisce, utilizza un raggio laser invisibile, che viene puntato verso il vetro di una finestra, fino ad una distanza massima superiore ad un chilometro e mezzo. Tale raggio è in grado di “leggere” le vibrazioni del vetro stesso, vibrazioni causate da suoni e voci prodotti all’interno della stanza e dietro la finestra.

Il raggio laser, riflesso dal vetro, viene raccolto da un ricevitore posizionato alla giusta angolazione secondo l’angolo di riflessione. Tale ricevitore, unito ad un sistema di decodifica, è in grado di convertire gli impulsi del laser, modificati dalle vibrazioni del vetro, in suoni e voci, con estrema chiarezza di suono, in modo da poter ascoltare in assoluta tranquillità, e soprattutto in assoluta sicurezza, cosa avviene al di là di quel vetro.

L’uso di tale tecnologia da parte delle forze dell’ordine si è rivelato utilissimo in più di una indagine contro il crimine organizzato, riscontrando il favore degli operatori soprattutto perché ne rende molto più sicure le condizioni operative.
Per sapere di più sui microfoni laser, potete visitare il sito di Endoacustica e contattare i nostri esperti nel campo della sorveglianza audio e video.

Microfoni nascosti per ascolto discreto

novembre 10, 2010 Tecnologia Nessun Commento

La sorveglianza audio ha fatto passi da gigante, grazie all’introduzione, ad esempio, delle microspie GSM, in grado di trasmettere il risultato delle proprie intercettazioni a distanza pressoché illimitata grazie alla scheda SIM incorporata che consente, con una semplice telefonata, di ascoltare in diretta le conversazioni che si svolgono in un luogo anche dall’altra parte del mondo.

Tuttavia, il cuore di un operazione di ascolto nascosto è costituito dai microfoni in miniatura, che almeno nell’aspetto esteriore non sono poi cambiati molto rispetto a quelli che vedevamo nei vecchi film di spionaggio ambientati nei paesi oltre la Cortina di Ferro.

Ovviamente, con il progresso tecnologico, le caratteristiche dei moderni microfoni da sorveglianza sono drasticamente cambiate in meglio: ora infatti abbiamo microfoni sempre più piccoli ma sempre più potenti, in grado di catturare suoni a distanza anche di qualche decina di metri, con filtri antirumore che permettono di tagliare fuori i rumori di fondo, in modo da poter ascoltare con estrema chiarezza soltanto quello che realmente ci interessa di un’operazione di sorveglianza: la voce umana.

Ne esistono di svariati tipi, dalle dimensioni ridottissime paragonabili a quelle di un mozzicone di sigaretta, in grado di funzionare nelle più diverse condizioni ambientali, e di trasmettere le proprie intercettazioni via radio su una ampia gamma di frequenze, tra i 20 ed i 16000 Hz.
Ogni operazione di polizia o di investigazione privata, di pedinamento o di raccolta prove, che necessita dell’uso di microfoni in miniatura, ha caratteristiche diverse e richiede uno specifico tipo di apparecchiatura e di microfono.

Per guidarvi nella scelta dei microfoni nascosti adatti alle vostre esigenze, è importante rivolgersi ad un esperto del settore; pertanto, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica, dove troverete risposte a tutte le vostre domande in questo particolare campo.

Una microspia che si avvia da sola

novembre 8, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi si occupa di sorveglianza, ad esempio forze dell’ordine ed investigatori privati, sa benissimo che durante un’operazione di intercettazione ambientale, la durata dei cosiddetti “tempi morti” supera di gran lunga quella della registrazione di conversazioni effettivamente utili alle indagini.

Ad esempio, posizionando una microspia in un ufficio, può capitare che la persona intercettata non rivolga la parola a nessuno per lunghe ore, e che le intercettazioni ambientali consistano semplicemente di rumori di fondo, quali ad esempio il ticchettio su una tastiera.

Questo genere di suoni rendono lunga e tediosa l’operazione di ascolto delle informazioni raccolte, e soprattutto, se la microspia è alimentata a batteria, la stessa potrebbe consumarsi rapidamente senza portare a risultati effettivi. Pertanto, occorre fare in modo di ottimizzare tale operazione di sorveglianza, utilizzando uno strumento quale una microspia ad attivazione vocale.

Questo genere di microspia, grazie al suo sensore di attivazione, è in grado di entrare in azione soltanto quando il sensore stesso rileva un rumore superiore ad una certa soglia, evitando pertanto di registrare e trasmettere soltanto rumori di fondo.
Si tratta di una microspia GSM, dotata di una scheda SIM proprio come quella di un comune cellulare, che viene usata per trasmettere le proprie intercettazioni verso un numero telefonico predefinito, a qualsiasi distanza, anche dall’altra parte del mondo!

La programmazione delle caratteristiche (sensibilità, avviso di rilevamento rumori ed altro) può essere comodamente fatta via SMS, agendo pertanto in tutta sicurezza. Inoltre, collegando la microspia GSM alla linea telefonica fissa, sarà possibile ascoltare tranquillamente tutte le telefonate in entrata ed in uscita, sempre con avvio automatico non appena la cornetta viene sganciata.

Per maggiori informazioni e dettagli sul funzionamento della microspia GSM, vi consigliamo di visitare il sito Endoacustica e contattare i nostri esperti.

Microfoni laser, e l’ascolto a distanza diventa realtà

novembre 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

 

Quando un gruppo di pericolosi criminali, o una cupola mafiosa, si riunisce in segreto per prendere decisioni sulle proprie attività illegali, normalmente prende una serie di precauzioni per fare in modo che la polizia non possa catturarli.

In situazioni del genere, un’operazione di intercettazione telefonica o ambientale è pressoché impossibile, a meno di non mettere a repentaglio le vite degli agenti e rischiare anche il fallimento dell’operazione.

Pertanto, per raccogliere informazioni, le forze dell’ordine possono ricorrere a strumenti che consentono di ascoltare le conversazioni a distanza, in modo da riuscire ad ottenere informazioni nella maniera più sicura possibile. Ad esempio, è il caso del microfono laser, che mette in condizione chi lo usa di captare le conversazioni che si svolgono all’interno di una stanza chiusa, grazie per l’appunto all’uso di un raggio laser.

Il laser, opportunamente puntato sul vetro di una finestra, infatti, è in grado di leggere le minime vibrazioni del vetro, causate dalle voci all’interno della stanza. Puntando il raggio sul vetro con la giusta angolazione, e raccogliendo il raggio riflesso mediante un ricevitore, sarà possibile leggere tali vibrazioni, e trasformarle in impulsi sonori e vocali, permettendo quindi di svolgere un’operazione di ascolto a distanza senza correre alcun tipo di rischio.

Infatti, il microfono laser è in grado di raccogliere informazioni ad una distanza massima di un chilometro e mezzo, sufficiente perché gli agenti impegnati nell’operazione di sorveglianza possano lavorare in tutta tranquillità, e possano rapidamente mettersi al sicuro nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto.

Non soltanto per le forze dell’ordine, ma anche per investigatori privati impegnati un un caso di spionaggio industriale o infedeltà coniugale, i microfoni laser possono rivelarsi utilissimi; per saperne di più potete visitare il sito di Endoacustica.

Come costruire una microspia

ottobre 23, 2010 Tecnologia Nessun Commento

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Per chi vuole cimentarsi nella sorveglianza audio e, pur non avendo le necessarie risorse per acquistare un set completo di microspie e microfoni nascosti per ascolto segreto, è fornito di una buona dose di pazienza oltre ad una certa conoscenza di base dell’elettronica, al giorno d’oggi su Internet è ormai facile trovare le istruzioni per costruire delle apparecchiature che possono svolgere lo stesso lavoro.

Ad esempio, su uno dei tanti siti specializzati, è possibile reperire le istruzioni dettagliate per fabbricare una microspia artigianale, con materiali semplicissimi che si possono facilmente ottenere riciclando una vecchia radio.

Ovviamente il risultato che si otterrà non potrà certo essere utilizzato da un professionista della sorveglianza per prestazioni ad altissimo livello, ma potrà essere più che sufficiente, ad esempio, per poter ascoltare i vostri vicini o i vostri figli mentre giocano nella loro stanza.

Il risultato delle intercettazioni può essere facilmente captato con una normale radio FM, per cui magari, se avete intenzione di giocare uno scherzo ai vostri vicini di casa, fate attenzione che non abbiano la radio accesa, altrimenti potrebbero ascoltarsi in diretta!

Le istruzioni dettagliate per costruire questo, che come ripetiamo deve essere considerato niente più che un semplice giocattolo, sono piuttosto semplici per chi ha delle nozioni di base di elettronica, e nel giro di poche ore di lavoro, anche voi potrete costruire la vostra prima microspia per giocare agli agenti segreti!

Ovviamente però, se si ha intenzione di usare un sistema di monitoraggio audio, composto non solo da microspie ambientali e telefoniche, ma anche da trasmettitori radio adatti ad un utilizzo professionale, ad esempio per risolvere un caso di infedeltà coniugale, occorre rivolgersi ad esperti del settore, che possano consigliarvi per il meglio, in base alle vostre esigenze nel campo della sorveglianza e, perché no, anche al vostro budget.

Un orologio o una radio trasmittente?

ottobre 21, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi ha passato i 35-40 anni, da ragazzo, sognava un paio di radioline ricetrasmittenti, o walkie-talkie, per giocare alla guerra o alle spie con i propri amici, o per tenersi in contatto a distanza con loro senza doversi telefonare.
Più avanti con gli anni, le radio trasmittenti si sono introdotte nella nostra vita di tutti i giorni, ad esempio nelle case di chi ha bambini piccoli, offrendo alle mamme l’opportunità di ascoltare cosa succede nella stanza dei bambini mentre loro sono impegnate con le faccende domestiche.

Nell’era dei cellulari, si tende a pensare che tutte le comunicazioni debbano avvenire per via telefonica; al contrario, però, per mantenersi in contatto a breve distanza, la trasmissione via radio può sicuramente rendersi utile.

Pensate ad esempio ad una battuta di caccia, in una zona non coperta dalla rete telefonica; ad un’operazione di polizia durante la quale si ha bisogno di un contatto continuo e discreto; o più semplicemente, per lasciare i propri figli liberi di scorrazzare in un centro commerciale mentre i genitori sono impegnati negli acquisti per le feste.

In tutti questi casi, un valido aiuto può venire dall’uso di un R-Watch, ossia di un orologio radio. All’interno di quello che sembra un normalissimo orologio da polso con display digitale, infatti, si nasconde una potente ricetrasmittente radio, in grado di funzionare con un raggio d’azione massimo di 3 chilometri.
R-Watch è in grado anche di interagire con altri apparecchi radio che usino le stesse frequenze. Pertanto, può comunicare a distanza con chiunque sia dotato di un walkie-talkie.

Per avere maggiori informazioni e dettagli sul funzionamento dell’orologio radio, potete visitare il sito di Endoacustica, azienda leader nella produzione e distribuzione di articoli per la vostra sicurezza e per la sorveglianza audio e video.

Le microspie sono in salvo, per ora

agosto 11, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Chi abbia seguito la vita politica in Italia ultimamente avrà notato come dalle cronache sia pressoché sparito il dibattito sul disegno di legge meglio noto come “legge bavaglio” che metteva un freno alle intercettazioni telefoniche, sollevando però allo stesso tempo seri dubbi sulla sua legittimità e sul vero motivo per cui tale legge avrebbe dovuto essere approvata.

Le difficoltà interne al centrodestra, e la scissione di un partito apparentemente monolitico ed incentrato sulla figura di Berlusconi come capo assoluto, hanno fatto passare in secondo piano la discussione di questa legge. A dire la verità, il disegno di legge sulle intercettazioni è stato una delle cause scatenanti di questa crisi, portando alla scissione tra i fedelissimi del Capo assoluto, e coloro che, nella coalizione di centrodestra, sono attenti alle esigenze di legalità ed onestà non solo del loro elettorato, ma anche di chi vota in altre direzioni.

Gli esponenti dell’ala scissionista avevano infatti già sollevato svariate eccezioni e proposto emendamenti sulla legge bavaglio, tanto da stravolgerne il senso iniziale, portandolo in una direzione che evidentemente, non faceva gli interessi del Presidente del Consiglio e di altri che ne avrebbero beneficiato.

Pertanto, a causa di questa spaccatura, il governo Berlusconi si trova ora a dover trattare non più (o non solo) per far passare il disegno di legge che regola l’uso delle microspie ambientali e telefoniche, ma anche per raggiungere una maggioranza stabile per continuare a governare.

Dal canto nostro, continueremo a dichiarare, per quanto possa contare, il nostro no ad una legge che non cura realmente le esigenze di privacy dei comuni onesti cittadini (che comunque non hanno nulla da temere proprio in quanto onesti), ma svolge gli interessi di chi non vuole che i propri sporchi affari vengano alla luce.

Microspie ambientali, non è detta l’ultima parola

luglio 5, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Microspia

Coloro che seguono le vicende politiche italiane saranno certamente a conoscenza della profonda spaccatura che il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche ha causato non soltanto tra maggioranza ed opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo italiana.

Non soltanto l’opposizione di centrosinistra, ma anche una larga parte della maggioranza di centrodestra, è contraria ad alcune parti del disegno di legge berlusconiano, che mira a mettere il bavaglio alla stampa in merito alle indagini, e che finisce di fatto per rendere molto più difficile la vita per le forze dell’ordine impegnate in indagini ed investigazioni per le quali vengano utilizzate delle microspie ambientali o telefoniche.

Il fatto che nelle pieghe del disegno di legge si nascondessero delle limitazioni che avrebbero ridotto assai la possibilità di piazzare microspie per intercettare conversazioni, rendendone possibile l’utilizzo soltanto in presenza di gravi indizi di reato, e che le eventuali intercettazioni avrebbero dovuto essere utilizzate soltanto per perseguire il reato in questione, e non eventuali altri crimini di cui si potesse venire a conoscenza durante il periodo di ascolto clandestino, ha fatto storcere il naso a molti.

Ora l’aria che tira è quella di una resa dei conti all’interno del centrodestra, tra un’ala fedele a Berlusconi in tutto e per tutto, e coloro che, attenti al bisogno di legalità e sicurezza espresso dal loro elettorato (ma anche dagli elettori di sinistra) si troverebbero poi in seria difficoltà a dover spiegare agli elettori stessi il motivo per cui una legge del genere, che non combatte il crimine ma finisce per favorirlo, dovesse essere approvata anche con i loro voti.

Noi operatori del settore restiamo in attesa, nella speranza che gli interessi di pochi non prevalgano sulla sicurezza di tutti gli altri.

Intercettazioni in aumento negli USA. E in Italia?

giugno 10, 2010 Tecnologia 1 Commento

Eavesdrop

Negli Stati Uniti, l’opinione pubblica è estremamente sensibile quando si tratta di reati finanziari, specialmente nel settore dell’alta finanza che muove cifre enormi di denaro, spesso composte dai risparmi di una vita di persone normali, e che per colpa di operazioni spregiudicate dei cosiddetti “maghi” potrebbero veder svanire tali risparmi in un attimo.

Per combattere tali reati, uno dei metodi sicuramente più efficaci è quello di ricorrere allo strumento delle intercettazioni telefoniche, che possono rivelarsi utilissime per la lotta all’evasione fiscale o alle truffe e non soltanto.

Infatti, se grazie all’utilizzo di microspie ambientali e telefoniche, la giustizia americana è riuscita a scoprire frodi del calibro di quella perpetrata dallo spregiudicato finanziere Bernie Madoff, che ha trafugato qualcosa come 15 miliardi di dollari, il ricorso alle intercettazioni, sia per le telefonate che per le conversazioni ambientali che si svolgano all’interno di una stanza o di una sala riunioni, può aiutare anche nella lotta al terrorismo, spesso legato a doppio filo agli ambienti dell’alta finanza.

Nel territorio degli USA, nel corso dell’anno 2009, le intercettazioni ambientali e telefoniche sono cresciute del 26% rispetto all’anno precedente. Evidentemente, la giustizia americana confida nei propri tecnici specializzati in questo aspetto della lotta al crimine, negli analisti che devono lavorare sulle tracce audio raccolte, e negli investigatori che devono inserire il tutto in un contesto utile a sventare il crimine e sgominare cellule terroristiche o bande di truffatori a qualsiasi livello.

Escludendo le indagini per crimini legati al terrorismo e alla sicurezza nazionale, i cui dati non sono resi pubblici, nello scorso anno per oltre 280mila persone, negli USA, è stata autorizzata l’installazione di microspie e microfoni nascosti.

In Italia, invece, nascondendosi dietro il pretesto che “la gente ha paura che le proprie conversazioni private siano ascoltate”, o che “i processi avvengono sui media prima che nelle aule di tribunale” si sta facendo di tutto per promulgare una legge che, limitando il ricorso allo strumento dell’intercettazione telefonica ed ambientale, e riducendone i limiti temporali, renderebbe di fatto la vita molto più facile per criminali, truffatori, pedofili o mafiosi, legando le mani agli investigatori, o quantomeno, complicandone assai il lavoro.

Secondo questo disegno di legge, le intercettazioni telefoniche saranno possibili solo per reati punibili con oltre 5 anni di carcere, e per una durata massima di 75 giorni, prorogabili di 3 giorni alla volta con provvedimento del Giudice. Per i reati di mafia, soltanto 40 giorni più 20 di proroga. Quelle ambientali, invece, potranno essere compiute tramite microspie che potranno essere usate soltanto per 3 giorni (più altri tre di proroga).

Inoltre, non sarà possibile pubblicare il testo delle intercettazioni sui giornali, pena il carcere per i giornalisti o multe salatissime per gli editori.

Tutto questo va nella direzione esattamente opposta alla tendenza mondiale (evidenziata dalle statistiche americane di cui sopra) che è quella di avvalersi del tanto temuto onnipotente ed onnipresente “Grande Fratello” che ascolta ogni nostro respiro, ma di usarne le potenzialità, grazie agli strumenti tecnologici, per la difesa del bene comune e per la prevenzione di reati non solo finanziari, ma anche legati al terrorismo, al traffico di droga e alla criminalità organizzata.

Tempo fa, con una mossa senza precedenti, anche dal governo USA sono arrivate velate critiche a questa legge. La speranza, non soltanto degli operatori del settore della sorveglianza o delle forze di polizia, ma anche degli onesti cittadini che pagano le tasse, è che il Governo italiano faccia un passo indietro.

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