Le nuove tecniche del riconoscimento biometrico

Le nuove tecniche di riconoscimento biometrico stanno facendo il loro ingresso nelle banche, nelle aziende e in alcuni enti pubblici. Ma presto sbarcheranno anche sui nostri personal computer, trasformando la password in un cimelio da modernariato.
Tecnologie fino ad ora adottate soltanto dall’FBI o di cui si è sentito parlare nei film di fantascienza incominciano ad essere alla base di progetti affascinanti e soprattutto attuabili. Il tutto all’insegna e a favore della sicurezza.
Le tecnologie biometriche, infatti, codificano digitalmente le caratteristiche della voce, degli occhi, il viso e le mani, e associano l’identità con gli attributi biologici memorizzati in un file. Negli Stati Uniti, alcune società che sviluppano il loro business su Internet, come Drug Emporium, ING Direct Canada e Election.com hanno dato il via a sperimentazioni di questo tipo, per controllare l'identità degli utenti durante la prescrizione di farmaci, l'accesso a conti bancari o il voto online. Sicuramente la biometria ha caratteristiche di sicurezza migliori dell’utilizzo di password e la sua funzionalità, con l’evoluzione dei software e dell’hardware, non dovrebbe deludere le aspettative.
Ma cosa si intende esattamente con biometria?
La scienza biometrica si basa sull’utilizzo delle caratteristiche fisiche di una persona per la sua identificazione. A differenza dei badge, delle key cards o delle password, la biometrica non può andare persa, non può essere utilizzata da più persone né venire contraffatta e fornisce una identificazione assoluta e certa.
Tutti i sistemi biometrici prevedono una fase iniziale di registrazione durante la quale vengono analizzate le caratteristiche fisiche dell’utente, in modo da memorizzare un codice che verrà poi ogni volta confrontato con quello ottenuto al momento del tentativo di accesso.
Tra le tecniche più conosciute e tradizionali, c’è la rilevazione delle impronte digitali. Coloro che vedono i film polizieschi sanno che nessun individuo ha le stesse impronte digitali. Chi si sottopone a questo test deve appoggiare un dito, di solito il pollice, su uno schermo. L’immagine dell’impronta scannerizzata viene confrontata con quella memorizzata nel database e fornisce l’autenticazione dell’identità.
Sul mercato sono già disponibili sistemi di analisi delle impronte digitali "domestici", per controllare ad esempio l’accesso a un PC. Con il tempo, sono state introdotte altre tecniche, come quelle legate al riconoscimento del viso o della voce.
In quest’ultimo caso, il riconoscimento vocale si basa sulle differenze biologiche e sulle caratteristiche della voce umana, caratteristiche che non possono essere imitate. È sufficiente pronunciare una password in un microfono o in un ricevitore telefonico e il software per l’identificazione della voce confronta la pronuncia con quella registrata e contenuta in un database.