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Ecco come trasportare oggetti importanti e documenti segreti

La valigetta è sempre stato un must per chi ha necessità di trasportare oggetti importanti, denaro o documenti riservati. Nei film anni ’80 c’è chi addirittura usava le manette per mettere al sicuro la propria valigia. Fortunatamente non è più necessario. I tempi fortunatamente sono cambiati, e sono state introdotte nuove tecnologie, in grado di dare sicuramente meno nell’occhio assicurando la massima sicurezza e comodità.

Ne sono un esempio le valigette di sicurezza proposte da Endoacustica Europe. All’apparenza sono delle normalissime valigette 24 ore, ma se provi a toccarle mentre sono sotto protezione, sentirai la differenza! Una scossa elettrica farà immediatamente sobbalzare chi è intento a sottrarre la valigia e un forte allarme sonoro metterà in fuga i malintenzionati.

Ma queste non sono le uniche funzioni: anche se la valigia viene allontanata oltre una certa distanza da chi la trasporta, inizierà ad emettere un forte allarme sonoro, che può durare fino a 48 ore consecutive rendendo inutile qualsiasi tentativo di occultamento. Mentre attraverso la funzione antirapina, è possibile, anche trovandosi a 50 metri dalla valigia ed attivare la modalità di autodifesa. A questo punto, lo stesso impulso elettrico a 30000 Volt verrà attivato sul corpo della valigia, in modo che chi impugna la maniglia venga investito da un’onda ad alto voltaggio e molli immediatamente la presa fuggendo a gambe levate.

Dunque non c’è più bisogno di legare fisicamente a sé la valigia, ma è bene affidarsi a prodotti professionali e garantitidall’esperienza di aziende leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza. Per il trasporto di documenti riservati di carattere personale o commerciale, o per movimentare grossi importi in contanti, o oggetti di valore, la valigia di sicurezza costituisce una difesa discreta ma estremamente efficace. Per maggiori informazioni, visitate il sito Endoacustica Europe.

Mondiali in Brasile: si punta all’evento più sicuro della storia

maggio 21, 2014 Sorveglianza Nessun Commento

Manca poco all’inizio dei Mondiali di calcio 2014, che quest’anno saranno disputeranno in Brasile. Farsi trovare pronti, sicuri e preparati è la filosofia del Brasile che  ha deciso di investire 7 milioni di dollari per l’acquisto di agenti di sicurezza high-tech, già utilizzati in Iraq, Afghanistan e Fukushima.

Al lavoro già da maggio questi soldati meccanici si preannunciano super efficienti. Ne è un esempio il robot Packbot 510, molto leggero, dotato di un braccio meccanico, di diverse telecamere ad alta risoluzione e di un GPS, pilotabile a distanza, può raggiungere i 10 km/h ed è in grado di riconoscere sistemi esplosivi e materiale pericoloso.

Il governo brasiliano ha deciso di acquistare una trentina di esemplari per garantire la sicurezza nelle 12 città nelle quali si terranno le partite di calcio. Questi avranno il compito di esaminare zone e oggetti sospetti inviando immagini ed allerte in caso di pericolo.

Questo investimento da circa 5,2 milioni di euro, mette in luce l’obiettivo del governo del presidente del Brasile, Dilma Rousseff: far sì che la Coppa del mondo sia “uno degli eventi più sicuri della storia”. Ma non si tratta solamente di robot. La polizia brasiliana, infatti, avrà a disposizione degli occhiali per il riconoscimento facciale molto avanzati che permetteranno di smascherare i soggetti ricercati grazie a telecamere ad alta definizione e ad un database con circa 13 milioni di persone registrate.
Saranno anche impiegati quattro droni israeliani dotati di telecamera, radar e sensori, che sorveglieranno i movimenti di veicoli e persone ad una altezza tra i 2 e i 5 Km.

E si guarda anche alla rete e ad eventuali attacchi online per la quale il Brasile sta provvedendo con le dovute misure di sicurezza attuate attraverso potenti strumenti tecnologici che assicurano la massima sicurezza.

I timori del Brasile, infatti, in occasione dell’evento che richiama l’attenzione da tutto il mondo, appassionato o meno del gioco del pallone, è quello di violente manifestazioni di protesta (già in atto in tutto il paese), oltre a vere e proprie azioni terroristiche.

Il Supertelefono per proteggere le proprie conversazioni

In questo momento storico più che mai, l’urgenza di mantenere la propria privacy personale come aziendale è diventata predominante. E come spesso avviene la tecnologia tenta di rispondere alle richieste di mercato proponendo strumenti nuovi, ma che a volte potrebbero rivelarsi “minestre riscaldate”. Ma vediamo nello specifico.

Da anni è adottato ed ampiamente utilizzato da imprenditori, vip e uomini di affari, lo Stealth Phone. Questo strumento privilegiato è un telefono tecnologicamente avanzato in grado di proteggere al 100% le conversazioni telefoniche.

A tal proposito è spuntata qualche giorno fa la notizia di un nuovo Supertelefono che sarà in scena dal 24 febbraio al Mobile World Congress di Barcellona. Questo telefono, nato da una joint venture tra l’americana Silent Circle e la spagnola Geeksphone, monterà un sistema operativo derivato da Android, PrivatOS. Lo hanno definito ingiustamente come “ il primo dispositivo al mondo a mettere la privacy personale letteralmente nelle nostre mani”.
In realtà questo strumento cavalca l’onda del Datagate ricalcando strumenti esistenti come i Crypto Phone o meglio ancora la sicurezza dello Stealth Phone. Il rumore del web e delle notizie quotidiane favoriscono il lancio del nuovo Supertelefono per una operazione di mercato ad hoc.

Questo dispositivo sarà di fascia alta. La bontà dell’operazione dipenderà, ovviamente, dalle specifiche tecniche del nuovo sistema operativo, dell’hardware e, soprattutto, dal contesto in cui verrà utilizzato: bisognerà insomma considerare il destinatario. Se anche il nostro interlocutore non userà un qualche meccanismo di protezione di alto livello lo strumento rischia di essere davvero poco utile. Non vale la stessa cosa per i sistemi già collaudati come i prodotti Endoacustica Europe a cui abbiamo fatto riferimento prima che sono di certo molto più userfriendly.

Anche i sassi ci sorvegliano

dicembre 12, 2013 Sorveglianza Nessun Commento

Oltre ad essere continuamente spiati tramite intercettazioni telefoniche e strumenti per monitorare il pc, ora sono arrivate anche le microspie occultate nei sassi. Si sa, le microspie possono essere occultate praticamente ovunque, ma questa nuova frontiera della sorveglianza è piuttosto nuova.

In questa maniera possiamo essere sorvegliati anche se non utilizziamo il telefono cellulare, o se non navighiamo su internet. Le pietre sono progettate dall’azienda Lockheed Martin che produce i caccia F-35 e gli elicotteri utilizzati dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Si tratta di un software nascosto alimentato da sensori wireless, in grado di fornire una sorveglianza discreta e continua in una unità talmente piccola che potrebbe essere contenuta in una pietra o nelle rocce. La “pietra” in questione è dotata di alcuni piccolissimi sensori, in grado di attivarsi automaticamente al passaggio di una persona tramite sensore, ed inviano un segnale ad un drone o ad una telecamera che si trova nei paraggi.

Nascoste in sassi finti o addirittura sotterrate, queste microspie del sistema SPAN (acronimo di Self-Powered Ad-hoc Network) operano come dei veri “sorveglianti” che rilevano ed inviano un segnale, della nostra presenza, al centro di controllo più vicino, dove può essere appostata la persona che ci vuole controllare.

Si spera di impiegare i “sassi spia” principalmente nel settore militare, oppure per lo spionaggio, la sorveglianza, la protezione delle frontiere, il monitoraggio e la sicurezza di ponti e gasdotti. Insomma un’altra soluzione per sorvegliare senza essere visti attraverso l’utilizzo di microspie professionali.

Tecnologia indossabile: da Motorola il tatuaggio-microfono

novembre 19, 2013 Biotecnologia Nessun Commento

Che la tecnologia risulti sempre più indossabile, l’avevamo capito, ma la nuova invenzione di Motorola lascerà tutti senza fiato. La casa americana, acquisita da tempo da Google, avrebbe intenzione di puntare sui tatuaggi elettronici. Il termine tecnico è Coupling an electronic Skin Tattoo to a Mobile Communication Device. Si tratta di una sorta di tatuaggio, più probabilmente un cerotto invisibile, con funzione di microfono, connettività Bluetooth, in grado di interfacciarsi con dispositivi mobili. Funzionerà anche con gli animali e, a sorpresa, anche come “rilevatore di bugie”, attraverso l’analisi della resistenza della pelle durante l’espressione vocale, indice di tensione nervosa.

Il tatuaggio elettronico, se così lo vogliamo chiamare, sarebbe costituito da un sensore che andrebbe a rilevare il suono generato dalle nostre corde vocali che una volta decodificato verrebbe poi trasmesso allo smartphone o tablet collegati via Bluetooth. Sicuramente l’idea si presta ad innumerevoli applicazioni, come fungere da microfono invisibile per operazioni di sicurezza e sorveglianza, affiancando i più moderni strumenti tecnologici già presenti nel campo. Difficile ad oggi prevedere in che modo questo tatuaggio verrà prodotto. L’idea più realistica è quella che vede la costruzione di cerotti trasparenti che quindi possono essere applicati ma allo stesso modo rimossi. Già da tempo Google e la sua sezione di ricerca e sviluppo stanno portando avanti la realizzazione delle cosiddette “biostamp” ovvero dei cerotti trasparenti costituiti da circuiti elettronici che possono essere applicati sui dispositivi e che interagiscono con essi pur non essendo fisicamente collegati.

I dubbi sull’idea di Motorola sono ancora molteplici. In che modo il dispositivo potrà essere alimentato? Per non parlare dell’effettiva utilità del tatuaggio elettronico: se è vero che la sua principale funzione è quella di un semplice microfono, come si potrà comunicare? La comunicazione si sa, ha bisogno di microfono e altoparlante. È chiaro che se per sentire il proprio interlocutore si ha comunque bisogno di avere all’orecchio il dispositivo la prima funzionalità perde totalmente di significato. A tale scopo sarebbe più opportuno l’utilizzo di un microauricolare. Chissà quali saranno le effettive intenzioni e i reali sviluppi di quella che per ora mantiene i contorni di un’idea.

Droni e visori notturni per combattere l’immigrazione clandestina

ottobre 18, 2013 Sorveglianza Nessun Commento

Navi anfibie, ma anche droni ed elicotteri con visori notturni. Mezzi tecnologicamente avanzati per combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina ed impedire che tragedie come quella di Lampedusa si ripetano. Nell’operazione di sorveglianza e soccorso nel Mediterraneo, denominata “Mare Nostrum” promossa dal governo italiano, verranno dunque impiegati gli aerei senza pilota e strumenti ottici ad infrarossi.

Tra gli altri mezzi coinvolti, due unità del tipo fregata, ciascuna con un elicottero imbarcato; due unità navali tipo pattugliatore, due elicotteri tipo EH101 della Marina, imbarcati sul San Marco o impiegabili da Lampedusa; un velivolo tipo P180, dotato di strumenti ottici a infrarossi e radar di ricerca di superficie. E ancora: un’unità navale per il supporto logistico; un Atlantique dell’Aeronautica militare, con base a Sigonella; un velivolo tipo Predator (drone) impiegato per la sorveglianza marittima. E la rete radar costiera e stazioni dell’Ais-automatic identification system della Marina Militare.

I droni consentiranno di avere la massima sorveglianza nel tratto di mare interessato dalle rotte dei migranti. “Mare Nostrum” sarà un’operazione militare ed umanitaria che prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare per incrementare il livello sicurezza delle vite umane. L’obiettivo è portare il soccorso più vicino ai porti di partenza delle carrette del mare, in modo da evitare altre vittime.

Mai più oggetti smarriti con gli strumenti di geolocalizzazione

settembre 18, 2013 Localizzazione Nessun Commento

La geolocalizzazione si fa sempre più vicina, a portata di mano. A tutti è capitato almeno una volta di smarrire un oggetto. Le chiavi, la borsa, il caricabatteria e tantissimi altri arnesi di uso quotidiano vengono molto spesso dimenticati, persi. La parte difficile sta nel ritrovarli. Questo fastidio potrebbe essere eliminato con l’ausilio di strumenti di geolocalizzazione.

In particolare, agli effetti della distrazione stanno cercando di rispondere grandi aziende e startup, con prodotti che a breve arriveranno sul mercato. Il loro segreto sarebbe un accessorio, una “tag”, cioè un’etichetta digitale da applicare o collegare in altri modi agli oggetti. Questi piccoli dispositivi potrebbero aiutare a trovare gli oggetti geolocalizzandoli attraverso uno smartphone, un tablet o un computer. Già tre i prodotti prossimi al lancio, due vengono da startup e uno da Nokia (esclusivo per i dispositivi Lumia, aggiornati a Bluetooth 4.0.). Le etichette si applicano sull’oggetto che si intende monitorare e da quel momento in poi, la tag invierà costantemente informazioni sulla posizione. Attraverso un’applicazione sarà possibile individuare dove si trova in qualunque momento, con opportuni avvisi di prossimità. Praticamente, gli oggetti sono rintracciabili nel giro di una cinquantina di metri e tutte le posizioni possono essere eventualmente condivise con altre persone.

In ambito professionale gli strumenti di geolocalizzazione sono utilizzati già da diversi anni. Basti pensare alla vasta gamma di localizzatori proposti da Endoacustica Europe. Sono dispositivi che si adattano pressoché a tutte le esigenze fungendo anche da antifurto per gli oggetti più preziosi (automobili, biciclette, valigie di sicurezza…). Sono ottimi strumenti per osservare i bambini e gli anziani e preservarli dai pericoli e coprono un raggio di azione molto ampio; inoltre, grazie  all’identificazione della posizione tramite la triangolazione GSM, assicurano la localizzazione anche in assenza di coperture GPS. Se si tratta di oggetti veramente preziosi, meglio affidarsi ai professionisti nel settore.

Il sistema PRISM, ecco di cosa si tratta

Lo scorso 6 giugno il Washington Post ha sconvolto il mondo diffondendo la notizia dell’esistenza di un sistema di sorveglianza clandestino, gestito interamente dal governo americano attraverso le sue due agenzie più importanti, l’NSA e l’FBI.

Il nome in codice del sistema è PRISM e si occupa di monitorare quotidianamente tutto ciò che passa attraverso nove dei più importanti siti mondiali: Microsoft, Google, Facebook, Yahoo, YouTube, PalTalk, AOL, Apple e Skype.

Ma vediamo meglio cos’è PRISM, nome in codice del sistema US-984XN. Si tratta di un programma di sorveglianza elettronica e di Signal Intelligence, classificato “di massima segretezza” e usato per la gestione di informazioni raccolte da internet e da altri fornitori di servizi elettronici e telematici. È stato posto in attività dalla National Security Agency (NSA) nel 2007. Snowden (ex impiegato di una società informatica che lavora per la NSA) ha descritto il programma PRISM come abilitato alla sorveglianza in profondità su comunicazioni dal vivo di gran parte del traffico Internet mondiale e delle informazioni memorizzate. Dunque con questo strumento si possono ottenere i contenuti di email, chat, vocali e videochat, video, foto, conversazioni VoIP, trasferimento di file, notifiche d’accesso e dettagli relativi a siti di reti sociali. Tutto ciò avviene grazie alla collaborazione con i maggiori service provider.

Inoltre PRISM sfrutta le caratteristiche di routing tipiche della rete: in particolare il fatto che il percorso seguito dai pacchetti IP durante le connessioni non è necessariamente il più breve ma piuttosto il più economico. Grazie a queste caratteristiche di routing gran parte del traffico mondiale delle comunicazioni fra utenti/server posti in nazioni diverse passa per gli Stati Uniti o per ISP statunitensi; questo permette al sistema di immagazzinare dati non solo statunitensi. Sempre Snowden ha spiegato che la NSA, per ampliare maggiormente l’area coperta dalle intercettazioni, svolge abitualmente decine di migliaia di attacchi contro le dorsali internet mirando ai router più importanti, sia di paesi amici, sia di provider cinesi. L’unica contromisura veramente efficace che i cittadini possono usare per difendersi da PRISM è, secondo Snowden, l’uso di sistemi di crittografia forte (come PGP, Tor e mezzi simili). La crittografia è già utilizzata dalle maggiori aziende di sicurezza e sorveglianza per garantire la protezione delle conversazioni telefoniche. Un esempio è lo Stealth Phone di Endoacustica Europe che garantisce la massima sicurezza rendendo il telefono irrintracciabile e quindi proteggendo i dati in transito. Le intercettazioni spesso collaborano con la legalità, ma ciò non vuol dire che debbano essere effettuate “a tappeto”, senza un criterio.

Localizzare un telefonino imitando pipistrelli e delfini

Localizzare la posizione precisa di un telefono cellulare in ambienti chiusi potrebbe diventare possibile grazie ad un algoritmo che permette di ricostruire la forma 3D di una stanza, ascoltando l’eco dei suoni prodotti all’interno, perfino di quelli più semplici come lo schioccare delle dita. Il progetto è stato messo a punto da un gruppo di ricerca del Politecnico di Losanna.

Gli studiosi si sono ispirati all’ecolocazione, il sistema con cui alcuni animali come pipistrelli e delfini emettono ultrasuoni e ne registrano gli echi di ritorno per localizzare la posizione di ostacoli o fonti di cibo. Allo stesso modo, il metodo usa una fonte sonora e quattro microfoni per ricostruire un ambiente in modo tridimensionale. Ogni microfono raccoglie il suono diretto dalla fonte e gli echi provenienti da varie pareti. L’algoritmo confronta quindi il segnale proveniente da ciascun microfono. I ritardi dei segnali vengono utilizzati per calcolare non solo la distanza tra i microfoni, ma anche la distanza da ciascun microfono tra le pareti e la sorgente sonora, localizzando in maniera esatta e precisa. Testando l’algoritmo in una stanza vuota, in cui è stata cambiata la posizione di una parete mobile, è stata ottenuta una mappa 3D con una precisione millimetrica.

In futuro, secondo il gruppo di ricerca, il metodo potrà essere usato per determinare la forma di una stanza dagli echi di una chiacchierata al cellulare. Ma non solo, la stessa tecnica potrebbe permettere di localizzare, grazie al cellulare, la precisa posizione di una persona in una stanza. Oggi i sistemi di localizzazione sono utilizzatissimi sia per la sorveglianza che come sistemi antifurto. Infatti, se da un lato permettono di osservare gli spostamenti di telefoni cellulari e monitorare persone o oggetti, dall’altra consentono di tracciare merci o oggetti preziosi in caso di furto o smarrimento. La localizzazione è una delle applicazioni più utili e favorevoli dei nostri giorni!

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Prendendo spunto dalle pistole giocattolo per bambini in grado di lanciare anelli di fumo, Battelle, azienda statunitense di Columbus, Ohio, per realizzare una vera e propria arma in grado di lanciare anelli di diverse sostanze gassose o di cariche elettriche. Secondo i ricercatori, questa pistola sarebbe in grado di lanciare questi anelli ad una distanza di quasi 46 metri e ad una velocità di circa 145 chilometri orari. Gli anelli …

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
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Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
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Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
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Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.