Recuperare il tatto grazie ai nanotubi di carbonio
La ricerca scientifica e la tecnologia possono aiutare la nostra salute e rendere la vita migliore, specialmente per chi ha problemi con uno dei cinque sensi vitali. In questo caso, parliamo del senso del tatto, che può andare perduto a seguito di incidenti o di malattie che affliggono il sistema nervoso centrale, ma che può essere recuperato, almeno parzialmente.
Infatti, una ricerca in corso presso l’Oak Ridge National Laboratory del Tennessee sembra ottenere ottimi risultati in tal senso grazie ai nanotubi di carbonio, talmente piccoli che un filo di fibra di vetro solo 4 volte più spesso di un capello umano ne può contenere quasi 20000.
I nanotubi svolgono, in pratica, un lavoro simile a quello delle terminazioni nervose che ricoprono la pelle umana; infatti, oltre ad avere dimensioni infinitesimali, grazie alle quali è possibile usarli con tale densità, sono anche conduttori di elettricità.
Pertanto, con queste caratteristiche, rappresentano una soluzione perfetta per costruire dei sistemi che imitano il funzionamento del sistema nervoso umano. Nelle dita di una mano, infatti, sono presenti circa 2500 terminazioni nervose per ogni centimetro quadrato, una densità paragonabile a quella delle fibre contenenti nanotubi.
Inoltre, ognuno dei nanotubi utilizzati viene isolato individualmente, permettendogli di trasportare un singolo impulso elettrico ed aumentando la sensibilità del recettore. Attualmente ancora non sono previste applicazioni reali per questa tecnologia, che si trova ancora nelle sue fasi iniziali di sperimentazione e di miglioramento della conduttività.
Tuttavia, questo progetto potrebbe in un prossimo futuro rivelarsi molto utile per pazienti privati del senso del tatto, che potrebbero recuperare, se non tutta, almeno una parte della funzionalità perduta.