Software spia per cellulari: tutto quello che c’è da sapere prima di spiare un cellulare

Perché mai qualcuno dovrebbe voler spiare un cellulare a distanza? Be’, le ragioni potrebbero essere molteplici, anche se, come già detto più volte, qualsiasi operazione condotta in tal senso è da ritenersi illegale. Tuttavia sussistono situazioni estreme, circoscritte soprattutto all’ambito personale, che necessitano di un intervento “attivo” da parte della …

Proteggiti dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate!

Se siete soliti bazzicare la rete in cerca di facili rimedi contro il problema delle intercettazioni telefoniche non autorizzate, rischiate di rimanere delusi. Già, perché l’annosa questione della privacy telefonica, soprattutto di quella relativa alla rete mobile, ha ormai da tempo superato il livello di guardia, tanto da spingere l’opinione …

Triste escalation dei crimini informatici in tutto il mondo. I settori più colpiti? Finanza e governi.

Dal Global Threat Intelligence Report 2017 del gruppo NTT Security, che si preoccupa di fotografare l’andamento del cybercrime a livello internazionale, emergono dati decisamente allarmanti: il fenomeno della pirateria informatica a danno delle aziende in questi ultimi anni sarebbe in aumento un po’ ovunque. I settori economici più colpiti? Finanza …

Escape & Evasion Gun Belt: molto più di un semplice cinturone per pistola

Alcuni gadget utilizzati in ambito di spionaggio possono rivelarsi altrettanto utili in caso di salvaguardia personale o in situazioni particolari di emergenza. Prendete per esempio il cinturone Escape & Evasion Gun Beltz, ideato dall’ex agente della CIA e specialista di intelligence, Jason Hanson. Parliamo di un robusto cinturone in pelle, …

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Un secondo per identificare un volto: il nuovo sistema dell’FBI

settembre 21, 2012 Biotecnologia Nessun Commento

Si chiama NGI, Next Generation Identification, il programma ultra veloce che a breve consentirà all’FBI di identificare in brevissimo tempo i pregiudicati americani.
Come? Lo farà connettendosi ad un database contente fotografie, scansioni dell’iride, impronte digitali, campioni vocali, campioni di DNA e molto altro. Alla base, un efficiente sistema di identificazione facciale. Il riconoscimento partirà, nella maggior parte dei casi, da una semplice telecamera di sorveglianza che catturerà le immagini trasferendole al database.

Gli agenti dell’FBI potranno individuare un ricercato in mezzo alla folla attraverso le videocamere di sorveglianza o riconoscerlo dal suono della voce catturata da un microregistratore o da un telefono dotato di un software spia. Ma anche grazie a segni identificativi come cicatrici, tatuaggi o macchie della pelle. L’affidabilità del nuovo sistema presuppone un margine di errore dell’8% nel caso in cui NGI confronti in circa 1,2 secondi un’immagine catturata da una qualsiasi sorgente, come le telecamere di sorveglianza, con il database contenente milioni di fotografie di criminali; mentre l’affidabilità diviene del 100% nel caso in cui l’immagine da confrontare provenga da fonti precise e definite come nel caso delle foto segnaletiche.

La tutela della privacy rappresenta l’unico ostacolo al progetto. Infatti è alta la possibilità che l’immagine di un incensurato entri nel sistema dell’FBI perché presente sullo sfondo di una foto di un criminale. Sembrerebbe inoltre che l’agenzia investigativa abbia intenzione di collegare il proprio database alle fonti governative. Questa prospettiva ha destato anche l’interesse di Anonymous che ha già annunciato proteste per il prossimo 20 ottobre. Di certo il gruppo di contestatori, attenti alle tematiche della privacy, desterà l’attenzione di moltissime persone.

Il sistema, capace di utilizzare le nuove tecnologie per avere rapidi riscontri confrontando i dati biometrici, secondo la stampa, è già in fase di test in diversi stati americani ed entrerà in funzione nell’estate 2014. Il costo pare si aggiri intorno ad un miliardo di dollari.

In arrivo le superbatterie per smartphone che dureranno tre mesi

settembre 17, 2012 Localizzazione Nessun Commento

Dopo i potentissimi sistemi GPS che hanno migliorato l’uso dei nostri smartphone, un sogno potrebbe diventare realtà. Non giorni, non settimane, ma addirittura mesi potrebbe essere la durata della batteria del nostro cellulare. Fantascienza? No, è il frutto di un progetto made in Italy che grazie allo sfruttamento delle nanotecnologie, vede possibile realizzare batterie ad altissima autonomia, che possano essere utilizzate non solo sui telefoni, ma anche su altri prodotti e dispositivi, come tablet, portatili, elettrodomestici ed addirittura auto elettriche.

Il lavoro, nato dalla collaborazione dal distretto per le nanotecnologie, Veneto Nanotech (che unisce enti pubblici e privati, oltre che le Università di Padova, Venezia, Verona e Ministero della Ricerca MIUR), la nipponica Nagano Techno Foundation e l’Università giapponese Shinshu, potrà contare su contributi pubblici e privati che lo supporteranno nella fase di sviluppo delle “batterie intelligenti”. L’obiettivo è quello di realizzare batterie in grado di dispensare l’energia in modo intelligente, così da ridurre drasticamente i consumi. Come riuscirci? Utilizzando la tecnica del “coating”, ovvero un rivestimento nano strutturato che massimizza la durata e la capacità di efficienza energetica delle batterie. L’energia, viene infatti stipata in alcuni magazzini che vengono utilizzati uno dopo l’altro, in sequenza, in modo da avere tante piccole batterie pronte ed efficienti.

Difficile prevedere quando questo tipo di sistemi sarà pronto per il lancio a livello commerciale: la ricerca e la messa a punto di una tecnologia non ha tempi precisi. Ci si auspica che al più presto potremmo dimenticare a casa il caricabatteria e usare appieno i nostri smartphone sempre più all’avanguardia. Diventerà così sempre più difficile staccarci dal nostro amatissimo telefono intelligente che peraltro è diventato anche un vero e proprio strumento per detective o semplici curiosi. Infatti sono stati messi a punto software che permettono di controllare a distanza i movimenti di un altro telefono. Questi sistemi sono molto usati per intercettazioni di vario tipo e permettono di essere informati di chiamate, messaggi e addirittura accadimenti ambientali. Un sistema di controllo facile e real time senza costi eccessivi come dimostra una delle aziende leader del settore, Endoacustica.

Sorveglianza e sicurezza, il robot che si comporta come un guardiano in carne ed ossa.

agosto 1, 2012 Tecnologia Nessun Commento

La Defence Advanced Research Projects Agency sta lanciando un nuovo robot umanoide chiamato Petman che potrebbe essere utilizzato per scopi militari o civili, nelle operazioni di salvataggio, per esempio. Il nuovo robot non sarebbe solo in grado di camminare e correre, ma anche di salire le scale, entrare in un veicolo e guidarlo, aprire le porte, liberare ambienti dalle macerie e salvare vite umane. Controllato a distanza, ma solo in parte, sarà anche in grado di “prendere decisioni” da solo per portare a termine il suo compito.

Non è fantascienza, ma il frutto di una continua competizione tra ricercatori alla DARPA, che finanzierà sei squadre di robotica hardware e altre dodici di robotica software. Chi darà i migliori risultati avrà una retribuzione più elevata. Un ottimo modo per dare una scossa alla robotica americana che attualmente si trova sempre un passo indietro a quella asiatica.

Se poi si pensa che in Italia, all’Università di Pisa, stanno sviluppando un robot dalla mimica facciale umana, FACE il suo nome, si aprono scenari da film, pensando a come questi gioielli della tecnologia potranno essere utilizzati per la sorveglianza della propria casa o in diverse occasioni della vita di tutti i giorni, in quelle situazioni di una certa pericolosità , come se si avesse un guardiano in carne ed ossa, alle catastrofi naturali, girovagando tra le macerie, per esempio, a caccia di segnali di vita, magari con il supporto di strumenti per vedere attraverso i muri.

Tutti scenari che si stanno trasformando da fantasia, o ingegneria, in realtà e che vedono l’uomo sempre più interagire con il proprio alter ego robotico per migliorare la qualità della vita e la sicurezza delle persone.

Endoacustica Europe

Dalla Spagna un sistema per raggirare gli scanner biometrici.

luglio 31, 2012 Biotecnologia Nessun Commento
scansione dell'iride

I ricercatori della Universidad Autónoma di Madrid e della West Virginia University hanno scoperto un modo per trarre in inganno gli scanner biometrici dell’iride utilizzati per il controllo accessi a certi luoghi.

Quando i sistemi di sicurezza basati sulla scansione dell’iride creano un’impronta dell’iride stesso, non memorizzano l’immagine per compararla in futuro ad ogni accesso con l’iride vero. Essi, in realtà, trasformano l’immagine in un codice di 5000 bit di dati. Questo codice è basato solitamente su circa 240 punti dell’immagine ed è unica. Ogni persona ha la sua e quando qualcuno si pone davanti allo scanner, il codice restituito dal suo iride viene comparato con quelli presente nel database. Se viene trovata una coincidenza, la porta si apre.

E se un hacker dovesse avere accesso a questo database, potrebbe in qualche modo ricostruire tramite il codice una sorta di iride artificiale in grado di ingannare il sistema di sicurezza? Fino a qualche tempo fa questa sarebbe stata pura fantascienza. Oggi invece, come hanno dimostrato i ricercatori di Madrid e della West Virginia University, ciò è davvero possibile, grazie ad un algoritmo genetico che permette di ricostruire, dopo circa 200 tentativi, l’immagine di un iride molto simile all’originale ed in grado di effettuare l’accesso al suo posto.

Quello che era considerato uno dei sistemi di sicurezza più sicuri al mondo, basato sull’unicità di ogni singolo individuo, oggi, grazie a questa ricerca, inizia a mostrare i suoi punti deboli. Ci si chiede se questi studi valgono anche per le serrature ad impronte digitali. Resta, il fatto, tuttavia, che questi sistemi biometrici sono ancora i più inaccessibili…

I ricercatori della Universidad Autónoma di Madrid e della West Virginia University hanno scoperto un modo per trarre in inganno gli scanner biometrici dell’iride utilizzati per il controllo accessi a certi luoghi.

Quando i sistemi di sicurezza basati sulla scansione dell’iride creano un’impronta dell’iride stesso, non memorizzano l’immagine per compararla in futuro ad ogni accesso con l’iride vero. Essi, in realtà, trasformano l’immagine in un codice di 5000 bit di dati. Questo codice è basato solitamente su circa 240 punti dell’immagine ed è unica. Ogni persona ha la sua e quando qualcuno si pone davanti allo scanner, il codice restituito dal suo iride viene comparato con quelli presente nel database. Se viene trovata una coincidenza, la porta si apre.

E se un hacker dovesse avere accesso a questo database, potrebbe in qualche modo ricostruire tramite il codice una sorta di iride artificiale in grado di ingannare il sistema di sicurezza? Fino a qualche tempo fa questa sarebbe stata pura fantascienza. Oggi invece, come hanno dimostrato i ricercatori di Madrid e della West Virginia University, ciò è davvero possibile, grazie ad un algoritmo genetico che permette di ricostruire, dopo circa 200 tentativi, l’immagine di un iride molto simile all’originale ed in grado di effettuare l’accesso al suo posto.

Quello che era considerato uno dei sistemi di sicurezza più sicuri al mondo, basato sull’unicità di ogni singolo individuo, oggi, grazie a questa ricerca, inizia a mostrare i suoi punti deboli. Ci si chiede se questi studi valgono anche per le serrature ad impronte digitali. Resta, il fatto, tuttavia, che questi sistemi biometrici sono ancora i più inaccessibili…

Endoacustica Europe

Dagli USA, un robot per le ricognizioni e per estendere la rete Wi-Fi.

luglio 30, 2012 Tecnologia Nessun Commento
robot per estendere reti wi-fi

Non è un semplice sistema per crackare reti Wi-Fi, ma molto di più. È un robot costruito in alluminio e con la forma di un carro armato ed è in grado di creare una rete Wi-Fi ed estenderla in zone a rischio e pericolose, dove spesso connettersi alla rete risulta problematico.

Dal peso di 150 libbre, è abbastanza forte da poter trasportare un peso di 200 libbre, ma in realtà il suo scopo non è il trasporto. È infatti equipaggiato con un router Wi-Fi, una telecamera per la visione notturna, un localizzatore satellitare, in modo da poter essere sempre monitorato, e un sistema di batterie al litio che dura fino a 12 ore.

È controllabile tramite un’interfaccia su browser, e ciò significa che può essere monitorato da qualsiasi computer, e contiene una serie di ripetitori a lungo raggio che possono essere dispiegati in punti strategici per permettere la connessione.

La cosa davvero interessante è che oltre ad estendere la rete senza fili, è in grado anche di effettuare ricognizioni notturne, muovendosi persino su terreni impervi, grazie alla struttura davvero simile a quella di un carro armato. Si sta studiando, inoltre, un sistema per aumentarne la velocità e per permettergli di salire le scale. È stato studiato, inoltre, un sistema che gli permetterà di tornare alla base qualora perda la connessione Wi-Fi

Pensato soprattutto per l’uso militare dagli studenti della Northeastern University, pensate a quanto sarebbe utile nelle aree colpite da catastrofi naturali e non, dove spesso l’infrastruttura fisica della Rete è stata danneggiata!

Endoacustica Europe

Una divisa “intelligente” che aumenta la resistenza fisica dei soldati.

luglio 27, 2012 Biotecnologia Nessun Commento
smart suit

Siamo ormai abituati a diversi strumenti in uso nelle forze dell’ordine e militari per la difesa personale e per il potenziamento delle capacità dell’uomo, che si trasforma, grazie alla tecnologia, in un vero e proprio superuomo, unendo intelligenza, forza umana e robotica.

Si va dai più semplici abiti con paracolpi in gomma, che offrono una protezione efficace contro gli urti, proteggendo il corpo di chi li indossa, a strumenti più complessi, a vere e proprie armature che per permettono, tra le altre cose, di poter sollevare pesi che altrimenti un uomo solo non riuscirebbe a sollevare. L’unico limite a queste armature è il peso delle stesse, la loro scarsa flessibilità ed il fatto che prima o poi esauriscono le batterie, diventando non solo totalmente inutili ma addirittura un peso per chi, invece, dovrebbe avere maggiore abilità sui campi di battaglia o in operazioni di polizia o di salvataggio.

Per questo il DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ha ingaggiato l’Istituto Wyss di Harvard per l’Ingegneria Ispirata alla Biologia, per creare una divisa militare che includa un nuovo HULC, ossia uno Human Universal Load Carrier, uno strumento che servirebbe per aiutare a sollevare pesi che altrimenti un solo uomo non potrebbe sopportare. Il nuovo dispositivo sarebbe più leggero e flessibile dei suoi precedenti, anche se rimane il problema della scarsa durata della batteria che, tuttavia, secondo i ricercatori, potrebbe essere risolto con delle celle a combustibile.

Il nuovo dispositivo, comodamente indossato sotto la normale divisa, avrebbe anche un sensore che rileva la fatica di chi lo indossa, praticando un vero e proprio massaggio con delle vibrazioni, per permettere di aumentare la resistenza del fisico a certi sforzi.

Un investimento di 2,6 milioni di dollari, che potrebbe portare alla realizzazione di uno strumento che rivelerà la sua utilità non solo in campo militare, ma anche in quello civile. Pensate all’utilizzo che se ne potrebbe fare nelle operazioni di salvataggio o nell’assistenza a persone disabili!

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USA, jammer su un autobus per impedire le chiamate da cellulare.

luglio 26, 2012 Tecnologia Nessun Commento
autobus di Philadelphia

Immaginate di essere su un iperaffollato autobus cittadino nell’ora di punta. C’è chi conversa con il proprio vicino e chi, invece, parla al telefono ad alta voce, irritando l’orecchio dei passeggeri. Quante volte vi sarà capitato? Quante volte avreste voluto zittirli? È esattamente ciò che ha fatto un uomo di Philadelphia, che si è presentato alla stampa semplicemente come Eric: infastidito dagli altri passeggeri che parlavano ad alta voce al telefono su un autobus della compagnia SEPTA, ha deciso di dotarsi di uno jammer per disturbare il segnale dei cellulari, un dispositivo che attivava non appena sentiva qualcuno rispondere al telefono.

L’uomo, che credeva di passare inosservato, è stato invece osservato a lungo da un dipendente della compagnia, che aveva notato il piccolo dispositivo “simile ad un walkie-talkie con quattro piccole antenne e con un pulsante che veniva premuto ogni volta che qualcuno iniziava a parlare al cellulare”. Eric è stato così bloccato e invitato a dare spiegazioni. A quanto pare, l’unico motivo dell’utilizzo dello jammer era il fastidio che gli procurava ascoltare le conversazioni telefoniche altrui.

Un caso curioso ed insolito sull’utilizzo di un dispositivo che, in altre situazioni, può rivelarsi davvero utile. Pensate all’utilizzo che si può fare del disturbatore di segnale durante eventi o spettacoli o, ancora, durante riunioni importanti per evitare distrazioni o registrazioni non autorizzate.

Gli jammer, inoltre, si sono rivelati di vitale importanza anche in operazioni militari, come quelle condotte dall’esercito statunitense in Iraq, dove sono stati utilizzati per disturbare il segnale, e rendere così innocue, bombe con controllo a distanza, una delle armi preferite dal nemico e che ha fatto decine di morti dall’inizio del conflitto.

Ritornando al caso di Eric e all’utilizzo che ha fatto del disturbatore, l’uomo è stato duramente criticato dal popolo della rete che si chiede se sia giusto impedire agli altri di conversare al telefono in quello che è un luogo pubblico. “E se uno dei passeggeri avesse la necessità di parlare urgentemente con un suo familiare o con il proprio medico per questioni importanti?”…

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Uno studio rivela la vulnerabilità delle telecamere a circuito chiuso.

luglio 24, 2012 Sorveglianza Nessun Commento

Viviamo in un mondo in cui la videocamere per la sorveglianza sono molte diffuse e spesso ci danno l’impressione di vivere in un enorme Grande Fratello. Nonostante le diverse polemiche sulla privacy, esse hanno, però, dimostrato la loro efficacia nel prevenire atti criminosi e nel permettere di identificare e arrestare pericolosi criminali.

Tuttavia, è stato dimostrato che le solite telecamere a circuito chiuso hanno un sistema di sicurezza molto debole: sono spesso vendute con accesso a Internet remoto abilitato di default, e con password preimpostate deboli. Questo permetterebbe agli hacker di poterle controllare e di favorire, in questo modo, azioni criminali.

Secondo il ricercatore Justin Cacak, ingegnere della sicurezza della Gotham Digital Science, in seguito a “penetration tests”, effettuati per i clienti per scoprire la vulnerabilità della sicurezza delle loro reti, è stato possibile dimostrare come questi dispositivi possano essere manomessi e visualizzati da qualsiasi parte del mondo.

Banche, laboratori di ricerca, università, aziende, case ed altri luoghi sensibili, sarebbero così esposti ad un enorme rischio: malintenzionati potrebbero assumerne il controllo e rubare progetti e informazioni importanti o, semplicemente, violare la privacy di migliaia di persone, senza che queste possano rendersene conto.

È possibile, dunque, accedere da remoto a questi dispositivi qualora la casa produttrice permetta tale accesso come impostazione di default. E nelle maggior parte dei casi tali impostazioni rimangono in maniera permanente per il semplice fatto che gli utilizzatori non lo sanno, in quanto non esperti in materia. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che le password preimpostate sono molto deboli e, perciò, facilmente decifrabili.

In questo modo, secondo gli esperti capitanati da Cacak, è stato possibile entrare nelle sale conferenze di diverse aziende importanti e persino nel Consiglio di amministrazione della Goldman Sachs. Ecco perché sarebbe importante, secondo i ricercatori, disabilitare l’accesso remoto a queste telecamere di sorveglianza, dotarle di password più forti o semplicemente, utilizzare microcamere di tipo diverso.

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Una pistola che lancia anelli di fumo per allontanare gli aggressori… e non solo!

pistola vortex

Prendendo spunto dalle pistole giocattolo per bambini in grado di lanciare anelli di fumo, Battelle, azienda statunitense di Columbus, Ohio, per realizzare una vera e propria arma in grado di lanciare anelli di diverse sostanze gassose o di cariche elettriche.

Secondo i ricercatori, questa pistola sarebbe in grado di lanciare questi anelli ad una distanza di quasi 46 metri e ad una velocità di circa 145 chilometri orari. Gli anelli gassosi, lanciati con una sorta di raffica di vento, potrebbero essere utilizzati in diverse occasioni: si è pensato per esempio, ad un’operazione di soccorso da parte dei vigili del fuoco. In certe occasioni, per poter salvare vite umane, sarebbe utile creare nella stanza un corridoio libero dal fumo. Questa pistola sarebbe in grado di fare proprio questo: gli anelli di carica elettrica emessi possono spostare il fumo in basso, creando un varco per i soccorritori.

Pensate all’uso che potrebbe farne la polizia in luoghi molto affollati, durante grandi eventi che richiedono molti uomini per la sorveglianza e per la difesa. Oltre ai soliti spray antiaggressione, si potrebbe utilizzare quest’arma, caricata magari con gas lacrimogeni o sostanze urticanti, per annebbiare la vista degli aggressori e poterli acciuffare senza problemi.

Un altro uso di questa pistola potrebbe essere quello di impiegarla per spargere pesticidi o insetticidi nei casi in cui sarebbe bene mantenere una certa distanza, come, per esempio, nel caso in cui si dovesse voler liberare un luogo dalle api.

Questo dispositivo che, è bene ricordarlo, è una vera e propria arma, porta inevitabilmente a chiedersi se per possederla ed usarla a scopi di difesa personale sarà necessario possedere particolari permessi. L’arma, infatti, può essere tanto innocua quanto pericolosa, a seconda del tipo di anelli lanciati e, soprattutto, delle persone che la utilizzano. Intanto gli studiosi stanno per ottenere la registrazione del loro brevetto. Si attendono ulteriori sviluppi.

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Sostanze esplosive o tossiche? Un’applicazione per smartphone vi dice come comportarvi!

applicazione First

Il Dipartimento di Sicurezza americano ha rilasciato lo scorso mese un’applicazione per iOS e Android in grado di fornire informazioni su come comportarsi in caso di rilevamento di materiale esplosivo o di fuoriuscita di sostanze tossiche.

Pensate ad un agente di polizia che trova una borsa abbandonata in un aeroporto o in un luogo affollato. La prima cosa che potrebbe venirgli in mente è che in quella borsa vi sia una bomba per un attentato terroristico. La cronaca insegna, infatti, che questo è uno dei sistemi utilizzati dai terroristi per compiere i loro attacchi. Cosa fare, allora, in questi casi?

L’applicazione messa appunto dal Dipartimento di Sicurezza americano è proprio lo strumento ideale per fornire linee guida sul comportamento da tenere. Sfrutta il sistema di localizzazione satellitare per indviduare il punto preciso in cui si troverebbe l’oggetto sospetto e fornisce consigli su fattori come la distanza da tenere, le migliori posizioni per i blocchi stradali, quanti e quali edifici sarebbe meglio far evacuare, quali e di che entità sarebbero i danni se la bomba deflagrasse. Tutti dati che possono essere etichettati dall’utente e condivisi per email.

Pensate a quanto sarebbe utile questa applicazione in caso di crolli, terremoti ed altre catastrofi naturali. Oltre ad utilizzare apparecchi di ultima generazione che permettono di trovare eventuali dispersi e di vedere attraverso i muri, coloro che si occupano delle emergenze potrebbero utilizzare questa applicazione, denominata FIRST, per sapere come comportarsi nel caso in cui ci sia la fuoriuscita di materiale tossico, come spesso accade. Il sistema, infatti, include informazioni su come trattare oltre 3.000 materiali pericolosi e su come gli agenti atmosferici, come pioggia e vento, possono contribuire alla loro espansione.

Questa applicazione è per ora disponibile per gli addetti ai soccorsi, ma non si esclude che potrà essere accessibile anche al grande pubblico. Pensate a quanto sarebbe utile nella vita di tutti i giorni, soprattutto per coloro che non sono esperti di esplosivi o che non sanno come poter effetuare il trattamento di sostanze tossiche!

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L’hi-tech ha una nuova parola d’ordine: gadget. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti, più o meno utili e sempre più personalizzabili. Alcuni gadget hanno fatto capolino sul mercato nelle ultime settimane. Vediamo i più graditi. Ci aiuterà a non restare più senza batteria, il Nectar Mobile Power System, strumento di alimentazione portatile che assicura energia elettrica extra per oltre due settimane, per singolo dispositivo. …

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jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
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microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
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Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
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I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
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keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.