Comunicazioni satellitari per sottomarini in immersione

CSD

Il gigante americano degli armamenti Lockheed Martin ha appena completato, in collaborazione con altre industrie del settore dell’elettronica, una serie di test su un programma di comunicazioni chiamato CSD (Communications at Speed and Depth).

Si tratta di un sistema di telecomunicazioni che permette ai sottomarini di tutte le classi in servizio presso la Marina USA, di restare in immersione senza bisogno di risalire a quota periscopio per comunicare con altre navi, aerei o con la base a terra. Normalmente, questo è il momento più a rischio per i sottomarini, che quando risalgono al livello del mare sono più esposti al fuoco nemico o al pericolo di essere intercettati.

Il sistema CSD, oggetto di un contratto del valore di circa 35 milioni di dollari, è composto di una serie di boe galleggianti, che vengono lanciate dal sottomarino stesso ed al quale sono collegate via cavo. Le boe sono dotate di antenne per comunicazioni telefoniche tramite la rete Iridium, e per comunicazioni radio ad altissima frequenza. Le antenne galleggianti ricevono le comunicazioni in entrata provenienti dalla base terrestre tramite un satellite, e nello stesso modo inviano segnali verso la base.

Un’altra boa invece trasforma i segnali acustici in onde radio, permettendo al personale del sottomarino di entrare in comunicazione radio diretta con eventuali aerei presenti in zona.

Grazie al sistema CSD, i sottomarini saranno costantemente collegati alla rete di comunicazioni globale, senza doversi esporre ad inutili rischi nel momento dell’emersione. Il collegamento continuo permette non solo di minimizzare i rischi, ma anche di assicurare una maggiore flessibilità operativa, in modo che il piano di una missione possa essere cambiato in tempo reale senza dover attendere la prossima emersione.

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