La tecnologia a servizio della sorveglianza

La tecnologia a servizio della sorveglianza

Mini dirigibili wireless, missili ultraveloci che attraversano il pianeta in pochi minuti, piccoli elicotteri di video sorveglianza aerea, sistemi audio-video supersofisticati. Sono queste le più moderne tecnologie a servizio dei servizi segreti. Per spiare si usano particolari telefoni cellulari, computer sorvegliati a distanza e oggetti di uso quotidiano sapientemente modificati.

Fonte senza limiti per i servizi segreti è senza dubbio internet ed in particolare i social network. Una sorta di auto sorveglianza attraverso i post che assieme agli indirizzi IP permettono di localizzare esattamente una persona. D’altronde oggi non è solo il pc l’oggetto domestico che può collegarsi ad internet, a lui si aggiunge una vasta gamma di dispositivi dal televisiore al navigatore GPS dell’auto.

Secondo Oleg Glazunov, esperto dell’Associazione dei politologi militari, l’oggetto più consono per tenere sotto controllo una persona è il telefono cellulare spia. Infatti l’apparecchio può essere facilmente modificato e permettere così non solo di ascoltare le conversazioni in entrata ed in uscita, ma anche di leggere gli sms. Attraverso un valido sistema GPS è facile conoscere in qualsiasi momento dove si trova il cellulare e di conseguenza il suo proprietario. Inoltre, anche se non si è in possesso di un cellulare, ma vicino c’e’ un telefono apparentemente inutilizzato, è possibile essere comunque ascoltati.

Tutti questi evoluti strumenti stanno mettendo a dura prova anche il lavoro delle spie stesse. Infatti, spesso gli strumenti non hanno bisogno dell’uso da parte di esperti, ma lavorano in maniera molto semplice e sono quindi fruibili da chiunque.
Ad esempio qualche anno fa in televisione abbiamo osservato l’utilizzo di droni durante le operazioni militari in Medio Oriente. Si tratta di “robot”, arruolati ormai stabilmente dalle forze armate di molti Paesi. Questi sono in grado addirittura di volare e svolgere missioni di sorveglianza nelle no-fly-zone per intercettare velivoli non autorizzati, sul mare per cercare i passeggeri di una barca in difficoltà o tra le montagne più inaccessibili alla ricerca di dispersi. Alcuni sono telecomandati a km di distanza, altri possono essere programmati e quindi lavorare in completa autonomia per ore ed ore. Ovviamente gli stessi possono fungere anche da bombardieri o kamikaze.
L’esercito americano ha recentemente confermato di aver utilizzato in Afghanistan un particolare drone volante che, equipaggiato con un carico di esplosivo, può essere programmato per lanciarsi contro un obiettivo ed esplodere.

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