Una memoria centomila volte più veloce di qualsiasi hard disk

Una memoria centomila volte più veloce di qualsiasi hard disk

Se quando accendete il vostro computer, l’attesa vi sembra ogni giorno più lunga, pazientate ancora solo per 5 o 7 anni, e la vostra pazienza potrebbe essere premiata con dei computers che saranno pronti all’uso letteralmente in un attimo.

Infatti, alla IBM, in cooperazione con la Ecole Polytechnique Federale di Losanna in Svizzera, si sta lavorando per sviluppare la cosiddetta Racetrack Memory, un rivoluzionario sistema di immagazzinaggio dei dati che, oltre ad essere a prova di urto, sarà fino a 100000 volte più veloce degli attuali hard disk, e consumerà 300 volte meno energia.

Questo risultato è ottenuto grazie alle nanotecnologie. La Racetrack Memory immagazzina i dati in forma magnetica, in un modo simile a quello delle vecchie videocassette, ma invece che su un nastro magnetico in movimento, i dati vengono salvati su dei piccolissimi, ed immobili, nanocavi. Le informazioni vengono salvate su questi cavi utilizzando il movimento degli elettroni invece di una carica elettronica, e possono viaggiare a centinaia di metri al secondo.

Secondo la EPFL, in uno solo di questi nanocavi sarà possibile salvare l’intero contenuto di una videocassetta e leggerlo in meno di un secondo. Se pensate che su un singolo chip sarà possibile posizionare milioni o miliardi di sottilissimi cavi, avrete un’idea della quantità di dati di cui stiamo parlando, e della velocità di accesso a tali dati.

Grazie a questa tecnologia sarà possibile accendere (finalmente!) un computer all’istante, ed accedere ai dati in esso contenuti in maniera infinitamente più veloce rispetto agli attuali dischi rigidi. Inoltre, poiché al contrario degli hard disks convenzionali, la Racetrack Memory non ha parti in movimento, sarà possibile riscrivere tale memoria infinite volte, il tutto con un consumo energetico svariate centinaia di volte inferiore.

Ci sono ancora svariati ostacoli da superare prima della commercializzazione, ma siamo abituati ad aspettare l’accensione del nostro computer, cosa volete che siano pochi anni?

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