{"id":484,"date":"2009-10-15T20:38:06","date_gmt":"2009-10-15T18:38:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.endoacustica.com\/blog\/?p=484"},"modified":"2024-05-20T08:16:58","modified_gmt":"2024-05-20T06:16:58","slug":"avete-perso-una-mano-ora-potete-recuperare-il-senso-del-tatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.endoacustica.com\/blog\/2009\/10\/15\/avete-perso-una-mano-ora-potete-recuperare-il-senso-del-tatto\/","title":{"rendered":"Avete perso una mano? Ora potete recuperare il senso del tatto"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le protesi robotizzate attualmente usate per restituire almeno una parvenza di <strong>dignit\u00e0<\/strong> a persone che hanno perso <strong>braccia<\/strong> o mani a seguito di un incidente, hanno una serie di limiti. Al primo posto, oltre alla scomodit\u00e0 nell\u2019indossarle, viene l\u2019assenza di risposta dal punto di vista <strong>sensoriale<\/strong>, che rende assai difficile dimenticare che si sta utilizzando una <strong>protesi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso la <strong>University of Michigan<\/strong> si sta sviluppando una sorta di <strong>manica<\/strong>, da posizionare sulle terminazioni nervose interrotte, che pu\u00f2 migliorare le funzioni delle protesi manuali, e restituire le <strong>sensazioni<\/strong> tattili ai pazienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori hanno creato una sorta di interfaccia composta di <strong>cellule<\/strong> muscolari e di materiale <strong>polimerico<\/strong>, che collega le terminazioni nervose alla mano prostetica. Grazie a questa <strong>giunzione<\/strong> neuro-muscolare, il cervello pu\u00f2 controllare i <strong>movimenti<\/strong> dei muscoli. Utilizzando questa <strong>interfaccia<\/strong>, i segnali inviati dalle terminazioni nervose, normalmente inutilizzabili, vengono resi utili a <strong>comandare<\/strong> movimenti e generare sensazioni tattili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cellule muscolari montate sul <strong>&#8220;guanto&#8221;<\/strong> e le terminazioni nervose interagiscono tra loro, creando un <strong>collegamento<\/strong> stabile. Negli esami di laboratorio, i risultati hanno indicato che non solo l\u2019utilizzo di questa interfaccia consente di <strong>migliorare<\/strong> il controllo del movimento della protesi, ma anche e soprattutto che questo collegamento consente una <strong>comunicazione<\/strong> in entrambe le direzioni, inviando impulsi tattili e <strong>termici<\/strong> al cervello, che pu\u00f2 cos\u00ec distinguere una superficie <strong>ruvida<\/strong> da una liscia, e una <strong>calda<\/strong> da una fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, finanziato dal Ministero della Difesa americano, nasce dall\u2019esigenza di migliorare la vita dei feriti nelle <strong>guerre<\/strong> in Iraq e Afghanistan, ma ovviamente crea sviluppi interessanti anche per tutti coloro che hanno subito <strong>mutilazioni<\/strong> ad esempio sul lavoro. I primi test su esseri umani, per cominciare ad offrire loro un barlume di speranza, sono previsti tra tre anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Le protesi robotizzate attualmente usate per restituire almeno una parvenza di dignit\u00e0 a persone che hanno perso braccia o mani a seguito di un incidente, hanno una serie di limiti. 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