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Proteggiti dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate!

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Escape & Evasion Gun Belt: molto più di un semplice cinturone per pistola

Alcuni gadget utilizzati in ambito di spionaggio possono rivelarsi altrettanto utili in caso di salvaguardia personale o in situazioni particolari di emergenza. Prendete per esempio il cinturone Escape & Evasion Gun Beltz, ideato dall’ex agente della CIA e specialista di intelligence, Jason Hanson. Parliamo di un robusto cinturone in pelle, …

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Anche la codifica 3G è a rischio intercettazione

gennaio 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Nokia Crypto

Tempi duri per la sicurezza dei nostri cellulari: è di poche settimane fa la notizia che la codifica A5/1, usata dagli operatori GSM è stata decodificata da un hacker tedesco e rischia di essere resa pubblica a danno della privacy delle nostre conversazioni.

Oggi invece sembra che anche il sistema di criptaggio che regola le conversazioni secondo lo standard 3G, chiamato Kasumi, sia stato attaccato con una procedura che richiede soltanto alcune ore su un normale PC, e che il risultato di tale attacco sia stato quello di ottenere accesso alla rete.
La tecnica di codifica 3G, chiamata Misty è piuttosto complicata, poiché utilizza una serie di chiavi multiple, ma tale complessità la rende pesante da utilizzare. Pertanto è stato applicato ad essa il sistema Kasumi, con lo scopo di rendere più rapida la codifica.

Sfortunatamente, questa mossa sembra aver creato problemi in termini di sicurezza, ed ora gli utenti dei cellulari di terza genereazione si chiedono se le loro conversazioni siano realmente sicure.
Per essere veramente al sicuro da intercettazioni, è pertanto consigliabile dotarsi di un secondo livello di codifica e di criptaggio, tramite l’utilizzo di un cellulare criptato a prova di intercettazione.

Infatti, i cellulari criptati sono dotati di una ulteriore chiave di sicurezza a 256 bit, ben più sicura di quella a 128 bit usata dalla rete GSM normale; usando due cellulari in possesso della stessa chiave di codifica, si rende impossibile l’accesso da parte di eventuali ascoltatori non autorizzati, che potrebbero soltanto ascoltare un rumore indistinguibile.

Quindi, anche se le moderne reti cellulari si stanno dimostrando sempre più a rischio per la nostra privacy, la maniera di difendersi esiste certamente!

Auricolari micro: in contatto sempre ed ovunque

gennaio 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Earpiece

Nel campo della sorveglianza e non solo, usare un microauricolare può spesso fare la differenza tra la riuscita ed il fallimento di un’operazione.

Un auricolare miniaturizzato, grazie alle sue dimensioni ridottissime, può facilmente essere inserito all’interno dell’orecchio di chi lo usa, e pertanto passare inosservato anche ad un’attenta ispezione. Nonostante il suo minimo ingombro, esso è fornito di una dotazione tecnologica all’avanguardia, che comprende una batteria in miniatura, un’antenna ed un altoparlante, in modo da permettere a chi lo indossa di ricevere informazioni ed istruzioni a distanza.

In pratica, si tratta di un microscopico ricevitore FM, che può essere collegato via Bluetooth ad altri dispositivi quali ad esempio un orologio GSM, in modo da creare un sistema completo di ricezione e trasmissione discreta, anche a distanze illimitate, in quanto l’orologio GSM è dotato, al suo interno, di una scheda SIM proprio come quella del vostro cellulare, che permette di inviare le informazioni raccolte, in tempo reale e tramite una semplice telefonata.

Gli auricolari micro, inoltre, possono essere usati per restare in comunicazione diretta con gruppi operanti su una superficie ampia, quali ad esempio operai in un’area di costruzioni, squadre di soccorso impegnate in operazioni ad ampio raggio, ed anche con agenti di polizia durante un’operazione anticrimine, per evitare di destare sospetti pur restando in contatto costante.

Generalmente, un micro auricolare è dotato di una batteria di tipo zinco-aria, con un bassissimo consumo energetico che permette un’alimentazione variabile tra le 15 e le 30 ore di operazione. Inoltre, l’auricolare può entrare automaticamente in stand by quando non riceve comunicazioni per un certo periodo di tempo, riducendo ulteriormente il consumo energetico, oltre a renderne più difficile l’individuazione da parte di apparecchiature di rilevamento.

Per maggiori informazioni sui microauricolari disponibili sul mercato, potete visitare il sito di Endoacustica.

Una microcamera in un bottone

gennaio 16, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Thanko

Una delle ultime novità nel settore delle telecamere in miniatura viene, neanche a dirlo, dal Giappone, dove la casa produttrice di gadget miniaturizzati, ha appena presentato una versione migliorata della sua microcamera nascosta all’interno di un bottone, che permette di registrare anche suoni oltre alle immagini.

Infatti, se la versione precedente del Camera Button permetteva la registrazione di filmati in alta definizione e lo scatto di immagini, la seconda versione è stata migliorata con l’aggiunta di un microfono che permette di aggiungere suoni ai propri filmati, così da poterla usare per registrare filmati nascosti da poter poi utilizzare come prova in sede legale.

Il microregistratore ha una lunghezza di circa 7 cm, ed una lente che somiglia ad un normale bottone della vostra giacca, e pertanto può essere occultato facilmente all’interno dei vestiti senza dare nell’occhio. I filmati raccolti vengono salvati su una scheda di tipo Micro SD, con una capacità fino a 16 Gb. L’alimentazione avviene tramite una batteria al litio, che permette di registrare fino a 70 minuti di filmati senza interruzione.

L’avvio della registrazione avviene tramite la semplice pressione di un pulsante, mentre la versione precedente era dotata di un telecomando che rendeva le operazioni lievemente più semplici. In ogni caso, per un prezzo che si aggira sui 55 dollari, si tratta di un prodotto che fornisce delle buone prestazioni.

Ovviamente però, se abbiamo bisogno di microcamere di tipo professionale, o di veri e propri microregistratori digitali per l’utilizzo nel campo della sorveglianza, è consigliabile orientarsi verso una spesa maggiore, per ottenere un prodotto che fornisca prestazioni perfette; a tale scopo, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica.

Controllare un drone tramite iPhone? Ora si può

gennaio 14, 2010 Tecnologia Nessun Commento

AR Drone

Ormai esistono applicazioni iPhone per fare praticamente tutto, ed era facile aspettarsi che il melafonino entrasse di prepotenza anche nel settore degli elicotteri senza pilota radiocontrollati. Infatti, è stato appena presentato AR.Drone, un elicottero dotato di due videocamere, che può essere controllato usando il vostro iPhone o iPod Touch.

Il sistema è ancora nelle sue fasi embrionali, e se ne prevede l’entrata in commercio non prima della seconda metà del 2010. L’elicottero è munito di 4 rotori, che possono anche essere protetti per consentirne l’utilizzo in interni, e di un sistema di stabilizzazione del volo che consente di ottenere riprese di qualità, controllandone il movimento a distanza attraverso i sensori dell’iPhone.

Progettato per un uso non professionale, ma adatto sia allo svago che a operazioni di sorveglianza aerea, il microelicottero AR.Drone ha un peso di circa 400 grammi ed una scocca interamente in fibra di carbonio, ed è alimentato tramite una batteria interna al litio, che può fornire energia sufficiente per 15 minuti di volo.

Parrot, la casa creatrice di questo sistema, lo ha studiato per l’utilizzo all’interno di sistemi di videogioco in realtà aumentata, nei quali AR.Drone può rilevare bersagli o altri droni, e sparare razzi (ovviamente non reali!) all’interno di una battaglia virtuale.

Le immagini riprese dalla telecamera frontale vengono visualizzate sullo schermo dell’iPhone, ed i sensori di movimento di quest’ultimo trasmetteranno i movimenti del telefono al drone, guidandolo in maniera realistica. Togliendo le dita dallo schermo, entra in funzione un pilota automatico che mantiene il drone a circa un metro da terra, e in caso di perdita della connessione, l’atterraggio avviene automaticamente in maniera delicata.

Al momento non sono state ancora fornite informazioni in merito al prezzo dell’AR.Drone, ma sicuramente prima del lancio se ne saprà di più.

Sensori piezoelettrici che catturano energia

gennaio 14, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Piezo

Durante lo scorso mese di dicembre, all’International Electron Devices Meeting tenutosi a Baltimora, dei ricercatori belgi dell’IMEC, il più grande centro di ricerca in Europa nel campo della nanoelettronica e delle nanotecnologie, hanno presentato un piccolo sensore piezoelettrico che può captare energia dalle vibrazioni causate da pressione o movimento.

Grazie alle sue caratteristiche, tale sensore è in grado di generare abbastanza energia per poter raccogliere dati di vario tipo intorno a sé, e trasmetterli ogni 15 secondi verso una stazione ricevente.

I dati raccolti possono variare a seconda del tipo di equipaggiamento collegato: ad esempio, utilizzando questo sistema in coppia con un sensore per il rilevamento dell’inquinamento atmosferico, si possono raccogliere dati riguardo alla qualità dell’aria; in alternativa, utilizzandolo per alimentare una microspia GSM installata all’interno di un’automobile, si può ottenere energia dalle vibrazioni causate dal movimento dell’auto, ed utilizzare tale energia per trasmettere i risultati dell’intercettazione.

Il sensore presentato dai ricercatori dell’IMEC ha fornito 85 microwatt di potenza, una cifra record considerate le piccole dimensioni, usando una tecnologia di tipo MEMS, che aiuta a contenere al massimo i costi utilizzando nitrato di alluminio, un materiale che consente prestazioni fino a tre volte maggiori rispetto ai comuni materiali piezoelettrici quali lo zirconato di piombo.

Inoltre, la tecnologia MEMS consente di potenziare i circuiti integrati, permettendo di creare sistemi autonomi usando un solo chip. Durante i primi test, il sistema di raccolta di energia è stato collegato ad un piccolo sensore wireless di temperatura e sottoposto a vibrazioni. Il sensore è stato in grado di raccogliere i suoi dati, inviandoli poi ogni 15 secondi verso la stazione di raccolta.

Micro video registratori per le feste e non solo

gennaio 5, 2010 Tecnologia Nessun Commento

mini-dvr

Forse è un po’ tardi per fare un regalo di Natale ad un amico o un parente, ma non è mai troppo tardi per premunirsi nel caso abbiate bisogno di registrare immagini al volo.

Se durante la vostra festa di Capodanno con gli amici, o il pranzo di Natale coi vostri familiari, avete pensato che vi sarebbe piaciuto avere una videocamera sottomano per registrare un momento divertente o speciale, avreste potuto aver bisogno di un videoregistratore digitale in miniatura.

Grazie alle loro dimensioni ridottissime, sono adatti per essere comodamente contenuti anche nel taschino della vostra giacca, e possono essere camuffati all’interno di portachiavi, pacchetti di sigarette o accendini, in modo da non dare nell’occhio ed effettuare riprese spontanee e segrete.

Generalmente, i filmati ad alta definizione vengono raccolti da un microscopico obiettivo ad alta sensibilità, ed immagazzinati all’interno di una scheda di memoria che, a seconda del modello, può avere una capacità fino a 8 Gb, equivalente a svariate ore di registrazione nei formati video più comuni, comodamente scaricabili sul vostro computer tramite collegamento con cavo USB.

Oltre che allo svago, alcuni modelli di micro videoregistratore nascosti all’interno di oggetti di uso comune sono adatti anche alla raccolta segreta di immagini durante operazioni di sorveglianza o di controspionaggio industriale, e pertanto sono indicati anche per forze dell’ordine o professionisti del settore della sorveglianza.

Non soltanto per registrare rapidamente video delle vostre vacanze, ma anche per raccogliere prove di infedeltà coniugali, di crimini commessi intorno a voi o di atti di spionaggio industriale, l’utilizzo di un registratore video tascabile può risolvere una serie di problemi, a casa come sul lavoro, ed anche contribuire a rendere più sicure le nostre città!

Restituire la vista ai ciechi tramite energia solare

gennaio 5, 2010 Biotecnologia Nessun Commento

Eye

Per molti pazienti che soffrono di cecità quasi totale, la mancanza di prospettive si aggiunge alla malattia, in quanto non esistono soluzioni mediche adatte a restituire loro una vista, ed una vita, quasi normale.

Una soluzione potrebbe però venire dalla California, e più precisamente dalla Stanford University, ove si sta studiando una protesi oculare dalle dimensioni ridottissime (3 millimetri di larghezza ed appena 0.03 millimetri di spessore), che trasmette le immagini raccolte verso una videocamera esterna.

La videocamera a sua volta invia le immagini ad un computer tascabile, sul quale è installato un software di gestione delle immagini, le quali vengono finalmente trasmesse verso un display LCD posizionato su degli speciali occhiali.
Il trasferimento dei dati verso il sensore, e l’alimentazione dello stesso, avviene tramite la stessa luce captata dagli occhi; infatti, il chip progettato a Stanford è letteralmente ricoperto di microscopici pannelli solari, che provvedono a fornire l’energia necessaria una volta effettuato l’impianto nella parte posteriore della retina. Per ogni pixel, il sensore è dotato di tre piccolissimi pannelli fotovoltaici.

In pratica, questa protesi oculare è effettivamente alimentata ad energia solare. Allo stato attuale, poiché si tratta di un progetto ancora nelle sue fasi iniziali, questo sistema, pur con tutte le sue caratteristiche ipertecnologiche, riesce a fornire una vista di circa 1/10, un livello al quale il paziente viene ancora tecnicamente definito cieco.

Una volta proseguito lo sviluppo di questo sistema, i ricercatori prevedono di raggiungere almeno un livello di 2/10, sufficiente per svolgere funzioni essenziali, quali riconoscere i volti, e migliorare sensibilmente la qualità della vita per i pazienti affetti da cecità quasi completa.

Svelato il codice GSM: Privacy in pericolo?

gennaio 4, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Lock

E’ di oggi la notizia secondo cui un giovane hacker tedesco ha reso pubblico l’algoritmo usato dalle reti telefoniche GSM per codificare le telefonate. Si tratta di un codice crittografato a 64 bit, chiamato A5/1.

Tale codifica viene utilizzata da oltre vent’anni per gestire le telefonate di oltre 4 miliardi di apparecchi cellulari in tutto il mondo. Rendere pubblico il relativo codice potrebbe mettere a rischio la privacy delle nostre telefonate, e Karsten Nohl, l’hacker che ha annunciato la sua scoperta durante un recente congresso del settore, ha dichiarato di voler fare in modo che gli operatori GSM adottino dei sistemi di crittografia più avanzati per garantire maggiore sicurezza.

Gli operatori stanno comunque già potenziando i propri apparati per passare alla codifica A5/3 a 128 bit, che consentirà di essere protetti da attacchi che, secondo Nohl, possono essere portati semplicemente munendosi di un computer e di una serie di apparecchiature del costo di circa 2000 euro.
Per gli operatori, un altro metodo per garantire l’invulnerabilità delle comunicazioni è quello di passare alla rete UMTS, per la quale allo stato attuale non esistono sistemi di intercettazione.

Per l’utente finale, nell’attesa che gli operatori implementino le misure di sicurezza necessarie a garantire una assoluta impenetrabilità delle loro reti, la maniera migliore è sicuramente quella di aggiungere un ulteriore elemento di sicurezza, codificando le proprie telefonate tramite l’utilizzo di un cellulare criptato.

I telefoni cellulari criptati sono normali telefoni, sui quali viene installato un software che genera una chiave di codifica a 256 bit, pertanto enormemente più sicura del normale criptaggio della rete GSM. Grazie all’installazione del software di criptaggio, potrete essere sicuri che le vostre conversazioni saranno completamente sicure, perché anche se un ascoltatore esterno dovesse essere in possesso delle chiavi di accesso alla rete GSM, non potrà mai avere la vostra personale chiave.

Facendo in modo che anche il cellulare del nostro interlocutore sia dotato della stessa chiave, le nostre telefonate saranno a prova di qualsiasi tipo di intercettazione, in quanto un eventuale ascoltatore nascosto potrebbe soltanto udire un rumore inintelligibile, assolutamente impossibile da tradurre in suoni e voci se non si è in possesso della chiave di codifica.
Il software è protetto da password, per evitare accessi non autorizzati anche a chi dovesse mettere le mani sul nostro telefono.

Grazie all’utilizzo di questo doppio livello di codifica, sarà pertanto possibile fare in modo che le nostre conversazioni restino assolutamente private. La sicurezza delle conversazioni telefoniche è assolutamente vitale in campi nei quali la riservatezza delle comunicazioni gioca un ruolo importante, ad esempio nella politica e nella pubblica amministrazione, specialmente per chi si occupa di appalti pubblici.

Anche chi svolge un’attività commerciale può sicuramente avvalersi dei telefoni cellulari criptati, per mantenere le proprie informazioni al riparo dalla concorrenza, che potrebbe avere interesse ad ottenere nominativi di clienti e condizioni di vendita in modo da soffiare un affare importante. Le forze di polizia, poi, possono mantenere un canale privilegiato di comunicazione per portare a termine operazioni anticrimine.

Insomma, anche se la rete GSM potrebbe non essere più impenetrabile, l’utente medio ha comunque la possibilità di difendersi da ascolti indiscreti, e le forze dell’ordine sono ancora in grado di proseguire la lotta al crimine. Per avere maggiori informazioni sul software di codifica per la protezione delle vostre chiamate, potete visitare il sito di Endoacustica.

Microspia GSM

dicembre 28, 2009 Tecnologia 1 Commento

GSM Bug

Le microspie GSM sono degli apparecchi di ascolto nascosto che, per trasmettere le loro intercettazioni, si avvalgono della rete telefonica cellulare, grazie alla presenza al loro interno di una scheda SIM.

Tra le migliaia di possibilità offerte dal mercato delle apparecchiature per intercettazioni, l’utilizzo di una microspia GSM è diventato sempre più comune, specialmente negli ultimi anni, grazie alla possibilità di effettuare operazioni di sorveglianza senza limiti di distanza o problemi di copertura radio, salvaguardando la sicurezza e la privacy dell’ascoltatore, che non avrà più bisogno di appostarsi nelle vicinanze ma potrà essere letteralmente ovunque.

La diffusione delle cimici GSM è dovuta al fatto che esse presentano una serie di indubbi vantaggi, quali la chiarezza del segnale trasmesso (grazie alla linea digitale), la possibilità di inviare tale segnale in ogni parte del mondo proprio come una normale telefonata, il tutto senza dover utilizzare apparecchi di ricezione, ma dei semplicissimi telefoni cellulari alla portata di tutti.

La nostra microspia di tipo GSM-001 è costituita da un piccolo involucro con due cavi, usati per alimentare l’apparecchio e per collegarlo ad un microfono dalle caratteristiche di alta sensibilità. All’interno, oltre all’alloggiamento ove viene posizionata la scheda SIM, è contenuto un microprocessore che gestisce tutte le funzionalità della microspia.

Generalmante, per gli altri tipi di sistemi di ascolto basati sulla tecnologia GSM, bisogna chiamare il numero telefonico della scheda SIM per entrare in ascolto. Nel nostro caso invece, la microspia è dotata di un sensibilissimo sensore di attivazione automatica, che fa sì che sia la cimice stessa a chiamare verso un numero predefinito. Questo avviene quando il suo sensore incorporato rileva dei movimenti, dei suoni o, se installata all’interno di un’automobile, quando la stessa viene avviata.

Inoltre, la programmazione delle impostazioni può avvenire senza trovarsi fisicamente vicino alla microspia, in quanto basta inviare  dei semplici SMS in un formato particolare, per far sì che il processore li interpreti come istruzioni operative, abilitando o disabilitando le funzioni relative, o impostando la sensibilità del sensore e del microfono.

Tramite l’invio di un SMS sarà possibile non soltanto modificare le impostazioni delle varie funzioni, ma anche resettare la microspia stessa, o spegnerla in modo da impedirne la rilevazione da parte di eventuali apparecchiature di localizzazione. Inoltre, potremo anche impostare i numeri di telefono abilitati a controllare la microspia, quelli verso i quali la microspia invierà un avviso a mezzo SMS, o da chiamare automaticamente, se il sensore di movimento rileva degli eventi.

Inoltre, potrete inviare un semplice SMS per ricevere direttamente sul vostro telefono un rapporto sullo stato delle varie funzioni della vostra microspia GSM.

Una volta entrati in possesso della vostra cimice, bisogna anche conoscere le caratteristiche del luogo ove piazzarla, nonché la durata dell’operazione di sorveglianza, in modo da poter scegliere il tipo di alimentazione più adatto alle nostre esigenze. Infatti, se la microspia dovrà restare lontano da noi per un lungo periodo, o se avremo bisogno di una sorveglianza continuativa, l’alimentazione dovà per forza avvenire tramite la corrente elettrica di rete in modo da evitare sbalzi nelle prestazioni dovuti ad una batteria scarica.

Questo problema non si pone se la nostra operazione di sorveglianza avrà una durata breve, fino ad un massimo di una settimana, ed in maniera non continua, poiché in questo caso una normale batteria da 9 volt sarà più che sufficiente.

Una volta che si è scelto il posizionamento e l’alimentazione della microspia, bisogna impostarne le modalità di utilizzo. Si tratta quindi di scegliere se saremo noi a chiamare la microspia, o se sarà lei a chiamare noi. Inoltre, se la stessa è installata all’interno di un veicolo, bisognerà scegliere se si vuole ricevere una notifica via SMS al momento della partenza o dell’arresto dello stesso.

Per fare tutto questo, si dovranno pertanto scegliere i numeri di telefono abilitati a chiamare la microspia per ascoltare le conversazioni intorno ad essa, o quelli verso cui sarà la cimice stessa a chiamare direttamente nel momento in cui il suo sensore rileva un movimento o una voce. Per le microspie installate in un autoveicolo, poi, si imposterà il numero verso cui inviare la notifica.

Nello stesso momento, è possibile settare la sensibilità del sensore di attivazione, in modo da eliminare il rischio di falsi allarmi dovuti, ad esempio, ad un rumore proveniente dall’esterno. Per ognuna di queste funzioni, si possono impostare fino a 3 numeri, in grado di controllare la periferica.

Oltre a quanto descritto sopra, tramite il semplice invio di un SMS è possibile svolgere una serie di funzioni di utilità, quali ad esempio il riavvio della microspia (accensone e spegnimento), la formattazione (ripristino delle impostazioni iniziali), lo spegnimento per evitare la rilevazione da parte di apparecchi di bonifica ambientale, l’accensione o spegnimento del LED, o l’impostazione della richiamata in caso di caduta della linea.

In breve, come potete vedere, utilizzando una microspia GSM avete a vostra disposizione un validissimo alleato per le vostre operazioni di sorveglianza, con un elevato grado di flessibilità che vi permette di calibrarne l’utilizzo nella maniera più adatta alle vostre esigenze, per assicurare la riuscita senza alcun rischio!

CyberQuad, microelicottero per sorveglianza cittadina

dicembre 23, 2009 Tecnologia Nessun Commento

CyberQuad

La Cyber Technology, fabbrica australiana di UAV (Unmanned Aerial Vehicles) ha presentato la sua ultima creazione, un veicolo aereo radiocomandato munito di quattro rotori per una maggiore maneggevolezza, che lo rendono adatto ad essere utilizzato in ambienti urbani dove lo spazio è minore.

Cyber Quad, questo il nome del microelicottero presenta quattro rotori canalizzati, con una protezione che ne consente l’utilizzo anche in interni senza rischiare che le pale possano ferire qualcuno. Questo tipo di rotori richiede una maggiore attenzione alla dotazione di stabilizzazione, e generalmente ha una autonomia ed una capacità di carico più limitate rispetto ai modelli con rotori a vista.

La particolare struttura di CyberQuad consente di abbinare le dimensioni ridotte e la sicurezza delle pale canalizzate alla semplicità ed agilità di un mini elicottero dalla forma tradizionale. Può trasportare un carico fino a 1.5 Kg di video e fotocamere, o di sensori per il rilevamento di gas dannosi o agenti inquinanti, e le sue pale non producono scintille, rendendolo adatto ad operare anche in presenza di gas infiammabili, ad esempio come supporto ai vigili del fuoco in operazioni di soccorso o spegnimento incendi.

Come un normale elicottero, CyberQuad è in grado di atterrare e decollare in verticale, e le sue ridotte dimensioni (53x53x16 cm) e peso ne consentono un facile trasporto e messa in opera. La sua velocità di punta è di circa 65 chilometri orari, e può volare ininterrottamente, per un tempo tra i 25 ed i 40 minuti.

La silenziosità garantita dai rotori protetti lo rende adatto anche ad operazioni di video sorveglianza aerea a corto raggio.

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Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
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Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.