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Protezione intelligente dai rumori per le vostre orecchie

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’utilizzo di tappi per le orecchie per coloro che si trovano in ambienti rumorosi (ad esempio chi lavora su una piattaforma petrolifera, o soldati in prima linea che potrebbero subire danni all’udito in seguito alle esplosioni), se da un lato protegge l’orecchio da possibili danni, dall’altro non permette a chi li indossa di udire ciò che invece vorrebbero ascoltare, ad esempio le voci dei propri colleghi o commilitoni.

Per filtrare i rumori dannosi e riuscire invece a captare voci umane ed altri suoni necessari, la soluzione viene dalla Norvegia, dove la Nacre ha studiato QuietPro+, un auricolare protettivo in grado di adempiere a questo compito. Gli auricolari sono collegati ad una piccola unità di controllo, che non appena rileva un suono potenzialmente dannoso, emette delle onde sonore.

Tali onde sonore vengono inviate tramite gli auricolari direttamente nell’orecchio, e sono in grado di cancellare il rumore emesso dalle esplosioni. Allo stesso modo, il processore digitale contenuto nell’unità può aumentare il volume di suoni quali le voci umane, rendendole chiare e comprensibili.

Inizialmente QuietPro+ è stato studiato per le forze armate statunitensi, mentre attualmente Nacre, in collaborazione con la compagnia petrolifera norvegese Statoil ne sta studiando una versione adatta a chi lavora su una piattaforma petrolifera, dove la tipologia di rumore emesso dagli strumenti di perforazione è differente da quella di bombe o proiettili, e dove il rischio di perdita dell’udito è costante a causa del rumore continuo, che rende difficile anche una normale conversazione tra colleghi, il che a sua volta può aumentare il rischio di incidenti.

Migliorando le possibilità di comunicazione, si potrebbero prevenire anche incidenti quali quello avvenuto sulla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.

Un microelicottero comandato via iPhone

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Su queste pagine, qualche mese fa avevamo annunciato l’entrata in produzione di AR Drone, un microelicottero che può essere controllato a distanza in maniera wireless tramite il proprio iPhone. Durante un periodo iniziale, AR Drone era disponibile soltanto in Gran Bretagna.

Ora la Parrot, casa produttrice di questo gioiellino, ne ha annunciato la messa in vendita, a partire dall’inizio del mese di settembre, anche sul mercato internazionale., ad un costo che si aggira sui 300 dollari.

Si tratta di un quadrielicottero, ossia di un piccolo elicottero in miniatura con 4 rotori, che possono essere sia aperti che protetti. Grazie alla protezione sui rotori, AR Drone può pertanto essere utilizzato anche in ambienti chiusi senza timore di danneggiare gli oggetti circostanti. Inoltre, la sua scocca in fibra di carbonio lo rende leggero ma solido.

Inizialmente nasce come un accessorio per lo svago, ad esempio per essere utilizzato per esibizioni acrobatiche, gare amatoriali, battaglie virtuali contro altri droni o come accessorio per videogiochi tramite un’applicazione iPhone; tuttavia, grazie alla possibilità di controllarlo via cellulare, si aprono di certo altri scenari, soprattutto viste le sue caratteristiche di estrema maneggevolezza.

Ad esempio AR Drone potrebbe diventare un utile strumento per operazioni di sorveglianza o per situazioni di guerriglia urbana, grazie alle telecamere incorporate, che gli consentono di riprendere immagini che vengono inviate poi direttamente sul telefono cellulare di chi lo controlla, fornendo un vantaggio tattico nei confronti dei propri nemici.

Guidare un AR Drone è semplicissimo: una volta decollato, basta tenere le proprie dita sullo schermo dell’iPhone per muoverlo verso l’alto o verso il basso, a destra o a sinistra. Se si tolgono le dita dallo schermo, si stabilizzerà automaticamente a circa mezzo metro d’altezza, per atterrare automaticamente dopo un certo periodo di inattività.

Sicurezza biometrica, oggi anche portatile

agosto 1, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Proprio ieri si parlava di quanto importante sia proteggere i propri dati sensibili, e le informazioni riservate che usiamo nel nostro lavoro, sia in formato elettronico sui computers, che in formato cartaceo, come ad esempio documenti, offerte, listini prezzi e così via.
Per evitare che occhi indiscreti possano sbirciare dove non dovrebbero, ci sono vari sistemi di protezione.

Una novità in tal senso viene dall’Italia, e si chiama Ekey. A prima vista somiglia ad un normalissimo portachiavi, magari uno di quelli con drive USB incorporato. In realtà, si tratta di un piccolo scanner biometrico, che può essere usato per accedere a tutti quegli ambienti, siano essi a casa o in ufficio, per i quali l’accesso è limitato soltanto alle persone autorizzate.

Sul corpo di Ekey è infatti presente un piccolo scanner per impronte digitali, e la presa USB viene usata per collegarlo ad esempio ad un computer che regola gli accessi. Basta inserire la presa USB nel computer, passare il proprio dito indice sul piccolo scanner, e se verrete riconosciuti dal sistema, il LED sul corpo di Ekey si illuminerà di una luce verde e potrete tranquillamente accedere all’ambiente protetto, o ai dati contenuti sul computer stesso.

Tale sistema potrebbe essere utile ad esempio per proteggere computers condivisi ed evitare che i dati in essi contenuti possano uscire dalla cerchia delle persone autorizzate, o anche per risparmiare tempo e spazio, usando un solo piccolo scanner biometrico per salvare i dati d’accesso (ovvero le proprie impronte digitali) a vari ambienti o computers, senza dover portare con sé una serie di piccole apparecchiature elettroniche che potrebbero perdersi e finire in mani sbagliate, con le conseguenze facilmente immaginabili.

Una soluzione per malati: usare gli occhi per comunicare

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Per coloro che, in seguito ad un incidente o a una malattia degenerativa, hanno perso l’uso della parola o hanno serie difficoltà anche a livello motorio, tra i vari problemi che si incontrano per svolgere anche le più semplici attività quotidiane, uno dei più complicati è spesso quello che riguarda le comunicazioni.

Non essere in grado di muoversi è già abbastanza doloroso di per sé, ma non riuscire a comunicare le proprie sensazioni o i propri bisogni al prossimo deve essere un ulteriore colpo, sopratutto a livello emotivo.

Per assistere i malati in questo compito, solo apparentemente semplice ma difficilissimo per chi non è in grado di muoversi, è stato appena presentato un sistema che può risolvere il problema usando il movimento degli occhi per comunicare tramite il linguaggio Morse.

i-Mos, questo il nome, è in pratica una sorta di paio di occhiali, dotato di un sensore che riconosce il movimento degli occhi. Muovendoli verso destra o verso sinistra, si può “scrivere” in linguaggio Morse, poiché il sensore interpreta come punto o linea il movimento nell’una o nell’altra direzione.

Inoltre, sugli occhiali è montato un display sul quale sono visualizzate le lettere “scritte”, e grazie alla funzione di completamento automatico delle parole, l’interlocutore può, già dalla seconda o terza lettera, suggerire la parola, risparmiando tempo e fatica a chi usa i-Mos.

Tra i possibili destinatari di tale prodotto, che attualmente è soltanto un concetto, ma che speriamo di poter vedere presto in produzione, ci sono ad esempio i malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), o di altre sindromi degenerative che colpiscono i movimenti e la capacità di comunicare; grazie ad i-Mos, almeno dal punto di vista emotivo, la loro vita potrebbe diventare migliore.

Panasonic si lancia nel mercato delle telecamere in miniatura

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Con ritardo forse colpevole, finalmente anche la Panasonic ha deciso di giocare le proprie carte sul mercato dei mini camcorder, ossia delle videocamere digitali in miniatura, un mercato dominato da apparecchiature dalle dimensioni ridottissime, dal prezzo accessibile e da una qualità mediamente alta (ovviamente variabile a seconda del prezzo, e viceversa).

Per fare ciò, ha appena lanciato su tale mercato la propria mini videocamera, chiamata HM-TA1, dal prezzo piuttosto attraente di soli 170 dollari circa.

Nonostante il basso prezzo, si tratta di una delle più piccole videocamere tascabili in circolazione, dal design di tipo candybar ormai divenuto lo standard per questo tipo di apparecchi,disponibile in vari colori e con caratteristiche tecniche abbastanza buone, quali un sensore a 3 megapixel, che pur avendo una risoluzione inferiore a molti prodotti concorrenti, guadagna in qualità grazie alla retroilluminazione che permette un ottimo funzionamento in condizioni di scarsa luminosità.

La presenza di molti pulsanti, in una categoria di prodotti in cui si tende al minimalismo più spinto, ne rende l’utilizzo forse non semplicissimo, ma sicuramente uno dei punti forti è dato dalla possibilità di usare la videocamera HM-TA1 come webcam, anche utilizzandone il microfono incorporato, semplicemente collegandola al vostro computer tramite cavo USB.

In questo modo sarà possibile usarla non soltanto per effettuare videoregistrazioni di buona qualità, ma anche per avere una maggiore flessibilità nelle proprie chiamate video, ad esempio con Skype. Infatti, se le normali webcam sono abbastanza limitate nei movimenti (quando non sono integrate nello schermo del proprio laptop), grazie a questo modello sarà più facile muoversi durante le proprie sessioni di videochat.

Il tutto ad un costo limitato, con un peso di soli 100 grammi e dimensioni assai contenute.

La mafia vuole i vostri dati personali

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Secondo un rapporto pubblicato annualmente da Verizon, circa l’85 per cento dei furti di dati personali e di accessi non autorizzati a dati riservati (di cui il 38 per cento è rappresentato dal furto di nomi utente e password di accesso), è riconducibile direttamente o indirettamente al crimine organizzato.

Sempre secondo questo rapporto, oltre il 70 per cento di tali furti è stato commesso da parti esterne, mentre il 50 per cento dei tentativi veniva effettuato da agenti interni, quali ad esempio collaboratori, dipendenti o soci in affari, o da un utilizzo improprio delle credenziali di accesso, che dava modo ai dipendenti di sbirciare dove non avrebbero dovuto.

Se da un lato le intrusioni esterne sfruttano punti deboli nei sistemi computerizzati, che a volte lasciano aperte delle porte di accesso (le cosiddette backdoor) che un hacker può essere in grado di sfruttare, gli attacchi provenienti dall’interno si fondano essenzialmente sul tradimento del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente, o tra soci.

Per questo, è assolutamente vitale dotarsi di un adeguato sistema di controllo accessi, che possa stabilire in maniera univoca chi ha accesso ad alcuni dati ed informazioni, e chi invece no. Ad esempio, sempre secondo il rapporto della Verizon, con delle semplici precauzioni, è possibile evitare fino al 96 per cento dei furti di dati o degli accessi non autorizzati.

Tali precauzioni possono andare dalla protezione dei propri dati con sistemi di criptaggio e codifica a vari livelli a seconda dell’importanza dei dati custoditi, fino a misure fisiche per limitare l’accesso a determinate stanze nel vostro ufficio e consentirlo soltanto al personale autorizzato.

Per maggiori informazioni su come mantenere la sicurezza e privacy delle informazioni nel vostro ambiente di lavoro, e su vari sistemi di protezione dati, vi consigliamo di visitare il sito di Endoacustica.

Tentacoli robotizzati per neutralizzare bombe e mine

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Come sanno bene i soldati impegnati in zone di guerra, il pericolo è sempre in agguato dietro l’angolo, dietro una porta o sotto forma di bombe artigianali (i cosiddetti IED, Improvised Explosive Devices) che possono esplodere in qualsiasi momento. Neutralizzare queste bombe è uno dei lavori più difficili e con il più alto tasso di rischio (e di mortalità) tra le truppe.

Per aumentare la sicurezza dei soldati in queste situazioni, il Research Laboratory dell’esercito USA, in collaborazione con la Carnegie Mellon University, sta sviluppando il Robotic Tentacle Manipulator, un robot anti bomba, costituito da tre tentacoli robotizzati coordinati tra loro e montati su di una base cilindrica.

Il sistema è dotato di funzionalità LIDAR (Light Detection and Ranging) e di gestione tridimensionale di immagini, che gli permettono di analizzare un oggetto sospetto, e di un sofisticato sistema di manipolazione che gli consente di aprire porte o ispezionare una bomba senza farla esplodere.

Inoltre, i suoi tentacoli possono essere usati anche per il movimento, permettendo al robot di muoversi anche in spazi ristretti, su terreni accidentati o anche di nuotare in acqua, per raggiungere il proprio obiettivo.

Il robot anti bomba è controllato a distanza, tramite un computer portatile al quale è collegato via Bluetooth o WiFi. Ognuno dei suoi tre tentacoli, di fatto, è un robot indipendente, gestito da un sistema centralizzato di controllo, che comunica con i motori posizionati sui tentacoli.
Tali motori vengono usati per effettuare i singoli movimenti dei tentacoli, mentre l’ufficiale che dirige il sistema tramite computer controlla, tramite il suo computer, il movimento dei tre tentacoli nel suo complesso.

Secondo i tecnici dell’esercito, sarà possibile creare robots di varie dimensioni e caratteristiche, a seconda dell’impiego che essi avranno sul campo.

Automobili volanti di nuova generazione

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Terrafugia, uno dei più famosi nomi nel campo delle automobili volanti, ha appena presentato il concetto, integrato con immagini grafiche e specifiche tecniche, del suo prossimo veicolo, chiamato Transition Roadable Aircraft (TRA).

Si tratta di un veicolo ibrido, le cui caratteristiche possono essere riassunte in breve con la descrizione che ne da’ il produttore: basta atterrare in aeroporto, ripiegare le ali e guidare verso casa. Ovviamente, dietro a questo semplice concetto c’è il lavoro dei produttori, che culmina in un veicolo con una dotazione tecnologica che adatta le caratteristiche tipiche di un piccolo aereo alle esigenze di un autoveicolo, ad esempio con un abitacolo costituito da una cella di sicurezza rigida ad assorbimento di energia, resistente agli impatti.

Altre dotazioni tecnologiche e di sicurezza includono, oltre ad una interfaccia con touchscreen per impartire in maniera semplice i comandi operativi, anche un paracadute balistico e una serie di airbags. Per quanto riguarda la transizione da automobile ad aereo e viceversa, il meccanismo è stato semplificato, ed ora è possibile aprire o ripiegare le ali semplicemente premendo un pulsante all’interno dell’auto volante.

Una volta aperte le ali, si potrà decollare facilmente grazie al suo motore da 100 cavalli. Il concetto del TRA è stato approvato dalla Federal Aviation Administration americana, il che rappresenta un importantissimo passo verso la realizzazione di un veicolo che in futuro potrebbe diventare di uso comune sulle nostre strade e nei nostri cieli.

Ovviamente, il discorso è valido per coloro (e non sono moltissimi) che possono permettersi di sborsare un prezzo che dovrebbe aggirarsi intorno ai 190mila dollari. Il prezzo comunque non sembra un problema per le 80 persone che già hanno prenotato il loro esemplare, versando anche un anticipo di 10mila dollari.

Aerei robot per consegnare pacchi

luglio 28, 2010 Tecnologia Nessun Commento

L’ultima frontiera nel campo degli aerei senza pilota o UAV (Unmanned Aerial Vehicles) potrebbe, in un futuro neanche troppo lontano, essere varcata dalla Fedex.
Il gigante mondiale del trasporto espresso, infatti, ha intenzione di studiare la possibilità di impiegare aerei robotizzati nella propria flotta.

L’idea sarebbe quella di impiegarli non solo come aerei da trasporto per trasferire spedizioni da un centro di smistamento ad una filiale locale, ma anche e soprattutto di utilizzarli per effettuare le singole consegne. Al momento però, le regole che governano il volo dei droni sono molto restrittive per quanto riguarda il volo sopra centri abitati, almeno se si tratta di un uso civile e non per voli di ricognizione militare.

Per questo, le Forze Armate USA stanno studiando il modo di renderli intelligenti in modo che essi possano riconoscere le traiettorie di volo di un aeroporto, adattando la propria traiettoria in modo da evitare rischi per il traffico aereo.

Inoltre, un team di ricercatori della Air Force è al lavoro per sviluppare dei robot che possano effettuare rapidamente le operazioni di carico e scarico del materiale caricato a bordo. Per ora, questo tipo di operazioni si svolgerebbe essenzialmente su materiale di tipo militare, ma in futuro potrebbe essere adattato al settore civile, ad esempio per scaricare le merci che la Fedex potrebbe consegnare ai suoi clienti tramite l’aiuto di questi robot, senza comunque perdere di vista il fattore umano.

In futuro, ad esempio, si potrebbero creare delle formazioni di velivoli in cui l’aereo principale è pilotato da un essere umano, con dei droni che lo seguono in formazione a V, proprio come gli uccelli o le pattuglie acrobatiche. Fantascienza? Forse no…

Cellulare spia, l’alternativa alle microspie

luglio 26, 2010 Tecnologia Nessun Commento

Spy Phone

A parte gli ultimi sviluppi politici in Italia, secondo i quali il Governo sembra impegnato nella lotta alle intercettazioni telefoniche, rendendo sempre più complicato il percorso legislativo dell’utilizzo delle microspie, usare i microfoni nascosti non è sempre semplice per le forze dell’ordine, e bisogna pertanto avere sempre a disposizione un sistema alternativo per ascoltare le conversazioni delle persone che si vogliono tenere sotto controllo.

Ora, anche se il percorso legislativo e parlamentare della cosiddetta “legge bavaglio” sembra prendere la direzione che potrebbe portarlo ad arenarsi, di alternative alle microspie, se non altro da un punto di vista strettamente investigativo, ce ne sono svariate sul mercato dei sistemi di sorveglianza.

Ad esempio, il sistema di sorveglianza più completo e flessibile è sicuramente lo Spy Phone, che permette di ascoltare in diretta le conversazioni del proprio obiettivo, ovunque esso si sposti, senza dare nell’occhio.

Inoltre, grazie ad un cellulare spia è possibile non soltanto ascoltare le telefonate in tempo reale, ma anche leggerne tutti i messaggi di testo, sia ricevuti che inviati, nonché registrarne le conversazioni quando non è possibile ascoltarle sul momento; per alcuni modelli di cellulare, è anche possibile ricevere le coordinate geografiche dell’attuale posizione, in modo da poter risalire in ogni momento alla posizione della persona che, ignara, usa il proprio cellulare senza sapere di essere sotto sorveglianza.

Queso ed altro ancora è reso possibile mediante l’installazione, disponibile su gran parte dei cellulari attualmente in commercio, di un software spia, installato in maniera assolutamente invisibile ed impossibile da rilevare anche ll’utente più esperto.

Questo software può essere installato nel giro di pochi secondi: basterà sfruttare una piccola disattenzione ed il gioco è fatto. Una volta effettuata l’installazione, il software spia è programmato per avvisarvi automaticamente, non appena il cellulare inizia una conversazione, inviandovi un SMS verso un numero impostato in precedenza, ad esempio quello del vostro cellulare.

Una volta ricevuto tale SMS potrete entrare in comunicazione ed ascoltare in diretta la telefonata, senza essere ascoltati e potendo carpire tutte le informazioni necessarie. Oltre all’ascolto in diretta, è possibile ascoltare le telefonate in differita, grazie all’opzione di registrazione telefonate.
La conversazione intercettata viene salvata su un file audio ed inviata via email che potrete pertanto comodamente scaricare sul vostro computer ed ascoltare con calma.

Tra le altre funzioni dei cellulari spia, segnaliamo oltre alla possibiltà di ricevere una copia di tutti i messaggi in entrata ed in uscita, anche quella, attiva su cellulari dotati di navigatore GPS, di ricevere in tempo reale le coordinate geografiche dell’esatta posizione del vostro soggetto.

Tutte queste funzioni sono attivabili e disattivabili a distanza, semplicemente inviando un SMS, scritto in un particolare formato molto semplice, con le istruzioni operative. Il software spia intercetterà questo messaggio e, senza visualizzarlo sullo schermo del cellulare, eseguirà le istruzioni in esso contenute.

Ma quello che rende il cellulare spia assolutamente unico è la possibilità di usarlo come fosse una normale microspia, utilizzando il microfono per ascoltare le conversazioni intorno ad esso, e di poterlo fare anche quando il cellulare stesso è spento o addirittura con la batteria disinserita! Basta chiamare dal numero memorizzato e potrete entrare in ascolto, senza che il telefono dia alcun segno di attività quale, ad esempio, una luce sul display.

Per maggiori dettagli sul funzionamento dei cellulari spia, vi raccomandiamo di visitare il sito di Endoacustica.

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 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all'auricolare celato nell'orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
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keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
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localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
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