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Mantenere la propria privacy, arrivano i dispositivi autodistruggenti

Non c’è più limite alla ricerca tecnologica al fine di difendere la privacy degli utenti. Si stanno diffondendo strumenti autodistruggenti. A mali estremi, estremi rimedi. Già da tempo sono in uso dei maggiori esperti delle pen drive autodistruggenti. Si tratta di normali penne usb all’apparenza, che in caso capitino nelle mani sbagliate, ad una minima forzatura della chiavetta il microchip in essa contenuto si autodistruggerebbe grazie a dei micro sensori posizionati al suo interno, facendo perdere irrimediabilmente tutti i dati contenuti. Queste sono utilissime nel caso di imprenditori e uomini di affari che intendono mantenere segreti dati ed informazioni importanti senza correre il rischio che la fuoriuscita degli stessi decreti il fallimento aziendale.

Ed è notizia degli ultimi giorni, la presentazione al Mobile World Congress del nuovo smartphone autodistruggente. Praticamente il telefono si autodistrugge se qualcuno cerca di violare la memoria per recuperare dati senza autorizzazione. L’apparecchio utilizza Android ed appare uno smartphone come gli altri. Ma se qualcuno cerca di leggere i dati, il software attiva l’autodistruzione dello smartphone rendendo inutilizzabili i dati. Questo avviene attraverso un programma che cancella in modo indelebile le informazioni contenute rendendo impossibile recuperare i dati anche ai più esperti in informatica.

Certo è che ai più dispiacerebbe spendere una grossa cifra per un device che potrebbe distruggersi. Gli esperti nel settore utilizzano da anni lo Stealth Phone, un particolare telefono di casa Endoacustica Europe, in grado di rendere impossibile qualsiasi tipo di intercettazione telefonica. A differenza di un cellulare criptato che interviene sui dati voce, codificandoli e rendendoli incomprensibili ad un eventuale ascoltatore esterno, lo Stealth Phone protegge invece la telefonata stessa, rendendo non rintracciabile il telefono. Inoltre questo apparecchio avvisa immediatamente l’utente, mediante un messaggio di allarme o una discreta vibrazione quando qualcuno cerca di entrare in ascolto. A questo punto basterà spegnere e riaccendere il cellulare per essere nuovamente al sicuro.

Spiano app e giochi: anche Angry Birds nel mirino

La vastità degli ambiti in cui è consentito spiare si dilata giorno dopo giorno. Dopo le rivelazioni dello scorso giugno, della talpa Edward Snowden circa il mondo dei programmi di spionaggio della National Security Agency (NSA), le notizie si sono susseguite in maniera continua.

E gli utenti hanno attaccato le compagnie hi-tech al fine di ottenere maggiori dettagli sul loro rapporto con il governo americano. Si è giunti così ad un accordo tra il dipartimento di giustizia americano e i colossi della tecnologia. Con tale compromesso è viene concesso alle aziende di pubblicare più dettagli sulle informazioni condivise con l’intelligence. L’accordo dovrà essere approvato dal tribunale segreto creato con il Foreign intelligence surveillance act (FISA).

In particolare, i gruppi internet potranno pubblicare informazioni generali su quante richieste ricevono e da chi: Nsa o Fbi, ad esempio. Inoltre potranno rivelare i numeri di richieste su base mille e il numero di account coinvolti.  Inoltre Facebook e le altre compagnie potranno fornire dati in tempo reale, a parte le richieste della FISA che potranno essere resi pubblici dopo sei mesi.

I termini dell’intesa hanno come scopo quello di trovare il giusto bilanciamento tra gli interessi del governo, che non accetta che trapelino informazioni che possano aiutare le persone sotto controllo, con le questioni dei gruppi hi-tech che devono rispondere alle richieste degli utenti sempre più preoccupati per il controllo su internet. Inoltre l’eventuale decisione sarà applicata anche alle altre compagnie tecnologiche che non hanno partecipato direttamente al processo legale.

E mentre sempre più persone stanno adottando sistemi per mantenere integra la propria privacy come Stealth Phone e dispositivi di difesa dalle intercettazioni indiscriminate, nuovi documenti segreti, sempre forniti da Snowden, rivelano che a partire dal 2007 la NSA e la Government communications headquarters (GCHQ), hanno lavorato assieme per raccogliere e memorizzare i dati provenienti da decine di applicazioni per smartphone, tra cui il famoso gioco “Angry Birds”.
Infatti, tra gli strumenti informatici più preziosi per raccogliere dati, le agenzie di intelligence si servivano delle cosiddette “leaky app“, come “Angry Birds” appunto, applicazioni per telefonini che condividono quasi tutte le informazioni degli utenti: dai codici identificativi dei dispositivi, a sesso, età, localizzazione geografica e altre informazioni personali. Le due agenzie di sicurezza avrebbero cercato di individuare la posizione fisica degli utenti tramite “Google Maps”, cercato di copiare rubriche e tabulati telefonici, liste di amici e dati geografici incorporati nelle foto di chi invia un post.

Mai più oggetti smarriti con gli strumenti di geolocalizzazione

settembre 18, 2013 Localizzazione Nessun Commento

La geolocalizzazione si fa sempre più vicina, a portata di mano. A tutti è capitato almeno una volta di smarrire un oggetto. Le chiavi, la borsa, il caricabatteria e tantissimi altri arnesi di uso quotidiano vengono molto spesso dimenticati, persi. La parte difficile sta nel ritrovarli. Questo fastidio potrebbe essere eliminato con l’ausilio di strumenti di geolocalizzazione.

In particolare, agli effetti della distrazione stanno cercando di rispondere grandi aziende e startup, con prodotti che a breve arriveranno sul mercato. Il loro segreto sarebbe un accessorio, una “tag”, cioè un’etichetta digitale da applicare o collegare in altri modi agli oggetti. Questi piccoli dispositivi potrebbero aiutare a trovare gli oggetti geolocalizzandoli attraverso uno smartphone, un tablet o un computer. Già tre i prodotti prossimi al lancio, due vengono da startup e uno da Nokia (esclusivo per i dispositivi Lumia, aggiornati a Bluetooth 4.0.). Le etichette si applicano sull’oggetto che si intende monitorare e da quel momento in poi, la tag invierà costantemente informazioni sulla posizione. Attraverso un’applicazione sarà possibile individuare dove si trova in qualunque momento, con opportuni avvisi di prossimità. Praticamente, gli oggetti sono rintracciabili nel giro di una cinquantina di metri e tutte le posizioni possono essere eventualmente condivise con altre persone.

In ambito professionale gli strumenti di geolocalizzazione sono utilizzati già da diversi anni. Basti pensare alla vasta gamma di localizzatori proposti da Endoacustica Europe. Sono dispositivi che si adattano pressoché a tutte le esigenze fungendo anche da antifurto per gli oggetti più preziosi (automobili, biciclette, valigie di sicurezza…). Sono ottimi strumenti per osservare i bambini e gli anziani e preservarli dai pericoli e coprono un raggio di azione molto ampio; inoltre, grazie  all’identificazione della posizione tramite la triangolazione GSM, assicurano la localizzazione anche in assenza di coperture GPS. Se si tratta di oggetti veramente preziosi, meglio affidarsi ai professionisti nel settore.

In arrivo la fotocamera infrarossi per smartphone

settembre 6, 2013 Tecnologia Nessun Commento

Si sa, dallo smartphone pretendiamo sempre di più. Fotocamere sempre più potenti, ad altissima risoluzione per immagini perfette a portata di mano. Ma non è ancora abbastanza. La nuova frontiera della fotografia smartphone è il sensore a infrarossi.
Si chiama Quark, la prima termocamera a infrarossi per dispositivi mobili, presentata dall’azienda americana Flir, durante la fiera annuale dell’Association for Unmanned Vehicle Systems International (AUVSI) , dedicata a droni e robot.

La telecamera è simile ai modelli montati sui droni, caschi e visori militari ma di dimensioni ancora più piccole. Il primo prototipo è formato da una cover per l’iPhone che segue il profilo del telefono sporgendo di pochi centimetri sulla parte superiore, dove si trova l’obiettivo. Il dispositivo infatti non trasforma la fotocamera dell’iPhone ma ha un obiettivo tutto suo largo circa due centimetri. Al momento la qualità è abbastanza bassa, 0,3 megapixel, il prototipo punta a valutare lo spazio che potrebbe avere sul mercato.

In campo professionale e militare, la fotografia a infrarossi è già ampiamente usata e ambita. Esistono diversi sistemi che permettono l’osservazione IR attraverso dei piccoli oggetti di uso quotidiano facilmente occultabili. Ma anche altri settori ne stanno sfruttando le qualità. In edilizia viene usata per rilevare dispersioni, infiltrazioni di acqua o perdite da tubi, nel campo medico per la diagnosi del tumore alla mammella e in elettronica per identificare guasti all’interno di un circuito elettrico.
Al momento il progetto sperimentale potrà trovare spazio solo se la domanda sarà alta permettendo l’abbattimento dei costi, ora troppo elevati. Inoltre la qualità molto bassa non consente di scattare foto da mettere in bella mostra. Gli infrarossi comunque hanno mosso i primi passi.

Stop al furto di cellulari

Centoventimila all’anno, diecimila al mese i cellulari sottratti illegalmente (o anche perduti). Questi  i numeri della patria dei ladri di telefonini, smartphone e tablet: Londra.

Il sindaco, Boris Johnson, e le forze dell’ordine sono davvero preoccupati per il peso di queste statistiche e hanno chiesto alle stesse aziende produttrici dei dispositivi di indagare su ciò che avviene. In particolare è stato chiesto ad Apple, Samsung e Microsoft di studiare qual’è il meccanismo per la disabilitazione degli smartphone di illecita o di dubbia provenienza.

Il caso è nato da un ragazzo che in un anno si è presentato ben 170 volte nel grande store della Apple in Regent Street chiedendo e ottenendo la sostituzione del “suo” iPhone puntualmente ammaccato. Ad ogni richiesta ha ottenuto uno smartphone nuovo di zecca. Ma chiaramente la situazione ha incuriosito i gestori, anche perché non si trattava di un caso unico e, circostanze molto simili, si erano verificate anche in casa Samsung.

I tre colossi, tirati in causa dalle autorità, hanno proposto un “Kill switch”, una opzione, attivabile anche da lontano, che “uccide” il cellulare, lo rende inservibile e allo stesso tempo riconoscibile come prodotto sottratto al suo legittimo proprietario (una evoluzione della applicazione già presente «Trova il mio iPhone»). Così da impedire ai furfanti, tipo il ragazzo delle 170 visite allo store della Apple, di farla franca e addirittura di ritrovarsi, grazie allo scambio usato-nuovo, con un telefonino bello impacchettato. Non è chiaro se tutte le case produttrici abbiano accettato l’opzione.

Contro i ladri di smartphone & co ci sono battaglie in corso in diverse parti del mondo; la polizia americana annota 113 cellulari sottratti illegalmente (o anche perduti) ogni minuto, per un totale di 162 mila al giorno. Guerra ai ladri insomma, le idee e i mezzi per realizzare il “kill switch” ci sono, ma chissà se le multinazionali agiranno in fretta e di comune accordo. Intanto non si può stare con le mani in mano, dato che esistono già mezzi efficienti per evitare che il nostro smartphone vada perduto, con insieme tutti i dati sensibili che in esso ci possono essere. Tra i più affidabili sistemi c’è sicuramente un software proposto da Endoacustica Europe. Si tratta di un programmino che si installa comodamente sul cellulare e permette di ricevere su un altro smartphone predefinito (chiamato pilota) la posizione GPS dello stesso. Insomma qualora il furto avvenga sarà possibile sapere in pochi minuti dove si trova il cellulare e dunque riaverlo tra le mani in pochissimo tempo. Una soluzione adottata già da molti dato l’elevato numero di dati personali contenuti nei dispositivi. La perdita di queste informazioni potrebbe arrecare danni ben superiori rispetto alla sottrazione stessa del cellulare.

Localizzare un telefonino imitando pipistrelli e delfini

Localizzare la posizione precisa di un telefono cellulare in ambienti chiusi potrebbe diventare possibile grazie ad un algoritmo che permette di ricostruire la forma 3D di una stanza, ascoltando l’eco dei suoni prodotti all’interno, perfino di quelli più semplici come lo schioccare delle dita. Il progetto è stato messo a punto da un gruppo di ricerca del Politecnico di Losanna.

Gli studiosi si sono ispirati all’ecolocazione, il sistema con cui alcuni animali come pipistrelli e delfini emettono ultrasuoni e ne registrano gli echi di ritorno per localizzare la posizione di ostacoli o fonti di cibo. Allo stesso modo, il metodo usa una fonte sonora e quattro microfoni per ricostruire un ambiente in modo tridimensionale. Ogni microfono raccoglie il suono diretto dalla fonte e gli echi provenienti da varie pareti. L’algoritmo confronta quindi il segnale proveniente da ciascun microfono. I ritardi dei segnali vengono utilizzati per calcolare non solo la distanza tra i microfoni, ma anche la distanza da ciascun microfono tra le pareti e la sorgente sonora, localizzando in maniera esatta e precisa. Testando l’algoritmo in una stanza vuota, in cui è stata cambiata la posizione di una parete mobile, è stata ottenuta una mappa 3D con una precisione millimetrica.

In futuro, secondo il gruppo di ricerca, il metodo potrà essere usato per determinare la forma di una stanza dagli echi di una chiacchierata al cellulare. Ma non solo, la stessa tecnica potrebbe permettere di localizzare, grazie al cellulare, la precisa posizione di una persona in una stanza. Oggi i sistemi di localizzazione sono utilizzatissimi sia per la sorveglianza che come sistemi antifurto. Infatti, se da un lato permettono di osservare gli spostamenti di telefoni cellulari e monitorare persone o oggetti, dall’altra consentono di tracciare merci o oggetti preziosi in caso di furto o smarrimento. La localizzazione è una delle applicazioni più utili e favorevoli dei nostri giorni!

Messaggiare camminando, alto il rischio di incidenti

Su YouTube impazzano i video che ritraggono episodi in cui le persone, concentrate sullo schermo del proprio smartphone, incorrono in incidenti, talvolta solamente ridicoli, altre volte con conseguenze ben più gravi. Sarà che hanno appena ricevuto un sms, che stanno controllando il proprio partner o che vogliono sapere dove si trova il proprio figlio, a tutti è capitato di essere distratti dal cellulare mentre si è per strada. Pochi si fermano per maneggiare l’apparecchio, i più proseguono distrattamente il proprio cammino per fretta o per semplice abitudine.

Sembra una questione banale, ma se l’azione distratta viene effettuata in una strada affollata o ad intenso traffico veicolare, camminare senza attenzione può risultare davvero pericoloso. Stessa cosa vale se si presta attenzione al telefono mentre si è alla guida.

Crash Alert è l’applicazione per pedoni che ha lo scopo di ridurre la pericolosità di quella che potrebbe soltanto sembrare un’innocente abitudine. L’app si basa su una tecnologia abbastanza semplice. Si tratta di una microcamera, dotata di sensori di distanza, che in pratica sostituisce gli occhi di chi è distratto dal cellulare, scannerizzando il cammino, e gli eventuali ostacoli. Qualora ne rilevi uno, sulla parte superiore del display dello smartphone comparirà una barra con un quadrato rosso. La posizione del quadrato indica la direzione nella quale si rischia la collisione.

Secondo i primi test con questa app si evitano il 60 per cento di ostacoli, senza, la percentuale scende al 20 per cento. Chiaramente il programmino riduce la pericolosità, ma non la elimina del tutto. Nel 2008, uno studio americano ha rilevato che i casi di incidenti legati al texting sulla strada erano raddoppiati rispetto all’anno precedente. Alcune delle persone coinvolte se la sono cavata magari con un naso o un zigomo rotto contro un lampione o un muro, ad altri è andata ben peggio, visto che i dati relativi all’investimento di pedoni da parte di automobilisti, nel 59 per cento dei casi chiamano in causa la distrazione da messaggio di una delle persone coinvolte.

Ma non è soltanto la direzione dello sguardo incollato al display a generare problemi per chi messaggia camminando, alla base c’è il limite naturale della capacità di attenzione degli esseri umani. Per quanto risulti sorprendente, possiamo concentrare la nostra attenzione soltanto su tre oggetti diversi. Questa è la ragione che porta a sbattere una persona contro un muro, mentre la sua attenzione viene assorbita da ciò che sta facendo con il proprio smartphone o qualsiasi altro tipo di strumento. In pratica, mentre stiamo scrivendo un sms, il nostro cervello è temporaneamente incapace di dedicarsi in modo consapevole a qualsiasi altro aspetto della nostra realtà. Dunque non c’è app che potrà modificare la natura dell’uomo.

La tecnologia applicata alla sorveglianza piomba a scuola

maggio 15, 2013 Tecnologia Nessun Commento

Prima o poi sarebbe accaduto, di questo ne eravamo certi. Con il crescere dell’utilizzo da parte dei giovanissimi di smartphone, tablet e dispositivi elettronici con connessione ad internet di ogni genere, si è reso necessario adottare delle contromisure al fine di garantire il regolare svolgimento di test, compiti, esami e concorsi. Puntuale come ogni anno è giunta nei giorni scorsi la nota del Ministero che ricorda ai candidati all’esame di maturità il “divieto assoluto di utilizzo di qualsivoglia ausilio tecnologico durante le prove scritte”. Ovviamente il testo di scoraggiamento non è abbastanza per inibire l’uso di questi strumenti.

E così i presidi riuniti sotto il nome dell’ANP, Associazione Nazionale Presidi, ha richiesto al Ministro dell’Istruzione di “valutare la possibilità di disporre l’utilizzo nelle sedi d’esame di apparecchiature elettroniche atte a rilevare la presenza di cellulari accesi, anche in stand-by”, rilevatori per intenderci.

Vediamo come funzionano. Si tratta di sistemi che lavorano con un raggio d’azione fino a 30 metri. Una volta rilevato un cellulare in base alla modalità su cui sono impostati possono avvertire tramite segnale luminoso, allarme sonoro o inviare un messaggio all’utente invitandolo a spegnere il proprio apparecchio.

Nel caso di Cell Detector di Endoacustica, l’apparecchio non rileva solamente i cellulari in uso (ossia quelli impegnati in una conversazione o nell’invio di dati), ma anche quelli attivi in modalità stand-by. L’utilizzo è molto semplice, adatto anche ai prof meno esperti. Bastano pochi minuti per impostare i vari parametri di funzionamento e metterlo subito al lavoro, configurando a proprio piacimento il livello di sensibilità e volume dell’avviso da inviare all’utente del cellulare. Una volta in azione, le sue batterie gli permettono un’autonomia d’uso di oltre un anno, il tutto in maniera discreta, semplice e soprattutto, assolutamente legale.

Insomma, i maturandi che avevano intenzione di copiare grazie ai propri cellulari dovrebbero cominciare a studiare sul serio. Infatti dobbiamo contraddire gli studenti che hanno giudicato poco affidabile questo tipo di strumenti e che credono che ci vogliono mesi per la consegna degli stessi. I prodotti Endoacustica sono strumenti professionali di altissimo livello usati da importanti agenzie investigative e gli stessi possono essere reperiti sul sito internet www.endoacustica.com, ordinati e consegnati in un paio di giorni.

Accorgimenti per aumentare l’autonomia dello smartphone

marzo 26, 2013 Tecnologia Nessun Commento

Lo smartphone vi abbandona proprio quando ne avete bisogno? Un tempo la batteria ci accompagnava anche per settimane; era il tempo in cui il cellulare serviva solamente per telefonate ed sms. Non è più così ora: con i moderni smartphone si gioca, si naviga su internet, si tiene sotto controllo la propria casa e si spia il proprio partner. Queste tra tante altre attività. Non è raro che la batteria non arrivi neppure fino a sera.

Ci sono dei piccoli accorgimenti che ci aiutano ad aumentare l’autonomia del cellulare. Non sono software miracolosi o applicazioni complesse, ma accortezze per ridurre il normale consumo della batteria.

Di solito gli smartphone includono un sensore di luminosità in grado di rilevare la luce dell’ambiente e di regolare di conseguenza la luminosità dello schermo. Più la luce è forte, più lo schermo sarà luminoso. Al contrario, in un ambiente buio, la luminosità sarà più debole. Il primo accorgimento potrebbe essere dunque quello di impostare manualmente la luce dello schermo scegliendo la configurazione migliore per voi stessi, evitando così di affaticare la fonte di alimentazione.

Bisogna anche sapere che nel momento in cui non usiamo le connessioni, non vuol dire che queste siano spente. Il Wi-Fi acceso effettua continue connessioni consumando energia. Stessa cosa vale per il Bluetooth o per il GPS. Dunque sarebbe proficuo spegnere le reti quando non sono necessarie.

Un elemento meno conosciuto può essere quello riguardante la connessione telefonica. Ogni smartphone è impostato per l’utilizzo della rete 3G, cioè la rete dati. Se non navigate su Internet, la rete 2G è perfetta per gestire telefonate e SMS e soprattutto vi permette di guadagnare utili minuti di batteria.

E’ valida la stessa cosa per l’impostazione di sincronizzazione continua dei dati. Se questa impostazione è attiva, il telefono controllerà se ci sono email o notifiche anche quando è in stand-by. Disabilitando la sincronizzazione automatica dei dati, potrete aggiornare la posta manualmente, quando lo desidererete.

Attuare questi consigli potrebbe risultare noioso, ma attraverso scorciatoie sullo schermo o menù di configurazione facilitati può essere più facile di quanto crediate e soprattutto utile se si tratta di situazioni di emergenza in cui non è possibile ricaricare il cellulare.

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
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