In aumento i sistemi di sicurezza alla guida

Abbiamo parlato diverse volte di quanto sia importante la sicurezza alla guida. I dispositivi anti sonno proposti da Endoacustica Europe propongono la più valida soluzione sul mercato al pericolo dato dall’eccessiva stanchezza e ora arriva dagli Stati Uniti, il sistema di sicurezza MyKey, ovvero una chiave di sicurezza che limita …

Triste escalation dei crimini informatici in tutto il mondo. I settori più colpiti? Finanza e governi.

Dal Global Threat Intelligence Report 2017 del gruppo NTT Security, che si preoccupa di fotografare l’andamento del cybercrime a livello internazionale, emergono dati decisamente allarmanti: il fenomeno della pirateria informatica a danno delle aziende in questi ultimi anni sarebbe in aumento un po’ ovunque. I settori economici più colpiti? Finanza …

Come ti spio in ufficio o in qualsiasi altro ambiente con una semplice calcolatrice

In tempi in cui la maldicenza sembra essere diventata di moda, difendersi da chi può minare la nostra reputazione può rivelarsi una strategia vincente. Pensate, per esempio, all’ambiente di lavoro, dove invidia e scalata al successo spingono sovente alcuni individui a screditarne altri. Che dire poi di quelle persone che …

Boom di software per proteggere i propri familiari

Nei prossimi anni assisteremo sia in Europa che negli Stati Uniti ad un boom di family locator devices. Si tratta di strumenti che consentono ad un genitore ad esempio di monitorare e localizzare figli e familiari visualizzando su una qualsiasi mappa online, posizione geografica e spostamenti. Per tenerli d’occhio basterà …

Articoli Recenti:

Samsung brevetta il diario auto-scrivente

ottobre 17, 2012 Tecnologia Nessun Commento

Canzoni, immagini, video, testi, spostamenti e tutto ciò che di personale può esserci nel nostro smartphone, preso e riportato in un diario auto-scrivente.

E’ questa l’idea che sta alla base del brevetto depositato dal colosso coreano, Samsung e per il quale si sta già lavorando. Una nuova app insomma, evoluzione ed integrazione di altri software già esistenti, in grado di ricreare in forma virtuale la nostra giornata. Una sorta di scatola nera personale che, implementata ai sistemi operativi di smartphone o tablet, potrà redigere un report preciso delle attività effettuate da un soggetto e del tempo da lui dedicato ad ognuna di esse.

Come se fossimo circondati da un gran numero di microspie, il sistema potrebbe rendere noto cosa stiamo facendo, cosa stiamo osservando, dove stiamo andando scrivendolo per noi e per migliaia di utenti potenzialmente connessi alla rete.

Ed è proprio questo ultimo aspetto che potrebbe risultare problematico: le informazioni potrebbero essere rese disponibili a terzi, magari a malintenzionati.
A tal proposito si sta lavorando per rendere efficace il sistema di filtraggio dei dati. Bisognerà aspettare ancora qualche mese per verificare se Samsung ci offrirà una reale scelta di filtraggio o se gli utenti dovranno essere disposti a barattare la propria privacy per un’app di discutibile utilità.

Gli scanner biometrici arrivano a scuola

I sistemi di controllo degli accessi che utilizzano la biometria si stanno facendo sempre più largo nell’ambito di istituzioni ed aziende dato che permettono un elevato grado di sicurezza e lo snellimento delle procedure di controllo fisico.

Da qualche giorno niente badge o cartellino anche per i docenti ed il personale Ata del liceo scientifico “Plinio Seniore” di Roma che ha imposto ai dipendenti l’utilizzo di scanner biometrici per segnalare l’entrata e l’uscita dall’edificio. Le organizzazioni sindacali assieme agli interessati si sono mosse per contestare l’uso di questi strumenti poiché mettono in dubbio l’effettivo funzionamento degli stessi e soprattutto contestano l’assenza di un’informativa ufficiale che autorizzi il dirigente ad utilizzare le proprie impronte digitali, facendo appello alla legge sulla privacy. Visioni molto discutibili.

Nel mondo anglosassone sono stati gli stessi alunni ad essere destinatari di queste nuove tecnologie. Protagonisti, i ragazzi di una scuola del Berkshire che dall’inizio dell’anno entrano ed escono da scuola utilizzano i polpastrelli. Si tratta infatti dell’introduzione di un sistema biometrico di identificazione attraverso le impronte digitali. All’inizio delle lezioni, ogni studente posiziona il pollice su un apposito sensore, installato all’entrata dell’istituto, per consentire la propria identificazione.
Il preside ha raccolto molto consenso da parte dei genitori dei ragazzi visto l’aumento di sicurezza che questo comporta. Anche il corpo docente non ha avuto esitazioni, grazie a questo sistema si risparmia tempo prezioso richiesto dall’appello in classe. Per ora il progetto è in via sperimentale, si prevede duri un solo anno.

In Pennsylvania, invece, già da alcuni anni è in uso un sistema che consente agli studenti di pagare il costo dei pasti in mensa semplicemente usando le impronte digitali e accumulando un debito pagato poi periodicamente dalle famiglie.

Altrove, ad esempio in istituti scolastici del New Jersey, sono in funzione sistemi biometrici più complessi, che coinvolgono la scansione dell’iride per consentire l’accesso agli istituti al solo personale autorizzato e agli iscritti.

Il controllo biometrico è un buon esempio di come la tecnologia si combini con la sicurezza.

Salvare dati per milioni di anni

ottobre 9, 2012 Tecnologia 1 Commento

L’azienda giapponese Hitachi in collaborazione con il laboratorio Kiyotaka Miura dell’Università di Kyoto sta lavorando ad un progetto che permetterà un sostanziale sviluppo nell’ambito delle tecniche di salvataggio e conservazione dei dati digitali. Alla base di questa nuova idea, quadratini di quarzo.

I dati verranno scolpiti con un laser sul minerale altamente stabile e resistente che è stato testato e sottoposto ad una temperatura di 1000 gradi Celsius per due ore ed è uscito integro e ancora in grado di consentire la lettura delle informazioni. E’ risultato anche resistente all’acqua e alle onde radio e anche in caso di rottura, i dati sono stati recuperabili. Quindi, secondo la società, potrebbe essere capace di immagazzinare i dati anche per milioni di anni. Se teniamo presente che gli attuali supporti memorizzano per un massimo di 100 anni, la nuova tecnologia potrebbe rappresentare una vera rivoluzione nel settore.
Inoltre il vantaggio si avrebbe anche nel minor dispendio di materiali: non deteriorandosi, non avrebbero bisogno di essere sostituiti riducendo così le parti fisiche e i rifiuti. Il quadratino di quarzo utilizzato sarebbe grande circa 2 cm per lato e spesso 2 mm ed il linguaggio utilizzato per la scrittura dovrebbe essere quello binario. La capacità di archiviazione è di circa 40 MB per pollice, superiore al quello di un CD, ma ancora di gran lunga inferiore rispetto ai moderni hard disk in grado di memorizzare fino ad un terabit per pollice quadrato. La masterizzazione avviene come per i Cd ed i Dvd tramite un laser, mentre per la lettura è necessario un microscopio ottico.

La nuova tecnologia di Hitachi non sarà sul mercato prima del 2015 ed i costi saranno tendenzialmente elevati. Essenzialmente lo scopo di questo progetto è quello di archiviare dati di grande importanza e che necessitano di essere trasferite ai posteri, tipo le informazioni di natura artistico-culturale.

Ad oggi, spesso si riscontra il problema di voler recuperare dati persi dal pc o dal telefono cellulare. Esistono sistemi all’avanguardia per il salvataggio ed il recupero di questo tipo di dati su cui possiamo fare affidamento, ma paradossalmente la maggior parte di fonti storiche di cui noi possiamo ancora fruire sono manoscritti antichi su carta e incisioni su pietre. Nel futuro, gli archeologi potrebbero scoprire i dati della nostra civiltà senza problema attraverso vetrini di quarzo.

Place Raider, virus-spia a portata di smartphone

Sembrerebbe una applicazione creata da ladri esperti, invece è stata studiata all’Università dell’Indiana e sviluppata presso il Naval Surface Warfare Center a scopi scientifici. Si tratta di un virus, PlaceRaider, che, nascondendosi in applicazioni simili a Instagram e Hipstamatic, è in grado di entrare negli smartphone, scattare foto e creare modelli in 3D degli ambienti in cui i malcapitati vivono o frequentano, con una precisione che consente di osservare nel dettaglio fino agli oggetti. Inoltre, PlaceRaider riuscirebbe anche ad ascoltare in diretta ciò che avviene intorno trasformando il cellulare in un vero e proprio spyphone. Dunque un occhio indiscreto potrebbe insinuarsi nelle nostre case.

Alla base del progetto ci sono le tecnologie che permettono di far ruotare le immagini visualizzate sui display degli smartphone. Alcune opzioni aggiuntive consentirebbero agli hacker di scattare e ricevere fotografie solo quando si è interessati, capire se lo smartphone è sottosopra o nella tasca del proprietario, silenziare automaticamente i suoni dello scatto e coprire le immagini di anteprima delle foto appena scattate.
Una volta raccolti i dati e le immagini, l’hacker potrà creare un modello 3D degli ambienti in cui si è mosso il possessore del cellulare, osservare con calma gli oggetti e ricavarne informazioni preziose. Per il momento possiamo stare sicuri: la tecnologia è custodita in laboratorio, ma ben presto gli hacker impegnati in operazioni di spionaggio industriale o di sicurezza nazionale o comuni ladri d’appartamento, potrebbero venirne in possesso e dunque sarà necessario adottare delle contromisure.
Per quanto riguarda l’ambiente domestico, sono già stati collaudati sistemi di bonifica ambientale che permettono di scovare microcamere, microspie e trasmettitori. Intanto non c’è pericolo per gli smartphone dotati di sistemi iOS e Windows Phone in quanto per il momento il virus funziona solo su Android.

Verso casa con le scarpe GPS

Dominic Wilcox, designer inglese, ha creato un prototipo funzionante di calzatura con GPS integrato che una volta calzata conduce la persona a casa. Il nome di questa stravagante invenzione è “No Place Like Home” e prende ispirazione dal celebre romanzo “Il meraviglioso mago di Oz” dove la protagonista Dorothy, con il potere magico delle sue scarpette, può andare ovunque battendo per tre volte uno contro l’altro i tacchi.

Per le scarpe di Wilcox, con la suola sapientemente decorata, basterà battere i tacchi una sola volta. Infatti le calzature sono programmabili collegandole al computer. Attraverso un software è possibile selezionare la destinazione preferita e successivamente caricarla via USB alla scarpa. Attraverso un semplice click dei talloni si attiverà il GPS alimentato da batteria simile a quella dei telefoni cellulari. Le due scarpe oltre a comunicare tra di loro hanno due diverse utilità grazie a dei microcontroller chiamati “Arduninos”: la scarpa destra mostra il progresso nel tragitto tramite una barra di luci a LED sul puntale della scarpa, una volta arrivati a destinazione si illuminerà di verde. La scarpa sinistra invece, indica la corretta direzione in cui camminare attraverso LED disposti a cerchio.

Il progetto, commissionato dal Global Footprint in Northamptonshire, è stato esposto al London Design Festival 2012.
Gli utilizzi di queste scarpe potrebbero essere davvero molteplici, pensiamo per esempio ai malati di Alzheimer o quelle persone che magari hanno l’abitudine di bere un bicchiere di troppo o ancora ai figli adolescenti che fanno tardi la sera e non vogliono tornare a casa o alla moglie sbadata che si perde continuamente.
I sistemi di localizzazione GPS sono entrati appieno nel nostro quotidiano e ora anche nelle nostre scarpe.

Defunti vivi…nella memoria con il QR code

settembre 26, 2012 Tecnologia 1 Commento

Compagna di ogni momento della vita quotidiana, la tecnologia non ci abbandonerà neanche dopo la morte.

L’idea arriva dall’Inghilterra da Stephen Nimmo, direttore delle pompe funebri “Chester Pearce” di Poole, che ha pensato di racchiudere la memoria dei defunti nei QR Code (Quick Responses, risposte rapide).
Inventati nel 1994 in Giappone e diffusi con sempre più crescente frequenza con vari usi e scopi dal 2005 ad oggi, i QR Code sono degli speciali codici a barre bidimensionali che contengono al loro interno informazioni destinate ad essere lette attraverso l’ausilio di uno smartphone o altri device in grado di interagire con i moduli dello schema quadrato.

Il codice, posto sulla lapide, una volta scansionato, collegherà il telefono cellulare ad una pagina contenente la biografia, le immagini e persino video del defunto. Gli amici e i parenti più stretti, dotati di password, potranno inserire a loro volta contenuti e commenti, rendendo il ricordo dell’amato interattivo e decisamente social.
Chi sottoscrive il servizio può creare un sito semplice, con poche informazioni essenziali, oppure ricco e pieno di contenuti. In futuro potrebbe anche diventare un utile aiuto per cercare di ricostruire il proprio albero genealogico.

Il nuovo sistema ha lo scopo di far conoscere a chi visita il cimitero non solo nome, età e data di morte di chi è sepolto, ma una gran quantità di informazioni.
I codici QR vengono incisi su una piccola placca di granito o di metallo e poi incorporati o incollati su lapidi, monumenti o targhe commemorative poste sulle panchine.

Il servizio può costare fino a 300 sterline, a cui si aggiungono 95 sterline per la creazione e hosting (illimitato) del sito personale.

I contenuti possono davvero essere infiniti: filmati di addio o di saluto, link al profilo Facebook, scritti e testamenti. E in un futuro non troppo lontano si pensa anche ad una versione in realtà aumentata, magari “viva” grazie ad un ologramma del defunto.

La tecnologia non conosce più confini: guardare attraverso i muri, aprire serrature con i nostri occhi e far rivivere i cari defunti fino a non molto tempo fa erano possibilità legate solo alla fantascienza. Resta in ogni caso fondamentale far buon uso delle nuove invenzioni che possono aiutarci soprattutto nei campi della sorveglianza e della sicurezza.

Un secondo per identificare un volto: il nuovo sistema dell’FBI

settembre 21, 2012 Biotecnologia Nessun Commento

Si chiama NGI, Next Generation Identification, il programma ultra veloce che a breve consentirà all’FBI di identificare in brevissimo tempo i pregiudicati americani.
Come? Lo farà connettendosi ad un database contente fotografie, scansioni dell’iride, impronte digitali, campioni vocali, campioni di DNA e molto altro. Alla base, un efficiente sistema di identificazione facciale. Il riconoscimento partirà, nella maggior parte dei casi, da una semplice telecamera di sorveglianza che catturerà le immagini trasferendole al database.

Gli agenti dell’FBI potranno individuare un ricercato in mezzo alla folla attraverso le videocamere di sorveglianza o riconoscerlo dal suono della voce catturata da un microregistratore o da un telefono dotato di un software spia. Ma anche grazie a segni identificativi come cicatrici, tatuaggi o macchie della pelle. L’affidabilità del nuovo sistema presuppone un margine di errore dell’8% nel caso in cui NGI confronti in circa 1,2 secondi un’immagine catturata da una qualsiasi sorgente, come le telecamere di sorveglianza, con il database contenente milioni di fotografie di criminali; mentre l’affidabilità diviene del 100% nel caso in cui l’immagine da confrontare provenga da fonti precise e definite come nel caso delle foto segnaletiche.

La tutela della privacy rappresenta l’unico ostacolo al progetto. Infatti è alta la possibilità che l’immagine di un incensurato entri nel sistema dell’FBI perché presente sullo sfondo di una foto di un criminale. Sembrerebbe inoltre che l’agenzia investigativa abbia intenzione di collegare il proprio database alle fonti governative. Questa prospettiva ha destato anche l’interesse di Anonymous che ha già annunciato proteste per il prossimo 20 ottobre. Di certo il gruppo di contestatori, attenti alle tematiche della privacy, desterà l’attenzione di moltissime persone.

Il sistema, capace di utilizzare le nuove tecnologie per avere rapidi riscontri confrontando i dati biometrici, secondo la stampa, è già in fase di test in diversi stati americani ed entrerà in funzione nell’estate 2014. Il costo pare si aggiri intorno ad un miliardo di dollari.

In arrivo le superbatterie per smartphone che dureranno tre mesi

settembre 17, 2012 Localizzazione Nessun Commento

Dopo i potentissimi sistemi GPS che hanno migliorato l’uso dei nostri smartphone, un sogno potrebbe diventare realtà. Non giorni, non settimane, ma addirittura mesi potrebbe essere la durata della batteria del nostro cellulare. Fantascienza? No, è il frutto di un progetto made in Italy che grazie allo sfruttamento delle nanotecnologie, vede possibile realizzare batterie ad altissima autonomia, che possano essere utilizzate non solo sui telefoni, ma anche su altri prodotti e dispositivi, come tablet, portatili, elettrodomestici ed addirittura auto elettriche.

Il lavoro, nato dalla collaborazione dal distretto per le nanotecnologie, Veneto Nanotech (che unisce enti pubblici e privati, oltre che le Università di Padova, Venezia, Verona e Ministero della Ricerca MIUR), la nipponica Nagano Techno Foundation e l’Università giapponese Shinshu, potrà contare su contributi pubblici e privati che lo supporteranno nella fase di sviluppo delle “batterie intelligenti”. L’obiettivo è quello di realizzare batterie in grado di dispensare l’energia in modo intelligente, così da ridurre drasticamente i consumi. Come riuscirci? Utilizzando la tecnica del “coating”, ovvero un rivestimento nano strutturato che massimizza la durata e la capacità di efficienza energetica delle batterie. L’energia, viene infatti stipata in alcuni magazzini che vengono utilizzati uno dopo l’altro, in sequenza, in modo da avere tante piccole batterie pronte ed efficienti.

Difficile prevedere quando questo tipo di sistemi sarà pronto per il lancio a livello commerciale: la ricerca e la messa a punto di una tecnologia non ha tempi precisi. Ci si auspica che al più presto potremmo dimenticare a casa il caricabatteria e usare appieno i nostri smartphone sempre più all’avanguardia. Diventerà così sempre più difficile staccarci dal nostro amatissimo telefono intelligente che peraltro è diventato anche un vero e proprio strumento per detective o semplici curiosi. Infatti sono stati messi a punto software che permettono di controllare a distanza i movimenti di un altro telefono. Questi sistemi sono molto usati per intercettazioni di vario tipo e permettono di essere informati di chiamate, messaggi e addirittura accadimenti ambientali. Un sistema di controllo facile e real time senza costi eccessivi come dimostra una delle aziende leader del settore, Endoacustica.

Sorveglianza e sicurezza, il robot che si comporta come un guardiano in carne ed ossa.

agosto 1, 2012 Tecnologia Nessun Commento

La Defence Advanced Research Projects Agency sta lanciando un nuovo robot umanoide chiamato Petman che potrebbe essere utilizzato per scopi militari o civili, nelle operazioni di salvataggio, per esempio. Il nuovo robot non sarebbe solo in grado di camminare e correre, ma anche di salire le scale, entrare in un veicolo e guidarlo, aprire le porte, liberare ambienti dalle macerie e salvare vite umane. Controllato a distanza, ma solo in parte, sarà anche in grado di “prendere decisioni” da solo per portare a termine il suo compito.

Non è fantascienza, ma il frutto di una continua competizione tra ricercatori alla DARPA, che finanzierà sei squadre di robotica hardware e altre dodici di robotica software. Chi darà i migliori risultati avrà una retribuzione più elevata. Un ottimo modo per dare una scossa alla robotica americana che attualmente si trova sempre un passo indietro a quella asiatica.

Se poi si pensa che in Italia, all’Università di Pisa, stanno sviluppando un robot dalla mimica facciale umana, FACE il suo nome, si aprono scenari da film, pensando a come questi gioielli della tecnologia potranno essere utilizzati per la sorveglianza della propria casa o in diverse occasioni della vita di tutti i giorni, in quelle situazioni di una certa pericolosità , come se si avesse un guardiano in carne ed ossa, alle catastrofi naturali, girovagando tra le macerie, per esempio, a caccia di segnali di vita, magari con il supporto di strumenti per vedere attraverso i muri.

Tutti scenari che si stanno trasformando da fantasia, o ingegneria, in realtà e che vedono l’uomo sempre più interagire con il proprio alter ego robotico per migliorare la qualità della vita e la sicurezza delle persone.

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Microfoni, microspie e microregistratori low cost

28 Gen 2014

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La risposta alle intercettazioni: lo Stealth Phone

4 Apr 2013

Sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali si leggono notizie di intercettazioni telefoniche di conversazioni riguardanti politici, grandi imprenditori, funzionari pubblici e persone “importanti” in generale. In realtà oggi chiunque conosca anche solo di sfuggita una persona che occupa posizioni di rilievo o che abbia avuto dei guai con la legge rischia che le sue conversazioni vengano intercettate. L’unica soluzione è l’utilizzo di un cellulare criptato. Attraverso i diversi …

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Impazza la febbre da brevetti che vede protagoniste tutte le maggiori case produttrici di strumenti tecnologici esistenti al mondo. Queste idee sono custodite nella banca dati dell’Autorità americana “Uspto” e probabilmente un giorno troveranno reale applicazione.Vediamo alcuni tra i brevetti più bizzarri. Per evitare la tragica caduta al suolo dello smartphone, Amazon nel 2011 ha registrato un brevetto simpatico che vedrebbe l’apertura di alcuni airbag prima che il cellulare tocchi …

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12 Ott 2012

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Una pistola che lancia anelli di fumo per allontanare gli aggressori… e non solo!

23 Lug 2012

pistola vortex

Prendendo spunto dalle pistole giocattolo per bambini in grado di lanciare anelli di fumo, Battelle, azienda statunitense di Columbus, Ohio, per realizzare una vera e propria arma in grado di lanciare anelli di diverse sostanze gassose o di cariche elettriche. Secondo i ricercatori, questa pistola sarebbe in grado di lanciare questi anelli ad una distanza di quasi 46 metri e ad una velocità di circa 145 chilometri orari. Gli anelli …

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Utilissimo rilevatore di segnale RF per la localizzazione di microspie e trasmettitori audio-video occultati in ambienti o automobili. Adatto per un utilizzo sia privato che professionale.
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microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
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spyphoneI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
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 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
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keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
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localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
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valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.