Lettonia, la polizia assedia i cittadini

Dopo essere stata invidiata in tutto il mondo per una crescita economica stellare seguita all’indipendenza dall’URSS, la Lettonia è stato il paese europeo che più ha risentito della crisi finanziaria mondiale, e sta iniziando un lento processo di risanamento.

Una categoria di lavoratori che sembra non aver risentito della crisi, apparentemente, è quella dei poliziotti, specialmente quelli deputati al controllo del traffico. Per loro, crisi o meno, non cambia nulla, perché continuano ad arrotondare il magro stipendio in una maniera che, purtroppo, è molto diffusa nei paesi dell’Est Europa: vessando i cittadini.

Se in Occidente la presenza di una pattuglia stradale ispira sicurezza, in Lettonia essa incute timore. Infatti, gli ineffabili vigili urbani, invece di piazzarsi, ad esempio, prima di una curva pericolosa per indurre gli automobilisti a rallentare, si posizionano dopo la stessa, così da poter cogliere sul fatto chi dovesse superare i limiti di velocità.

Circolare con una targa straniera, poi, vuol dire attirare l’attenzione dei simpaticissimi vigili, che ad esempio, su una strada trafficata, fermeranno il malcapitato turista per aver superato i limiti, salvo poi rispondere, alle giuste rimostranze dell’automobilista che ne chiede prova, che la pistola laser non funziona.

Ovviamente però, tutto è risolvibile con un po’ di flessibilità: basta una piccola mancetta al poliziotto di turno (di solito all’incirca il 20% della normale multa), e magicamente l’infrazione sparisce… E per i guidatori stranieri, che nella mentalità locale sono considerati ricchi e stupidi, l’importo di tale mancia viene moltiplicato.

Le regole del traffico sono inesistenti, e pertanto possono essere interpretate in vari modi, ma mai a favore di chi è al volante. Una svolta a sinistra normalmente consentita, diventa improvvisamente vietata quando un’auto di pattuglia si apposta dietro l’angolo.

E se pensate che prendere l’autobus possa salvarvi da queste vessazioni, vi sbagliate di grosso! Per le strade di Riga, quando il controllore sale per verificare (giustamente) che tutti abbiano pagato il biglietto, non lo fa mentre l’autobus continua la corsa verso la sua destinazione.

L’autobus viene fermato sul ciglio della strada, e assieme a un paio di donne che verificano i biglietti dei vari passeggeri, salgono altrettanti poliziotti, mentre altri due armati sono appostati per fermare chi dovesse tentare la fuga. All’Ovest, questa si chiama interruzione di pubblico servizio, ma in Lettonia, la gente scrolla le spalle e tira dritto.

D’altra parte, in un paese dove lo stipendio medio non tocca i 500 euro e tutti hanno un secondo lavoro, bisogna cercare di arrotondare in qualche modo. Per i poliziotti lettoni, arrotondare vuol dire vessare… Chissà, forse a Riga e dintorni, è proprio vero che “si stava meglio quando si stava peggio”.

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