Mantenere la propria privacy, arrivano i dispositivi autodistruggenti

Non c’è più limite alla ricerca tecnologica al fine di difendere la privacy degli utenti. Si stanno diffondendo strumenti autodistruggenti. A mali estremi, estremi rimedi. Già da tempo sono in uso dei maggiori esperti delle pen drive autodistruggenti. Si tratta di normali penne usb all’apparenza, che in caso capitino nelle …

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A cosa serve un cambia voce?

Si è soliti pensare che un cambia voce sia un giocattolo per fare scherzi telefonici e divertirsi tra amici. In realtà lo strumento ha potenzialità di certo molto superiori e in molti casi è stato d’aiuto per uscire da situazioni di difficoltà. Pensiamo ad esempio alla storia raccontata da Elena, …

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Una tenda anti microspie: così Obama sfugge alle intercettazioni

Il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, di certo di intercettazioni se ne intende. Ogni volta che passa la notte in un albergo, il suo staff monta una tenda. No, non un gioco riservato alle sue figlie, ma una protezione per poter comunicare in sicurezza con i collaboratori. La tenda …

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La nuova frontiera degli accessi biometrici: l’odore

L’Universidad Politécnica di Madrid ha aggiunto agli strumenti di riconoscimento biometrico già sul mercato, un altro ingrediente: l’odore corporeo. Parametro identificativo che, secondo i ricercatori potrà essere presto sfruttato per un riconoscimento accurato attraverso caratteristiche personali e biologiche. Si potrà così filtrare le persone in base al profumo che emettono. …

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Articoli Recenti:

Una microcamera al posto dell’occhio

settembre 30, 2013 Sorveglianza Nessun Commento
eyebord

Rob Spence, 36 anni, canadese, regista di professione. All’età di 9 anni un incidente con il fucile del nonno lo ha privato di un occhio. Tanti interventi non andati a buon fine. Guardando telefilm americani, qualche anno fa gli è balzata in mente l’idea di un occhio bionico. Così ha contattato un’azienda californiana specializzata in telecamere miniaturizzate per dispositivi portatili che gli ha fornito una minicamera soli 3,2 millimetri quadrati con una risoluzione di 328 per 250 pixel, adattata al suo occhio.

Oggi ha una telecamera impiantata nel bulbo oculare. La microcamera non ha in realtà sostituito l’occhio naturale in quanto non collegata al cervello, ma per il suo lavoro di documentarista è di grande aiuto dato che trasmette in modalità wireless a qualsiasi dispositivo portatile tutto ciò che il suo “occhio” inquadra.

In realtà poi Rob di occhi ne ha ben più di uno. Uno bianco che funge da protesi che porta sotto la benda, due con dentro una videocamera, uno iper-realistico. La decisione di Spencer, definito anche “uomo eyeborg” ha suscitato diverse reazioni. Chi dice che è solo una trovata pubblicitaria, chi lo accusa di violazione della privacy.

Di certo l’utilizzo di una microcamera in qualsiasi contesto può portare grandi benefici in termini di sicurezza e sorveglianza e, a fini documentaristici, non conosce paragoni. Sempre di dimensioni più ridotte, le migliori aziende sono in grado di occultarle veramente ovunque: cravatte, penne, occhiali, portachiavi e oggetti di ogni tipo. In molti casi rappresentano l’unica soluzione a situazioni altrimenti non verificabili e offrono risoluzioni degne dell’industria cinematografica.

Mai più oggetti smarriti con gli strumenti di geolocalizzazione

settembre 18, 2013 Localizzazione Nessun Commento
etichettatag

La geolocalizzazione si fa sempre più vicina, a portata di mano. A tutti è capitato almeno una volta di smarrire un oggetto. Le chiavi, la borsa, il caricabatteria e tantissimi altri arnesi di uso quotidiano vengono molto spesso dimenticati, persi. La parte difficile sta nel ritrovarli. Questo fastidio potrebbe essere eliminato con l’ausilio di strumenti di geolocalizzazione.

In particolare, agli effetti della distrazione stanno cercando di rispondere grandi aziende e startup, con prodotti che a breve arriveranno sul mercato. Il loro segreto sarebbe un accessorio, una “tag”, cioè un’etichetta digitale da applicare o collegare in altri modi agli oggetti. Questi piccoli dispositivi potrebbero aiutare a trovare gli oggetti geolocalizzandoli attraverso uno smartphone, un tablet o un computer. Già tre i prodotti prossimi al lancio, due vengono da startup e uno da Nokia (esclusivo per i dispositivi Lumia, aggiornati a Bluetooth 4.0.). Le etichette si applicano sull’oggetto che si intende monitorare e da quel momento in poi, la tag invierà costantemente informazioni sulla posizione. Attraverso un’applicazione sarà possibile individuare dove si trova in qualunque momento, con opportuni avvisi di prossimità. Praticamente, gli oggetti sono rintracciabili nel giro di una cinquantina di metri e tutte le posizioni possono essere eventualmente condivise con altre persone.

In ambito professionale gli strumenti di geolocalizzazione sono utilizzati già da diversi anni. Basti pensare alla vasta gamma di localizzatori proposti da Endoacustica Europe. Sono dispositivi che si adattano pressoché a tutte le esigenze fungendo anche da antifurto per gli oggetti più preziosi (automobili, biciclette, valigie di sicurezza…). Sono ottimi strumenti per osservare i bambini e gli anziani e preservarli dai pericoli e coprono un raggio di azione molto ampio; inoltre, grazie  all’identificazione della posizione tramite la triangolazione GSM, assicurano la localizzazione anche in assenza di coperture GPS. Se si tratta di oggetti veramente preziosi, meglio affidarsi ai professionisti nel settore.

In arrivo la fotocamera infrarossi per smartphone

settembre 6, 2013 Tecnologia Nessun Commento
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Si sa, dallo smartphone pretendiamo sempre di più. Fotocamere sempre più potenti, ad altissima risoluzione per immagini perfette a portata di mano. Ma non è ancora abbastanza. La nuova frontiera della fotografia smartphone è il sensore a infrarossi.
Si chiama Quark, la prima termocamera a infrarossi per dispositivi mobili, presentata dall’azienda americana Flir, durante la fiera annuale dell’Association for Unmanned Vehicle Systems International (AUVSI) , dedicata a droni e robot.

La telecamera è simile ai modelli montati sui droni, caschi e visori militari ma di dimensioni ancora più piccole. Il primo prototipo è formato da una cover per l’iPhone che segue il profilo del telefono sporgendo di pochi centimetri sulla parte superiore, dove si trova l’obiettivo. Il dispositivo infatti non trasforma la fotocamera dell’iPhone ma ha un obiettivo tutto suo largo circa due centimetri. Al momento la qualità è abbastanza bassa, 0,3 megapixel, il prototipo punta a valutare lo spazio che potrebbe avere sul mercato.

In campo professionale e militare, la fotografia a infrarossi è già ampiamente usata e ambita. Esistono diversi sistemi che permettono l’osservazione IR attraverso dei piccoli oggetti di uso quotidiano facilmente occultabili. Ma anche altri settori ne stanno sfruttando le qualità. In edilizia viene usata per rilevare dispersioni, infiltrazioni di acqua o perdite da tubi, nel campo medico per la diagnosi del tumore alla mammella e in elettronica per identificare guasti all’interno di un circuito elettrico.
Al momento il progetto sperimentale potrà trovare spazio solo se la domanda sarà alta permettendo l’abbattimento dei costi, ora troppo elevati. Inoltre la qualità molto bassa non consente di scattare foto da mettere in bella mostra. Gli infrarossi comunque hanno mosso i primi passi.

Il dispositivo anti sonno “salva-vita”

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Si susseguono nel web numerosi video che ritraggono autisti disattenti o del tutto addormentati alla guida di trasporti pubblici. Immagini drammatiche se si pensa all’alto numero di utenti che giornalmente viaggiano con i mezzi pubblici e che affidano la loro vita nelle mani di uno sconosciuto.

Una ricerca condotta dall’Automobile Club d’Italia ha stimato che tra il 15 ed il 40% degli incidenti più gravi sia imputabile al sonno o alla stanchezza, il più delle volte associato a concause come alcol, medicinali, pasto abbondante. Basta un attimo. Gli occhi si chiudono, la testa piomba sul manubrio mentre le mani che lo afferrano sono sempre più molli. Il “colpo di sonno” è responsabile dunque di circa un incidente su venti. La stanchezza è uno dei fattori più rilevanti per quanto riguarda la sicurezza, infatti non si dovrebbe guidare per più di due ore consecutive e bisognerebbe far seguire ogni periodo di guida da almeno 10 minuti di pausa e di riposo. Dormire poco porta a guidare in maniera più nervosa e veloce. E quindi la velocità potrebbe essere un’altra conseguenza della cattiva abitudine.

Un caffè, la radio accesa, una persona accanto o una breve sosta spesso non bastano. Endoacustica Europe ha testato un dispositivo antisonno , che si posiziona comodamente sopra all’orecchio e, nel caso in cui la testa si inclini per più di 15-20 gradi, inizia a produrre un forte suono che riporta il guidatore velocemente alla realtà. Il prodotto è acquistabile online dal sito www.endoacustica.com , sezione “Difesa personale”. Un piccolo accorgimento che può salvare la propria vita e quella dei passeggeri. Lo strumento dovrebbe essere adottato non solo da privati, ma anche, e soprattutto, dagli amministratori delle società di trasporto. Un amministratore intelligente pone sempre la sicurezza al primo posto.

Il sistema PRISM, ecco di cosa si tratta

prism

Lo scorso 6 giugno il Washington Post ha sconvolto il mondo diffondendo la notizia dell’esistenza di un sistema di sorveglianza clandestino, gestito interamente dal governo americano attraverso le sue due agenzie più importanti, l’NSA e l’FBI.

Il nome in codice del sistema è PRISM e si occupa di monitorare quotidianamente tutto ciò che passa attraverso nove dei più importanti siti mondiali: Microsoft, Google, Facebook, Yahoo, YouTube, PalTalk, AOL, Apple e Skype.

Ma vediamo meglio cos’è PRISM, nome in codice del sistema US-984XN. Si tratta di un programma di sorveglianza elettronica e di Signal Intelligence, classificato “di massima segretezza” e usato per la gestione di informazioni raccolte da internet e da altri fornitori di servizi elettronici e telematici. È stato posto in attività dalla National Security Agency (NSA) nel 2007. Snowden (ex impiegato di una società informatica che lavora per la NSA) ha descritto il programma PRISM come abilitato alla sorveglianza in profondità su comunicazioni dal vivo di gran parte del traffico Internet mondiale e delle informazioni memorizzate. Dunque con questo strumento si possono ottenere i contenuti di email, chat, vocali e videochat, video, foto, conversazioni VoIP, trasferimento di file, notifiche d’accesso e dettagli relativi a siti di reti sociali. Tutto ciò avviene grazie alla collaborazione con i maggiori service provider.

Inoltre PRISM sfrutta le caratteristiche di routing tipiche della rete: in particolare il fatto che il percorso seguito dai pacchetti IP durante le connessioni non è necessariamente il più breve ma piuttosto il più economico. Grazie a queste caratteristiche di routing gran parte del traffico mondiale delle comunicazioni fra utenti/server posti in nazioni diverse passa per gli Stati Uniti o per ISP statunitensi; questo permette al sistema di immagazzinare dati non solo statunitensi. Sempre Snowden ha spiegato che la NSA, per ampliare maggiormente l’area coperta dalle intercettazioni, svolge abitualmente decine di migliaia di attacchi contro le dorsali internet mirando ai router più importanti, sia di paesi amici, sia di provider cinesi. L’unica contromisura veramente efficace che i cittadini possono usare per difendersi da PRISM è, secondo Snowden, l’uso di sistemi di crittografia forte (come PGP, Tor e mezzi simili). La crittografia è già utilizzata dalle maggiori aziende di sicurezza e sorveglianza per garantire la protezione delle conversazioni telefoniche. Un esempio è lo Stealth Phone di Endoacustica Europe che garantisce la massima sicurezza rendendo il telefono irrintracciabile e quindi proteggendo i dati in transito. Le intercettazioni spesso collaborano con la legalità, ma ciò non vuol dire che debbano essere effettuate “a tappeto”, senza un criterio.

Stop al furto di cellulari

furto-cellulare

Centoventimila all’anno, diecimila al mese i cellulari sottratti illegalmente (o anche perduti). Questi  i numeri della patria dei ladri di telefonini, smartphone e tablet: Londra.

Il sindaco, Boris Johnson, e le forze dell’ordine sono davvero preoccupati per il peso di queste statistiche e hanno chiesto alle stesse aziende produttrici dei dispositivi di indagare su ciò che avviene. In particolare è stato chiesto ad Apple, Samsung e Microsoft di studiare qual’è il meccanismo per la disabilitazione degli smartphone di illecita o di dubbia provenienza.

Il caso è nato da un ragazzo che in un anno si è presentato ben 170 volte nel grande store della Apple in Regent Street chiedendo e ottenendo la sostituzione del “suo” iPhone puntualmente ammaccato. Ad ogni richiesta ha ottenuto uno smartphone nuovo di zecca. Ma chiaramente la situazione ha incuriosito i gestori, anche perché non si trattava di un caso unico e, circostanze molto simili, si erano verificate anche in casa Samsung.

I tre colossi, tirati in causa dalle autorità, hanno proposto un “Kill switch”, una opzione, attivabile anche da lontano, che “uccide” il cellulare, lo rende inservibile e allo stesso tempo riconoscibile come prodotto sottratto al suo legittimo proprietario (una evoluzione della applicazione già presente «Trova il mio iPhone»). Così da impedire ai furfanti, tipo il ragazzo delle 170 visite allo store della Apple, di farla franca e addirittura di ritrovarsi, grazie allo scambio usato-nuovo, con un telefonino bello impacchettato. Non è chiaro se tutte le case produttrici abbiano accettato l’opzione.

Contro i ladri di smartphone & co ci sono battaglie in corso in diverse parti del mondo; la polizia americana annota 113 cellulari sottratti illegalmente (o anche perduti) ogni minuto, per un totale di 162 mila al giorno. Guerra ai ladri insomma, le idee e i mezzi per realizzare il “kill switch” ci sono, ma chissà se le multinazionali agiranno in fretta e di comune accordo. Intanto non si può stare con le mani in mano, dato che esistono già mezzi efficienti per evitare che il nostro smartphone vada perduto, con insieme tutti i dati sensibili che in esso ci possono essere. Tra i più affidabili sistemi c’è sicuramente un software proposto da Endoacustica Europe. Si tratta di un programmino che si installa comodamente sul cellulare e permette di ricevere su un altro smartphone predefinito (chiamato pilota) la posizione GPS dello stesso. Insomma qualora il furto avvenga sarà possibile sapere in pochi minuti dove si trova il cellulare e dunque riaverlo tra le mani in pochissimo tempo. Una soluzione adottata già da molti dato l’elevato numero di dati personali contenuti nei dispositivi. La perdita di queste informazioni potrebbe arrecare danni ben superiori rispetto alla sottrazione stessa del cellulare.

Google brevetta l’algoritmo per prevenire i reati online

luglio 15, 2013 Sorveglianza Nessun Commento
sorvegliarepc

Le autorità si avvalgono come è noto, di numerosi micro strumenti al fine di sorvegliare in maniera discreta pc, smartphone e strumenti tecnologici dove circolano ogni giorno milioni e milioni di informazioni. In questo modo, vanno ad intercettare tutto ciò che viene scritto in email, sms e testi elettronici di ogni genere. Ora sembra che Mountain View voglia brevettare un algoritmo in grado di captare anche ciò che non è stato ancora scritto, cioè leggere il pensiero dell’utente mentre utilizza Gmail, per bloccarne la diffusione di idee in caso di infrazione di leggi o in caso il sistema presumesse degli elementi di pericolo di quanto scritto.

Si tratterebbe di Policy Violation Checker, cioè controllo di violazione della policy. Una trovata che potrebbe trasformare Google in un controllore senza tregua, una sorta di unità di autocensura digitale per i pensieri allo scopo di evitare all’utente di scrivere cose di cui si potrebbe pentire. Il Policy Violation Checker si occuperebbe, di acchiappare il criminale prima che commetta il crimine. Incriminando il pensiero composto da parole potenzialmente pericolose, che l’algoritmo sarebbe pronto a bloccare prima che l’utente prema il tasto “Invia”. Proteggendolo dall’infrangere leggi o dal compromettere rapporti.

Molti osservatori considerano la trovata di Google un’arma a doppio taglio. Uno strumento che potrebbe essere certamente molto utile per frenare la diffusione digitale di contenuti pericolosi nei momenti di difficile controllo. Ma anche un sistema assistito di ragionamento, un limite che dovrebbe essere quantomeno opzionale. Da Google dicono che l’algoritmo, una volta brevettato, non dovrà necessariamente essere adottato nei prodotti. In futuro chissà.

Certo, potrebbe essere uno strumento in più, verificata l’attendibilità e l’affidabilità, ma per il momento sembrerebbe opportuno affidarsi alle azioni concrete. Già adottare validi dispositivi testati, professionali ed altamente affidabili atti a bloccare i criminali sul web, sarebbe un grande passo avanti sia per le autorità che per i cittadini volenterosi di collaborare con le forze dell’ordine.

Localizzare un telefonino imitando pipistrelli e delfini

Pipistrelli

Localizzare la posizione precisa di un telefono cellulare in ambienti chiusi potrebbe diventare possibile grazie ad un algoritmo che permette di ricostruire la forma 3D di una stanza, ascoltando l’eco dei suoni prodotti all’interno, perfino di quelli più semplici come lo schioccare delle dita. Il progetto è stato messo a punto da un gruppo di ricerca del Politecnico di Losanna.

Gli studiosi si sono ispirati all’ecolocazione, il sistema con cui alcuni animali come pipistrelli e delfini emettono ultrasuoni e ne registrano gli echi di ritorno per localizzare la posizione di ostacoli o fonti di cibo. Allo stesso modo, il metodo usa una fonte sonora e quattro microfoni per ricostruire un ambiente in modo tridimensionale. Ogni microfono raccoglie il suono diretto dalla fonte e gli echi provenienti da varie pareti. L’algoritmo confronta quindi il segnale proveniente da ciascun microfono. I ritardi dei segnali vengono utilizzati per calcolare non solo la distanza tra i microfoni, ma anche la distanza da ciascun microfono tra le pareti e la sorgente sonora, localizzando in maniera esatta e precisa. Testando l’algoritmo in una stanza vuota, in cui è stata cambiata la posizione di una parete mobile, è stata ottenuta una mappa 3D con una precisione millimetrica.

In futuro, secondo il gruppo di ricerca, il metodo potrà essere usato per determinare la forma di una stanza dagli echi di una chiacchierata al cellulare. Ma non solo, la stessa tecnica potrebbe permettere di localizzare, grazie al cellulare, la precisa posizione di una persona in una stanza. Oggi i sistemi di localizzazione sono utilizzatissimi sia per la sorveglianza che come sistemi antifurto. Infatti, se da un lato permettono di osservare gli spostamenti di telefoni cellulari e monitorare persone o oggetti, dall’altra consentono di tracciare merci o oggetti preziosi in caso di furto o smarrimento. La localizzazione è una delle applicazioni più utili e favorevoli dei nostri giorni!

Spagna: un trojan per spiare i sospettati

giugno 27, 2013 Sorveglianza Nessun Commento
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Un virus di Stato, un trojan, perfettamente legale, da installare su computer, smartphone e tablet di chi è sospettato. La proposta arriva dalla Spagna e, se passerà, permetterà alle autorità – previa riforma del codice penale – di spiare tutti i supporti elettronici di una persona sotto indagine o in custodia cautelare. Il tutto, ovviamente, senza che il diretto interessato ne sia a conoscenza.

A lanciare l’idea è stata una commissione del ministero della Giustizia spagnolo seguendo l’esempio tedesco. In Germania, i trojan vengono già impiegati in caso di indagini per terrorismo. Ciò che fa discutere è l’utilizzo indiscriminato che si può fare dei dati intercettati. Una volta installato il trojan infatti le possibilità per la polizia sono praticamente infinite. Si può accedere alle password di tutti i profili e alle coordinate bancarie dell’utente, utilizzare Skype ed anche i servizi di posta elettronica. Ma non solo. Una volta ottenuto il permesso del giudice per installare il programma viene automaticamente esteso a tutti gli apparati elettronici, compresi smartphone, tablet e pennette usb. E gli operatori sono obbligati a cooperare con le autorità.

Secondo chi ha proposto la legge, questo sistema sarebbe utilissimo per combattere pornografia, crimine organizzato e terrorismo. Il dibattito in Spagna si è accesso circa la produzione dei trojan. Chi dovrà elaborarlo avrà grandi guadagni e potere. Ciò che è certo è che anche l’Europa si sta ponendo il problema dei controlli (e delle intercettazioni) su web. Sempre in Germania, il governo e la polizia federale hanno ammesso di monitorare Skype, Google Mail, MSN Hotmail, Yahoo Mail e la chat Facebook qualora si ritenesse necessario.

Gli strumenti principali utilizzati attualmente per questo tipo di intercettazioni sono i software spia che consentono di ascoltare in diretta chiamate, leggere messaggi in entrata ed in uscita, conoscere la posizione del cellulare e quindi anche del sospettato ed ascoltare anche ciò che avviene nell’ambiente circostante. Il tutto in maniera assolutamente discreta. Stessa cosa vale per i computer dove tramite key logger e key hunter è possibile scoprire tutto ciò che accade sul computer, password e chat comprese. A quanto pare il trojan è già in azione!

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Microfoni direzionali grandi come uno spillo. Telecamere e microspie nascoste dentro occhiali da vista o da sole, comunissime penne, chiavi e portachiavi, bottoni, camicie, cuscini e peluche. Insomma ovunque. Batterie che durano ore e si attivano a distanza o si spengono e si accendono automaticamente quando avvertono un rumore. Il mercato delle cimici e dei loro derivati è in continua evoluzione e l’offerta è davvero vastissima. Prezzi stracciati e soluzioni …

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Sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali si leggono notizie di intercettazioni telefoniche di conversazioni riguardanti politici, grandi imprenditori, funzionari pubblici e persone “importanti” in generale. In realtà oggi chiunque conosca anche solo di sfuggita una persona che occupa posizioni di rilievo o che abbia avuto dei guai con la legge rischia che le sue conversazioni vengano intercettate. L’unica soluzione è l’utilizzo di un cellulare criptato. Attraverso i diversi …

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Utilissimo rilevatore di segnale RF per la localizzazione di microspie e trasmettitori audio-video occultati in ambienti o automobili. Adatto per un utilizzo sia privato che professionale.
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microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
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Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
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keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
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localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
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valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.