Come funzionano gli scanner degli aeroporti

Come funzionano gli scanner degli aeroporti

Sono milioni i viaggiatori che ogni giorno sono sottoposti a controlli attraverso gli scanner corporei o, più tecnicamente, scanner millimetrali. Si tratta di strumenti di sicurezza che “mettono a nudo” i passeggeri per verificare che cosa nascondono sotto i vestiti.

In principio questi strumenti furono introdotti per evitare la perquisizione “a mano” da parte degli agenti degli aeroporti. Fino a pochi anni fa i rilevatori a raggi X riuscivano a vedere solamente gli oggetti metallici eventualmente presenti sotto ai vestiti. Gli scanner millimetrali, invece, usano radiazioni più leggere, ma ad altissima frequenza (onde millimetriche, nell’ordine del Terahertz (112 Hertz)) che attraversano i vestiti, ma vengono parzialmente riflesse da qualsiasi oggetto, anche non metallico, e dalla pelle. I materiali opachi (per esempio i vestiti) risultano trasparenti a questo dispositivo consentendo così di distinguere eventuali oggetti nascosti.

Nei dispositivi più diffusi negli Usa, le onde millimetriche vengono trasmesse contemporaneamente da due antenne che ruotano attorno al corpo. L’energia delle onde riflessa dal corpo o da altri oggetti viene raccolta da due rivelatori posti diametralmente all’oggetto e poi usata per ricostruire un’immagine in 3D.

La scansione ha una durata di 2-3 secondi e desta alcune preoccupazioni per quanto riguarda la privacy. Le persone scandite appaiono praticamente nude e quindi è possibile vedere proprio tutto compresi eventuali impianti del seno o piercing in zone poco esposte. A questa preoccupazione si è data risposta ponendo l’operatore che osserva le immagini in una stanza dalla quale non vede direttamente i passeggeri. Inoltre, almeno negli Usa, i passeggeri possono rifiutarsi di passare nello scanner, preferendo di essere perquisiti da un agente. Il sistema, infine, non prevede al momento la possibilità di salvare e archiviare le immagini.
Al contrario di ciò che si può pensare, le onde elettromagnetiche utilizzate hanno una potenza 10 mila volte più bassa di quelle di un comune cellulare e non sono considerate ionizzanti, ovvero non sono in grado di rompere il legame che tiene uniti elettroni e nuclei in un atomo, dunque non sono eccessivamente dannose per la salute. Si potrebbe dire che la privacy e la salute siano leggermente sacrificate a favore della sicurezza. In realtà la biometria viene spesso applicata al settore della sorveglianza, basti pensare alle serrature ad impronte digitali sempre più utilizzate sia in ambienti privati che in aziende e luoghi pubblici. Queste permettono una maggiore sicurezza data la singolarità del riconoscimento e offrono metodi di gestione alternativi utilizzabili in mancanza di corrente elettrica.

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