Droni e dirottamento, un nuovo ostacolo per la sicurezza negli USA.

Droni e dirottamento, un nuovo ostacolo per la sicurezza negli USA.

Si sente sempre più parlare di UAV (Unmanned Aerial Vehicle) o droni, ossia aerei non pilotati da uomini e utilizzati soprattutto per scopi militari e di sorveglianza dall’alto. Un grande passo in avanti della tecnologia che, tuttavia, pone diversi interrogativi, non solo per la privacy, ma anche per la sicurezza stessa degli individui.

Tra cinque o dieci anni potrebbero esserci nei cieli statunitensi circa 30000 droni e questo sarà un vero problema anche in seguito alla scoperta fatta lo scorso 19 giugno da alcuni ricercatori dell’Università del Texas, che sono riusciti a dirottare un drone durante un test del “Department of Homeland Security”.

I ricercatori dei laboratori di radionavigazione di Austin, infatti, con a capo il professor Todd Humpreys, hanno messo in crisi il governo americano, dimostrando come, con solo 1000 dollari, sia possibile assumere il controllo di un UAV e dirottarlo.

Se si pensa che in futuro i nostri cieli potrebbero essere pieni di questi velivoli, si capisce bene quale pericolo si potrebbe correre: non solo la collisione con i normali aerei, ma questi velivoli potrebbero essere utilizzati come dei veri e propri missili da parte di potenziali terroristi o malintenzionati.

Il dirottamento dei droni, possibile grazie al raggiramento del sistema GPS integrato in questi aerei, rappresenterebbe, quindi, un serio pericolo per la popolazione. L’anno scorso quando la CIA ha perso un drone in Iran, ci sono state segnalazioni di spoofing e del conseguente inganno dell’atterraggio ma non possiamo dirlo con certezza” ha rivelato Humpreys.

Per evitare il pericolo, secondo i ricercatori, lo spazio aereo non dovrebbe usare lo stesso segnale GPS in chiaro per uso civile. Servono ricevitori GPS più sicuri: “I ricevitori devono essere in grado di identificare sempre cosa succede e di capire se vengono attaccati. Una soluzione potrebbe essere quella di incoraggiare la produzione di ricevitori certificati, dotati di rivelatori di spoofing. Un’altra alternativa è la crittografia dei segnali GPS. I droni militari usano un “Selective Availability Anti-Spoofing Module” che decifra il segnale GPS” continua ancora Humpreys

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